Meglio tardi che mai… mah, ne siamo sicuri?

Finalmente, con più di un mese di ritardo, dalla sospensione delle lezioni, i soldi per la didattica online ci sono.

image_pdfimage_print

 

Finalmente, con più di un mese di ritardo, dalla sospensione delle lezioni, i soldi per la didattica online ci sono.

Meglio tardi che mai, dirà qualcuno.

Troppo tardi, diciamo noi di betapress.

Perché, nel frattempo, alunni e famiglie, hanno già dovuto agire e reagire al caos di questi giorni, in cui, l’emergenza coronavirus, applicata al mondo della scuola, ha smascherato l’inefficienza del sistema e l’inadeguatezza della didattica a distanza.

In questo mese di sospensione delle lezioni frontali, sostituite, malamente, da quelle digitali, è successo di tutto e di più.

Pochi alunni, passata la fase di rodaggio, si sono abituati a seguire le lezioni on line e si sono organizzati nell’esecuzione di compiti digitali.

Insomma, pochi alunni si sono più o meno adeguati al cambiamento.

Molti altri, invece, si sono trovati spiazzati, sia per mancanza di strumenti idonei, che per carenza o assenza di competenze digitali adeguate.

Per esempio, c’è chi ha dovuto comprare un altro computer su Amazon, e configurarselo da solo, senza assistenza tecnica.

C’è chi ha finito i giga, chi ha avuto problemi di connessione e chi, quando finalmente è riuscito a connettersi, ha sbagliato il giorno e l’ora, perché non ha controllato l’orario sul registro elettronico, o si è confuso tra jitsi, classroom, skype, hangout…

In altre famiglie, il pc era pure d’avanguardia, ma era uno solo, da condividere con i familiari, e così, alcuni alunni, magari anche svegli, hanno tentato di accedere a una delle diverse piattaforme segnalate dal Miur, utilizzando il cellulare.

Ma a questo punto, hanno sperimentato che il cellulare, che prima sembrava così comodo ed efficace, ora non lo era più, o non lo era abbastanza.

Per non parlare poi degli alunni più fragili, sia italiani che stranieri.

Senza né tablet, né pc, senza un account per le mail, alunni che hanno addirittura perso la password del registro online, alunni che non hanno più nessun contatto con la scuola. Questi alunni, nel frattempo, si sono persi, sono rimasti indietro, finendo nelle retrovie di un sistema scolastico già fallace, divenuto ora un vortice digitale più che selettivo.

Perché, è evidente nei fatti, la didattica digitale non è inclusiva, anzi, è esclusiva…

Ma, “La scuola non si ferma” e per migliorare la didattica a distanza c’è bisogno di fondi, questo ha deciso la politica di questi giorni.

La ministra della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, ha così firmato un decreto ministeriale, in attuazione del decreto legge del governo “Cura Italia”, per potenziare il lavoro fatto online da insegnanti e per garantire, a tutti gli studenti, il diritto allo studio, sancito dall’articolo 34 della Costituzione.

Dunque, come si legge nel comunicato emanato dal Miur, 85 milioni sono stati stanziati dal governo per aiutare la scuola.

Precisamente, 70 milioni saranno distribuiti alle scuole per aiutare gli studenti meno abbienti: tutti questi saranno dotati di dispositivi digitali, in comodato d’uso, per fruire della didattica a distanza. 

5 milioni serviranno a formare il personale scolastico ed i restanti 10 milioni serviranno per favorire l’utilizzo di piattaforme e-learning e dotarsi di strumenti digitali utili per continuare la didattica a distanza.

La ministra Azzolina ha spiegato che è stato scelto un criterio che consentirà al Miur di raggiungere al meglio le zone e le famiglie con maggiore necessità.

“Queste che distribuiamo sono risorse importanti per la scuola con cui oggi rispondiamo a un’emergenza, ma attraverso cui gettiamo anche le basi per il futuro.

Tutto quello che stiamo facendo in questo momento rappresenta un patrimonio che ci resterà e consentirà alla comunità scolastica di crescere e migliorarsi ancora”.

I criteri per la distribuzione dei 70 milioni per la didattica a distanza sono due.

Il primo, è il numero totale degli alunni di un Istituto (per il 30% del totale dell’importo).

Il secondo, è l’indicatore Ocse Escs (indicatore dello status socio-economico-culturale dello studente) per il 70% del totale dell’importo.
Tutti i dirigenti scolastici potranno usufruire dei fondi non appena arriveranno nelle casse dei loro istituti.

Peccato che, questa soluzione, non risolva il problema.

Sia per il ritardo con cui queste misure sono state varate e saranno effettive.

Sia perché, non tutti gli alunni in difficoltà saranno davvero aiutati.

Infatti, non è previsto alcun rimborso per famiglie che, nonostante comprovati disagi economico-sociali, hanno già comprato un computer o un tablet al figlio.

O per famiglie, poco abbienti che hanno dovuto ricorrere a ripetizioni on line, perché non sanno come seguire il figlio nelle nuove richieste della scuola digitale.

Inoltre, facciamo due conti.

Ogni scuola avrà a disposizione circa 10.000 euro, e dunque potrà comprare giusto una cinquantina di tablet, essenziali, che tempo due anni saranno già superati.

Senza contare che, dati in comodato d’uso agli alunni, verranno restituiti da riparare e da resettare ad ogni prestito.

Basta vedere che rispetto hanno gli alunni per il materiale della scuola e per gli ambienti scolastici!

Con il nuovo provvedimento, inoltre, saranno ripartiti fra le scuole del primo ciclo, 1000 assistenti tecnici informatici previsti dal decreto “Cura Italia”.

Perché, altra verifica sul campo, sono i docenti della materna e dell’infanzia, i più spiazzati dalla didattica on line.

Infine, 43,5 milioni sono stati stanziati per fare pulizie straordinarie e acquistare gel e prodotti per l’igiene.

Ci fa molto piacere tutta questa attenzione alla pulizia delle scuole.

Del resto, fino a febbraio, le bidelle, come facevano a pulire le scuole, senza né candeggina, né ammoniaca neanche per i bagni, per il rischio di allergie?!?

Ma io dico, emergenza, per emergenza, non si potevano indirizzare questi 85 milioni per gli ospedali, anziché per la scuola?

In questo momento, la priorità assoluta è il materiale sanitario, mascherine, camici, bombole d’ossigeno, respiratori, altro che tablet in comodato d’ uso.…

Ma, si sa, io sono solo un’insegnante, madre di famiglia, non un Ministro.

Infatti, Il Ministero dell’Istruzione, ciliegina sulla torta, ha comunicato che per fronteggiare l’emergenza coronavirus sul piano della didattica saranno utilizzati anche 2 milioni del Fondo per le emergenze educative del Ministero.

 

Eh vai !…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sdidatticamente parlando e non solo

Coronavirus, italiano addio, etica addio, riprendiamoci il paese, Avanti Savoia!

La scuola ai tempi del coronavirus

 

 

1 thought on “Meglio tardi che mai… mah, ne siamo sicuri?

Rispondi

potresti aver perso

WP to LinkedIn Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: