STRATEGIA GLOBALE E LA CRESCITA DIGITALE

In questo numero  affronterò e condividerò con Voi i seguenti argomenti:

 

10) Open Data

11) Sanità digitale

12) Scuola Digitale

13) Giustizia Digitale

 

10) I processi di archiviazione sono l’altra faccia della trasformazione digitale . Di fatto è la crescente informatizzazione aziendale che ha portato le organizzazioni a dover gestire una quantità di informazioni a capacità infinita, spingendole a fronteggiare il tema del Big Data Management.

Le informazioni, infatti, sono preziose e vanno tutte gestite, il che significa archiviate, analizzate, protette e rese accessibili nei tempi e nei modi corretti. Quasi 8 aziende italiane su 10 preferiscono una gestione dello storage in house ma 18% ha sposato modelli di hybrid cloud e il 6% si è affidato interamente alla nuvola.

E’ importante capire meglio non solo in che percentuale impatta il tema della gestione dei dati rispetto ai processi di archiviazione ma anche, più in dettaglio, quali sono gli aspetti percepiti come davvero prioritari. Le difficoltà non mancano, anche e soprattutto di natura organizzativa e di cultura aziendale, ma le imprese italiane stanno acquisendo consapevolezza  che la gestione e l’analisi di grandi quantità di dati può portare interessanti vantaggi in termini di crescita economica.
Attraverso l’analisi dei Big Data le imprese possono incrociare e ottenere informazioni utili per il business finora inimmaginabili in un tempo brevissimo. Non solo per le aziende che si occupano di nuove tecnologie, i Big Data servono a tutti e tutti possono beneficiare dei vantaggi raggiungibili attraverso il loro corretto utilizzo.

Le aziende che hanno implementato al loro interno processi di analisi dei Big Data si dicono molto soddisfatte dei risultati di business che hanno raggiunto e dichiarano di trovarli molto utili nel percorso verso una organizzazione più digitale delle attività. In particolar modo, le imprese utilizzano i Big Data per:

  •  Fare analisi circa gli interessi e l’orientamento di acquisto dei consumatori
    •    Creare nuovi prodotti e servizi
    •    Migliorare il rapporto con i clienti
    •    Ricercare nuove fonti di reddito

Ovviamente, le opportunità nascondono anche delle grandi sfide, che nel caso dei Big Data si traducono nella necessità da parte delle imprese di formare o reperire all’esterno le professionalità specializzate nel campo in grado di lavorare sui dati. Oltre alla sfida delle competenze, le aziende possono trovarsi di fronte a difficoltà in termini di costi per gestire e implementare tali sistemi di analisi, in termini di sicurezza e in termini di integrazione tecnologica.

Le aziende possono affrontare queste sfide puntando sulla formazione del personale interno, in modo da avere, in una fase di gestione successiva all’implementazione, tutte le professionalità necessarie per svolgere al meglio questo compito, per cui ottimizzare i costi e rendere il processo più sicuro possibile.
Ovviamente, in una fase di collaudo e di messa a punto è necessario che l’azienda reperisca all’esterno – tramite consulenti o risorse dei vendor in tecnologia – le persone giuste.

Molto spesso le imprese hanno difficoltà a capire i campi di applicazione dei Big Data. Un consiglio può essere quello di cominciare con un’area di business definita, piccola per capire la portata del fenomeno, concentrarsi sui talenti, cominciare anche un programma di formazione interna ed essere flessibili, agili e open minded.

Per quanto riguarda le pubbliche amministrazioni ancora faticano a pubblicare dati aperti (e a tenerli aggiornati). Per questo motivo s’intende attuare una strategia che prevede:

  • l’adozione di linee guida nazionali che definiscano modelli e metodologie comuni, facilitando l’interoperabilità semantica attraverso descrittori e ontologie
  • la definizione di un’agenda nazionale in cui sono definiti obiettivi e tempistiche entro cui le diverse amministrazioni sono obbligate a rilasciare i dati
  • la promozione di requisiti”open data” a tutti i nuovi software e alla manutenzione evolutiva degli esistenti
  • sperimentare le potenzialità del riutilizzo dei dati aperti

Questa misure palesano un perfetto bilanciamento fra domanda e offerta: si tratta infatti di mettere a disposizione nuovi dati a disposizione dei cittadini e delle imprese (incrementando dunque l’offerta) ma nel contempo incentiva anche la domanda poiché incrementa le occasioni di riutilizzo dei dati anche per finalità commerciali ed efficacia delle decisioni assunte.

