Nel silenzio dei passi
Oggi ho partecipato alle ricerche. Solo oggi. Eppure bastano poche ore per capire che non si tratta di una semplice passeggiata nel bosco o di un’escursione naturalistica: stavamo cercando una donna scomparsa , E quando si cerca, anche il fango e le foglie scricchiolanti sembrano pesare di più.
Le ricerche per Federica Torzullo, 41 anni, scomparsa l’8 gennaio scorso a Anguillara Sabazia, andavano avanti da giorni. Squadre diverse scandagliavano case, veicoli, terreni. Il nostro gruppo — le Guardie Zoofile Fare Ambiente di Anguillara Sabazia, coordinate dal Responsabile Andrea Mariani — perlustrava il canale, il bosco e il sottobosco fitto di rovi, fango, foglie umide e radici ribelli.
Il bosco non parla.
Non restituisce nulla.
È solo la cornice mutevole della fatica di chi cerca.
Si cammina con attenzione maniacale, perché il terreno è scivoloso e traditore. Le foglie scricchiolano sotto gli scarponi come per lamentarsi, i rovi graffiano i pantaloni e le radici intrappolano gli stivali. Ogni passo deve essere calcolato come quello di un equilibrista. Il fiato entra e esce con la misura del ritmo del cuore, e l’unico rumore costante è il proprio battito, che scandisce l’attesa.
La consapevolezza è costante: sappiamo cosa stiamo cercando … Anche senza conferme, tutti percepiscono che le possibilità di un ritrovamento positivo sono ridotte. È una tensione sottile, come una nota stonata che nessuno osa nominare.
Si osservano pietre, radici, depressioni del terreno. Si scrutano tronchi, centimetri di terra smossa. Ogni piccolo dettaglio accende un fremito di attenzione. Poi, ogni volta, nulla.
E intanto le ricerche proseguono anche altrove: nell’azienda del marito, negli spazi aperti dove erano già state repertate tracce di sangue. Segnali che conducono gli inquirenti verso la pista più tragica e concreta.
Poi arriva la comunicazione. Non dal bosco. Non dal canale.
Dall’ azienda del marito di Federica, dove i Carabinieri stavano perlustrando un altro settore.
“Ragazzi, rientrate.”
Tre parole. Nessuna enfasi. Ma al suono di quelle parole arriva la realtà: il corpo è stato trovato. Quel dettaglio crudo e inequivocabile conferma ciò che già sapevamo e temevamo. Il corpo di Federica era lì, sepolto nella sede operativa dell’azienda, in un punto dove convergevano altre attività investigative.
Non serve aggiungere nulla: il bosco non ha restituito niente. La verità ha una logica tutta sua, e spesso non coincide con i luoghi più impervi o suggestivi. Talvolta giace dove la mente umana preferirebbe non guardare.
E così, da chi cammina lungo un canale fangoso, tra rovi e radici, fino al momento in cui riceve notizie che cambiano tutto, arriva un’ondata fredda. La stanchezza fisica diventa insopportabile, la malinconia si insinua, e il peso del dolore — per il figlio, per la famiglia — è irreversibile.
Che sia fatta giustizia, allora. Non per retorica, non per slogan, ma perché chi ha cercato sa cosa significa camminare nel silenzio dei passi, e porta con sé la memoria di ogni istante, ogni scivolone, ogni foglia scricchiolante. La cronaca può raccontare i fatti, ma non potrà mai restituire pienamente le sensazioni che si provano in quei momenti.
Fonti:
[ANSA – Donna scomparsa, trovato un corpo nella sede dell’azienda del marito](https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/01/18/donna-scomparsa-trovato-un-corpo-nella-sede-dell-azienda-del-marito_965ba3cc-8239-42ac-b6e5-50e8716e6392.html)
[Agenpress – Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Federica Torzullo](https://www.agenpress.it/2026/01/18/svolta-nelle-indagini-sulla-scomparsa-di-federica-torzullo-trovato-un-corpo-nellazienda-del-marito/?utm_source=chatgpt.com)