Dalla riforma Basaglia al caso Morana: quando lo Stato arretra e restano solo le famiglie
La storia di Gianluca Morana non è un caso isolato. È il riflesso concreto di una frattura mai sanata nel sistema di assistenza psichiatrica italiano.
La Legge 180 del 1978, la riforma Basaglia, ha rappresentato una conquista storica: ha chiuso i manicomi, restituendo dignità e diritti a migliaia di persone. Ha segnato il passaggio da un sistema di esclusione a uno fondato sulla cura e sull’inclusione.

Ma quella rivoluzione, in molti territori, è rimasta incompleta.
Il caso di Gianluca Morana — 32 anni, con una perizia che ne certifica l’incompatibilità con il carcere — evidenzia in modo drammatico ciò che accade quando la rete territoriale non funziona. Quando le strutture alternative non ci sono. Quando la presa in carico si interrompe.
E allora il sistema devia.
Il disagio psichico non gestito diventa problema di ordine pubblico. Il paziente diventa detenuto. La cura lascia spazio alla custodia.
È qui che il fallimento diventa evidente.
La riforma Basaglia prevedeva una rete fatta di Centri di Salute Mentale, comunità terapeutiche, assistenza continua. Ma oggi, in molte aree d’Italia, queste strutture sono insufficienti, sotto finanziate, incapaci di rispondere ai casi più complessi.
E così accade che una persona dichiarata non compatibile con il carcere resti comunque detenuta.
Accade che una madre debba lanciare un appello pubblico per ottenere cure per il proprio figlio.
Accade che il diritto alla salute venga sospeso.
Il caso Morana rompe il silenzio su una realtà scomoda: senza servizi adeguati, la psichiatria territoriale resta un principio, non una pratica. E il vuoto viene riempito da soluzioni improprie, spesso drammatiche.
Non è solo una questione sanitaria. È una questione civile.

Perché uno Stato che non riesce a curare finisce per contenere.
E quando si passa dalla cura alla custodia, il rischio è quello che oggi denunciano le parole di una madre:
perdere un figlio che avrebbe dovuto essere aiutato.
Il caso Morana diventa nazionale.
La storia di Gianluca, 32 anni, detenuto nonostante una perizia di incompatibilità psichiatrica, accende i riflettori su una situazione che non può più essere ignorata.
Una madre chiede aiuto, denuncia condizioni di salute gravissime e l’assenza di cure adeguate.
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