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CCEditore supporta Al Zawija per la formazione dipendenti

Sì è conclusa la bella esperienza di due dipendenti della società petrolifera libica Al Zawija venuti in Italia per seguire un corso di specializzazione in Gas Processing and Conditioning.

Si tratta del primo di una serie di corsi che i dipendenti della società petrolifera libica verranno a seguire in Italia.

Tra il 2021 e il 2022 si attendono già più di 200 studenti.

consegna attestati
gli studenti con il presidente di CCEditore prof. Corrado Faletti e la tutor dott.ssa Stefania Pagani

Il merito dell’avviamento di questo percorso va riconosciuto anche all’onorevole Ambasciatore dell’ambasciata di italiana a Tripoli ed a tutti i suoi collaboratori  che nei lunghi mesi di organizzazione hanno seguito le richieste di visto e hanno sempre vigilato e verificato con responsabilità.

Il progetto è il frutto dell’accordo tra il gruppo editoriale CCEditore e la Società Petrolifera libica Al Zawija.

La società petrolifera mette a disposizione dei propri dipendenti  cicli periodici di formazione e aggiornamento presso enti di formazione accreditati in Europa ed in tutto il mondo.

Il corso si è svolto a Milano presso i locali di UniTre.

CCEditore grazie alla sua ventennale esperienza ha potuto mettere a disposizione della compagnia un catalogo con oltre 100 corsi professionalizzanti ed un nutrito gruppo di istituti tecnici con i laboratori di riferimento. 

I prossimi corsi si svolgeranno in diverse regioni italiane e vedranno coinvolte aziende e centri di formazione.




Quante verità ha il Laparelli?

Le verità nascoste: la confusa storia dell’IC Laparelli, la DS contro tutti?

Cosa Succede al Laparelli

L’Istituto Comprensivo via Laparelli di Roma, nella zona di Torpignattara, è un istituto scolastico formato da sei plessi che accolgono la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria.

Ha una bella storia il Laparelli: una storia di inclusione e inserimento all’interno del “nessuno” sociale.

Negli anni le DS, i docenti e il personale amministrativo hanno lavorato per riuscire a fare la differenza e lo hanno fatto con importanti progetti di inclusione nazionali e internazionali.

L’ultima DS in carica si chiama Marilena Pera.

Di lei e della sua carriera sappiamo poco in quanto il suo curriculum non è disponibile on line.

Glielo abbiamo chiesto, ci aveva detto che non era al corrente che il suo curriculum non fosse on line e che sarebbe stato pubblicato entro poche ore.

Ma sono passati giorni.

E la DS sapeva che il suo curriculum non era on line in quanto era stato richiesto da più parti anche in modo ufficiale.

Della DS Pera ci viene detto che, da quando c’è lei, le cose all’IC Laparelli non vanno più tanto bene.

Innanzitutto il Laparelli non è più la scuola dell’inclusione: ragazzi stranieri non vengono più coinvolti in progetti, come accadeva prima, e gli ingressi di ragazzi con disabilità si sono dimezzati nel corso di un anno.

Ma, in generale, anche gli alunni sono diminuiti: siamo passati da 1510 di 5 anni fa ai 1300 attualmente dichiarati dalla DS.

Sui gruppi social del quartiere la scuola viene sconsigliata motivando il fatto con una direzione non adeguata intrapresa dalla scuola stessa.

Il Laparelli non è più la scuola in cui mandare i propri figli.

Alcuni imputano la causa di questo declino alla nuova Dirigente che, per parte sua, si dichiara vittima di un complotto.

Abbiamo mandato alla DS molte email (tre da febbraio ad oggi) per ascoltare la sua versione, ma non abbiamo avuto alcuna risposta ufficiale.

Siamo per caso riusciti a sentirla telefonicamente in un momento in cui né noi né lei eravamo preparati a questo incontro, ci aveva promesso di fissare un appuntamento ma non lo ha mai fatto.

Nonostante avessimo mandato una ulteriore email.

 

I punti salienti

Noi di Betapress raccogliamo segnalazioni sull’IC via Laparelli da febbraio.

In questi mesi abbiamo letto centinaia di pagine, trascorso decine di ore al telefono, preso pagine e pagine di appunti  e mandato email alla DS per conoscere la sua versione dei fatti.

Purtroppo il frutto di questa ricerca non è buono:  sono risultate numerose situazioni spiacevoli alcune delle quali sono attualmente punti di una richiesta di chiarimenti scaturita da una recente ispezione dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio.

Riportiamo qui alcuni punti di doglianza sollevati da docenti, genitori e personale amministrativo che lavorano o hanno lavorato nel corso degli ultimi 4 anni all’IC via Laparelli:

  • Totale chiusura al dialogo e al confronto da parte della DS.
  • Assenza sul sito di documentazione indispensabile per la trasparenza amministrativa (a partire dal CV della DS).
  • Cattiva gestione dell’emergenza COVID (segnalata già dall’inizio dell’anno scolastico con una articolo di AdnKronos riportato tra i crediti).
  • Cattiva gestione di gravi casi di bullismo.
  • Dimissioni in blocco di 7 persone su 7 in amministrazione.
  • Mancata creazione del Gruppo di Lavoro per l’Inclusione.
  • Mancanza di trasparenza nell’assegnazione di contratti di sostegno.

