Algarve: la ripresa dopo la flagellazione del maltempo.
Impegnati a seguire i venti di guerra che soffiano nel mondo, nei mesi scorsi quasi non ci siamo accorti che il Portogallo veniva letteralmente investito da una serie di tempeste e uragani che, oltre a ingenti danni materiali, hanno provocato diverse vittime. Per ultima la Tempesta Leonardo ha colpito la regione lusitana intorno al 3-5 febbraio 2026 e in particolare la regione dell’Algarve.
Per saperne di più ho raggiunto telefonicamente Viviana Cavazzoni, originaria del varesotto, che risiede ad Albufeira, un piccolo paradiso.
- Viviana, l’Algarve è da sempre sinonimo di scogliere dorate, grotte marine e spiagge sconfinate. Che cosa è cambiato negli ultimi mesi?
- Il panorama dell’Algarve si è incrinato sotto la forza di un inverno eccezionalmente violento. Tempeste marine, piogge torrenziali e raffiche di vento hanno messo a dura prova una delle principali destinazioni turistiche europee, evidenziando tutta la fragilità di un ecosistema costiero tanto affascinante quanto esposto.
- Puoi descrivere il contesto geografico e climatico della regione?
- L’Algarve si trova all’estremo sud del Portogallo ed è celebre per un clima mediterraneo influenzato dall’Atlantico: inverni miti e umidi, estati calde e secche. Sono condizioni ideali che ogni anno attirano milioni di visitatori. Ma il vero cuore pulsante resta il litorale: oltre 150 chilometri di spiagge, in gran parte ampie e sabbiose, che si estendono da Lisbona fino a Cabo São Vicente per poi terminare alla frontiera con la Spagna, segnata dal fiume Guadiana, nei pressi di Vila Real de Santo António.
- Quanto sono stati gravi i danni causati dal maltempo?
- Parliamo di un patrimonio naturale imponente che non è rimasto indenne. Le prime stime parlano di almeno 35 spiagge gravemente colpite dalle mareggiate invernali. L’erosione costiera ha sottratto metri preziosi di arenile, con un arretramento della linea di costa che in alcuni casi ha raggiunto livelli preoccupanti.
- Quali sono le aree più colpite?
- Tra le zone più danneggiate c’è Albufeira, dove nove spiagge hanno registrato arretramenti fino a 24 metri. Anche Lagoa ha subito molto, con otto arenili colpiti, mentre nel comune di Loulé si sono rilevati arretramenti tra i 6 e i 15 metri.
- A quanto ammontano i danni complessivi?
- Le autorità locali parlano di circa 27 milioni di euro. Non è solo una questione di sabbia persa: sono state danneggiate infrastrutture, passerelle di accesso, strutture balneari e ci sono problemi seri legati alla sicurezza delle scogliere.
- Le falesie sono uno dei simboli dell’Algarve. Qual è la situazione oggi?
- Le falesie sono sotto osservazione. Queste pareti rocciose, modellate da millenni, sono diventate particolarmente vulnerabili dopo settimane di piogge intense che ne hanno indebolito la stabilità. Il rischio di crolli è concreto, soprattutto nelle zone più frequentate, e ha imposto limitazioni e monitoraggi continui.
- C’è un caso emblematico che rende bene l’idea della situazione?
- Sì, quello della Praia do Peneco, ad Albufeira. L’arretramento della costa ha creato un vuoto sotto le fondamenta di un bar-ristorante sulla battigia. Anche il celebre roccione del Peneco, simbolo della città, presenta una profonda crepa: si sta valutando perfino una demolizione controllata per evitare cedimenti improvvisi.
- Come hanno reagito le istituzioni?
- Devo ammettere che la risposta è stata immediata. Durante una visita nelle aree colpite, il Ministro dell’Ambiente ha assicurato che gli interventi più urgenti saranno completati prima dell’inizio della stagione estiva: stabilizzazione delle scogliere, ripristino delle passerelle e ricostruzione delle infrastrutture.
- E il governo centrale?
- Anche il capo del governo ha definito la messa in sicurezza delle falesie una priorità “super urgente”, sottolineando quanto la sicurezza dei bagnanti dipenda direttamente dalla stabilità del territorio.
- A livello locale cosa si chiede?
- C’è molta pressione. Il sindaco di Albufeira, Rui Cristina, ha lanciato un appello chiaro: intervenire rapidamente per evitare ripercussioni sul turismo. Ha detto che con meno sabbia le persone si avvicineranno alle scogliere, aumentando i rischi. Per questo si chiede un ripascimento urgente, soprattutto per le spiagge di Peneco e Pescadores.
- Il ripascimento è già iniziato?
- Sì, è uno degli interventi chiave. Sono partiti i lavori preparatori nel tratto Quarteira-Garrão: si prevede il dragaggio e il trasporto di circa 1,3 milioni di metri cubi di sabbia da depositare lungo le spiagge più vulnerabili.
- Si tratta di un’operazione complessa?
- Molto. È coordinata dall’Agenzia portoghese per l’ambiente e punta non solo a ripristinare l’arenile, ma anche a rendere il territorio più resiliente a futuri eventi estremi. L’obiettivo è garantire condizioni ottimali per oltre 500 spiagge attrezzate lungo la costa.
- Oltre ai lavori, cosa si sta facendo?
- Proseguono monitoraggi e interventi di messa in sicurezza. L’obiettivo è duplice: proteggere residenti e turisti e salvaguardare un settore economico vitale, visto che il turismo è una delle principali risorse dell’Algarve.
- Nonostante tutto, ci sono segnali positivi?
- Sì, e sono incoraggianti. Le prenotazioni per l’estate 2026 sono alte, con strutture quasi al completo. Questo dimostra che l’Algarve mantiene intatto il suo appeal internazionale anche dopo un inverno così difficile.
- Che riflessioni emergono da questa crisi?
- Si è riaperto il dibattito sulla gestione sostenibile delle coste e sull’impatto dei cambiamenti climatici. L’erosione è naturale, ma oggi è accelerata da eventi meteorologici sempre più estremi. Servono strategie di lungo periodo, non solo interventi tampone.
- Qual è la sfida per il futuro?
- L’Algarve è davanti a un bivio: continuare a difendere il litorale con opere ingegneristiche sempre più sofisticate oppure ripensare il rapporto tra turismo e ambiente puntando su modelli più sostenibili.
- E nel breve termine?
- La priorità è farsi trovare pronti per l’arrivo dei turisti. Le spiagge stanno lentamente tornando alla normalità. Intanto ruspe e tecnici sono al lavoro e l’Algarve si prepara, ancora una volta, a mostrarsi al mondo nella sua veste migliore.
Ieri, per un messaggio, Viviana mi ha inviato una sua riflessione così intima e poetica che ho voluto lasciare intatta al lettore.
“Stamattina sono tornata sulla mia adorata Praia do Peneco, compagna di tante passeggiate all’alba, dove amavo camminare in compagnia dei miei pensieri, avvolta dall’aria fresca mattutina e il tepore del sole che si alzava all’orizzonte.
L’oceano lambiva la sabbia con una forza che sembrava volesse portarsi via ancora pezzi di bagnasciuga, le onde producevano …un fragore sordo e potente, quasi un respiro profondo della terra stessa. Quel suono, ritmato e costante, sembrava voler coprire ogni rumore del mondo, lasciando spazio solo alla voce dell’oceano.”
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