Genocidio Culturale

Cerignola: Bisogna fare spazio e costruire un Palazzetto dello sport ed un centro commerciale. Con quali soldi? Con quelli ottenuti dalla vendita dei terreni dell’azienda agricola.

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Le ruspe della politica contro gli ulivi secolari della cultura.

E’una triste storia, quella che vi stiamo raccontando. E, nessuno, sinora, ha deciso di raccontarla, perché scomoda, molto scomoda.

Siamo a Foggia, precisamente a Cerignola. C’è un Istituto Agrario, il Pavoncelli, con una fiorente azienda agricola annessa. Ogni anno aumenta il numero degli iscritti dell’Istituto. Ed i ragazzi dell’azienda agricola fanno ricerca e sperimentazione su nuove forme di “cultivar” autoctone, straniere ed ibridi genetici, oggi introvabili. Arrivano a produrre persino un olio certificato d’eccellenza seguendo ed amando, quotidianamente, 1650 piante di ulivo. I terreni su cui coltivano sono un lascito testamentario del 1868. Il patrimonio immobiliare rimanda infatti ad una benefattrice. Anna Maria Raffaella Manfredi, vedova Pignatari, che nel suo testamento lasciò i suoi terreni affinché fosse costituita l’Opera Pia Manfredi–Pignatari. Lungimirante e generosa donna d’altri tempi che volle un Ente morale per realizzare la Scuola pratica di agricoltura, col fine di “accogliere e mantenere dei giovanetti poveri e di educarli avviandoli principalmente nell’agricoltura”.

Dunque, da più di un secolo, generazioni di allievi dell’Istituto agrario Pavoncelli continuano a studiare la teoria, ed applicare la pratica, sui terreni dell’azienda agricola annessa. Terreni che non sono del Comune, ma fondi rustici aziendali di proprietà del Pavoncelli.

Fino a che, un brutto giorno, arrivano le ruspe.

Di chi? Del Comune. Per fare cosa? Distruggere tutto.

Bisogna fare spazio e costruire un Palazzetto dello sport ed un centro commerciale. Con quali soldi? Con quelli ottenuti dalla vendita dei terreni dell’azienda agricola.

Tutto a norma di legge, dice il Comune.

Un po’ meno, per noi, che siamo andati ad informarci.

Il Tribunale di Foggia con Sentenza n.1039 del 19/10/1991, passata in giudicato, nella causa civile tra Istituto Tecnico Agrario Pavoncelli C/ Comune di Cerignola, ha dichiarato il Comune di Cerignola proprietario del fabbricato adibito a scuola e possessore a titolo enfiteutico dei fondi rustici dell’azienda agraria.

Nella richiamata Sentenza è effettuata un’analitica ricostruzione delle vicende.

I fondi rustici, costituenti l’azienda agraria, appartenevano alla Fondazione Opera Pia Manfredi-Pignatari, fondata nel 1872.

Due anni dopo, la Fondazione diventa “Istituto Agricolo” e gestisce la distinta “Scuola pratica di agricoltura”, originariamente istituita dalla stessa testatrice.

Nel 1933, la Scuola pratica di agricoltura si trasforma in “Regia Scuola Tecnica a indirizzo agrario”. Ed infine, la Regia scuola Tecnica è rinominata Istituto Tecnico Agrario Statale “Giuseppe Pavoncelli”.  Si tratta di soggetto giuridico distinto dall’originaria fondazione Opera Pia Manfredi-Pignatari, che era stata sciolta alla fine del 1923, individuando, nell’Ospedale civile di Cerignola, il successore e gestore della cessata Opera Pia.

Fatto molto importante, tra l’Opera Pia e il Comune di Cerignola, ai fini degli scopi della fondazione, è stato stipulato in data 4/07/1889 e 13/07/1889 un ATTO ISTITUTIVO DI ENFITEUSI PERPETUA, avente ad oggetto i fondi costituenti l’attuale azienda.

Cioè il Comune, dal 1889, gode di un diritto reale di godimento su un fondo altrui, però s’impegna a migliorarlo. In tal senso, il Comune di Cerignola si è impegnato a destinare gli stessi fondi agli scopi della Scuola pratica di agricoltura.

Stante gli obblighi derivanti dalla Legge n.889/1931 (che poneva a carico degli enti locali i mezzi necessari per l’espletamento dell’attività didattica delle scuole e degli istituti di istruzione), il Comune ha poi destinato i fondi posseduti sempre a titolo di enfiteusi con vincolo di destinazione all’ITAS Pavoncelli;

Infine, Il Comune di Cerignola nel mese di agosto 1889, ha acquistato dall’Opera Pia il fabbricato destinato a sede dell’Istituto con impegno a mantenere ferma la destinazione scolastica.

Fin qui tutto bene.

Purtroppo, con la Legge n.23 del 1996, gli immobili utilizzati come sede delle istituzioni scolastiche, sono trasferiti, in uso gratuito con vincolo di destinazione ad uso scolastico, alle province.