 

Il nostro scambio con la DS

Difficile lavorare alla ricerca della verità quando la DS, perfino con noi, cambia le carte in tavola nel giro di pochi minuti.

Nel corso di questa nostra inchiesta abbiamo potuto tracciare un profilo umano professionale della prof. Pera basato sulle testimonianze delle persone intervistate e sulle rilevanze raccolte.

Per deontologia professionale, quando scriviamo un articolo, non entriamo mai nel merito della personalità delle persone di cui raccontiamo e le opinioni raccolte restano le opinioni di chi le ha espresse, non le nostre.

Un imprevisto

Abbiamo detto che la DS non ha mai risposto alle nostre email.

Per coincidenza mi sono però trovata in viva voce per pochi minuti con lei, ecco come è andata:

“Dirigente che piacere! Sono Chiara Sparacio di Betapress.it, la sto cercando da un po’ per una intervista”

“non rilascio nessuna intervista se non in presenza del mio avvocato” [da chiedersi il perché ci voglia un avvocato per raccontare quello che un DS fa nella scuola NdD]

“… Mi va bene lo stesso, mi dica quando”

Sono ancora in attesa.

 

La richiesta del protocollo covid

“Dirigente,  già che ci siamo le anticipo alcune delle domande che mi piacerebbe farle. Per prima cosa mancano le procedure di gestione del covid e tutte le documentazioni relative a bandi e amministrazione trasparente”

La dirigente mi spiega che il sito è in rifacimento e che sono andati persi tutti i documenti da Agosto ad oggi.

Anche qui la storia è un po’ ambigua:

  1. quale gestore di sito cancella tutto il contenuto senza fare una copia di backup?
  2. quanto tempo ci vuole per fare un sito?
  3. questa anomalia non risulta comunicata a nessun referente istituzionale.

Per quanto riguarda la documentazione relativa al covid la DS ci ha rimandati a una pagina del sito (che nei giorni precedenti dalle nostre ricerche risultava vuota) che però tra i tanti documenti presenti non riporta quello richiesto.

L’intervista che avrei voluto fare

Come detto, ad oggi la DS dell’IC via Laparelli di Roma, Marilena Pera, non ha ancora risposto alla mia richiesta d’intervista con una data di conferma, ma solo con un laconico “verrò in presenza del mio avvocato” [che peraltro non avremmo problemi ad ospitare su queste pagine NdD].

Ecco però quali argomenti in circostanze più adeguate rispetto a una telefonata inaspettata e frettolosa, avrei voluto affrontare.

1) Totale chiusura al dialogo e al confronto da parte della DS e silenzio sui casi di bullismo.

Avrei voluto chiedere se è vero che docenti e genitori non riescono a comunicare con lei e, secondo lei, perché.

Perché non si presenta alle riunioni e dice di non ricevere le email o di perdere le PEC?

Se è vero che non c’è un dialogo e qual è la sua impressione sul fatto che 7 dipendenti su 7 sono andati via dalla segreteria.

Perché docenti e genitori si dimettono dalle loro cariche istituzionali?

2) Covid, Bullismo e GLI

Avrei voluto chiedere il motivo della gestione inadeguata dei gravi casi di bullismo verificatesi, il motivo per cui davanti a degli episodi gravi non sia stata aperta una tavola di confronto ma, al contrario, siano state chiuse tutte le porte (abbiamo la documentazione comprovante questa chiusura)

O ancora avremmo voluto sapere il motivo per cui manca una presa di responsabilità per la gestione di alcuni casi covid a scuola.

Perché non ci sono comunicazioni ufficiali e protocollati recanti la sua firma?

Perché non è stato creato il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione, obbligatorio ad apertura dell’anno scolastico, convocato per la sua costituzione a febbraio ma mai composto perché la DS non si è presentata e non ha delegato nessuno.

Altrove la DS ha affermato che aveva mandato a quella riunione un suo delegato ma l’articolo 9.8 del DL 66/17 dice che

Il gruppo e’ nominato e presieduto dal dirigente scolastico

Inoltre non abbiamo traccia, tra la documentazione ufficiale firmata archiviata con numero di protocollo elettronico, della delega sopracitata.

Ma, comunque sia, perché ad aprile questa grave mancanza non è ancora stata sanata visto soprattutto che il GLI va composto entro Ottobre?

Chi pianifica le attività dei ragazzi disabili?

Chi pianifica le attività di inclusione?

Che fine ha fatto lo sportello di ascolto?

Probabilmente,  questo, che per tanti anni è stato un fiore all’occhiello della scuola, non è un argomento che sta a cuore all’attuale DS.

Fonti vicine a Betapress segnalano che la DS avrebbe avuto il veto di parlare con la stampa nientemeno che dallo stesso Direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, ecco quindi il perché non ci risponde.

[ma non aveva detto che avrebbe fatto l’Intervista con il suo avvocato? NdD]

3) Le MAD (Misteriose Assegnazioni Discrezionali)

Perché le graduatorie del GPS non sono state pubblicate sul sito né il problema dell’aggiornamento del sito è stato comunicato con alcun documento ufficiale?

