Priolo, crisi zona industriale: lavoratori non sindacalizzati chiedono chiarezza a UILTEC e temono licenziamenti
Priolo, cresce la tensione tra i lavoratori: “Serve chiarezza, non passerelle”
Priolo Gargallo – Clima sempre più teso nella zona industriale siracusana, dove il futuro occupazionale continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per centinaia di lavoratori e le loro famiglie. A dar voce al malcontento è Sebastiano Guastella, ingegnere del polo petrolchimico e rappresentante dei lavoratori non sindacalizzati, intervenuto ai microfoni di Betapress.
Guastella racconta di aver recentemente partecipato a un confronto diretto con il segretario regionale UILTEC, Andrea Bottaro, incontrato a Siracusa durante un convegno dedicato proprio alle prospettive dell’area industriale. Un’occasione che, secondo il rappresentante dei lavoratori, avrebbe dovuto fornire risposte concrete alle numerose incertezze che gravano sul territorio.
Paura per lavoro e famiglie
La situazione della zona industriale di Priolo viene descritta come “estremamente delicata”. Il timore principale riguarda la possibile perdita del posto di lavoro, soprattutto per i dipendenti dell’indotto, già esposti a maggiore precarietà. Non meno preoccupante è l’ipotesi di trasferimenti forzati verso il Nord Italia, scenario che comporterebbe un forte impatto sociale oltre che economico.
“Dietro ogni lavoratore c’è una famiglia – sottolinea Guastella – e oggi queste famiglie vivono nell’incertezza più totale”.
La richiesta: più presenza e dialogo
Dal fronte dei lavoratori emerge una richiesta chiara: maggiore impegno da parte delle organizzazioni sindacali. In particolare, si sollecita l’organizzazione di assemblee pubbliche per informare, chiarire e rassicurare chi vive quotidianamente questa fase critica.
Secondo Guastella, però, questo confronto diretto starebbe mancando: “Servono momenti di dialogo vero con i lavoratori, non eventi formali o passerelle”.
Lo scontro con il sindacato
Nel suo intervento, l’ingegnere non nasconde il disappunto per quanto accaduto durante l’incontro con Bottaro. Racconta di aver posto domande dirette, ricevendo in risposta – a suo dire – un attacco personale anziché chiarimenti sulle questioni sollevate.
“Un lavoratore libero deve poter esprimere le proprie preoccupazioni senza essere delegittimato”, afferma.
Appello ai media e al territorio
L’intervento si chiude con un appello rivolto ai media locali e a tutte le realtà del territorio: mantenere alta l’attenzione sulla crisi della zona industriale di Priolo. Un invito a non abbassare i riflettori su una vicenda che riguarda non solo l’economia, ma anche la tenuta sociale di un intero territorio.
“La battaglia – conclude Guastella – è per il diritto al lavoro e per la dignità delle persone”.
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