La commedia contemporanea amorale e nichilista: “Non tutti i male vengono per nuocere” di Ciro Ceruti:

0
ChatGPT Image 5 gen 2026, 14_48_36

Autore

La commedia amorale e nichilista
Non tutti i mali vengono per nuocere al Teatro Eduardo De Filippo

Tra risata e dissonanza morale, uno spettacolo che diverte il pubblico ma interroga il senso etico della rappresentazione.

La commedia del nichilismo e dell’amoralità

“Non tutti i mali vengono per nuocere”. Teatro Eduardo De Filippo – di e con Ciro Ceruti.

Chi va a teatro per vedere questo spettacolo lo fa per ridere e passare una serata gradevole.

Non è detto, però, che accada proprio così perché, a ben vedere, sotto le battute brillanti e gli scambi ilari, il testo nasconde un messaggio molto poco conciliante e ottimista.

Il pubblico del teatro Teatro Eduardo De Filippo di Arzano (NA) ha decisamente apprezzato e gradito: sala piena e pubblico coinvolto e partecipe.

Attori bravi e all’altezza del testo, alcuni anche al di sopra di questo.

Personaggi e interpreti

Laura Borelli, nei panni della moglie, presenta lo stereotipo contemporaneo della donna campana così come viene proposta dai social: volgare e ignorante.
La Borelli porta avanti il personaggio con insistenza e credibilità, rispettando il copione che prevede l’assoluta mancanza di crescita e sviluppo del personaggio.

Floriana De Martino è Linda: ex (per poco) cocainomane e curatrice economica degli interessi di Luca, il protagonista. Anche lei tiene il personaggio attivo e insistente nella reiterazione degli atteggiamenti ilari; lo sviluppo del personaggio prevede, dopo ripetuti tentativi di resistere, il finale cedimento alla tentazione della droga.

Ludovica Artel, la figlia del protagonista, mantiene per tutto lo spettacolo un livello di interpretazione spinto, rispecchiando pienamente gli eccessi di certa comunicazione e “interpretazione di sé” che scimmiotta certi social e si vede nella vita quotidiana.
La Artel riporta gli atteggiamenti che i ragazzi e certi adulti tendono ad avere ogni giorno, dimostrando di non avere davvero sentimenti ed emozioni proprie, ma di rispondere a ciò che le persone e la società si aspettano da loro.

Per mettere un po’ di sociologia, potremmo parlare di rispecchiamento di un’educazione sentimentale fornita da reality e social.

Paco Di Rosa, apprezzatissimo e amatissimo dal pubblico nel ruolo dell’usuraio e spacciatore Spiderman, si adegua anch’egli al flusso circolare dell’interpretazione urlata e socialmente contemporanea.

Antonio Colursi, nei panni di Batman, l’usuraio padre di Spiderman, dà una nota diversa all’interpretazione del testo: offre una recitazione pacata e composta, dove gli altri seguono un canale opposto, dando spessore al ruolo e restituendo un personaggio non stereotipato.

Luca Ceruti, nel ruolo del figlio autistico di Linda, offre una prova d’attore non semplice, guadagnandosi anch’egli una nota di distinzione.

Noemi Coppola, nel ruolo di direttrice di banca, si adegua all’interpretazione giullaresca del testo.

Ciro Ceruti padroneggia lo spettacolo con professionalità e preparazione.
Riesce a dare spessore di credibilità a Luca, il suo personaggio, che ben si relaziona e interagisce con gli altri ruoli, quasi come se fosse, per certi versi, un uomo tra gli stereotipi sociali.

La storia

La storia racconta di Luca, un ricco farmacista che contrae un forte debito con le banche.
Luca è vedovo di Sara, donna eccellente e altruista, con la quale ha avuto una figlia ormai ventenne.

Alla morte di Sara rimane a prendersi cura di Luca e della figlia zia Titina, una donna legata a Sara, che le aveva promesso di prendersi cura della famiglia dopo la sua dipartita.

Dopo la morte di Sara, confuso e addolorato, Luca sposa una donna ignorante e cafona, con costanti richieste di denaro.
Di fronte alla crisi economica, per assecondare il proprio desiderio di benessere e pur di non rivedere il proprio stile di vita, la moglie convince Luca a rivolgersi a degli usurai, nello specifico ai suoi usurai di fiducia.

Intanto Linda, la curatrice economica del farmacista, legata a lui dall’affetto verso Sara, sua tutor al centro di disintossicazione, cerca di trovare degli accordi con la dottoressa Pinto, direttrice della banca.
Linda conosce bene gli usurai e gli spacciatori proposti dalla moglie di Luca e vuole salvarlo da loro.

Linda ha un figlio autistico che ha un’amica immaginaria, una signora che gli parla.

Luca, incapace di trovare altra soluzione, per assecondare le richieste della moglie e della figlia sbandata, accetta il prestito dell’usuraio Batman e, addirittura, entra in affari con lui, trasformando moglie e figlia in spacciatrici: tanto, alla fine dei conti — suggerisce il testo — i prodotti venduti in farmacia non sono eticamente diversi da quelli venduti dagli spacciatori.

Gli affari vanno bene: Luca copre il debito e aggiunge ricchezza ai suoi averi, ricchezza rappresentata da sacchetti di plastica lasciati in giro per casa.