Le province, si assumono gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria nonché gli oneri dei necessari interventi di ristrutturazione, ampliamento e adeguamento alle norme vigenti. I relativi rapporti sono disciplinati mediante convenzione.

Ebbene, con Atto di Convenzione del 17.09.1999 il Comune di Cerignola ha trasferito alla Provincia di Foggia gli immobili scolastici, fabbricati e fondi rustici, in forza di quanto previsto dall’art. 8, comma 1 della Legge n.23/96.

Praticamente, cosa è successo?

il Comune di Cerignola, enfiteuta, cioè locatario perpetuo dei terreni, si è comportato da proprietario.

  • con D.G.C. n.54 del 27/02/2017 ha inserito nel “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari” il suolo, facente parte dell’azienda agraria, una superficie di 10.000 mq. (Peraltro, nella stessa delibera è precisato che il Comune ha il titolo di livellario e non di proprietario!).
  • con D.G.C. n.98 del 12/04/2017 ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione del palazzetto dello sport sull’area individuata al foglio 276, p.lla 579 (parte ex95), facente parte dell’azienda agraria annessa all’Istituto Agrario Pavoncelli.

E come se non bastasse, si legge nella delibera: “…  si procederà ai sensi dell’art.191 del D.Lgs 50/2016, a finanziare l’opera, in toto, con la permuta di un’area di proprietà comunale, prevista nel Piano di alienazione e valorizzazione dei Beni comunali, giusta deliberazione n.54 del 27/02/2017, individuata nel Foglio 276 particella 94 (parte) di circa 10.000 mq. Zona F2 di Prg, per un importo pari a € 1.830.000,00 …”.

Cioè si finanzieranno i lavori di costruzione con l’esproprio dei terreni!!! Infatti, la particella da permutare fa anch’essa parte dell’azienda agraria annessa all’Istituto.

E per non aver problemi, il Comune di Cerignola, con Delibera del Consiglio n.55 del 25/07/2017 ha inserito nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni dei Beni Comunali il suolo facente parte dell’azienda agraria dell’Istituto, come livellario.

Giusto per intendersi, il “livello” non ha una definizione normativa, tuttavia la giurisprudenza di legittimità lo considera un istituto corrispondente di fatto all’enfiteusi e quindi ad esso applicabili le relative norme del codice civile.

Allora il “livellario” gode di un diritto reale che esercita su fondo appartenente ad altri, detto concedente. Quindi il Comune di Cerignola ha disposto liberamente di un bene, ma, come enfiteuta, non può liberamente disporre e tanto meno alienarlo!!!

Ma, la vergogna nella vergogna, è che il fondo rustico permutato (foglio 276, p.lla 94) era investito a oliveto super intensivo con 1650 piante di varietà nazionali ed estere, impianto sperimentale realizzato con il contributo della Regione Puglia e la partecipazione attiva dell’Università di Bari (vedi relazione tecnica del Direttore del Dipartimento di Scienze agroambientali e territoriali Università di Bari).

L’oliveto sperimentale rientrava tra le strutture messe a disposizione per la realizzazione del Laboratorio di Occupabilità, in rete con altre scuole cittadine e pugliesi, università, enti pubblici e privati, associazioni e aziende, capofila IISS “R. Lotti – Umberto I” di Andria, risultato beneficiario del finanziamento di 500.000,00 euro per il laboratorio denominato “Oligreen tech lab”, previsto nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale di cui alla Legge n.107/15, la cd Buona Scuola.

A tutela dell’IISS Pavoncelli è stata presentata interrogazione parlamentare da parte dell’onorevole Umberto D’Ottavio,  e dalla senatrice Angelica Saggese, in ordine all’alienazione dei fondi aziendali.

In risposta alle interrogazioni, l’allora Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha assicurato di continuare a seguire la vicenda al fine di salvaguardare l’offerta formativa dell’Istituto “Pavoncelli” di Cerignola. (ci sembra che il risultato sia stato ottimo. NdR)

L’Avvocatura Distrettuale di Bari ha presentato in data 26/07/2016 ricorso al TAR Puglia contro la Determina del Dirigente Settore Patrimonio del Comune di Cerignola n.434/22 del 07/06/2016, in esecuzione della D.G.C. n.29 del 5/02/2016, che concedeva in comodato d’uso gratuito per la durata di anni 9 (nove) all’Associazione “Gli Amici di Balto” la superficie di 10.000 mq – foglio 276, particella 446 (ex 9) – facente parte dei fondi rustici dell’azienda di istituto.

Nella stessa Determina si legge a pagina 2 “il Comune di Cerignola è proprietario del fabbricato adibito a scuola dell’Istituto Tecnico Agrario Statale “G. Pavoncelli” nonché possessore a titolo enfiteutico di appezzamenti di terreni dell’estensione di circa ha 25 e che costituiscono l’azienda agraria di cui il detto Istituto è titolare”.

Con Ordinanza n.434/2016 il TAR Puglia rigettava la domanda cautelare per insussistenza di “periculum in mora” e per l’attualità si è ancora in attesa del giudizio di merito.

