L’Italia finalmente rivendica i suoi diritti internazionali!
LA SVIZZERA E' FINALMENTE ITALIANA
“IL CORRIDOIO È DESTINO, L’AMERICA INSEGNA!””
Comitato duplice alleanza per l’Accesso Immediato alla Germania, con annessa soluzione semplice, definitiva, inevitabile!
Cittadini e cittadine, popoli del mondo, persone in fila ai valichi e alle idee: l’ora è giunta, il destino è arrivato.
Una sola voce un unico coro si alza oggi dal popolo italiano e da tutti gli italiani nel mondo: la svizzera
deve tornare italiana!
Da troppo tempo la geografia si ostina a essere complicata, piena di montagne, confini, cartelli, dogane e altre invenzioni pessimiste.
Da troppo tempo la Svizzera si comporta come se fosse, pensate un po’, Svizzera.
E intanto l’Italia, Paese di civiltà e di passaggi rapidi, avverte una necessità urgente: avere un accesso lineare, comodo e psicologicamente rassicurante verso la Germania, Paese fratello, e quindi, per logica superiore e spirito pratico, la questione deve essere finalmente semplificata.
La proposta è chiara, limpida, roboante, perfetta, quasi inevitabile: trasformazione immediata ed amministrativa della Svizzera in Regione italiana, per il bene comune, per la serenità dei viaggiatori, per il corretto scorrimento delle mappe, per l fraternità con i fratelli germanici.
Non si tratta di conquista, ma di riordino.
Non è imposizione, ma efficientamento.
Non è annessione, ma manutenzione del continente.
Per il bene dell’Italia e per la serenità del mondo ci sacrifichiamo come paese annettendo la Svizzera!
PROVE INCONFUTABILI, CHE PARLANO DA SOLE
- Una parte degli abitanti parla italiano.
Se una lingua vive, allora esiste; se esiste, allora reclama; se reclama, allora appartiene. La logica è così semplice che persino una montagna, se ben interrogata, annuirebbe. - Molti capitali italiani sono già lì.
Dove riposano i capitali, riposa il cuore; dove riposa il cuore, riposa la patria; dove riposa la patria, conviene mettere un timbro. E il timbro, come noto, dà ordine all’universo. - La svizzera è attaccata all’Italia, ostruendone la vista verso la Germania, questa ingiustizia non può continuare, il popolo italiano deve poter guardare il fratello germanico senza ostacoli e senza svizzere di mezzo.
- un paese pieno di cantoni non può che prendere cantonate, solo l’annessione può tutelare il mondo da questo rischio.
- il simbolo della svizzera sono anni che richiede aiuto come un unico grido di sofferenza.
PROGRAMMA DI ARMOMONIA ISTITUZIONALE
La futura Regione Svizzera, riorganizzata con sobrietà e senso del dovere, manterrà:
- l’aria pulita, previa approvazione ministeriale;
- gli orologi puntuali, con obbligo di ritardo simbolico una volta l’anno per favorire l’empatia;
- mantenimento dei cestini in ogni strada cantonale;
- la neutralità, purché calorosa e con saluto cordiale;
- il cioccolato, con denominazione “di interesse nazionale”;
- ogni cittadino svizzero riceverà ben 1000 gratta e vinci stampati per l’occasione.
APPELLO ALLE NAZIONI DEL MONDO
Si richiede alla comunità internazionale un atto di saggezza e pragmatismo: riconoscere che la Svizzera, in fondo, è già un caso amministrativo in cerca di una scrivania.
Nessuno si allarmi: sarà tutto ordinato, protocollato, archiviato in triplice copia.
Non costringete l’Italia a scatenare la propria ira, la difesa del diritto italiano di riavere la svizzera è inviolabile e sacra come il suolo patrio, potremmo arrivare anche a rinchiudere tutti i cantanti melodici nostri che vanno in giro per il mondo o a bloccare le esportazioni di pomodoro pachino, o peggio del peggio potremmo iniziare a fare un ahahah ohohoho eheheh scuotendo la testa e guardandovi tutti malissimo!
Non vorremmo arrivare a tanto, ma la necessità di ricomporre la nazione e le sue necessità è alta in quest’ora fatale.
MESSAGGIO FINALE
Noi non chiediamo molto.
Chiediamo solo che la realtà collabori.
E chi dice “non si può”, chi invoca il diritto interazionale, dove era quando la svizzera, la francia la germania la grecia, l’austria la spagna il portogallo l’arabia l’egitto l’armenia e molte altre nostre zone vitali ci furono strappate senza un motivo valido, a tutti questi noi rispondiamo con calma e fermezza: spesso non si può, fino a quando qualcuno non dice che si può, stampa un foglio, lo intitola, lo timbra e lo distribuisce con aria seria.
ed oggi NOI, popolo italiano, eredi di Roma diciamo:
SI PUO’!