Sport e terzo settore
Convegno a Roma Sport e terzo settore: politiche comunitarie e territoriali. Opportunità e sfide 2026. Intanto a Palermo…
Si è svolto a Roma il 16 Gennaio alle 16,00 nella prestigiosa sala convegni dell’INPS di Piazza Colonna – Palazzo Wedeking, il convegno “Sport e Terzo Settore: opportunità e sfide nel 2026. Dalle politiche comunitarie a quelle territoriali.
Un evento voluto fortemente da Drago Amicarelli, personalità di spicco nel settore sportivo e nel sociale in Italia, Presidente del Comitato ASI di Rieti, (Associazioni Sportive Sociali Italiane).
Lo sport, è l’insieme delle attività indirizzate a sviluppare capacità fisiche e psichiche, favorendo l’educazione e l’inclusione sociale, nel rispetto di regole codificate da appositi enti.
Fu a partire dal 900 che queste attività iniziarono ad essere praticate per trarne un utile economico.
Così il termine usato nell’antichità, con carattere ora sacrale, ora educativo, ora agonistico o come forma di preparazione militare, come nel caso della Grecia Antica, si trasforma nella società inglese del 19° secolo in una forma regolamentata ed organizzata delle varie specialità sportive. (fonte: Treccani)
Il terzo settore, o settore non- profit, deriva dalla considerazione dell’esistenza nel sistema economico e sociale di un primo settore (lo Stato) di un secondo (il Mercato). (fonte: Treccani)
Come in ogni situazione, specialmente in Europa ed in Italia, sembra che nel momento in cui interviene il soldo, a prescindere se profit o non profit, le cose si complicano al punto tale che anche nello sport amatoriale, quello anche al livello più iniziale, fatto di passione, volontariato e spirito di benevola partecipazione, si complica al punto che vengono richieste specifiche competenze professionali, spesso assai complesse che pongono tutti gli operatori in grande difficoltà, per non incorrere nei rigori delle normative spesso di assai discutibile senso.
I lavori del convegno, brillantemente moderato da Paolo di Lorenzo, Giornalista e conduttore del TG5, hanno avuto inizio, con l’intervento di Drago Amicarelli, Presidente Istituto Sport e Sociale e di Mino Dinoi, Presidente Confederazione AEPI.
A seguire i numerosi Saluti Istituzionali, alcuni in presenza altri in remoto.
La Vicepresidente del Parlamento Europeo, due Sottosegretari del Governo Italiano, un Consigliere della Regione Lazio, un Assessore della regione Veneto, oltre che al Presidente ANCI Lazio, del Direttore della Comunicazione INPS, al Presidente Regionale del CONI ed al Presidente del CIP Lazio.
Una passerella istituzionale assai importante, se tutti percepissero ciò che emerge dai convegni, ed in questo in particolare, dove Sport e Sociale includono anche il gioco, specie per quei ragazzi, i più giovani, che hanno bisogno di imparare crescere ed educarsi. Motivo per cui nello sport, Treccani, fa rientrare anche il gioco.
Subito dopo i saluti istituzionali si è entrati nel vivo della discussione. Si è infatti rilevato che le normative varate dall’Europa, che ricadono anche nella applicazione Italiana, sembrano essere opprimenti ed ossessive per le numerose incombenze che la gestione del terzo settore, in questo caso rivolto allo sport di base comportano.
Il breve e sintetico excursus sul Fisco che interessa il terzo settore, effettuato da Stefania Clari Vicepresidente Istituto Sport e Sociale, ha reso l’idea delle grandi difficoltà ed il grande dispendio economico cui le varie strutture, pur se Non profit, devono far fronte per ottemperare alle disposizioni di legge, Italiane ed Europee.
Significativi gli interventi, a supporto della Clari, di Celestino Bottoni, Presidente ANCOT e Vicepresidente AEPI, che ha ricordato con esempi, l’elevata tipologia di modulistica, spesso confusionaria ed ingannevole, predisposta per essere in regola, oltre le gravose sanzioni che scattano nel caso di mancato adempimento e/o mancato rispetto o peggio ancora eventuale errore nella compilazione della modulistica.
Ciò che ne viene fuori, dopo questa discussione iniziale sembra essere “il soldo” come unico interesse generale, piuttosto che lo sport e le sue peculiarità.
Se non ci sono soldi, e tanti, nulla si può fare.
La logica, il buon senso l’etica, lasciano drammaticamente il posto alla pecunia, attraverso le norme, le regole, i diktat fiscali, di sicurezza, gli adempimenti a vario titolo, prescindendo dalle ovvie, per alcuni casi ma non per tutti, norme che dovrebbero essere di buon senso, ma che invece si impongono con regolamenti spesso inapplicabili, confusi, pesanti, destabilizzanti.
