Il “Rigoletto” dell’anima: quando la lirica nelle RSA sfida l’oblio e ricostruisce comunità.
Oltre le luci del palcoscenico ufficiale, il melodramma riscopre la sua funzione di “farmaco sociale”.
Con la IV edizione di Opera white, AsLiCo conferma come il canto corale e la narrazione operistica possano stimolare la neuroplasticità e combattere l’isolamento degli anziani.
La forza dell’opera lirica, nonostante questa possa apparire un genere desueto, è invariabilmente viva e vibrante.
C’è, ancora, una forza sottile e prepotente che abita le note di Giuseppe Verdi, una capacità di vibrare che va oltre la semplice esecuzione estetica.
Quando le arie del Rigoletto aprono simbolicamente il palco negli spazi delle Residenze Sanitarie Assistenziali non portano con sé solo intrattenimento, ma un vero e proprio protocollo di “restituzione” dell’identità.
Il progetto Opera white, giunto alla sua quarta edizione, rappresenta l’ultima, nobile frontiera di un percorso iniziato da AsLiCo oltre trent’anni fa: quello di strappare l’opera lirica alla polvere dei velluti ufficiali per consegnarla alla vita.
Dal nido alla RSA: la missione di AsLiCo
La storia di AsLiCo e della piattaforma Opera Education è quella di una democratizzazione culturale senza precedenti. Hanno iniziato portando il melodramma nelle scuole, hanno osato con Opera baby rivolgendosi ai neonati, e adesso completano il cerchio generazionale entrando anche nelle strutture di cura.
Il teatro, in questa visione, torna a essere quello che era a Epidauro: un luogo strettamente connesso alla salute, dove la catarsi non è solo un concetto filosofico, ma un’esperienza fisica e neurologica.

La sintassi del cuore
Alla base di tutto questo, oltre la fascinazione, oltre la bellezza, oltre l’incanto inarrestabile e inevitabile dell’opera, c’è anche una base scientifica.
Come evidenziato dalle ricerche neuroscientifiche più recenti e dal monitoraggio dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, la musica interagisce con i nostri neuroni in modi che la parola nuda non può raggiungere.
L’ascolto e la pratica del canto stimolano i centri del piacere e del rinforzo, fungendo da analgesico naturale e riducendo i livelli di stress e pressione sanguigna.
Sul piano linguistico e cognitivo, la musica possiede una propria sintassi fatta di tensioni e distensioni (dissonanze e consonanze) che rispecchiano l’andamento del parlato.
Praticare il canto corale attiva la memoria a lungo termine: nello spettacolo, gli ospiti delle RSA non sono semplici spettatori, ma vengono coinvolti come “comunità risonante”.
Attraverso lo studio dei cori e l’interazione con i personaggi, si attiva quello che gli scienziati chiamano “rimodellamento neuroplastico”, essenziale per rallentare il declino cognitivo e potenziare le capacità motorie e fonatorie.
“Rigoletto. Una storia ritrovata”
L’edizione 2026, curata dal regista Manuel Renga, porta in scena Rigoletto. Una storia ritrovata.
In scena anche i giovani interpreti Gianmarco Durante, Irene Celle, Giacomo Leone e Sara Dho, accompagnati al pianoforte da Arturo Del Bo.
Nel titolo dello spettacolo: Rigoletto. Una storia ritrovata, il termine “ritrovata” rimanda al concetto del ritrovamento dello memoria, della vita vissuta, a base del godimento della vita in corso.
La protagonista della pièce è una cantante che “ricorda” e, nel farlo, rivive e fa rivivere agli anziani le emozioni del palcoscenico.
Come dichiarato da Barbara Minghetti, ideatrice di Opera Education:
«Opera white arricchisce la nostra piattaforma portando la metodologia in una dimensione nuova, in cui il valore centrale non è l’aspetto didattico ma quello sociale».
Le fa eco Francesco Malanchin, curatore del progetto, sottolineando come la vera forza sia il percorso:
«Attraverso il canto e il lavoro condiviso, le persone si incontrano, creano legami e riscoprono il piacere di sentirsi parte di una comunità».

Un impatto artistico e psicologico
Il progetto, che ha ricevuto il prestigioso Premio “Filippo Siebaneck” nell’ambito del Premio “Franco Abbiati”, dimostra che l’arte è un asset fondamentale per la longevità attiva. Portare interpreti professionisti e costumi di scena tra le corsie non è un atto di condiscendenza, ma di profondo rispetto artistico. Si riconosce all’anziano il diritto alla bellezza, stimolando l’autostima e l’appartenenza sociale. In un’epoca di frammentazione, il “bel canto” si rivela essere, ancora una volta, la lingua universale che guarisce il silenzio della solitudine.
Le RSA coinvolte
- RSA S. Carlo Borromeo – Fatebenefratelli – Solbiate con Cagno (CO)
- RSA Ippocrate – Korian – Milano
- RSA U. Foscolo – La Villa – Guanzate(CO)
- RSA A. Vivaldi – Korian – Cantù(CO)
- Casa di riposo C. ed E. Prandoni – Torno(CO)
- RSA Le Camelie – Fondazione Ca d’Industria – Como
- RSA Via Brambilla – Fondazione Ca d’Industria – Como
- RSA S. Giovanni – Emmaus – Asso(CO)
- RSA Via Varesina – Fondazione Ca d’Industria – Como
- RSA S. Giulia e S. Chiara – Korian – Milano
- RSA S. M. Pace – La Villa – Cernobbio(CO)
- Villa S. Benedetto Menni – Suore Ospedaliere – Albese con Cassano(CO)
- RSA S. Giulio – Korian – Beregazzo con Figliaro(CO)
- Casa di riposo A. e T. Vallardi – Appiano Gentile(CO)
- RSA S. Andrea – korian – Monza (MB)
- RSA Villa S. Clemente – korian – Villasanta (MB)
- Civitas Vitae Angelo Ferro – Padova
- Civitas Vitae Nazareth – Padova
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