Secondo quale criterio sono stati assegnati gli incarichi provenienti dalle domande MAD (Messa a Disposizione)?
Come mai sembrerebbe che persone con titoli inferiori ad altri candidati hanno avuto la precedenza?

E perché la convocazione è stata fatta tramite telefonata e non tramite il Sistema Informativo Dell’Istruzione?

Per non parlare delle assegnazioni capestri di incarichi a parenti di personale scolastico.

Queste e tante altre sono le domande che vorremmo fare alla DS Pera e ci auguriamo di ricevere presto risposte chiare, coerenti, non contraddittorie e corrispondenti al vero.

Altrimenti dovremmo chiederle al direttore regionale…

Ce lo auguriamo perché la scuola è uno dei pilastri della nostra società e non possiamo permetterci di comprometterla.

 

L’opacità dell’amministrazione trasparente

A noi può anche stare bene che il sito sia in ristrutturazione e possiamo anche credere che ci voglia molto tempo per concluderlo.

Vogliamo anche credere che non sia stata fatta una copia di backup ma vogliamo confidare nel futuro.

Ci piacerebbe sperare che il mese di giugno 2021 si popolino sul sito le sezioni ad oggi deserte che sono tali da anni.

Da quando 7 persone su 7 dell’amministrazione hanno lasciato la scuola, che avevano scelto e in cui lavoravano da anni, per incompatibilità lavorativa con la nuova arrivata e non hanno, quindi, più aggiornato il sito.

Speriamo di vedere aggiornata la sezione Disposizioni generali che ad oggi ha come ultimo aggiornamento marzo 2019.

O la sezione sezione organizzazione aggiornata novembre 2018.

La sezione organigramma non aggiornata da due anni

Speriamo di veder popolata la sezione consulenti e collaboratori che riporta come ultima data di aggiornamento il 16/03/2019, ma che adesso è vuota.

Ci piacerebbe poter vedere cosa è successo nella sezione Personale dal 2018 ad oggi.

Se dal gennaio 2020 ad oggi sono stati pubblicati Bandi di gara e se avremo il piacere di leggere i bilanci.

Perché non smetteremo di cercare la verità sulla scuola

Le scuole sono sistemi complessi che hanno come obiettivo quello di formare individui adulti e preparati alla società che incontreranno.

Per fare questo dirigenti, docenti, personale amministrativo e famiglie si impegnano e danno il loro massimo.

Quattro colonne il cui collante e coordinatore spesso è chiamato ad essere il dirigente scolastico.

Se il dirigente non è in grado (per motivi personali, professionali o di qualunque genere) di non svolgere perfettamente il proprio difficilissimo lavoro di coordinamento, direzione, supporto e correzione, il sistema basato sulle quatto colonne rischia di essere messo in crisi, con danno certo degli studenti.

Lo ripetiamo: gli studenti sono i soggetti da tutelare e le scuola l’ideale da portare avanti.

Come noi la pensano molti docenti, personale amministrativo, dirigenti e genitori.

Proprio per sostenere questa nostra convinzione ci troviamo a raccontare storie che hanno bisogno di essere corrette.

 

L’IC via Laparelli sta attraversando anni delicati: il vecchio prestigio della scuola sta venendo meno per una gestione della quale si occuperanno di far chiarezza le autorità competenti già al lavoro.

Però il Laparelli non cederà perché può contare su un corpo docente che, nonostante gli inviti a rinunciare, non molla e non abbandona i ragazzi; può contare sui genitori che difenderanno il diritto dei figli ad avere una scuola buona; può contare sul personale ATA che non farà passare nulla che non sia trasparente.

Forza Laparelli, non vediamo l’ora di scrivere dei tuoi successi.

 

Un chiarimento per tutti – manifesto di redazione

Permetteteci di chiarire un punto del nostro modus operandi redazionale.

Noi non siamo un giornale che cerca la notizia veloce, quella da tanti click per capirci.

Quando noi lavoriamo su un qualunque articolo e in particolare su una indagine relativa a una scuola, prendiamo tempo.

Tempo per ascoltare più fonti, tempo per capire in che contesto si inserisce la segnalazione, tempo per raccogliere tutti gli incartamenti che renderanno il nostro articolo veritiero e verificabile: una roccaforte al riparo da ogni possibile dubbio.

Per etica redazionale, noi inseguiamo la verità e non la notizia.

Prima di scrivere una sola riga, noi verifichiamo che sia vera e provabile, cerchiamo di dare la parola a tutti gli attori della notizia stessa .

Noi non insinuiamo e non supponiamo, noi riportiamo un concentratissimo distillato di ciò che abbiamo raccolto.

Detto questo, la verità alle volte viene portata da chi ha il coraggio di dirla che non sempre è la maggioranza.

Spesso le persone non parlano perché hanno paura: paura di intromettersi, di esporsi, delle sconosciute conseguenze…ma anche di perdere i loro privilegi, i loro piccoli poteri, i loro vantaggi…

Chi parla, ed è la storia dei nostri eroi, è chi vede nel bene da conseguire (nel nostro caso il bene degli studenti che hanno il diritto di frequentare una scuola ben gestita) un ideale più grande del proprio interesse personale.

Quindi non sempre noi possiamo ascoltare la maggioranza, ma sempre dedichiamo il tempo a chi non vuol tacere.

Riporto un esempio che fa sempre il nostro direttore Corrado Faletti

“In un caso di omicidio normalmente 100 persone dicono di non aver visto nulla, 10 dicono che hanno visto ma non vogliono essere coinvolti, solitamente  è una persona sola che se la sente di parlare. E proprio chi parla deve essere obbligatoriamente ascoltato, perché quell’unica voce può magari anche poi essere smentita, ma almeno permette di affrontare il problema”.

Ovviamente come ogni esempio è estremo, ma credo renda bene la nostra etica.

 

Crediti

Articolo AdnKronos

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 66

Il metodo Montessori che fa fuggire i bambini

 

Sereni è, Sereni sarà, ma si rasserenerà?

Chi ha ferito il Garibaldi?




il buio oltre la siepe

Nel suo famoso romanzo Harper Lee collega il problema del razzismo all’ignoranza, alla paura generata dall’ignoto, dal buio, dall’ignoranza appunto (nel senso di non conoscenza).

Si teme quello che non si conosce:

“Quasi tutte le persone sono simpatiche quando si riescono a capire.” è un adagio del libro per darci un messaggio di chiarezza, la conoscenza toglie le paure, la conoscenza unisce, la conoscenza illumina il cammino di qualsiasi uomo.

Nella traduzione italiana del titolo si è proprio forzato il concetto, evidenziando come i due bambini protagonisti del volume temessero tutto ciò che c’era oltre la siepe di confine della loro casa, perché appunto non sapevano cosa c’era, oltre la siepe.

Il titolo originale invece to Kill a Mockingbird , che letteralmente significa uccidere un uccellino (tordo americano), voleva indicare l’inutile violenza sugli indifesi, ma a nostro avviso il titolo italiano rispecchia meglio la pesante eredità che il libro ci lascia.

La conoscenza è la chiave di volta per unire i popoli e le generazioni.

La conoscenza è il patrimonio vero di un popolo, la sua unica arma di difesa in un mondo ormai saturo di non verità, di apparenza ma sopratutto di urlatori.

Come costruire e preservare questo patrimonio?

Come renderlo immortale?

Come farne un centro di convivenza civile?

Molto semplice, con una scuola efficace.

Proprio quello che il nostro paese continua a non fare!!

E persevera, gravemente colpevole, verso un baratro che è sempre più vicino.

Inutile affondare il coltello nella piaga dicendo che siamo all’ultimo posto o quasi in tutte le classifiche mondiali, della scuola, della digitalizzazione, della banda larga, dei laureati…

Inutile perché lo sappiamo benissimo.

E così succede che una scuola che non genera conoscenza, e quindi non aiuta il paese ad essere paese, non serve.

Si trasforma tristemente in un grosso centro di babysitteraggio altamente qualificato perché tutte le TATE sono laureate.

Anche le ultime indicazioni sulla ripartenza di settembre dimostrano chiaramente la paura della non conoscenza, infatti sono talmente ed incredibilmente aliene che non si capisce come siano state scritte.

Gli alunni che stanno fermi immobili nei banchi mantenendo le distanze come i soldatini di piombo, edifici che dovrebbero avere aule di 100 metri quadri, il mondo del distopico.

Il Paese però continua perdere nella battaglia di crescita mondiale, rimane indietro arranca sempre di più.

Cosa fare?

Di sicuro sarebbe il caso di smetterla di usare la burocrazia parlando di scuola; sarebbe anche utile mandare tutte e persone che parlano di scuola a lavorare nelle scuole, forse potrebbero parlare con causae cognitio, e quindi smetterla di fare robe inutili quando non dannose.

Sarebbe anche utile rivedere la rete di servizio del MIUR (oggi MI) per evitare che questa sovrastruttura sia come oggi è, dannosa ed inutile.

Sarebbe anche utile alzare lo stipendio al personale scuola tutto, chiedendogli in cambio la massima professionalità possibile,

sarebbe anche utile rivedere gli organi collegiali delle scuole ad oggi veramente inutili ed inutilizzati,

sarebbe anche utile rafforzare le competenze delle segreterie per non lasciare le scuole in mano a fornitori disonesti o quantomeno troppo orientati esclusivamente al loro guadagno,

sarebbe anche utile dare un obiettivo ai nostri ragazzi, sarebbe anche utile riempire di valore i titoli che diamo ai ragazzi, dalla maturità alla laurea, che oggi servono poco o a nulla,

sarebbe utile parlare della scuola del futuro che non può essere meetchatroomteams o dad on line, ma deve contenere un percorso pedagogico, deve essere modulare nei contenuti, deve approcciare certamente le nuove tecnologie ma non essere guidata da esse,

sarebbe anche utile che il mondo scuola smettesse di votare degli incompetenti ogni volta.

Come il buio oltre la siepe ci ha aiutato a capire che l’ignoto ci divide e crea forme di razzismo da quello classico a quello mentale, così oggi dobbiamo capire che la nostra società ed il nostro paese potranno salvarsi solo conoscendo, imparando, educando.

Smettiamo di distruggere la scuola, ci facciamo solo del male, cerchiamo di tarare meglio il nostro futuro, cerchiamo di affidare il futuro della scuola a chi veramente è in grado di sapere di cosa parla.