Regole talmente complesse che c’è bisogno di “tecnici” specializzati ma assai lontani dalle realtà e che hanno il grande svantaggio di portare i costi a livelli talmente elevati che spesso superano le risorse che un bravo imprenditore può mettere in campo.
Tutto diventa “professionistico” anche se si “gioca e si fa Sport” a livello amatoriale o di gioco non considerando il contributo sano dato alla crescita delle giovani leve che poi, non certamente tutti, sceglieranno di continuare a coltivare quelle attività sportive, diventando magari, con fatica, sudore, volontà, mentalità, metodo costanza, dei grandi Campioni del Mondo.
Sport per tutti o per pochi?
E’ una domanda che bisogna porsi, specie in Italia, dove in varie discipline sportive cominciamo a non avere più atleti o squadre tra i favoriti, mentre fino a qualche anno fa eravamo tra i principali protagonisti, pronti a giocarci con successo le finali. Questo non certo per mancanza di potenziale, ma per … aver messo al primo posto il soldo. Soldo che spesso … nasconde i talenti.
Calcio ed automobilismo, sono solo due dei grandi esempi.
Alla luce di questo, le parole di un relatore nella sua introduzione all’intervento riguardante progettazione e bandi, diventano incredibilmente “normali” quando iniziando la sua presentazione asserisce: “Ora finalmente parliamo di cose serie, SOLDI”.
Forse i soldi sono più importanti degli Atleti?
Lasciamo ogni riflessione al lettore.
E’ evidente così, che la notizia di una sentenza emessa dal Tribunale di Palermo, un giudice che certamente ha applicato la legge ma forse non il “buon Senso” diventa normale e non suscita alcuna reazione, come spesso oggi avviene per fatti ancor più drammatici.
“Palermo, la parrocchia condannata a risarcire 45mila euro per i rumori dei bambini dell’oratorio” -Sole 24 Ore – “La parrocchia Santa Teresa del bambino di Gesù di Palermo deve risarcire 45mila euro ai condomini costretti a sopportare i bambini che giocano a pallone, turbando la loro quiete.”
Certamente l’oratorio non avrà misurato il numero di decibel consentito dalla normativa, magari in alcune fasce di orario, preoccupandosi maggiormente di aggregare, educare giovani allo sport, piuttosto che buttarli in strada alla mercè di chissà cosa e di chissà chi.
Ma le regole forse impongono il quieto riposo di inquilini che hanno dimenticato la loro fanciullezza e gioventù.
Eppure, gli ultimi interventi, ultimi per scaletta, ma di sicuro principali come importanza, indicano chiaramente che lo Sport è Fucina di socialità, integrazione, cultura, avvicinamento, crescita interiore, intellettuale oltre che fisica.
Gli esempi evidenziati da Giorgio Bocci, Presidente LIAS, Responsabile ASI Tiro con L’Arco Storico, dimostrano l‘importanza del riscoprire il tiro con l’arco Storico, fatto in maniera tradizionale e senza tutti gli artifici moderni, utilizzato addirittura dalle donne, nell’Italia centrale, anche durante la seconda Guerra Mondiale, per catturare quella selvaggina che serviva a sfamare le famiglie, dal momento che i giovani “maschi” erano al fronte.
Altrettanti importanti le esperienze dirette di un Campione del Mondo ed Olimpionico come Luca Massaccesi, Delegato AEPI Sport e Presidente Nazionale Bullismo e disagio Giovanile il quale ha evidenziato come lo sport diventa fondamentale nell’educare i ragazzi al rispetto di se stessi e degli altri, dove l’attenzione e la concentrazione diventano determinanti, ma non solo nelle attività agonistiche mirate, ma nella quotidianità giornaliera.
La sua esperienza Mondiale ed Olimpica diventa un punto di forza determinante, in questo momento storico dove la competenza e la preparazione sembrano aver lasciato il posto all’apparire.
Sandra Menichelli, responsabile Settore Olistica ISS, nel suo intervento ha ricordato come lo sport mirato alla difesa personale, possa essere di supporto alle ragazze, oggi sempre più vittime di violenza.
Un supporto tecnico, autodifesa, ma anche sociale, non isolando la donna che viene sottoposta a questo terribile stress.
Consideriamo quindi un convegno veramente interessante, quello voluto e organizzato dal Presidente ASI, Drago Amicarelli e tutto il Suo staff, dove i temi inerenti sia lo Sport che il Sociale hanno certamente avuto i riflettori accesi.
Auspicare quindi che la politica, che ci ha da troppo tempo abituato a passerelle fugaci giusto per porgere i saluti, come a voler “timbrare il cartellino” per poi rivolgersi ad altri interessi, possa finalmente trovare un momento di sintesi reale e concreta, ascoltando chi, ogni giorno vive sul campo le esigenze dei giovani, sia se per semplice gioco che per un sano avvio agonistico.
Del resto lo Sport da sempre è il viatico per una società sana e forte.