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VITTORIA (RG) – Un traffico illecito di rifiuti, una confessione mai ascoltata in aula e una lunga catena di silenzi istituzionali. È quanto emerge dai documenti relativi all’inchiesta su Passo Scarparo, nel territorio di Vittoria, tornati oggi all’attenzione pubblica grazie a un dossier diffuso da Sbirromafia.
L’inchiesta viene progressivamente archiviata.

I documenti e le responsabilità

Dai materiali recuperati emerge che diverse istituzioni erano a conoscenza della vicenda. Regione e Provincia risultano informate, così come l’amministrazione commissariale del Comune di Vittoria. Nessuna presa di posizione ufficiale, invece, da parte della Commissione antimafia.

Il dossier ricostruisce inoltre il ruolo di consulenti legali e politici che avrebbero contribuito, a vario titolo, a mantenere il riserbo su una vicenda ritenuta sensibile per interessi economici più ampi.

Il legame con il fotovoltaico

Un passaggio centrale riguarda il collegamento tra il deposito illegale di rifiuti a Passo Scarparo e il settore del fotovoltaico. Attraverso una rete di società interposte, alcune con sedi all’estero, gli affari avrebbero coinvolto capitali riconducibili a strutture societarie complesse, con passaggi verso paradisi fiscali.

Un sistema che, secondo il dossier, avrebbe inciso sulla gestione del territorio e sulle scelte amministrative, rallentando o impedendo interventi risolutivi.

Da L’Aquila alla Sicilia

L’origine dei rifiuti viene individuata in L’Aquila, dove era in corso un’indagine sulla società Accord Phoenix, poi Aura Spa. Il magistrato titolare del procedimento viene successivamente trasferito ad altro incarico, mentre la Corte dei Conti rinuncia ad approfondire la sparizione di circa cinque milioni di euro in contributi pubblici.

L’allarme ambientale

Secondo la documentazione, i rifiuti sarebbero stati depositati in un’area sovrastante le falde acquifere che alimentano la rete idrica cittadina. Un elemento che sposta la questione dal piano giudiziario a quello sanitario e ambientale.

A distanza di anni, molte domande restano senza risposta. Le carte parlano di un’inchiesta interrotta e di responsabilità mai chiarite. Il rischio, oggi, è che le conseguenze emergano solo nel tempo, quando gli effetti ambientali diventeranno irreversibili

Autore del Libro SbirroMafia Emilio Tringali 

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