Vent’anni di incapaci sono troppi da reggere per un paese come il nostro, siamo al limite, cerchiamo di mirare meglio i nostri interventi e ricordiamoci che il Ciclope non chiudeva mai gli occhi quando prendeva la mira.

 

 

 

.

 

 

 

 

 

CORRADO FALETTI

DIRETTORE RESPONSABILE

 

sdidatticamente parlando e non solo

Lo scollamento




La sottomissione di Gregge

Ormai credo non sia più discutibile: ci sono cose che palesemente non vanno.

Ci sono dati che palesemente sono falsi e siparietti che sembrano costruiti ad hoc.

Eppure se ci si pensa bene siamo arrivati qui da un lungo cammino pre costruito:

sanità azzerata da folli rincorse a pareggi di bilancio senza scopi definiti, scuola distrutta negli anni da mancanza di fondi ed incompetenza, politica sempre più dei cani arrabbiati e non dei signori, industrie e posti di lavoro persi, ricerca inesistente, università ridotte alla stregua di licei, profondità di pensiero del paese lasciate in mano ad orde di ignoranti dichiarati.

Un popolo che non sa né leggere né scrivere, è un popolo facile da ingannare.”
CHE GUEVARA

Eccoci qua, popolo ignorante, senza ossatura industriale, in mano ai titanici sforzi della nostra PMI che più di tanto non può fare, sotto il controllo di uno stato di polizia fiscale perché altro non gli rimane.

Ed ecco che ingannarci è uno scherzo da bambini, basta dire quattro cavolate davanti ad un microfono et voilà il gioco è fatto.

Siamo lì, pronti a berci tutto purché sia una cosa momentaneamente rassicurante e che ci dica che siamo al sicuro, che tutto è a posto, che andrà tutto bene.

“Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia, che da una piccola.”
ADOLF HITLER

Eppure nonostante anni di storia non impariamo mai.

Bugie enormi, raccontate perché ormai non abbiamo più la memoria storica, bugie infinite che si perdono in rivoli di fake news, abbaglio di menti povere.

Siamo solo l’ombra di un popolo, appendiamo le bandiere alle finestre per coprire con la loro ombra le nostre mancanze.

Ci danniamo per capire chi ha inventato il MES ma non ci preoccupiamo del perché c’è.

Ci lamentiamo che il nostro paese dovrebbe ricevere quintali di miliardi di euro per parare il colpo della pandemia, ma non ci rendiamo conto che la pauperizzazione del nostro paese, perpetrata negli ultimi decenni, ci ha resi inermi di fronte a qualsiasi crisi.

Siamo una famiglia senza risparmi e con debiti con gli strozzini sia europei che mondiali.

Non avendo più un tessuto industriale in grado di reggere i colpi di un mercato asfittico e paranoico cadiamo come il colosso dai piedi d’argilla.

Ma ancora non ce ne stiamo accorgendo, ancora siamo stati messi in un bozzolo di sicurezza a suon di DCPM.

Il Popolo stava forse rendendosi troppo conto dell’imbecillità del suo governo ed allora ha giocato facile la paura, la pandemia, che forse poteva essere affrontata prima e meglio, ma magari farlo prima non era utile.

“Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione.”
BENITO MUSSOLINI

Cosa governa le masse? la Paura, la paura del diverso, dell’immigrato, della crisi, della pandemia.

No, certo che non sono uguali, è uguale solo il modo in cui vengono usate, puntualmente e spregiudicatamente.

Oggi non c’è più un governo italiano, oggi c’è un governo ombra che non ha interesse verso il popolo, ma cura altri interessi, che accetta la distruzione sistematica del tessuto produttivo a favore di potenze che non hanno a cuore il nostro paese e la nostra gente.

I fatti di quello che vi dico sono davanti a tutti voi, sono nella perdita della grande impresa italiana, nella distruzione dei marchi italiani, nella distruzione della scuola italiana, che oggi più che mai ha dimostrato la sua inadeguatezza (si difende solo perché il personale della scuola ha ancora una sua dignità), nei 2400 miliardi di debito pubblico, nella sanità mancata.

Sono nella banale mistificazione dei fatti: prendete subito 600 euro ma per farlo dovete richiedere il codice inps per accedere alla domanda, codice che vi viene dato se vi va bene dopo un mese (?!?!?! ma che c…o).

E nemmeno è più rimasta la dignità perché un governo per prendere decisioni nomina task force ad minchiam di gente che di certo voti non ne ha presi, perché per affrontare quelle problematiche noi abbiamo messo al governo delle persone, abbiamo votato delle persone che devono loro risolvere le cose, non affidare ad altri la responsabilità di risolverle.

Ma la piantiamo di passar sopra la sovranità del popolo????

Certo che un popolo gregge…

“Il popolo non è organizzato; perciò l’espressione della sua volontà è una mistificazione, perché i suoi organizzatori, i suoi mediatori – i partiti – hanno perso il contatto con il popolo.”
ADRIANO OLIVETTI

Io vedo un percorso pericoloso verso la sottomissione di gregge, utilizzando la paura e la preventiva distruzione di ogni risorsa dello stato.

L’uso criminale dei mezzi d’informazione, la mancanza assoluta di onestà intellettuale, non aver dato al popolo la possibilità e gli strumenti per leggere correttamente anche i media è l’atto criminoso più vigliacco dell’ultimo secolo.