In una crisi di coscienza, aiutato da Linda e dal figlio, Luca capisce che quel denaro non porta nulla di buono e decide di dargli fuoco; solo che i soldi nel sacchetto non sono i profitti di Luca, ma quelli degli usurai, che ne chiedono conto.

Di fronte a questo nuovo e grande debito, per salvarsi la vita, ancora consigliato dalla moglie, Luca simula un ictus, con conseguente perdita di memoria, che non gli permette di ricordare dove siano i soldi degli usurai.

Insospettito dall’episodio, Batman pazienta, ma fa anche effettuare degli accertamenti sanitari a Luca, di cui attende gli esiti.

Quando tutto sembra perduto, arriva Linda con un colpo di scena: il patrimonio è salvo grazie all’intervento di un ricco garante misterioso.
Questi è zia Titina, che intanto era andata via, esasperata dai litigi con la seconda moglie e con la sregolata figlia di Luca.

Zia Titina, che nella casasi comportava come una serva, in realtà è proprietaria di un patrimonio ereditato dal padre usuraio.

Nonostante il colpo di scena provvidenziale, tutto appare inutile perché, guardando gli esiti delle analisi, Batman scopre che Luca è in fin di vita.
Alla luce di questo, mosso da un codice d’onore, lo affranca dal suo debito e va via.

Riflessione sul testo

Lo spettacolo crea una forte dissonanza cognitiva a livello morale e strutturale.

La struttura della commedia trascina con mestiere all’ascolto e al coinvolgimento della battuta (le battute sono prevedibili, ma non per questo meno apprezzate. Si vede qui il mestiere dell’autore, che conosce il suo pubblico e, in questo primo livello, gli dà quel che si aspetta).

La storia, però, è tragica: un uomo ricco cade in disgrazia e trova come unica strada possibile quella dell’illegalità.

Interessante riflettere su alcuni aspetti.

Quando era povero, l’uomo era felice: aveva una moglie eccellente, dolce e amabile; avevano poco, ma quel poco era tanto. Non avevano bisogno né **dell’**approvazione né dell’appoggio di nessuno; in povertà la coppia dava e non prendeva. Sara era una donna generosa che aiutava il marito e la comunità.

Con la morte di Sara tutto cambia.

In seconde nozze l’uomo sposa una donna ignorante e inconsistente; la figlia non studia e pensa ai soldi e al divertimento. Non reggendo le pretese della moglie e della figlia, l’uomo finisce in pasto agli usurai e agli spacciatori.

Tutto crolla.

C’è nella vita di lui un gancio alla sua vita di grazia precedente, fatto dalle relazioni create da Sara: la zia Titina e Linda, nonché il figlio di lei che, nel suo mondo autistico, presenta la vera versione valoriale dell’esistenza.

Nonostante questi ganci e i buoni consigli, sedotto anche dai cattivi consigli e dalle tentazioni, Luca, nel suo libero arbitrio, sceglie la strada sbagliata e in questa scelta trascina giù chi aveva cercato di battere la via giusta.

Linda torna a drogarsi, zia Titina deve la sua ricchezza all’usura e il ragazzo non viene mai ascoltato.

Il male trionfa.

La storia non ha redenzione e l’unica soluzione finale possibile si rivela la morte.
I personaggi non migliorano e non crescono.

Il male resta tale e risulta anche seducente: Batman è diabolico nella sua seduzione quando mischia il lavoro del farmacista e dello spacciatore ed eleva il ruolo umano degli usurai rispetto a quello delle banche.

Inquietanti gli scambi di battute da cui risulta che, se gli usurai non sono migliori delle banche, comunque le banche non sono migliori degli usurai e che, a differenza dello Stato, quando sei in difficoltà e finisci in galera, le banche ti abbandonano e gli usurai si occupano della tua famiglia.

La sala, trascinata dalla dialettica della seduzione diabolica, annuisce.

Tutte le volte che c’è un invito alla preghiera, questo viene ignorato.

Non c’è un colpo di scena veramente salvifico e, quando arriva, non cambia il corso della storia.
Il gesto di bruciare i soldi si rivela un errore, anziché un gesto sociale forte.

Tutte le ricchezze vengono dalla malavita, il lavoro onesto non paga.

Viene fatto, a un certo punto, un monologo (un po’ populista) sul telefonino come “arma di distrazione di massa”, ma non porta a una reale svolta: non segna un avanzamento né nella sceneggiatura né nei personaggi.

Una storia senza redenzione che, a tratti, sembra strizzare l’occhio all’amoralità attraverso la normalizzazione della malavita, vista come un’opzione possibile da prendere con leggerezza.

L’autore, con questa commedia, denuncia una società immorale, talmente normalizzata da far ridere senza neppure lasciare, ai più, l’amaro in bocca.

La figlia non ha una maturazione positiva: non trova una sua tranquillità sentimentale con la sua fidanzata.
La seconda moglie resta tale: lei e Luca non si lasceranno mai, nonostante la sua presenza offenda simbolicamente la memoria di Sara e il suo messaggio.
Linda, presa dall’euforia, riprende a drogarsi.

Tutto è andato male…

Tanto su cui riflettere.

Il consiglio di chi scrive è di andare a teatro per farsi delle belle risate, ma di fermarsi a indagare quel senso di dissonanza, quel sospetto di errore che si avverte, perché è il messaggio verso l’umanità che chiama e, se è bello ridere, parimenti è bello pensare.

 

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *