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Tra Jean Jaques Rousseau e Licia Ronzulli io preferisco la seconda.

Il primo è sicuramente più famoso, non solo per la piattaforma dei giorni nostri, ma per essere uno dei pensatori che ha più contribuito allo sviluppo del pensiero politico della civiltà europea.

La seconda già Europarlamentare ed oggi Senatore della Repubblica forse, come tutti noi, deve qualcosa agli studi ed agli elaborati del primo, relativi ai “dibattiti assembleari” ed alle “costruzioni istituzionali”.

 

Rousseau ha legato il suo nome a personaggi della storia, come Robespierre e Napoleone Bonaparte, la Senatrice Ronzulli vive in un periodo politico sicuramente meno “rivoluzionario”, nel quale di Jean Jaques si sente parlare più spesso per la famosa piattaforma di voto online, che dei suoi studi. 

 

La “piattaforma” nasce per riprendere uno dei concetti del pensatore ginevrino, quello di una democrazia diretta, senza alcun tipo di rappresentanza anche se, paradossalmente, nei fatti va nella direzione opposta in quanto aggiunge un’ulteriore intermediazione alla rappresentanza che è indicata dalla nostra costituzione.

Semplificando si passa da popolo, rappresentanti e leggi a popolo, piattaforma, rappresentanti e leggi. 

 

Jean Jaques e la sua idea della polis come esempio perfetto di patria si scontrano presto con la crescita esponenziale della popolazione che non permette più alle decisioni di essere collegiali, anche tralasciando tutte le eccezioni che c’erano fin dalle polis dell’antica Grecia, e la democrazia rappresentativa risulta essere un buon compromesso.  

 

Nelle varie stravaganze, se così possiamo definirle, di Rousseau c’è il suo astio verso la cultura, dove arriva a scrivere “l’uomo che pensa è un animale depravato”, in questo caso nessun parallelo ironico con i giorni nostri, ma, soprattutto, la sua scarsa attenzione per le nuove generazioni, come quando nell’Emilio, testo importante anche nelle scienze pedagogiche, una donna di Sparta, che aveva cinque figli nell’esercito, di fronte allo schiavo che le porta la notizia della morte di tutti e cinque si rallegra per la vittoria della battaglia.

Si evince sicuramente un grande attaccamento alla patria come sostiene l’autore stesso ma non si ravvede quello alle prossime generazioni, a partire dai propri figli.

Cinque figli sono anche quelli dello stesso Jean Jaques che decise tuttavia di non crescerli mai e costrinse la moglie ad affidarli ad un orfanotrofio appena nati.

 

A differenza delle responsabilità genitoriali non mancò certo a Rousseau l’onestà quando citando il suo Le Confessioni: “Mi sono descritto quale fui davvero: vile e spregevole quando tale sono apparso; buono, generoso, sublime quando così sono stato…” ed invita tutti a fare altrettanto “… che ascoltino le mie confessioni e gemano delle mie indegnità, arrossiscano delle miserie mie. Che ciascuno di loro scopra a sua volta il cuore ai piedi di questo trono con altrettanta sincerità; e che uno solo ti dica, se può: ‘Io fui migliore di costui!’”. 

 

Lei forse non lo dirà per modestia ma si, la Sen. Ronzulli è migliore di costui, perché si è preoccupata anche, e sopratutto, di quello che Rousseau non ha fatto, le nuove generazioni ed in particolar modo quei soggetti che non certo per loro colpa iniziano la vita in modo svantaggiato, proprio come i figli di Rousseau. 

 

Da Presidente della Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza ha presentato una proposta di legge per migliorare le condizioni degli affidi ed evitare che per interessi economici e/o incompetenza si vengano a creare nuovi casi come quello passato alle cronache con il nome paese di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia.

Allo stesso modo, nell’ultimo periodo, dove è molto difficile per tanti ragazzi poter studiare in via telematica a causa delle infrastrutture carenti e le possibilità economiche che non consentono a tutti di sopperire alle mancanze delle prime si è adoperata con proposte, suggerimenti ed interrogativi rivolti al Ministro competente. 

 

Forse grazie a lei non avremo un nuovo trattato su quale sia il miglior modo per una rappresentanza ma, semplicemente, un futuro migliore per i nostri ragazzi.

Per chiudere mi passa per la mente una di quelle frasi che nello Sport si sentono spesso al chiuso dei ritiri, alla sera, prima dei grandi appuntamenti: “ricordiamoci di dare tutto in campo, perché domani sera sarà troppo tardi!” lo è stato, probabilmente, per i figli di Rousseau ma, anche grazie alla Sen. Ronzulli, non lo sarà per i ragazzi di oggi e quelli di domani! 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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