“La nuova fonte di potere non è il denaro nelle mani di pochi, ma l’informazione nelle mani di molti.”
JOHN NAISBITT

Il fumo negli occhi, le risse tra politici, le continue polemiche, i battibecchi che portano molto lontano dalla verità, la facilità con cui la nostra attenzione ormai vaga su mille argomenti senza approfondirne nemmeno uno, l’iracondia che leggiamo in tutte le comunicazioni.

 

“Si dominano più facilmente i popoli eccitandone le passioni che occupandosi dei loro interessi.”
GUSTAVE LE BON

Da questo periodo usciremo forse avendo sconfitto il covid (ma a caro prezzo e poi non ne sono così sicuro), ma pagando un tributo altissimo sull’altare della nostra sovranità nazionale… infatti il duro colpo che è stato dato alla PMI è forse l’attacco peggiore al nostro paese degli ultimi anni.

Per ora aiuti non ce ne sono!

La cassa integrazione non è un aiuto è solo un palliativo, perché la produzione è ferma immobile, posticipare i pagamenti delle imposte non serve ad una mazza di niente perché le aziende prima o poi le dovranno pagare ed ora che non guadagnano nulla non possono certo accantonare.

La possibilità di ricevere prestiti agevolati è solo un modo per mettere ulteriori cappi al collo degli imprenditori, non dico nulla del contributo dei 600 euro perché è offensivo.

lo stato riceverà mille e mille miliardi dalla CE (balle) e comunque anche se fosse mica li regalano, li rivogliono (giustamente direi), quindi cosa abbiamo risolto?

Forse dobbiamo pensare a nuovi modi di supporto alle imprese, ricapitalizzazione con partecipazione dello stato, ti metto dei soldi ma poi parteciperò ai tuoi utili, utilizziamo il patrimonio artistico che possediamo per creare fondi di investimento per finanziare il capitale delle imprese.

Oppure facciamo cose strepitose, usciamo dell’europa che non ci ha aiutato manco per scherzo e creiamo una nuova unione italia-cina, la comunità Italina o Cinaliana.

Ma no, continuiamo a lamentarci dei governi, di conte, di salvini, di zingaretti, della meloni, di grillo, di dimaio, ma si dai andiamo avanti così!

Ma io vi esorto amici italiani, incominciamo a lamentarci di chi ha votato in tutti questi anni, incominciamo a lamentarci di noi, della nostra dignità, della dignità del nostro Paese.

“Il primo bene di un popolo è la sua dignità.”
CAMILLO BENSO, CONTE DI CAVOUR

Questa credo che un poco l’abbiamo persa, primo passo verso la sottomissione di gregge.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conte ed i fantastici 17

Coronavirus, italiano addio, etica addio, riprendiamoci il paese, Avanti Savoia!

 




“La Sicilia non è Italia e nemmeno meridione …”

CORRADO FALETTI

Sono passati tanti anni, più di dieci, da quando ho lavorato per lo stato, quindi tutto quello che racconterò in queste righe è ormai prescritto e non dovrebbe più far paura a nessuno. CORRADO FALETTI

Ora voi cari lettori potreste pensar che io scrivo queste cose perché sono soffocato dalla rabbia e dalla frustrazione o per un senso di vendetta, a mia difesa e per dimostrare la mia buona fede queste cose le sto dicendo dieci anni dopo, appunto.

In questi anni ho sempre cercato di portare all’evidenza degli organismi preposti le cose che qui racconterò, ma gli esiti dei miei tentativi sono stati poco utili perché, seppur positivi alla fine, sono rimasti talmente sommersi che non sono serviti a far capire al cittadino la realtà in cui viviamo.

Perché raccontarle oggi? perché appare sempre più evidente che pochi comprendono il funzionamento della macchina dello stato, quantomeno pochi sanno che il problema non è solo nella politica, ma nel sistema dirigente su cui la politica appoggia.

Il problema è incardinato nella macchina amministrativa che è troppo complessa, permettendo deviazioni o addirittura scappatoie che vengono gestite dalla media dirigenza statale che ne conosce perfettamente i meccanismi, spesso addirittura li crea lei stessa.

Più volte mi è capitato di vedere arrivare il politico di turno anche animato da buone intenzioni, per poi naufragare clamorosamente nel mare dei cavilli e delle tempistiche assurdamente lunghe “imposte” dalla burocrazia della middle class

Eppure ci scanniamo per le dichiarazioni di Salvini o Zingaretti o Dimaio o chi per loro, per poi non capire che le stesse dichiarazioni, giuste o sbagliate che siano, messe nella macchina statale diventano clamorosi fallimenti …

Non mi soffermerò a raccontare tutto quello che trovai di storto e segnalato agli organismi competenti, non spenderò tempo per raccontare quanto malaffare esiste e come viene bellamente tollerato dalle cariche importanti dello stato, mi limiterò a raccontare qualche  aneddoto che rappresenta la punta dell’iceberg di un sistema talmente cristallizzato che credo sia ormai impossibile distruggere.

Come faccio a dirlo? direte voi, ebbene giudicate da soli se ancora avete la capacità di leggere tra le righe e sopratutto se ancora vi interessa.

