Emilio Tringali: Lo scrittore d’inchiesta parla a Betapress dopo l’attacco subito.
«Sento il dovere di affermare la verità». In uscita il dossier Il depistaggio Emmanuello.
Betapress – Abbiamo atteso una settimana prima di contattare Emilio Tringali, scrittore vittoriese aggredito nei giorni scorsi da una baby gang nei pressi di un parcheggio adiacente allo stadio comunale di Vittoria. Si tratta di un episodio avvenuto in una delle città più conosciute della provincia di Ragusa. Inoltre, spesso Vittoria viene citata anche per persistenti e inquietanti primati legati alla criminalità.
L’intervista, durata circa trentacinque minuti, si è svolta in un clima di cautela e riflessione, nel pieno rispetto delle indagini attualmente in corso. Il colloquio integrale sarà pubblicato nei prossimi giorni su www.betapress.it, testata giornalistica nazionale.
Alla domanda di Betapress su eventuali novità relative all’aggressione subita, Tringali ha risposto con prudenza:
«Non posso entrare nei dettagli per rispetto verso chi sta conducendo le indagini. Posso solo dire che mi sono ripreso, almeno dal punto di vista fisico».
Betapress ha quindi chiesto allo scrittore se l’episodio possa essere collegato alla sua attività di autore di inchieste.
«In maniera diretta no – ha spiegato – tuttavia esistono diversi episodi che, letti nel loro insieme, potrebbero indicare una reazione di fastidio da parte di più soggetti. I temi che affronto sono oggettivamente delicati e pericolosi. Inoltre, il fatto che il giornalismo locale tenda a tenersi lontano da certi argomenti ne è una dimostrazione».
Interpellato da Betapress sui rapporti con il giornalismo professionale e sul clima che circonda l’informazione locale, Tringali ha precisato di non nutrire risentimenti personali:
«Nessuno è chiamato a diventare un martire. Non biasimo chi sceglie di occuparsi di altro. Ciò che colpisce, piuttosto, è che anche la società civile, da tempo, sembra aver messo la testa sotto la sabbia».
Nel corso dell’intervista, Betapress ha chiesto allo scrittore a cosa stia lavorando attualmente. La risposta è stata netta:
«Sento il dovere di affermare la verità e di contrastare la menzogna. In Italia molte falsità sono state accettate passivamente sia dalla politica sia dalla popolazione. Tuttavia, questo non significa che dobbiamo adeguarci. Se manca il coraggio della verità, le nostre vite rischiano di diventare inutili».
Infine, alla domanda di Betapress su una nuova pubblicazione imminente, Tringali ha confermato l’uscita di un lavoro destinato a far discutere:
«Sto per pubblicare un dossier che rimette in discussione la storia criminale degli ultimi quarant’anni. È stato un lavoro estremamente faticoso, soprattutto per la ricerca e il recupero di documenti e prove».
Il dossier, come anticipato dall’autore, si intitola Il depistaggio Emmanuello, un titolo che richiama elementi già presenti nella sua produzione e che si inserisce nel filone delle inchieste dedicate ai nodi irrisolti della storia criminale italiana.