La vita comincia a cinquant’anni
Nella foto: Gala Matchikhina, prima classificata al concorso di bellezza “Russian Gold Crown” 2026 nella categoria Grand (over 50).

Chi l’ha detto che è troppo tardi?
Ricordi il vecchio detto: “Chi ha i denti non ha il pane, chi ha il pane non ha i denti?” Orribile, se ci pensi. Perché parte dal presupposto che ci sia sempre qualcosa che ci manca.
Eppure, chi ha i denti potrebbe anche guadagnarsi il pane…
Chi ha il pane, potrebbe farlo a pezzettini o rivolgersi a un dentista…
Insomma: ogni sfida è una porta d’accesso a una o più soluzioni.
L’importante è cambiare prospettiva.
La storia di Gala*, come altre storie simili alla sua, smentisce i luoghi comuni legati all’età – dettaglio di importanza irrilevante – e a ciò che è socialmente e culturalmente fattibile e accettabile.
Grazie al suo esempio fra tanti altri, realizzare un sogno, intraprendere un business, dedicarsi a un progetto, diventa il gesto più naturale del mondo, indipendentemente da quanto ci si senta “pronti”. Senza guardare il calendario o l’orologio… Senza avvertire l’esigenza di spiegare, giustificare o difendere la propria scelta… Avendo a cuore la propria evoluzione, a prescindere dall’esito della nostra avventura.
La storia di Gala
Un giorno mi imbatto in un video. In meno di un minuto si susseguono, rapidi, i momenti più significativi del concorso di bellezza “Russian Gold Crown” nella categoria Grand (over 50).
Alla fine è Gala Matchikhina a indossare la corona di prima classificata, aggiudicandosi il Grand Prix Mrs. Heritage of Russia.
Oltre alla sua avvenenza, al portamento regale, al suo innegabile carisma, a colpirmi sono le parole con cui descrive la sua esperienza.
Alla vigilia del mio 54° compleanno ho accettato una sfida che mi ha messo alla mia prova più forte: quella alla mia femminilità e al mio coraggio. Ho partecipato a “Russian Gold Crown”… Non è stato solo salire su un palco ma guardarmi dentro, superare paure, dubbi e limiti che spesso siamo noi stesse a costruire. Per me è stato scegliere di esserci, con tutta me stessa, senza nascondermi. Perché una donna non deve avere età. La vita, dopo i cinquant’anni, è appena iniziata!
Ricevere il Grand Prix Mrs. Heritage of Russia è andato oltre ogni mia aspettativa. Oggi, porto con me qualcosa di molto più importante di qualsiasi risultato: la consapevolezza di essere stata autentica e forte, audace e coraggiosa. E sono felice per questo.
Decido di raggiungerla.