Anni dal 2009 al 2014

Venni incaricato di gestire un gruppo di lavoro di scuole per analizzare il controllo di gestione nelle istituzioni scolastiche (chiamato poi gruppo Co. Ge.), il gruppo di lavoro parte nel 2010, ne fanno parte oltre 200 scuole, l’entusiasmo è alto da parte delle scuole, fu la prima volta in cui le scuole vennero coinvolte dal Ministero nella realizzazione di progetti che le riguardano.

La particolarità di questo gruppo fu quella di dialogare direttamente con le scuole, saltando qualsiasi intermediazione anche quella sindacale, e dando direttamente le notizie alle scuole, facendole progettare direttamente quello che più serviva loro.

Fin da subito, infatti, il gruppo di lavoro fu soggetto a critica ed attacchi da parte delle organizzazioni sindacali in quanto in un certo qual modo questo gruppo le disintermediava rispetto alle scuole stesse.

I sindacati addirittura chiesero al ministro se il gruppo coge era una mia farneticazione personale.

Le scuole realizzarono progetti importantissimi e vennero avviati i primi progetti di fundrising per le scuole con la grande distribuzione organizzata (ad esempio Conad), con ritorni di svariati milioni di euro.

Progetti che oggi sono all’ordine del giorno come l’ordinativo informatico locale con le banche, e che hanno portato tantissimi vantaggi alle scuole.

Realizzammo inoltre un progetto completo che prevedeva una nuova gestione dei software della scuola, in cui venivano messi a disposizione delle scuola registro elettronico, segreteria digitale, bilancio e contabilità, inventario, sito edu.it, etc. che le scuole avrebbero ricevuto in forma gratuita (costo medio del pacchetto oggi sulle scuole comprato da da fornitori terzi è dalle 4 mila euro in su, quindi si avrebbe avuto un un risparmio per lo stato di circa 32 milioni di euro annue in su, senza contare che un unico sistema informativo avrebbe aiutato molto anche nella formazione, negli spostamenti di personale tra le scuole, nella puntualità degli aggiornamenti,  etc.), peccato che questo progetto sia stato subito boicottato (anche con interrogazioni parlamentari) dai vari fornitori di software per ovvi motivi economici.

Questo gruppo di lavoro realizzò importanti progetti ancor oggi attivi e funzionanti, leggasi appunto il suddetto ordinativo informatico per le scuole in collaborazione con ABI, e avviò un percorso di formazione diretta Miur scuole che poi prenderà forma definitiva nel progetto IO CONTO.

Mi venne anche affidato il ruolo di capo degli ispettori dei fondi europei (un nucleo di sei persone più consulenti esterni), vennero svolte delle ispezioni sulle scuole e sull’utilizzo dei fondi, si riscrissero i regolamenti ispettivi (ad oggi ancora utilizzati).

Durante questa attività uscirono luci ed ombre, dalle pillole del sapere ai fondi mal gestiti da alcune scuole e da società di formazione regionali (parliamo di milioni di euro), ovviamente individuammo anche scuole eccellenti e di altissima qualità.

Provvidi a segnalare le evidenze negative con note ai miei superiori ministri compresi, alla comunità europea, querele alla procura della repubblica, informative ai giornali.

Gli animi si scaldarono, ricevetti lettere anonime, mi venne distrutta la moto con cui mi recavo al ministero, ricevetti lettere dai miei superiori in cui mi si accusava di danno erariale perché facevo troppe ispezioni, le missioni ci vennero pagate con mesi di ritardo, venne messa in giro la voce che mi ero sfasciato la moto da solo e che le lettere anonime le scrivevo io , i carabinieri, su indicazione superiore, indagarono su di me dall’asilo in poi, venni anche indagato per simulazione di reato (ovviamente tutto poi archiviato) dal nucleo interno al ministero dei carabinieri che “casualmente” mandava relazioni ai miei superiori su come stavano gestendo il caso (durante le indagini è un reato), addirittura riuscirono a farmi indagare per la moto, le lettere anonime ricevute (dicevano che me le ero scritte io), i titoli di studio, insomma per screditarmi il più possibile riuscirono a buttarmi addosso una serie di indagini ridicole che normalmente non sarebbero state nemmeno avviate, indagini che comunque furono tutte ovviamente archiviate in seguito (cioè quando non servivano più),  sul momento venni fatto passare per un mitomane pazzo pericoloso, tutti presero le distanze.

Agli occhi delle persone normali questo accanimento contro di me risultò evidentemente una macchinazione, ma immaginate come poteva essere percepita all’esterno tutta questa serie di informazioni buttate là a caso o dai sindacati o da chi aveva interesse a continuare le sue ruberie senza ” lo Sceriffo” che li controllava.

Nonostante questi atteggiamenti io ed i miei colleghi continuammo nella nostra attività, portammo avanti i progetti, le verifiche ispettive, ottenemmo i risultati che poi sono stati certificati dalla società di consulenza esterna.

Se ci si pone attenzione, nessuna delle accuse che ricevetti era diretta al mio operato, ma solo al fatto che ero uno sceriffo, mi rompevo la moto da solo, mi scrivevo le lettere anonime da solo, falsificavo i documenti, pertanto ero un inaffidabile pazzo che diceva cattiverie sui poverini che invece facevano tutto bene, come poi si è visto chiaramente negli anni successivi dalle condanne della magistratura, dalla chiusura forzata degli enti, dall’allontanamento forzato di persone mandate in pensione anticipata.

