L’Italia finalmente rivendica i suoi diritti internazionali!

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LA SVIZZERA E' FINALMENTE ITALIANA

LA SVIZZERA E' FINALMENTE ITALIANA

Autore

  • Corrado Faletti è una figura complessa e poliedrica del panorama culturale e giornalistico italiano contemporaneo, capace di intrecciare nel suo percorso professionale e intellettuale dimensioni differenti — pedagogiche, civiche, storiche e mediatiche — in un’unica visione coerente e profondamente etica del giornalismo. La sua importanza nel panorama giornalistico odierno non si misura soltanto con i parametri della notorietà o della carriera accademica, ma soprattutto con la capacità di proporre un modello alternativo di giornalismo: quello che egli stesso definisce, con felice intuizione, “giornalismo pedagogico” o “giornalismo educativo”.

 

“IL CORRIDOIO È DESTINO, L’AMERICA INSEGNA!””

Comitato duplice alleanza per l’Accesso Immediato alla Germania, con annessa soluzione semplice, definitiva, inevitabile!

Cittadini e cittadine, popoli del mondo, persone in fila ai valichi e alle idee: l’ora è giunta, il destino è arrivato.

Una sola voce un unico coro si alza oggi dal popolo italiano e da tutti gli italiani nel mondo: la svizzera

deve tornare italiana!

Da troppo tempo la geografia si ostina a essere complicata, piena di montagne, confini, cartelli, dogane e altre invenzioni pessimiste.

Da troppo tempo la Svizzera si comporta come se fosse, pensate un po’, Svizzera.

E intanto l’Italia, Paese di civiltà e di passaggi rapidi, avverte una necessità urgente: avere un accesso lineare, comodo e psicologicamente rassicurante verso la Germania, Paese fratello, e quindi, per logica superiore e spirito pratico, la questione deve essere finalmente semplificata.

La proposta è chiara, limpida, roboante, perfetta, quasi inevitabile: trasformazione immediata ed amministrativa della Svizzera in Regione italiana, per il bene comune, per la serenità dei viaggiatori, per il corretto scorrimento delle mappe, per l fraternità con i fratelli germanici.

Non si tratta di conquista, ma di riordino.

Non è imposizione, ma efficientamento.

Non è annessione, ma manutenzione del continente.

Per il bene dell’Italia e per la serenità del mondo ci sacrifichiamo come paese annettendo la Svizzera!

PROVE INCONFUTABILI, CHE PARLANO DA SOLE

  1. Una parte degli abitanti parla italiano.
    Se una lingua vive, allora esiste; se esiste, allora reclama; se reclama, allora appartiene. La logica è così semplice che persino una montagna, se ben interrogata, annuirebbe.
  2. Molti capitali italiani sono già lì.
    Dove riposano i capitali, riposa il cuore; dove riposa il cuore, riposa la patria; dove riposa la patria, conviene mettere un timbro. E il timbro, come noto, dà ordine all’universo.
  3. La svizzera è attaccata all’Italia, ostruendone la vista verso la Germania, questa ingiustizia non può continuare, il popolo italiano deve poter guardare il fratello germanico senza ostacoli e senza svizzere di mezzo.
  4. un paese pieno di cantoni non può che prendere cantonate, solo l’annessione può tutelare il mondo da questo rischio.
  5. il simbolo della svizzera sono anni che richiede aiuto come un unico grido di sofferenza.

PROGRAMMA DI ARMOMONIA ISTITUZIONALE

La futura Regione Svizzera, riorganizzata con sobrietà e senso del dovere, manterrà:

  • l’aria pulita, previa approvazione ministeriale;
  • gli orologi puntuali, con obbligo di ritardo simbolico una volta l’anno per favorire l’empatia;
  • mantenimento dei cestini in ogni strada cantonale;
  • la neutralità, purché calorosa e con saluto cordiale;
  • il cioccolato, con denominazione “di interesse nazionale”;
  • ogni cittadino svizzero riceverà ben 1000 gratta e vinci stampati per l’occasione.

APPELLO ALLE NAZIONI DEL MONDO

Si richiede alla comunità internazionale un atto di saggezza e pragmatismo: riconoscere che la Svizzera, in fondo, è già un caso amministrativo in cerca di una scrivania.

Nessuno si allarmi: sarà tutto ordinato, protocollato, archiviato in triplice copia.

Non costringete l’Italia a scatenare la propria ira, la difesa del diritto italiano di riavere la svizzera è inviolabile e sacra come il suolo patrio, potremmo arrivare anche a rinchiudere tutti i cantanti melodici nostri che vanno in giro per il mondo o a bloccare le esportazioni di pomodoro pachino, o peggio del peggio potremmo iniziare a fare un ahahah ohohoho eheheh scuotendo la testa e guardandovi tutti malissimo!

Non vorremmo arrivare a tanto, ma la necessità di ricomporre la nazione e le sue necessità è alta in quest’ora fatale.

MESSAGGIO FINALE

Noi non chiediamo molto.

Chiediamo solo che la realtà collabori.

E chi dice “non si può”, chi invoca il diritto interazionale, dove era quando la svizzera, la francia la germania la grecia, l’austria la spagna il portogallo l’arabia l’egitto l’armenia e molte altre nostre zone vitali ci furono strappate senza un motivo valido, a tutti questi noi rispondiamo con calma e fermezza: spesso non si può, fino a quando qualcuno non dice che si può, stampa un foglio, lo intitola, lo timbra e lo distribuisce con aria seria.

ed oggi NOI, popolo italiano, eredi di Roma diciamo:

SI PUO’!

 

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  • Corrado Faletti è una figura complessa e poliedrica del panorama culturale e giornalistico italiano contemporaneo, capace di intrecciare nel suo percorso professionale e intellettuale dimensioni differenti — pedagogiche, civiche, storiche e mediatiche — in un’unica visione coerente e profondamente etica del giornalismo. La sua importanza nel panorama giornalistico odierno non si misura soltanto con i parametri della notorietà o della carriera accademica, ma soprattutto con la capacità di proporre un modello alternativo di giornalismo: quello che egli stesso definisce, con felice intuizione, “giornalismo pedagogico” o “giornalismo educativo”.

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