Ho iniziato a sciare quando avevo una decina d’anni grazie alle settimane bianche organizzate dalla scuola che frequentavo, la Laura Sanvitale di Parma.

Da lì, quello con lo sci, è sempre stato  un rapporto particolare: da un lato mi è sempre piaciuto perché sciare, come giocare a Golf, è una di quelle poche discipline nelle quali esiste una pratica non agonistica che consente comunque una buon livello di divertimento e competizione, dall’altro ho sempre avuto paura di eventuali infortuni e, va da se, che la paura di qualcosa è forse peggio dell’eventualità negativa stessa.

Sono andato con regolarità in montagna nelle occasioni dove c’era un gruppo che mi coinvolgeva; prima il mio vicino di casa Rocco e poi il mio amico Pimpi, che si è recentemente stupito delle mie capacità dopo qualche anno d’inattività.

A dire il vero non sono mai stato un bravo sciatore, mi limito a scendere le piste abbastanza lentamente con una certa regolarità e pochissime cadute (questa sulla fiducia NdR).

Di recente sono stato a Skipass, la principale fiera di settore in Italia, che si svolge alle Fiere di Modena. Grazie all’amico e Delegato del CONI Point di Modena, Andrea Dondi, ho potuto conoscere i presidenti, regionale e nazionale, della FISI (Federazione Italiana Sport Invernali).

Da subito sono risultati evidenti la passione e l’impegno che stanno mettendo nelle loro iniziative.

Poi, nella sala principale, è stato spettacolare vedere proiettati i video delle vittorie di due Medaglie d’Oro Olimpiche, quelle di Sofia Goggia e Michela Moioli, rispettivamente nella discesa libera e nello snowboard cross e rivivere i quei momenti che ci avevano incollato alla televisione, con le vincitrici sedute davanti.

L’Italia, anche grazie alla natura che ci ha regalato delle splendide montagne, ha  spesso ottenuto buoni risultati nelle discipline invernali ma ogni vittoria, sopratutto alle Olimpiadi, ha una storia dietro che è qualcosa di speciale e impareggiabile.

A tal proposito, invito ad andare sul sito del CIO per vedere il video dedicato a Michela Moioli che parte dalla rovinosa caduta nella finale di Sochi alla vetta olimpica di PeyongChang.

Il video di Michela mi ha emozionato anche perché, nel mio piccolo, dall’infortunio che avevo avuto nel 2008 al professionismo nel 2010 ho vissuto tante di quelle sensazioni.

Tuttavia ciò che mi ha impressionato di più nella fiera, da Dirigente, è stato quando ho scoperto maggiormente i dettagli del progetto Cortina 2021.

Cortina nel 2021 ospiterà i Campionati del Mondo di sci. È una delle grandi manifestazioni che si svolgeranno nel nostro Paese nel giro di pochissimi anni.

Solo per citarne alcune abbiamo già visto nel 2018 i Mondiali di Pallavolo, nel 2019 ci sono i Campionati Europei di Calcio Under21 e le Universiadi a Napoli, nel 2020 la partita inaugurale degli Europei di Calcio assoluti e nel 2022 la Ryder Cup di Golf.

Questa è l’Italia che mi piace, quella che accetta le sfide e si prepara al meglio non solo per competervi ma anche per vincerle, partendo dall’organizzazione.

Dal mio punto di vista, le dolomiti di Cortina si stanno preparando nel migliore dei modi per meravigliare quei 500 milioni di persone che di solito guardano le grandi manifestazioni sciistiche in televisione, oltre ai titolari dei più di 150.000 biglietti che saranno venduti per chi vorrà godersi lo spettacolo dal vivo.

Mezzo miliardo di persone potranno, non solo supportare i loro beniamini che sceglieranno tra i circa 600 atleti ed atlete in campo, che si daranno battaglia nei giorni di gara, ma potranno anche ammirare gli impianti, i paesaggi unici che le nostre montagne regalano e, magari, essere invogliati a venire in Italia per le loro prossime vacanze.

Entrando più nello specifico del progetto si evince quanto questo punti su concetti che credo siano fondamentali per lo sviluppo non solo dello sci ma dello Sport in generale.

Uno su tutti è quello delle infrastrutture “L’obiettivo è investire (e favorirei investimenti pubblici e privati) solo su infrastrutture plurifunzionali, che potranno essere utilizzate per un lungo periodo…”.

Nel nostro Paese la maggiore criticità in campo sportivo è quella infrastrutturale.

Oltre ad essere un aspetto critico è anche la maggiore opportunità di crescita che ci troviamo davanti e ogni investimento in tal senso è apprezzabile, a maggior ragione se questo è pensato e realizzato con una visione progettuale di lungo termine.

Il Campionato del Mondo di Sci non sarà un evento “spot” ma il culmine di una serie, che vedrà quasi 30 gare internazionali e le finali della Coppa del Mondo nel 2020.

Questo permetterà anche allo staff organizzativo di testarsi e migliorarsi in previsione del grande evento.

La scorsa estate sono stato a Kazan, in Russia, dove hanno fatto un percorso simile anche se non incentrato su una singola disciplina ma sugli eventi sportivi in generale.

Giusto per elencarne alcuni, hanno ospitato le Universiadi nel 2013, i Campionati del Mondo di Nuoto nel 2015, la Confederations Cup lo scorso anno e i Mondiali di Calcio 2018.

Ho avuto modo di toccare con mano quanto siano importanti infrastrutture plurifunzionali e di alto livello così come la preparazione dei vari comitati organizzatori che, evento dopo evento, riescono a migliorarsi.

Un ulteriore aspetto meritorio dei Campionati del Mondo di Sci a Cortina è la comunicazione.

Già nel 2018, ma il lavoro è sicuramente iniziato molto prima, negli eventi e via social, una campagna per la ricerca di volontari per i giorni della manifestazione e sopratutto nei mesi invernali non si contano le occasioni promozionali che vengono organizzate per coinvolgere ogni fascia di persone che possono avere interesse, o come va di moda dire, ogni tipo di stakeholders, dell’evento.

Sono sicuro sarà un successo per l’organizzazione, per il mondo dello sci, per lo sport ma, soprattutto, per il nostro di Paese!  

 

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