Il Cenacolo del mediterraneo ti aspetta il 12 aprile.
Il Cenacolo del Mediterraneo
12 aprile 2026, un incontro di cultura, arte e coscienza civile
Domenica 12 aprile 2026, presso la trattoria la Fraschetta Romanesca in Via Tacito 54/A, 00193 Roma, il Cenacolo del Mediterraneo offrirà ai partecipanti un’occasione di rara intensità culturale e umana, collocandosi nel solco di una tradizione di incontro che intende restituire dignità alla parola, profondità al pensiero e centralità alla relazione tra persone accomunate dal desiderio di confrontarsi sui grandi temi del nostro tempo (vedi a fondo articolo le modalità di partecipazione).
Non sarà soltanto un appuntamento conviviale, ma un autentico momento di elevazione intellettuale e spirituale, nel quale cultura, memoria, arte e identità nazionale troveranno un punto di sintesi alto e significativo.
L’ispirazione del Cenacolo nasce infatti da una visione precisa, quella di contrastare la frammentazione della contemporaneità e di ricomporre, attraverso il dialogo, ciò che la società odierna tende troppo spesso a separare.
Nei testi preparatori il Cenacolo viene descritto come luogo di incontro, di memoria, di riflessione e di rilancio culturale, fondato sulla convinzione che nessuna civiltà possa dirsi davvero viva senza una rinnovata centralità della persona, della spiritualità e del bene comune.
In questo spirito, l’appuntamento del 12 aprile si preannuncia come un’esperienza di particolare pregio.
Il costo di partecipazione è di 70 euro e comprende il pranzo, una copia del volume Italia Paese Interruptus del giornalista Corrado Faletti, nonché una prestigiosa stampa INEDITA dell’artista Elena Drommi, realizzata in soli cento esemplari numerati, firmata e autenticata dall’autrice (i primi trenta esemplari sono già stati prenotati da importanti gallerie internazionali quali la galleria Kunsthandel Kindler-Semmler di Matthias Kindler-Semmler, Austria
(https://www.instagram.com/kunsthandel.kindler.semmler/ ).
Il valore dell’iniziativa, dunque, non si esaurisce nella sola partecipazione all’evento, ma si prolunga nella consegna di due segni tangibili del suo significato, il libro come strumento di riflessione civile e l’opera d’arte come testimonianza concreta della bellezza che ancora può parlare al nostro tempo.
La disponibilità della sala sarà necessariamente limitata e, proprio per tutelare il carattere raccolto e qualificato dell’incontro, saranno accolte soltanto le prime 70 iscrizioni, considerate valide esclusivamente a versamento avvenuto.
Le eventuali iscrizioni eccedenti, una volta raggiunto il limite massimo dei posti disponibili, saranno rimborsate.
Anche questo aspetto conferisce all’evento un profilo di particolare selezione, coerente con la volontà di preservare la qualità del confronto e l’autenticità della partecipazione.
Uno dei nuclei centrali dell’iniziativa sarà costituito dalla riflessione proposta dal libro Italia Paese Interruptus di Corrado Faletti, con la prefazione di Ettore Lembo, testo che invita a interrogarsi sul destino incompiuto dell’Italia, sulle sue fratture profonde, sulla difficoltà di trasformare la comune appartenenza storica in una vera unità morale, culturale e civile.
Nei documenti del Cenacolo questa riflessione viene presentata come uno stimolo rivolto anche a imprenditori, artigiani e professionisti, chiamati a guardare al futuro non con rassegnazione, ma con spirito propositivo, responsabilità e consapevolezza storica.
Particolare rilievo avranno anche i relatori, figure di assoluto interesse per competenze, biografie e sensibilità culturale.
Accanto a Corrado Faletti e a Ettore Lembo, anima culturale del progetto, saranno presenti Elvia Gregorace, docente di lettere classiche, giornalista, food blogger e sommelier del vino e del cioccolato, da anni impegnata a raccontare il vino, la tavola e i territori come luoghi dell’anima, oltre che autrice del volume Ermione. Vite & Vite – Fermenti Femminili. Sarà inoltre presente il professor Ercole Alagna, enologo e docente universitario, autore di studi sul comparto agricolo e vitivinicolo, sul Marsala e sul rapporto tra donna e vino, insieme a Pina Carbone Vollaro, scrittrice e custode di una memoria umana e civile di grande valore, autrice di A Noi tocco l’Africa.
Tra le presenze annunciate figura anche Don Abid Luigi Sid, chiamato a conferire all’incontro un’ulteriore profondità spirituale e simbolica.
In piena coerenza con la vocazione mediterranea del Cenacolo, vi sarà inoltre un momento di riflessione dedicato all’arte orafa di tradizione mediterranea, intesa non soltanto come espressione artigianale di altissimo livello, ma come linguaggio storico e culturale capace di custodire memoria, simboli, sacralità e identità. In quel passaggio l’oro e la manifattura non saranno evocati come semplice ornamento, ma come tracce vive di una civiltà che ha saputo fare della bellezza una forma di pensiero, della perizia tecnica una disciplina dello spirito e dell’opera d’arte un ponte tra le generazioni.
Parteciperanno in qualità di illustri testimoni di questa nobile tradizione tra gli altri: Ciro Esposito, maestro orafo, Maximey Marina, stilista d’alta moda, Silvia Limiti, Trame d’Arte, Elsa Poldi, Vetrovivo Art.
Sarà dunque un’occasione per riconoscere, accanto alla pittura e alla parola, anche la nobiltà di una tradizione orafa che appartiene profondamente al Mediterraneo e al suo immaginario storico.
L’arte, del resto, avrà un posto eminente nell’intera manifestazione. I materiali preparatori insistono con forza sul fatto che il Cenacolo intenda restituire spazio al senso del bello, oggi troppo spesso smarrito, e riconoscere nell’opera artistica una via privilegiata per contrastare l’impoverimento simbolico del presente.
In questa prospettiva la presenza di Elena Drommi, artista italiana apprezzata anche fuori dai confini nazionali, assume un significato ulteriore.
La sua opera viene richiamata come espressione di una ricerca che recupera tecniche e stili mai tramontati, con una forte intensità iconica e culturale, e che nel contesto del Cenacolo diventa emblema di una bellezza che non si limita a decorare, ma invita a pensare.
Il Cenacolo del mediterraneo del 12 aprile 2026 si presenta quindi come un appuntamento di autentico prestigio, nel quale convergeranno il gusto della convivialità, la profondità del pensiero, la forza della testimonianza culturale e il valore durevole dell’arte.
Sarà un incontro per quanti avvertono ancora la necessità di fermarsi, ascoltare, comprendere e condividere.
Sarà un luogo in cui la parola non verrà consumata, ma onorata. Sarà un’occasione in cui l’Italia, nelle sue inquietudini e nelle sue grandezze, potrà essere guardata con serietà, con amore e con responsabilità.
Per questa ragione il Cenacolo del Mediterraneo non si lascia ridurre a un semplice evento.
Esso si annuncia piuttosto come un’esperienza di comunità culturale, un gesto di resistenza al rumore del presente, un invito a ritrovare, nella civiltà mediterranea e nella sua eredità, le ragioni profonde di un nuovo umanesimo.
Per il versamento della quota bonificare sulla seguente Postepay Evolution: IT76X3608105138277910977925 INTESTATA A Ettore Lembo, con descrizione nome cognome numero partecipanti il cenacolo del mediterraneo.
SUPPORTANO L’INIZIATIVA:


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Bellissima iniziativa,..purtroppo abito lontano, mi dispiace enormemente non esserci