Agosto 10, 2026

Noto:Contrada Stafenna, arriva un’altra PEC: area ad alto rischio ma il guard rail manca da oltre due anni

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Contrada Stafenna, due anni di promesse ma nessuna sicurezza: il guard rail non arriva e oggi arriva l’ennesima PEC

NOTO – 29 luglio 2026 – Da oltre due anni le risposte degli enti competenti sembrano essere sempre le stesse: sopralluoghi, promesse, comunicazioni ufficiali e PEC. Sul territorio, però, la situazione resta immutata.

In Contrada Stafenna, lungo la strada che collega il territorio di Rosolini  a quello di Noto, continua infatti a persistere una grave criticità che mette quotidianamente a rischio la sicurezza di automobilisti, motociclisti e pedoni.

Il problema è noto da tempo.

Un attraversamento realizzato abusivamente sul canale di scolo era stato rimosso già due volte, ma al suo posto non è mai stata completata la messa in sicurezza definitiva. Il guard rail rimane ancora oggi interrotto, lasciando un varco aperto verso il canale e un’area soggetta a forti ruscellamenti durante gli eventi meteorologici intensi.

Quando piove, il canale si riempie rapidamente, l’acqua invade la carreggiata, il fango rende il fondo stradale estremamente scivoloso e quel tratto diventa uno dei punti più pericolosi dell’intera zona.

Anni di segnalazioni e richieste rimaste senza risposta

Da anni cittadini e attivisti civici segnalano il problema.

Tra loro il blogger e attivista civico Josef Nardone, che ha documentato la situazione con fotografie, video, sopralluoghi e numerose segnalazioni inviate agli enti competenti, chiedendo un intervento tanto semplice quanto indispensabile: installare il tratto mancante di guard rail e mettere definitivamente in sicurezza l’area.

Una richiesta che continua a rimanere senza una risposta concreta.

Il sopralluogo del 2023

Nel 2023 proprio in Contrada Stafenna si svolse un importante sopralluogo congiunto alla presenza di tecnici e rappresentanti istituzionali.
Durante l’incontro vennero analizzate le criticità presenti sul posto e furono assunti impegni per procedere alla messa in sicurezza dell’area.
L’intero sopralluogo è stato documentato anche attraverso un video pubblico pubblicato sui social, nel quale sono visibili i tecnici durante le verifiche e le dichiarazioni rilasciate sul posto.

Eppure, a distanza di anni, il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Nessun cantiere.
Nessuna barriera installata.
Nessuna data ufficiale di inizio lavori.

Il ricordo della tragedia del 2019

Quella di Contrada Stafenna non è una semplice ipotesi di rischio.

Il 26 ottobre 2019, proprio in questa zona, perse tragicamente la vita Giuseppe Cappello, vittima del maltempo e delle gravissime criticità presenti lungo questo tratto di territorio.

Una tragedia che avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta nella prevenzione.

Invece, ancora oggi, molte delle problematiche evidenziate allora risultano irrisolte.

Oggi arriva un’altra risposta ufficiale

Nel frattempo, proprio oggi 29 luglio 2026, è arrivato un nuovo riscontro tramite PEC.

L’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia conferma ufficialmente che l’area di Contrada Stafenna presenta elevati livelli di pericolosità ed evidenzia come la situazione renda necessaria l’adozione, con la massima urgenza, dei provvedimenti necessari per la tutela della pubblica incolumità.

Nella comunicazione viene richiesto al Comune di Noto di concordare rapidamente un nuovo sopralluogo congiunto, coinvolgendo Polizia Municipale e tecnici comunali per verificare la situazione direttamente sul posto.

Si tratta dell’ennesima conferma istituzionale che il problema è perfettamente conosciuto dagli enti competenti.

I cittadini chiedono opere, non soltanto sopralluoghi

Negli ultimi anni si sono susseguiti incontri, verifiche tecniche, comunicazioni ufficiali e promesse.

Ma sul territorio tutto è rimasto praticamente invariato.

Ogni nuova perturbazione riporta la paura tra chi percorre quotidianamente questa strada.

Il terreno continua a cedere, l’acqua invade la carreggiata, il fango rende pericoloso il transito e quel varco privo di protezioni continua a rappresentare un serio pericolo.

La domanda che oggi molti cittadini si pongono è sempre la stessa:

“Quanti sopralluoghi, quante PEC e quante promesse serviranno ancora prima di installare quel guard rail?”

L’appello

La prevenzione non può arrivare dopo una tragedia.

Per questo cittadini e attivisti civici chiedono con forza:

  • l’installazione immediata del guard rail mancante;
  • la messa in sicurezza definitiva dell’intero tratto stradale;
  • un cronoprogramma pubblico con tempi certi per l’esecuzione dei lavori;
  • un coordinamento operativo tra tutti gli enti coinvolti affinché gli impegni assunti si trasformino finalmente in opere concrete.

Perché ogni giorno di ritardo non rappresenta soltanto un disservizio amministrativo.

È un rischio reale per la sicurezza di chi percorre quella strada ogni giorno.

Guarda l’intervista del Corriere Elorino il 2 Novembre 2019

 

 

📸  Tutte le foto  dei sopralluoghi effettuati negli ultimi anni, comprese quelle che documentano la presenza del blogger e attivista civico Josef Nardone insieme ai tecnici e ai rappresentanti istituzionali, a testimonianza del costante lavoro di monitoraggio svolto sul territorio.

 

 

Autore

  • Giuseppe Nardone è un blogger impegnato nell’osservazione critica della realtà sociale e civile, con particolare attenzione ai temi della cronaca, del territorio e dei diritti. Nei suoi interventi unisce sensibilità narrativa e tensione civile, proponendo una lettura diretta, partecipe e spesso controcorrente dei fatti. La sua scrittura si distingue per il taglio libero, per l’attenzione alle questioni spesso trascurate dal dibattito pubblico e per una costante ricerca di verità nell’informazione.

     

     

    Collaboratore esterno


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