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Mitologia e complessi

Affrontiamo il tema dei complessi, argomento particolarmente significativo nell’ambito della riflessione psicoanalitica.

I complessi in alcune persone sono espressione di preoccupazioni molto forti che creano uno stato di angoscia.

Esiste una vasta gamma di complessi che ci riportano a temi della mitologia classica come ad esempio il complesso di Narciso, il complesso di Giocasta, il complesso di Edipo ed il complesso di Elettra.

Il complesso di Narciso ci trasporta in un mondo idilliaco in cui un giovane di bellissimo aspetto girovaga per i boschi alla ricerca della sua interiorità. Narciso riesce ad innamorarsi solo della sua persona e la sua fine sarà tragica.

Oggi questa immagine ci ricorda molti soggetti, sia maschi sia femmine, che non riescono ad instaurare relazioni affettive costruttive in quanto proiettati su di sé e – come si suole dire – “innamorati solo di se stessi”.

Anche il complesso di Giocasta e quello di Edipo sono degni di attenzione.

Giocasta, madre attaccata in modo morboso ai propri figli, è un esempio attuale.

La mitologia narra che Laio, re di Tebe, sarà ucciso dal figlio Edipo che sposerà poi la madre Giocasta.

Questo complesso è ascrivibile a tutte quelle madri che esprimono un amore morboso per i propri figli viziandoli e rendendoli poco autonomi.

Lo psicologo Reik vede Giocasta come una donna adulta, insoddisfatta della propria vita affettiva e iperprotettiva nei confronti del figlio. Ella è considerata dall’autore una fonte primaria generatrice di comportamenti nevrotici.

Nel complesso di Edipo invece si assiste all’identificazione del bambino col genitore del proprio sesso e al desiderio del bambino stesso nei confronti del genitore del sesso opposto.

Possiamo ritenere che l’interpretazione freudiana di Edipo sia da considerarsi oggi non più attuale e privilegiamo l’interpretazione di Lacan che vede nel complesso di Edipo una modalità del bambino per accedere al processo di socializzazione.

Da ultimo, il complesso di Elettra ci rammenta una storia che mescola insieme i temi dell’amore, dell’odio e della vendetta.

Agamennone, capo supremo dei Greci, viene ucciso da Egisto, amante della moglie Clitennestra.

Elettra, figlia di Agamennone, esprimerà tutto il suo odio contro la madre e insieme al fratello Oreste si vendicherà contro quest’ultima che verrà uccisa.

Questo complesso è interpretabile come il desiderio di una bambina di possedere il padre e di competere con la propria madre per il possesso del genitore.

Vengono dunque analizzati i rapporti tra figlia e padre evidenziando l’attaccamento esagerato alla figura genitoriale maschile.

Il mito, permettendo l’analisi delle dinamiche sottese ai complessi, diviene modalità per comprendere meglio la realtà disfunzionale che crea disagi ad un soggetto.

Si tratta di problemi principalmente relazionali dove prevalgono emozioni quali la solitudine nel complesso di Narciso, la possessività nel complesso di Giocasta ed in quello di Edipo, la vendetta nel complesso di Elettra.

Chi è portatore di tali complessi incontrerà difficoltà nella costruzione di un futuro appagante in quanto non riuscirà a vivere in modo armonico con se stesso e con gli altri.

Non essere portatori di questi complessi o essere in grado di superarli significa invece abbracciare uno stile di vita armonico e proiettato allo sviluppo del sentimento sociale.