Il Nero del Fumo: La Ferita Aperta della Terra di Ispica
ISPICA (RG) – Cronaca di un crimine ambientale che non possiamo più ignorare.
Un’altra colonna di fumo nero si è alzata oggi pomeriggio lungo la SP49 di Ispica, trasformando un episodio di cronaca in un simbolo di inciviltà criminale.
Non si tratta di un semplice incendio: quel fumo denso e bituminoso racconta la combustione di plastica, serre e scarti agricoli. È la prova di una scorciatoia irresponsabile che avvelena l’aria, deturpa il paesaggio e mette a rischio la salute pubblica.
Bruciare rifiuti plastici non è solo un gesto illegale, è un insulto alla comunità. Ogni nube nera che si staglia nel cielo è un fallimento collettivo, un monito che ci ricorda quanto sia urgente combattere l’abbandono e la combustione illecita dei materiali.
La terra di Ispica, vocata all’agricoltura e alla bellezza, non può essere ostaggio di una minoranza di irresponsabili. La difesa del territorio passa dalla condanna di chi lo incendia e dalla responsabilità di chi sceglie di non tacere.
È tempo di dire basta al silenzio e all’omertà. Ogni cittadino, ogni istituzione, ogni voce deve unirsi per proteggere l’ambiente e la salute di tutti.
Questo fumo non è solo plastica bruciata: è la ferita aperta di una terra che chiede giustizia. È il grido soffocato di chi lavora onestamente e vede il proprio futuro minacciato da gesti criminali.
Articolo e filmato di
Josef Nardone