 

11) L’innovazione digitale dei processi sanitari è un passaggio fondamentale per migliorare il  rapporto costo-qualità dei servizi sanitari, limitare sprechi e inefficienze, ridurre le differenze tra i territori, nonché innovare le relazioni di front-end per migliorare la qualità percepita dal cittadino. Le attività si svilupperanno lungo le seguenti linee di intervento nell’ambito del “Patto della salute” del Ministero della Salute .

  • Fascicolo sanitario elettronico

inteso come l’insieme di documenti clinici  inerenti al proprio

stato di salute e derivanti dal proprio rapporto con i diversi attori del Servizio Sanitario Nazionale.

  • Ricette digitali

prevede la sostituzione delle prescrizioni farmaceutiche e specialistiche cartacee con gli equivalenti documenti digitali, in modo uniforme e con tempi certi su tutto il territorio nazionale.

  • Dematerializzazione dei referti medici e delle cartelle cliniche

Per migliorare i servizi ai cittadini, riducendone i costi connessi, è necessario accelerare il processo di dematerializzazione dei referti medici, rendendoli disponibili anche online, e delle cartelle cliniche.

  • Prenotazioni online

Accelerare la diffusione dei Centri Unici di Prenotazione (sia online sia attraverso intermediari, es. farmacie) delle prestazioni sanitarie a livello regionale e sovra territoriale, al fine di ottimizzare l’impiego delle risorse e ridurre i tempi di attesa.

Gli interventi sopra riportati presentano un elevato grado di interdipendenza, la loro attivazione consentirà il raggiungimento di notevoli sinergie e vantaggi (in termini di costo ed efficienza) sia per il sistema sanitario che per i cittadini.

 Tempi di esecuzione e applicazione

  • 2016 – 2017 Fascicolo sanitario elettronico;
  • 2016 Ricette digitali
  • 2016 Dematerializzazione referti e cartelle cliniche
  • 2017 Prenotazioni e pagamenti online

E’ da considerare che si  tratta di iniziative in grado di determinare consistenti risparmi sulla

spesa pubblica prevista a regime intorno ai 20 Miliardi di euro.

12)La scuola è un servizio pubblico universale e come tale necessita di avere strutture adeguate al contesto: ed è oramai questione irrinunciabile e indifferibile la fornitura di rete, connettività e dispositivi tecnologici a tutte le scuole e in tutte le aule. Bisogna poi considerare l’importanza dei benefici cosiddetti «estensivi» che la scuola può portare in termini di diffusione della cultura digitale nelle famiglie con figli. Per questo è necessario che il rapporto famiglie – scuola sia sempre più digitalizzato in termini di servizi, e che i curricula scolastici prevedano nuove competenze.

 Quali sono gli indicatori dei benefici

    • maggiore efficienza dei servizi online scuole-famiglie e maggiore
    • miglioramento della qualità dei servizi resi all’utenza
    • sviluppo di servizi innovativi
    • numero di servizi online e app sviluppate e % di utilizzo da parte delle famiglie

 

13) IL promotore del progetto è il Ministero della Giustizia che ne coordina anche l’attuazione. Il Processo Civile Telematico è già una realtà ed è stato reso obbligatorio dal 30 giugno 2014. Con il d.l. 24 giugno, n. 90, a decorrere dal 30 giugno 2014, è diventato obbligatorio il deposito

telematico di tutti gli atti e i provvedimenti del procedimento per decreto ingiuntivo e il deposito degli atti in tutte le procedure iniziate dal luglio 2014. Dal 31.12.2014 il deposito telematico sarà obbligatorio anche per gli atti  dei processi pendenti alla data del 30 giugno 2014. Tale previsione si è estesa anche alle Corti di appello, a decorrere dal 30 giugno 2015. L’intenzione è stata quella di avvicinare il servizio-giustizia agli operatori e ai cittadini mediante l’impiego delle tecnologie informatiche nel processo e conseguire notevoli risparmi di spesa attraverso la riduzione del cartaceo. L’avvocato, tramite la possibilità di depositare telematicamente, vedrà drasticamente ridursi i tempi di attesa per i depositi in cancelleria. Inoltre, potendosi effettuare il deposito telematico in tutto il territorio nazionale, si avrà una conseguente eliminazione delle distanze geografiche e territoriali, riducendo al minimo i disagi per l’avvocatura e i costi per i cittadini. Le cancellerie, del

pari, riceveranno un immediato beneficio grazie alla riduzione delle attività di sportello all’avvocatura e all’utenza per l’accettazione dei depositi cartacei e per il rilascio delle

informazioni. La trasparenza informativa assicurata dal processo telematico è assoluta ed estremamente innovativa: tramite il portale dei servizi nazionali di giustizia. Inoltre per la parte, i difensori, gli ausiliari e consulenti nominati dal giudice, con il solo utilizzo di un dispositivo di autenticazione forte (es. smart card), è altresì possibile consultare il contenuto specifico del fascicolo telematico, ovvero i provvedimenti dei giudici e gli atti delle parti depositati telematicamente o acquisiti in formato elettronico dalla cancelleria.