L’Avvocatura distrettuale ha presentato anche azione di manutenzione in possesso presso il Tribunale Civile di Bari, che ha rigettato la domanda così motivando: “La declaratoria del difetto di giurisdizione preclude l’esame del merito della vicenda …”.

Praticamente, nulla di fatto a tutela dei diritti del Pavoncelli.

Ora, dopo aver tediato i nostri lettori con questa dovizia di particolari, ci limitiamo a segnalare che le azioni realizzate dal  Comune di Cerignola sono palesemente fuori legge.

E vi spieghiamo come.

  • violazione artt. 957 c.c. e seguenti per effetto dei quali non appartiene all’enfiteuta il diritto di vendere o permutare un fondo;
  • violazione Legge n.23 del 1996, art.8, comma 1 – trasferimento degli immobili utilizzati come sede delle istituzioni scolastiche alle province.
  • violazione D.Lgs 50/2016, l’art.191 prevede la permuta quale corrispettivo qualora il bene da cedere non assolva più, secondo motivata valutazione, funzione di pubblico interesse, funzione che permane visto il vincolo di destinazione scolastica.

Per effetto delle azioni poste in essere è stato operato dal Comune di Cerignola spoglio violento, privando l’IISS Pavoncelli del possesso dei beni, così catastalmente individuati al foglio n.276:

  • lla n.604 (ex 94 parte) di Ha 1.05.62;
  • lla n.446 (ex 9 parte) di Ha 1.00,00;
  • lla n.579 (ex 95 parte) di Ha 1.00,00.

Non abbiamo altro da aggiungere, se non questo.

Cerignola ha bisogno di una moderna struttura sportiva, dove realizzarla?

Sui fondi rustici dell’Istituto Agrario Pavoncelli.

Quale la fonte di finanziamento per la nuova struttura?

L’oliveto sperimentale dell’Istituto Agrario Pavoncelli.

La miopia dei nostri amministratori ha sottratto alle ordinarie esercitazioni agrarie 30.000 mq di superficie aziendale.

“Il nove agosto 2018- è il preside Pio Mirra che parla- abbiamo assistito all’estirpazione di 1650 piante di olivo con le ruspe, trattando le piante come mattoni. Eppure in quel campo sperimentale si faceva ricerca, sperimentando nuove forme di allevamento di cultivar autoctone, straniere e ibridi genetici, oggi introvabili. Le ruspe senza fare alcuna distinzione non hanno avuto alcun riguardo e annullato anni di ricerca. La logica del cemento sta affossando il nostro paese e i toni del dibattito non di rado ci autorizzano a pensare che la cultura, la scuola non siano più la bandiera dei nostri governanti. Nelle nostre terre i genitori contadini si spezzavano la schiena pur di fare studiare i figli e assicurare loro un futuro migliore. Oggi sono diventati “eletti” coloro che magari a scuola occupavano l’ultimo banco e si è convinti che sport e ipermercati siano più importanti della scuola, rovesciata dalla cultura del danaro. Chi, prima di stare in mezzo alla gente, si è fatto un giro in mezzo alle pagine dei libri, dovrebbe saperlo, ma a guidare il paese ci mandiamo quelli dell’ultimo banco”.

Non possiamo che condividere, pienamente ed amaramente, la posizione del dirigente scolastico e di tutto il personale del Pavoncelli.

Siamo convinti che anche altri cittadini, fuori dal mondo della scuola, vedano, in questo scempio, un’assurda manovra politica contro la proprietà, ma soprattutto la libertà di chiunque di noi.

E’ vergognoso che venga violata la volontà di una benefattrice che più di un secolo fa, ha creduto nella cultura come riscatto sociale. E’ inammissibile che, con dei giochetti politici, ci si appropri indebitamente di terreni di proprietà inalienabile di un Istituto scolastico. Ed è anticostituzionale che lo Stato avvalli il sopruso di compromettere il diritto alla cultura, oltre che alla coltura, per assecondare delle logiche consumistiche.

Altro che insegnare che la cultura è libertà! Gli alunni del Pavoncelli, e noi con loro, cosa vediamo?

L’abuso di potere politico, la connivenza delle Istituzioni con degli interessi economici consumistici di parte, e l’asservimento del diritto all’istruzione al connubio politica-marketing.

Il sogno proposto per le future generazioni non è più il riscatto sociale con la cultura, lo studiare per capire e l’imparare per migliorare. Il sogno, anzi l’incubo proposto alle nuove generazioni, è crescere per diventare un popolo ignorante, che consuma prodotti fittizi, secondo bisogni indotti.

E, magari, l’ha già imparato vedendo cos’è successo a scuola, vota per chi è ricco, potente, famoso e pure mafioso.

Un popolo complice, lentamente, ma inesorabilmente complice, di chi gli ha tolto la libertà di ribellarsi, convincendolo pure che è per il suo bene!

 

Antonella Ferrari

 

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