Lettera allo sconosciuto che è dentro di noi

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Ci sono cose nella nostra vita che ci fanno paura.

Cambiamenti dalle conseguenze che ci sembrano compromettenti,

decisioni apparentemente devastanti,

scelte radicali.

Tutte cose che hanno a che fare col cambiamento e che, spesso,

proprio in quanto tali, ci fanno paura e vergogna.

Sono cose che, se avvengono, parlano nella nostra mente con parole come “fallimento”, “tradimento” o “sconfitta”.

Sono lutti, perdite, viaggi.

Eppure una parte di noi sa che in quella direzione, per quanto la strada sia schifosa, c’è la libertà.

Che se accettassimo quella rinuncia, quel distacco, la nostra vita migliorerebbe.

Centro, avremmo agli occhi di molti, incluso i nostri, fallito, ma la nostra vita, con uno sforzo in più, migliorerebbe.

E la cosa buffa è che sarebbe pure la strada più semplice e a volte proprio per questo non la prendiamo:

“Cosa direbbero gli altri?

Cosa direi io di me?

Che non ci ho provato fino all’ultimo?!”

E così non prendiamo mai la decisione, aspettiamo che il tempo passi, che le cose passino ma il problema è sempre lì.

E allora aspettiamo che sia la vita a risolverlo, o qualcun altro.

Per una separazione aspettiamo che l’altro faccia un passo falso, prenda una decisione o, addirittura, muoia.

Per una cura aspettiamo che la malattia passi da sé o che si manifesti a pieno.

Per una decisione aspettiamo che la vita se ne dimentichi o che agisca lei.

Ma la vita non dimentica e, alla fine, ciò che è ineluttabile accade.

Prima o dopo,

accade.

Anche se è brutto, anche se abbiamo lottato con tutte le nostre forze per non farlo accadere

(sì perché il nostro primo istinto è sempre la conservazione, per quanto terribile possa essere)

alle fine accade.

Ed è doloroso.

E poi per uscire fuori, ci vuole forza, bisogna reagire proprio in quel momento perché non c’è più possibilità di procrastinazione.

E si affronta la realtà.

E quella è la parte più difficile, quella in cui dobbiamo essere coraggiosi per forza anche se non volevamo esserlo.

Fino a quel momento ci eravamo mossi nell’illusione che le cose sarebbero cambiate.

Ma poi è arrivata la realtà e ci siamo dovuti risvegliare.

Solo che alla fine si scopre che la realtà non è poi così male.

Svegliarsi è stata dura ma poi alla fine ci si trova una propria posizione.

Perché in fondo, per quanto non ci possa piacere e ci possa portare dolore, alla fine, la vita è bella e, soprattutto, assecondandola, riserva un sacco di sorprese.


Con questa riflessione non mi aspetto che chi è indeciso se prendere una decisione o meno, si dia una smossa.

Chi vuole prendere una decisione lo fa e basta e non ha bisogno di parole di incoraggiamento.

Con questa riflessione voglio solo dire alle persone a cui la vita è piombata addosso che tutto andrà bene,

di dare spazio al dolore ma non troppo, di non preoccuparsi, di sorridere perché alla fine la vita è bella e riserva un sacco di sorprese inimmaginabili.

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