Per quanto riguarda il settore penale, un primo ambito di interventi riguarda il potenziamento della diffusione (già conclusa  nel 214) del registro penale informatizzato SICP (sistema informativo della cognizione penale). Gli interventi previsti riguardano il completamento dell’automazione dei sistemi informativi già in uso e la loro integrazione sotto il profilo dell’interoperabilità e la sua completa diffusione sul territorio nazionale. Il completamento della diffusione dei sistemi informativi automatizzati permetterà un totale superamento di qualunque gestione cartacea dei dati superando l’utilizzo di tecniche gestionali cartacee che ancora residuano in alcuni settori.

La piena interoperabilità tra i sistemi permetterà una circolazione dei dati, caratteristica peculiare del settore penale, tra tutti gli attori del processo, in tutte le sue fasi, ossia dalla notizia di reato fino all’espiazione della pena, in una prospettiva che consenta anche la gestione integrata delle notifiche penali ai soggetti interessati, anche al fine di dare piena attuazione al disposto dell’art. 16 del d.l. 179/2012. Un secondo ambito è la digitalizzazione degli atti e della gestione documentale, secondo una filosofia improntata all’assoluta preferenza per l’atto nativamente digitale. Ciò comporta un intervento immediato sulla notizia criminis che dovrà essere trasmessa dalle forze di Polizia in forma digitale: da tale intervento deriverà la digitalizzazione dell’intero procedimento penale in tutte le sue fasi.

Un unico contesto progettuale per le  varie iniziative oggi separate quali la gestione delle registrazioni e trascrizioni dibattimentali, le intercettazioni telefoniche, la produzione di atti multimediali, la gestione documentale etc. La matrice che fornirà unitarietà all’atto processuale sarà l’adozione dell’atto nativamente digitale e la sua archiviazione in sistemi unitari di gestione e consultazione. Un terzo ambito di interventi riguarda l’impiego di tecnologie multimediali nel processo penale. Vari sono gli ambiti in cui tali tecnologie, che produrranno atti nativamente digitali e come tali trattati dal sistema unico di gestione di cui al punto precedente, potranno produrre i loro effetti:

  1. la registrazione o videoregistrazione degli atti processuali (siano essi atti di indagine, udienze dibattimentali o redazione di provvedimenti del giudice);
  2. l’utilizzo esteso della videoconferenza per l’esame a distanza (in tutte le fasi del processo);
  3. la conservazione nel fascicolo digitale di tali atti digitali multimediali con pari efficacia rispetto ai tradizionali atti scritti. Un quarto ambito di intervento prevede la creazione di appositi sistemi di controllo di gestione, trasversali ai vari uffici che gestiscono le varie fasi del procedimento penale.La direzione è quella di un ampliamento e completamento dell’esperienza già avviata in tema di datawarehouse nel settore civile, prevedendo appositi strumenti di elaborazione statistica dei dati finalizzata non solo a fotografare quanto avvenuto, ma a permettere valutazioni anche di tipo proiettivo sull’andamento degli uffici, nonché a valutare l’attività svolta secondo parametri di efficacia della stessa. In tale ambito potrà essere estesa la collaborazione con altre Pubbliche Amministrazioni, ed in particolare di quelle da cui dipendono le forze di Polizia. Un quinto ambito di intervento riguarda la collaborazione con le altre autorità giudiziarie europee in materia penale. Si potrà quindi lavorare per la creazione di un portale europeo per lo scambio di atti processuali tra le varie autorità giudiziarie con caratteristiche che assicurino l’integrità, l’autenticità e la sicurezza nello scambio dei dati.

Gli obiettivi al 2020

  • Immediata e maggiore diffusione dell’informazione tra le pubbliche amministrazioni e % di riduzione dei tempi di allineamento dei dati gestiti
  • Risparmio in termini di risorse hardware per l’archiviazione, in seguito a conservazione documentale

 

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