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16 agosto 2018

“O Capitano, mio Capitano “


Esattamente quattro anni fa, Robin Williams si è tolto la vita, lasciando il mondo del cinema, e non solo, sconvolto per la scelta di farla finita.

Innumerevoli ed indimenticabili sono le interpretazioni che hanno reso eterno il valore di quest’attore, nato da una famiglia più che benestante (il padre era un alto dirigente della Ford ). Studente mancato in Scienze Politiche, Robin aveva preferito seguire i corsi della scuola d’arte Juillard di New York, e, per mantenersi agli studi, si era improvvisato mimo.

La sua partecipazione al famoso telefilm “Happy Days”, con il personaggio di Mork, ha decretato il suo successo. Il pubblico era talmente entusiasta per il suo ruolo, che il produttore, Gerry Marshall, ha deciso di dedicare un’intera serie al personaggio. Così, con “Mork e Mindy”, iniziata nel 1978, è arrivato il Golden Globe per Robin, come migliore attore televisivo.

Negli anni Ottanta, però, l’attore ha dovuto affrontare seri problemi di droga ed un matrimonio fallito. Dopo il divorzio dalla prima moglie, si è risposato con Marsha Garces, tata del primogenito, che gli ha dato due altri figli.

Intanto, è continuata l’ascesa dell’attore, passando per “Popeye” di Robert Altman del 1980, ma soprattutto “Good Morning, Vietnam” del 1987, per il quale Robin ha ricevuto la sua prima nomination all’Oscar (1991). Per “L’attimo fuggente”(1989) e “La leggenda del Re Pescatore” (1992) egli ha ottenuto due altre nominations, ma è solo nel 1997, con ” Will Hunting – Genio ribelle”, che si è aggiudicato il premio. Dopo questo successo, l’attore ha continuato a cimentarsi in film che hanno accontentano sia la critica che il grande pubblico, come “Patch Adams” (1998), “Al di là dei sogni”(1998) e “L’uomo bicentenario” (1999), costellando una serie di successi cinematografici che suoneranno ancor più stridenti di fronte alla sua depressione esistenziale.

Come insegnante, vorrei soffermarmi sul film “L’Attimo fuggente”, perché è uno dei film più amati dagli studenti di tutto il mondo, ma anche perché il personaggio del professore interpretato da Robin, coincide con la figura mitica dell’Insegnante, proprio con la I maiuscola. Il film di Peter Weir, datato 1989, propone l’eterno dilemma scolastico tra autorità ed autorevolezza, tra accademismo ed innovazione, tra studio e passione.

Robin Williams è l’indimenticabile professore Joan Keating che sconvolge le regole di una prestigiosa accademia americana degli anni cinquanta. Professore di letteratura inglese, ed ex allievo anch’egli della stessa scuola, Keating preferisce affrontare la materia in modo creativo, con spirito libero, attento alle esigenze dei suoi studenti. Il suo metodo consiste nell’ abbandonare i dogmatismi didattici ed inventare le lezioni, con e per, i suoi alunni.

Esilarante è la scena in cui invita gli alunni a salire sui banchi per vedere il mondo da una nuova prospettiva, nonché il momento in cui strappa le pagine di un libro che pretendeva di analizzare una poesia come se fosse una formula chimica.

Keating rappresenta il vero educatore, colui che e-duce da ogni allievo quanto di più magico e meraviglioso ci possa essere. Rappresenta il professore che accoglie la sfida di “iniziare” i suoi alunni al piacere proibito di un rapporto seducente con la materia. Le sue lezioni di letteratura classica diventeranno sempre più l’introduzione in un nuovo ambito intellettuale ed emotivo.

Gli alunni riconosceranno ben presto in lui il vero Maestro, colui che trascina i discenti nell’avventura della conoscenza.

Il professore Keating è il pioniere del cambiamento trasgressivo, ma costruttivo, l’insegnante che ha il coraggio di uscire dal solco del dejà-vu accademico per trascinare gli alunni nella passione per la lettura e per l’interpretazione dei classici. Solo così, sedotti dal professore carismatico ed innovativo, i ragazzi coltiveranno le loro passioni, e, per esempio, l’alunno Neil deciderà di riportare in vita la Setta dei Poeti Estinti (Dead Poets Society è il titolo originale del film), un gruppo dedito alla poesia di cui era stato membro Keating stesso.

Come però ancor oggi succede, il sistema è restio ad accogliere il cambiamento, le nuove idee restano schiacciate dalla burocrazia.

Nel film, il preside infatti non vuole che i vecchi metodi siano messi in dubbio, e quando Charlie, un altro studente, pubblica un duro articolo di denuncia contro la scuola, verrà punito con una punizione “esemplare”. (Per fortuna, in questo, le cose sono cambiate nella scuola dei nostri giorni, niente più punizioni corporali, ma lavori socialmente utili!!!)

La situazione però crolla quando Neil, consigliato da Keating, decide di iscriversi a un corso di teatro, nonostante il parere contrario del padre, che lo vorrebbe studente di medicina. Durante la serata di debutto dello spettacolo il padre fa una scenata, annunciandogli di volerlo iscrivere a una scuola militare, cosa che causa una crisi di panico in Neil che lo porta al suicidio.

Il preside non può fare altro che avviare un’indagine sull’incidente, venendo così a conoscenza di quanto accaduto tra Keating e i suoi ragazzi. Il professore viene ritenuto responsabile e licenziato e i membri della Setta dei Poeti Estinti puniti.

Il film però si conclude con l’indimenticabile scena della reazione degli alunni che salgono in piedi sui banchi.

Uno dopo l’altro, al ritmo della frase “O Capitano, o mio capitano” formulano il loro saluto commosso all’insegnante, testimoniando che niente è andato perduto, che il suo incoraggiamento a non abbandonare i loro sogni, ha già fatto la differenza, che la Cultura è Libertà, e che niente più sarà come prima.

Infine, vorrei concludere con un paio di citazioni, principalmente tratte dalle battute di Keating, che possono servire come spunto di riflessione per alunni e per docenti in primis, ma per chiunque sia appassionato alla conoscenza.

    “C’è un tempo per osare e uno per essere cauti, e l’uomo saggio comprende a quale è chiamato”.

“Non leggiamo e scriviamo poesia perché è carina. Leggiamo e scriviamo poesia perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione”.

E, per ultimo, un consiglio per gli acquisti, a chi ancora crede nella seduzione mentale…Durante una lezione, Keating interroga un alunno. “Il linguaggio è stato inventato per un unico scopo… qual è, Mr Anderson?” “Comunicare?” “No, per corteggiare le donne”.

Antonella Ferrari

 

 

 

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