L’ultimo uomo nella foresta del potere: una favola civile per imparare a essere cittadini

Con L’ultimo uomo nella foresta del potere, Corrado Faletti consegna ai lettori una favola civile sul voto, sul consenso e sulla responsabilità verso le generazioni future. Un’opera pedagogica e sociale, pensata per giovani e adulti, il cui prezzo è stato volutamente mantenuto contenuto affinché l’educazione alla cittadinanza non diventi un privilegio economico.
C’è un momento nella vita di ogni società in cui non è più sufficiente chiedersi chi governa. Occorre domandarsi quale popolo abbia reso possibile quel governo, attraverso quali rinunce, quali silenzi, quali paure e quali forme di irresponsabilità.
È dentro questa domanda che nasce L’ultimo uomo nella foresta del potere. Una favola civile sul voto, il potere e la responsabilità, il nuovo libro di Corrado Faletti. Non un trattato politologico, non un pamphlet elettorale e neppure un manuale che pretende di distribuire certificati di buona cittadinanza. È un racconto allegorico che utilizza la forma antica e potentissima della favola per affrontare una delle questioni più urgenti del nostro tempo, quella della progressiva perdita di significato della partecipazione democratica.
La scelta della favola non rappresenta una semplificazione del problema. Al contrario, costituisce una precisa decisione pedagogica. Jerome Bruner ha mostrato come la narrazione sia una delle principali forme attraverso cui l’essere umano organizza l’esperienza e attribuisce significato alla realtà. Le storie non servono soltanto a intrattenere. Servono a costruire categorie morali, a comprendere le conseguenze delle azioni e a immedesimarsi in condizioni diverse dalla propria.
Faletti utilizza questa forza educativa della narrazione per condurre il lettore dentro una foresta popolata da figure simboliche. Vi sono il potere, il consenso, l’opportunismo, l’astensione, la burocrazia, il familismo, il compromesso e la seduzione dell’applauso. Ma nessuna di queste realtà viene presentata come un concetto astratto. Esse assumono un volto, una voce e una responsabilità. Diventano incontri lungo un cammino nel quale anche chi crede di osservare il sistema dall’esterno finisce inevitabilmente per essere interrogato.
Ed è proprio qui che il libro acquista la sua forza.