SR6 di Pachino, segnalazioni senza risposta su un tratto stradale ad alto rischio
Silenzio della Provincia su un tratto ad alto rischio. Residenti e automobilisti chiedono sicurezza
PACHINO – Una curva pericolosa lungo la Strada Regionale 6, in territorio di Pachino, continua a rappresentare un serio rischio per la sicurezza stradale. Da mesi il muretto di contenimento risulta danneggiato e privo di adeguate protezioni, ma nonostante ripetute segnalazioni, documentazioni fotografiche e richieste formali, nessun intervento è stato avviato.

A denunciare la situazione è Josef Nardone, che già dallo scorso settembre ha trasmesso video e relazioni anche alla Polizia Provinciale di Siracusa, senza ricevere alcun riscontro. Una vicenda che evidenzia l’ennesimo corto circuito tra segnalazioni dal territorio e risposte istituzionali.
I proprietari del terreno adiacente al tratto critico hanno persino chiesto l’autorizzazione per intervenire direttamente sul ripristino del muretto, ma anche in questo caso dagli uffici provinciali non sarebbe arrivata alcuna risposta ufficiale. Il risultato è uno stallo che prolunga una situazione di pericolo quotidiano.
Secondo i residenti, il problema non è isolato. La zona Sud della provincia di Siracusa, che comprende Pachino e i comuni limitrofi, soffrirebbe di una cronica mancanza di interventi sulla rete viaria, nonostante annunci e promesse. «Sul territorio non si vede nulla», denunciano i cittadini, che parlano di un’attenzione concentrata altrove.

Non manca il confronto con il passato: durante il commissariamento del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, ricordano in molti, le segnalazioni ricevevano risposte più rapide e gli interventi erano più frequenti. Oggi, invece, prevalgono lentezza burocratica e silenzi.
Da Pachino arriva infine un appello diretto al presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa, affinché effettui un sopralluogo nella zona Sud e prenda visione diretta delle criticità lungo la SR6.

Nel frattempo, la curva resta lì. Pericolosa, segnalata, ignorata. E la domanda rimane aperta: quante segnalazioni servono prima che la sicurezza diventi una priorità?