Settembre 10, 2026
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Canile di Pachino, il sindaco fa chiarezza

In questa intervista su Canale 8, il sindaco Giuseppe Gambuzza risponde alle polemiche sul canile comunale: dalle ispezioni che confermano il buono stato dei cani, al tema del sovraffollamento e ai trasferimenti, che riguarderanno solo una parte degli animali.

“Non è una scelta politica, ma un obbligo sanitario”, spiega il primo cittadino, sottolineando il ruolo dell’ASP nelle decisioni.

Intervista integrale in collegamento con Seby Roccaro

Pachino, canile comunale: la replica del sindaco Gambuzza “Stop all’allarmismo, trasferimenti limitati”

A Pachino si riaccende il dibattito sulla gestione del canile sanitario comunale. Dopo le polemiche degli ultimi giorni, il sindaco Giuseppe Gambuzza è intervenuto in collegamento su Canale 8 con il direttore Seby Roccaro, fornendo una ricostruzione dettagliata dei fatti e respingendo le accuse circolate sui social.

L’intervento si apre con la volontà dichiarata di fare chiarezza dopo le dichiarazioni del dipendente della Multiservice, Francesco Nastasi, che aveva denunciato presunte criticità nella gestione della struttura. Il sindaco ha affermato che si è creato un clima di confusione e allarmismo non corrispondente alla realtà, sottolineando tuttavia l’impegno personale dello stesso Nastasi, descritto come una persona vicina al mondo del volontariato e attenta agli animali, pur prendendo le distanze dalle sue dichiarazioni.

Per smentire le accuse, Gambuzza ha ricostruito nel dettaglio gli accertamenti effettuati. Il 30 marzo, un’ispezione condotta dal veterinario del distretto, dott. Carnemolla, ha certificato che i cani presenti nella struttura erano in buono stato di salute e nutrizione. Successivamente, il primo aprile, a seguito delle segnalazioni, sono intervenuti i Carabinieri insieme al veterinario Francesco Latino. Dal verbale redatto emerge che i cani erano custoditi nei box in condizioni adeguate di igiene e pulizia e che tutti gli animali risultavano in buona salute e correttamente alimentati. Elementi che, secondo il sindaco, dimostrano l’infondatezza delle accuse diffuse.

Il primo cittadino ha quindi riportato l’attenzione sul punto centrale della vicenda, ribadendo che il canile di Pachino è una struttura sanitaria e non un rifugio. Questo implica che i cani dovrebbero rimanere solo per il tempo necessario alle cure, alla sterilizzazione e all’identificazione, per poi essere trasferiti o adottati. Ha evidenziato come la presenza prolungata di numerosi animali rappresenti un’anomalia rispetto alla funzione della struttura.

Alla domanda sul mancato trasferimento tempestivo dei cani, Gambuzza ha indicato come principale criticità le limitate risorse economiche dell’ente. Il mantenimento degli animali comporta costi giornalieri e l’amministrazione ha cercato di favorire le adozioni per contenere la spesa. Nonostante l’impegno delle associazioni di volontariato, che il sindaco ha voluto ringraziare, il numero degli animali non si è ridotto in maniera significativa.

Nel corso dell’intervista è emerso anche il cambio di gestione del servizio, con l’affidamento a una nuova ditta. Secondo il sindaco, questo passaggio potrebbe aver contribuito ad alimentare tensioni e a generare parte delle polemiche emerse negli ultimi giorni.

Sul tema dei trasferimenti, Gambuzza ha chiarito che non si procederà allo svuotamento totale della struttura. I cani che verranno trasferiti saranno inizialmente circa quindici, in linea con le indicazioni dell’ASP, che ha segnalato il sovraffollamento del canile. Ha precisato che non si tratta di una decisione autonoma dell’amministrazione comunale, ma di una disposizione sanitaria alla quale il Comune è tenuto ad attenersi.

In chiusura, è stato lanciato un appello ai cittadini affinché si rendano disponibili all’adozione dei cani, evitando così il loro trasferimento in canili rifugio. Il sindaco ha espresso rammarico per la situazione, sottolineando come il rispetto delle norme imponga scelte difficili anche dal punto di vista umano.

L’intervista restituisce un quadro complessivo più definito, in cui non emergono criticità legate alla salute o al benessere degli animali, ma piuttosto problemi strutturali legati alla gestione del randagismo, ai vincoli normativi e alle risorse economiche disponibili. Resta aperta la necessità di individuare soluzioni a lungo termine in grado di conciliare tutela degli animali e sostenibilità amministrativa.

Redazione Betapress Sicilia

Autore

  • Giuseppe Nardone è un blogger impegnato nell’osservazione critica della realtà sociale e civile, con particolare attenzione ai temi della cronaca, del territorio e dei diritti. Nei suoi interventi unisce sensibilità narrativa e tensione civile, proponendo una lettura diretta, partecipe e spesso controcorrente dei fatti. La sua scrittura si distingue per il taglio libero, per l’attenzione alle questioni spesso trascurate dal dibattito pubblico e per una costante ricerca di verità nell’informazione.

     

     

    Collaboratore esterno


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