J.L. Vuoi raccontarci un po’ di te?
G.M. Sono di origine russa. Vivo in Italia dal 2000. Amo l’Italia, non solo per la sua bellezza ma anche per il clima. Amo il popolo italiano e il suo carattere aperto, estroverso, con tanta gioia di vivere… Negli anni 80 e 90 mi piacevano le canzoni italiane e quindi, mi sono messa a studiare la lingua. Poi ho lavorato nel turismo, accompagnavo i gruppi russi in Italia e qui, mi sono trasferita per migliorare il mio Italiano. Nel 2000 ho anche trovato il mio primo amore, un ragazzo italiano, e mi sono fidanzata. Dopo esserci lasciati mi sono stabilita a Milano per lavorare come interprete e consulente nell’industria dell’alta moda, nei più begli show-room. Non è stato facile inserirmi nel tessuto di un altro Paese, ma mi piaceva l’idea di appartenere a questo popolo di grande talento, di grande capacità. Ancora oggi ringrazio l’Italia per avermi adottata… In questi venticinque anni ho sempre lavorato parlando la mia lingua madre con clienti russi.
J.L. Com’è arrivata l’occasione del concorso di bellezza?
G.M. Spesso torno in Russia per vedere mia sorella e i miei nipotini. Lo scorso febbraio stavo facendo un lungo percorso ed ero già al mio terzo scalo. Il mio volo era in ritardo ed ero stanchissima, perché viaggiavo da ventiquattro ore. All’improvviso, passeggiando in aeroporto, una donna mi si avvicina e mi dice: “Come sei bella…” La ringrazio, e aggiungo che in quel momento avevo proprio bisogno di una parola di incoraggiamento. A quel punto lei mi dice: “Me ne intendo, perché organizzo concorsi di bellezza.”
J.L. Certo che la vita è davvero imprevedibile. Sei in aeroporto, luogo di per sé di passaggio, in attesa di un volo in ritardo, stanca per il lungo viaggio, e ti imbatti nell’organizzatrice di uno dei concorsi più prestigiosi in Russia! Ma è vero che le corone con cui vengono premiate le vincitrici sono prodotti di altissimo artigianato? Mi risulta che siano realizzate con materiali preziosi, e pietre semi preziose… La tua corona te la sei portata a casa?
G.M. Sì, me la sono portata a casa. Le pietre non sono semi preziose, sono cristalli, ma la corona è, come dici, opera d’artigianato di altissimo livello. Proprio una ciliegina sulla torta…
J.L. Ecco, parliamo un po’ della torta, cioè, del concorso di bellezza.
G.M. Non si è trattato di un semplice “concorso”, ma di un percorso. Nei cinque giorni precedenti l’evento vero e proprio, abbiamo migliorato il nostro portamento, la gestualità, il nostro modo di camminare, abbiamo appreso le coreografie delle nostre esibizioni, imparato a posare per le foto… La parola d’ordine era “sorridere”. La signora incontrata in aeroporto mi aveva detto che le partecipanti, terminato il percorso, non sono più le stesse. Avendo già fatto un bel lavoro su me stessa, sul mio carattere e sulla mia autostima, credevo di aver visto già tutto, eppure… Sono stati giorni emozionanti, bellissimi…
J.L. Avresti mai pensato di intraprendere un’avventura di questo genere?
G.M. No, non avrei mai pensato di partecipare a un concorso di bellezza. Credevo fosse un’opportunità per donne giovani, alte, snelle, belle proprio perché giovani… Poi ho compreso che non si trattava solamente di mostrare il mio aspetto, ma il risultato dell’essermi presa cura di me stessa negli ultimi vent’anni… E non solo in ambito estetico. Così mi sono detta… Ma sì, vado come sono, alla mia età, con l’aspetto che Dio mi ha dato… Alla vigilia dei miei cinquantaquattro anni.
J.L. Che impatto ha avuto questa esperienza nella tua vita?
G.M. Non ti nascondo che, dopo essermi iscritta, ho avuto pensieri di scoraggiamento. Poi, però, ho tirato fuori il mio coraggio. Questa esperienza mi è servita a superare paure, dubbi e limiti, che spesso siamo proprio noi donne a creare. Sai, presentarsi senza vergogna davanti a una giuria, non è cosa da poco. Per me, è stata una vera sfida.
J.L. Quali sono i requisiti per poter partecipare al contest?
G.M. Chiunque può partecipare. Il periodo di preparazione, comunque, è importantissimo. Devi riassumere in dieci righe chi sei, cosa fai nella vita, i tuoi interessi, i tuoi valori, le tue idee… Ogni step del percorso, è una preziosa opportunità per guardarti dentro…
J.L. Quante erano le concorrenti e che età avevano?
G.M. C’erano più di sessanta partecipanti, di cui dieci donne della mia età. La maggior parte delle ragazze erano giovani. Per loro era tutto un divertimento… Erano sicuramente più abituate di me a mostrarsi, a fare le foto… Per me, invece, è stato necessario imparare a posare…
J.L. Cosa ti ha lasciato questa esperienza, alla fine?
G.M. Quando sono tornata, mi sono accorta di aver fatto mio ciò che ho appreso. Per esempio, quando cammino sono consapevole di me e del mio stato interiore. Mi ricordo di sorridere e mi viene più facile diffondere luce e gioia. La sensazione che ho provato sul palco la porto sempre con me e la “accendo” a comando ogni volta che ritorno, con la memoria, a quel momento. Mi dà una carica straordinaria per diffondere la luce interiore, proprio davanti alle persone che mi guardano. Credo che Dio ci abbia creati per influenzare il mondo e per farlo, dobbiamo essere consapevoli del nostro stato interiore. Se ciascuno di noi riuscisse, nel suo piccolo, a esprimere luce, bontà, benevolenza, grazia, amore con la “A” maiuscola, allora sì che potremmo cambiare il mondo. Ma per farlo davvero, occorre avere una fonte interiore.
J.L. Come riassumeresti la lezione che questa esperienza ti ha dato, in un consiglio per i nostri lettori?
G.M. Direi che una donna non deve lasciarsi limitare dall’età… Che la vita dopo i cinquant’anni è appena iniziata. Direi loro di vivere ogni giorno con la gioia di essere così come sono, magari migliorando in qualche cosa… L’apparenza ci è stata data da Dio, accettiamola così com’è e siamo grate di come siamo. Sta a noi, poi, scegliere di vivere nella gioia.
La mia conversazione in viva voce con Gala è qui.
Per info riguardo all’Autore delle foto, visita il sito dell’Agenzia russa: http://crown-russia.ru
*abbreviativo di “Galina”, uno dei nomi femminili più diffusi in Russia e nei Paesi di cultura slava orientale. In Italiano significa “serenità,” “calma,” tranquillità.” In realtà, deriva dal termine greco γαλήνη (galene), che esprime la calma del mare, la bonaccia o la quiete spirituale.

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