Autotrasporto in Sicilia, il fermo continua
Apertura della Regione, ma il settore chiede lo stato di crisi
Prosegue senza interruzioni il fermo dell’autotrasporto in Sicilia, in un clima che resta teso nonostante i primi segnali di apertura da parte delle istituzioni regionali.
Nelle ultime ore, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno hanno ricevuto una delegazione degli autotrasportatori, avviando un confronto diretto con la categoria.
Apertura della Regione
Nel corso dell’incontro, la Regione ha manifestato disponibilità su alcuni punti chiave:

- possibili risorse per il sistema combinato strada-mare
- impegno ad accelerare il confronto con il Matteo Salvini
- apertura a un tavolo istituzionale più strutturato
Un segnale considerato positivo, ma ancora insufficiente dagli operatori del settore.
Il fermo non si ferma
Nonostante l’apertura, la posizione degli autotrasportatori resta netta:
- il fermo prosegue ad oltranza
- l’adesione sull’isola viene definita totale
- le richieste restano senza risposta a livello nazionale
Il nodo centrale, secondo la categoria, è infatti politico e non può essere risolto esclusivamente su scala regionale.
Ecco l’intervento di Salvatore Bella, rappresentante regionale degli autotrasportatori.
Doppio fermo e rischio paralisi

A rendere ancora più critica la situazione è il calendario della mobilitazione.
Il settore ha infatti avviato un primo fermo tra il 14 e il 18 aprile 2026, seguito da una nuova fase prevista dal 20 al 25 aprile.
Una sovrapposizione che rischia di generare effetti pesanti sull’intero sistema economico dell’isola. Secondo gli operatori, non è possibile prevedere con certezza gli sviluppi, ma i disagi potrebbero essere estesi:
- rallentamenti nella distribuzione delle merci
- blocchi nelle filiere produttive
- difficoltà logistiche diffuse
Particolarmente esposto è il comparto della grande distribuzione: i supermercati potrebbero subire i primi contraccolpi, con possibili carenze di prodotti e disagi per i consumatori.
La voce dal territorio: l’intervista di Betapress
A confermare la gravità della situazione è anche la testimonianza raccolta da Betapress. L’imprenditore siciliano Carlo Leone, intervistato dalla redazione, lancia un appello diretto alle istituzioni:«La situazione è diventata insostenibile. Il fermo è una scelta obbligata perché le imprese non riescono più a reggere i costi e le condizioni attuali».Leone sottolinea inoltre la necessità di un intervento immediato a livello istituzionale:«Serve il riconoscimento dello stato di crisi. Senza questo passaggio non ci sono strumenti adeguati per sostenere le aziende. È il momento che la Regione e il Governo agiscano con decisione».
CARO CARBURANTE, NECESSARIA LA DICHIARAZIONE DI STATO DI CRISI
La richiesta: stato di crisi
Dal settore emerge con forza una richiesta precisa:
il riconoscimento dello stato di crisi per l’autotrasporto.

Una misura ritenuta necessaria per:
- attivare strumenti straordinari di sostegno
- affrontare l’aumento dei costi operativi
- garantire la continuità delle imprese
Gli operatori sottolineano come la crisi abbia ormai carattere strutturale e non più emergenziale.
Il ruolo del Governo nazionale
Il confronto viene ora spostato sul piano nazionale. Il settore attende risposte concrete dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ritenuto l’interlocutore decisivo per sbloccare la vertenza.
Senza interventi chiari, avvertono gli autotrasportatori, la mobilitazione è destinata a proseguire.
Una crisi in evoluzione
La situazione resta fluida e in continuo aggiornamento. Il rischio di un impatto significativo sulla logistica e sull’approvvigionamento delle merci in Sicilia è sempre più concreto.
Nel frattempo, la richiesta di stato di crisi si consolida come elemento centrale della vertenza, trasformando una protesta di settore in una questione politica nazionale.
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