ANCODIS: BASTA CON LE DEMAGOGIE

Pubblichiamo con grande piacere un’importante comunicato stampa che ci giunge dall’associazione nazionale collaboratori dirigenti scolastici, che si batte per il riconoscimento del ruolo dei “Vicepresidi”.

Lasciando al comunicato l’espressione del pensiero dei collaboratori dei Dirigenti Scolastici che condividano, ci permettiamo qualche piccola osservazione:

Se il sindacato storico della scuola (tutte le sigle) avesse lavorato negli ultimi anni davvero per i lavoratori della scuola e non per le loro tessere, una frase come quella riportata in epigrafe non sarebbe mai passata per la testa di un sindacalista.

Perché se rappresentiamo le eccezioni come regole non possiamo più rappresentare nessuno, nemmeno noi stessi.

In questo paese serve l’obiettività dei fatti sopratutto in capo alle persone che dovrebbero tutelare interessi comuni.

Non dimentico che chi scrive è stato oggetto di mobbing e paradossalmente il sindacato si è messo dalla parte del mobbizzatore, ma in gioco c’erano soldi, potere, tessere … per cui ça va sans dire …

Cari Amici di Ancodis, tenete duro, la vostra battaglia è giusta, ma attenti alle spalle …

 

A.N.Co.Di.S.

Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici

Turi: “Gli unici meritevoli erano gli amici del preside”. Chi tace acconsente….

 

L’Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici nel leggere con sorpresa le dichiarazioni del Segretario Generale Scuola UIL (https://www.tecnicadellascuola.it/lattacco-della-uil-scuola-gli-unici-meritevoli-gli-amici-del-preside-carta-del-docente-situazioni-truffaldine)  vuole intervenire per fare chiarezza su una frase – ove non fosse smentita – che considera demagogica, qualunquista e fuorviante.

Premesso che ANCODIS ritiene necessaria e fondamentale la presenza del Sindacato per il ruolo assolto nella storia di questo paese sia nel settore pubblico che privato, queste dichiarazioni – se non smentite – favoriscono quelle illazioni su alcune componenti di docenti che certamente non fanno bene al sistema scolastico italiano.

ANCODIS le contesta perché le ritiene ingenerose e denigranti verso il lavoro di chi si impegna quotidianamente con fatica e determinazione nella propria Istituzione Scolastica ed, in particolare, verso i Collaboratori dei DS che assolvono con grande spirito di servizio il loro compito senza un riconoscimento né giuridico né contrattuale.

Non possiamo continuare ad andare avanti sulla strada del pregiudizio con affermazioni che ledono la dignità, la fatica ed il lavoro (di docenza, di collaborazione, di coordinamento) dei cosiddetti docenti meritevoli ai sensi dei commi 126, 127 e 128 della Legge 107!

Il merito e la conseguente premialità – lo sanno bene i sindacalisti – si fonda su criteri deliberati dal Comitato di Valutazione ai sensi del comma 129 della 107/2015.

Esso è costituito dal DS, tre docenti dell’istituzione scolastica (due eletti dal collegio dei docenti e uno dal consiglio di istituto), due rappresentanti dei genitori (uno per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione), un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori eletti dal consiglio di istituto (per il secondo ciclo di istruzione), un componente esterno individuato dall’ufficio scolastico regionale tra docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici.

A questi criteri il DS deve attenersi con un’assunzione di responsabilità etica, morale e professionale!

E’ il caso di ricordare, inoltre, che ai sensi del comma 130, gli uffici scolastici regionali dovranno inviare al MIUR una relazione sui criteri adottati dalle istituzioni scolastiche e, sulla base delle relazioni ricevute, un apposito Comitato tecnico-scientifico – previo confronto con le parti sociali e le rappresentanze professionali – predispone le linee guida per la valutazione del merito dei docenti a livello nazionale in modo da avere un format nazionale sul quale adattare i criteri deliberati in autonomia dai Comitati di valutazione delle I.S..

Ciò detto, dalle parole di Turi sembra emergere una posizione “politica” che guarda ad una scuola del secolo scorso, ancorata a procedure generaliste ed omologanti che rendono tutti indistinti nei ruoli, nelle competenze, nella formazione, nella carriera.

Piuttosto, chiediamo al Sindacato di guardare all’interesse generale del sistema scolastico assumendo iniziative contrattuali moderne, efficaci ed efficienti.

Noi di ANCODIS siamo per la valutazione di sistema.

Ma prima occorre procedere al riconoscimento giuridico di quanti concorrono ai risultati – positivi o negativi – in ogni I.S..

In attesa di questa innovazione giuridica e contrattuale, resta in campo una valutazione di merito per TUTTI i docenti che non sono assolutamente gli “amici dei presidi” ma professionisti della scuola (nella didattica, nella innovazione e nella governance).

I Collaboratori dei DS che vivono la scuola in questi tre aspetti non possono accettare in alcun modo l’equazione PREMIATO=AMICO del DS!! Non ci stiamo!

E siamo i primi a dire che non temiamo alcuna forma di valutazione fondata su criteri condivisi (in attesa delle Linee guida del MIUR) e misurabili come avviene nel resto dell’Europa.

Siamo convinti che è una strada che deve continuare fermo restando che laddove si siano verificate storture o abusi non dobbiamo temere di denunciare e correggere.

Per queste ragioni non possiamo tacere e chiediamo alle altre Associazioni di categoria di fare altrettanto.

Almeno che ……. Chi tace acconsente!

Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo

Renato Marino, Presidente ANCODIS Siracusa

Silvia Zuffanelli, Presidente ANCODIS Firenze

Cristina Picchi, Presidente ANCODIS Pisa

Mara Degiorgis, Presidente ANCODIS Cuneo

Antonella D’Agostino, Presidente ANCODIS Catania

Carla Federica Spoleti, Presidente ANCODIS Roma

 

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