Settembre 10, 2026
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Festa di San Giorgio a Modica (RG): il Vescovo Rumeo denuncia la deriva folkloristica e richiama al sacro

 Il Vescovo della Diocesi di Noto, Salvatore Rumeo, è stato intervistato dall’emittente VideoMediterraneo insieme alla giornalista Viviana Sammito, approfondendo i contenuti del suo intervento e rilanciando il tema nel dibattito pubblico.

MODICA – SAN GIORGIO, LE PAROLE DEL VESCOVO

Come ogni anno, VideoMediterraneo ha seguito e documentato in diretta l’intera Festa di San Giorgio a Modica, nel Ragusano, offrendo una copertura completa della manifestazione, dalla fase preparatoria fino ai momenti culminanti della processione.

Un contesto nel quale si inseriscono le forti dichiarazioni del presule, intervenuto a sorpresa durante il passaggio nel quartiere Vignazza, in uno dei momenti più partecipati e simbolici della festa patronale.

Davanti a migliaia di fedeli, Mons. Rumeo ha lanciato un monito destinato a far discutere:
«Non è più una processione, ma un corteo».

Il nodo: identità religiosa a rischio

Nel corso dell’intervista, il Vescovo ha ribadito con fermezza la necessità di distinguere tra un autentico cammino di fede e una manifestazione popolare che rischia di perdere il suo significato spirituale.

Una posizione sintetizzata da un giudizio netto: per il presule, la celebrazione rischia di trasformarsi in una “festa troppo pagana”, lontana dalla sua origine cristiana, dove elementi estranei alla liturgia finiscono per prevalere sul senso del sacro.

Il ruolo della Chiesa

Tra i passaggi più incisivi, la rivendicazione del ruolo ecclesiastico nella gestione della festa:
«Non sono ospite, ma padrone di casa».

Una dichiarazione che sottolinea la volontà della Chiesa di riaffermare la propria centralità in un contesto dove, secondo il Vescovo, si sono inserite dinamiche estranee alla fede.

Le criticità sollevate

Nel suo intervento, ripreso e approfondito anche nell’intervista, Mons. Rumeo ha evidenziato diverse criticità:

  • la durata eccessiva della processione
  • le soste non legate al culto
  • percorsi influenzati da esigenze non spirituali

Elementi che, nel loro insieme, contribuiscono a snaturare il significato religioso dell’evento.

Tra devozione e spettacolo

Il richiamo del Vescovo si inserisce in un contesto di grande partecipazione popolare, ma anche di manifestazioni tipiche del tifo sportivo, come fumogeni e cori da stadio.

Segnali che, pur esprimendo attaccamento al santo patrono, vengono letti dal presule come distanti dal raccoglimento e dalla sobrietà propri di una celebrazione religiosa, rafforzando l’idea di una deriva verso forme espressive lontane dalla tradizione cristiana.

Verso una “purificazione” delle feste

Nel corso dell’intervista a VideoMediterraneo, il Vescovo ha infine annunciato l’intenzione di avviare un percorso di confronto con le realtà locali per “purificare” le feste patronali, restituendo centralità al sacro e limitando le interferenze estranee.

Una questione che va oltre Modica

Il richiamo del Vescovo non riguarda soltanto Modica, ma intercetta un tema più ampio che attraversa molte realtà del Mezzogiorno: il delicato equilibrio tra fede, identità popolare e spettacolarizzazione.

Le feste patronali, da sempre espressione viva delle comunità, rischiano oggi di trasformarsi in eventi dove la dimensione religiosa viene progressivamente messa in secondo piano. La sfida, dunque, non è spegnere la tradizione, ma ricondurla al suo senso più autentico: un equilibrio difficile, ma necessario, tra devozione e identità collettiva.

Autore

  • Giuseppe Nardone è un blogger impegnato nell’osservazione critica della realtà sociale e civile, con particolare attenzione ai temi della cronaca, del territorio e dei diritti. Nei suoi interventi unisce sensibilità narrativa e tensione civile, proponendo una lettura diretta, partecipe e spesso controcorrente dei fatti. La sua scrittura si distingue per il taglio libero, per l’attenzione alle questioni spesso trascurate dal dibattito pubblico e per una costante ricerca di verità nell’informazione.

     

     

    Collaboratore esterno


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