Giusto scegliere la scuola superiore a 13 anni?
L’idea che il sistema scolastico attuale, pur dichiarandosi inclusivo, agisca come un “riproduttore sociale” è fonte di critica potente e attuale.
Oggi, la scelta che un ragazzo compie a soli 13 anni non è quasi mai un’espressione di pura attitudine personale, ma è spesso il riflesso del capitale culturale ed economico della famiglia d’origine.
Chi proviene da contesti fragili viene spesso indirizzato verso percorsi di tipo pratico, non per vocazione, ma per una sorta di “destino sociale” predeterminato.
Se i licei insegnano a “pensare” e i professionali insegnano a “fare”, stiamo accettando l’idea che esistano cittadini destinati a dirigere e cittadini destinati a eseguire.
Per tentare di scardinare questo sistema, la soluzione potrebbe essere una scuola secondaria di primo grado quinquennale, che attraverso un percorso unitario porti tutti i giovani fino ai 16 anni (compimento dell’obbligo decennale di istruzione), condividendo lo stesso bagaglio culturale.
Ritardare il momento della scelta della scuola superiore permetterebbe a ogni individuo di sviluppare un pensiero critico solido, indipendentemente dalla scelta successiva.
La scuola potrebbe orientare al meglio ed evitare che nel corso degli studi si verifichino passaggi tra i diversi indirizzi di scuole.
Ma il cambiamento è difficile per plurime ragioni.
Innanzitutto permane il pregiudizio verso il “fare”.
Il problema è principalmente culturale, perché In Italia esiste una gerarchia invisibile che pone il lavoro intellettuale sopra quello manuale.
Altro ostacolo al cambiamento: formare il cittadino o il lavoratore?
Se la scuola si modella esclusivamente sulle “richieste del mercato”, smette di essere democratica. Il mercato vuole competenze specifiche e immediate; la democrazia richiede invece cittadini capaci di astrazione, analisi e dissenso.
Conclusioni: orientare a 13 anni significa fotografare il passato del ragazzo, ovvero il suo background sociale; orientare a 16 anni invece significa scommettere sul suo futuro.
Pio Mirra
DS
E’ stato pubblicato da poco un libro che parla anche di questo
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