La cosa che però mi lasciò più perplesso e deluso del mondo in cui ero avvenne proprio in mezzo al marasma che vi ho descritto sopra, il fatto sconcertante, almeno a mio avviso, fu questo:

Venni convocato da uno dei ministri dell’epoca: ovviamente mi aspettavo parole di incoraggiamento per me e per i colleghi che stavano subendo tutta una serie di angherie (come il non pagamento delle trasferte o il continuo controllo sui permessi e sulle presenze), invece dopo un saluto che io non avrei dato nemmeno al peggiore dei miei nemici, venni apostrofato con queste parole, davanti a testimoni:

“la smetta di andare in Sicilia a fare ispezioni, la Sicilia non è Italia e nemmeno meridione …”.

A parte la mia espressione che doveva essere di un misto di schifo e stupore, io comunque rilanciai “ma ministro e la comunità europea? a loro dobbiamo rendicontare i fondi che usiamo”

mi si rispose: ” già non riceviamo tutti i fondi che dovremmo se poi andiamo anche a dire che ci sono magagne…”

“quindi” continuai  io “invece che mettere a posto gli errori che facciamo, nascondiamo tutto e scriviamo che è tutto perfetto!?!? andiamo bene…”

Fui congedato dal ministro senza un saluto, ma con i miei colleghi, aggiornati sull’accaduto, decidemmo di andare avanti nel nostro lavoro, sapendo che sarebbe comunque a quel punto durato poco.

 

Tengo a precisare che io amo la sicilia ed i siciliani, che sono gente veramente in gamba (poi le mele marce sono ovunque), ma questa frase mi sembrò assurda in bocca ad un ministro dello Stato, e questo mi fece perdere molta della voglia di andare avanti.

Venni convocato dalla Comunità Europea che mi chiese conto delle mie relazioni, le confermai, i fondi vennero bloccati per sei mesi: tutti impazzirono, ricevetti minacce, mi venne imposto per scritto di modificare i miei rapporti ispettivi che mandavo alla comunità europea, venne smantellato l’ufficio ispettivo che dirigevo, il venerdì eravamo in sei ispettori e 15 consulenti, il lunedì non c’era più nessuno; dopo una settimana al mio posto venne nominato un nuovo dirigente che mi disse testuali parole: “dopo quello che è successo a te io di sicuro non faccio un cxxxo di niente.”

Nel febbraio 2012 visto che nulla era stato fatto rispetto alle mie segnalazioni rassegnai le dimissioni, che non vennero accettate in quel momento perché a marzo si doveva rispondere alla comunità europea rispetto al mio rapporto che aveva fatto bloccare i fondi e lo dovevo fare io come capo degli ispettori ancora in carica, e peraltro la mia uscita repentina  sarebbe stata evidentemente un colpo tremendo anche e soprattutto verso la comunità europea, venni pertanto convinto a rimanere con la promessa che le mie segnalazioni sarebbero state considerate, mi illusi che sarebbe stato così e ritirai le dimissioni, in realtà fu solo uno stratagemma per prendere tempo e fare così in modo che io mandassi alla comunità europea un rapporto meno pesante perché tenetti conto delle promesse che mi furono fatte.

Questo prendere tempo servì non solo per passare il momento cruciale del rapporto alla comunità europea, ma anche per poter mettere ulteriormente in moto la macchina del fango e darmi del pazzo scatenato in modo tale che tutto quello che dicevo passasse per le farneticazioni di un mitomane.

Devo dire, ad onor del vero, che ci riuscirono.

Amareggiato e deluso, visto che quanto mi era stato promesso a febbraio non veniva messo in atto, consegnai le mie dimissioni definitive ed inderogabili comunque nei primi di settembre 2012, rendendomi conto che il problema non era nel governo politico, erano passati ormai tre ministri, ma nel sistema di alta dirigenza ministeriale.

Dopo la mia uscita la macchina del fango svolge il suo compito che, solo adesso dopo dieci anni, sono riuscito a debellare grazie alla giustizia che mi ha dato ragione (anche se forse un poco in ritardo).

Anche io ho fatto i miei errori certo, avrei potuto mediare, un colpo al cerchio ed un colpo alla botte, invece sono stato categorico, non ho mediato, non ho accettato il compromesso, ho portato lo stile del privato in un comparto che non era abituato a reggerlo, che non è proprio il modo di lavorare in quel mondo, non ho saputo adattare il mio agire all’ambiente in cui mi trovavo e da cui appunto alla fine mi sono allontanato, sono entrato come montanaro bergamasco e ne sono uscito uguale.

Però alla luce dell’esperienza che ho vissuto, finché il mondo del pubblico non assimilerà lo stile del privato, non funzionerà mai.

Nel mondo del pubblico il 75% del tempo i dirigenti lo passano per “pararsi il fondoschiena“, quindi prima di fare una cosa chiedono 1000 pareri, 1000 relazioni, aumentando tempi, costi e facendo in modo che l’idea iniziale diventi tutt’altra cosa alla fine dei passaggi.

Insomma manca il coraggio di portare avanti idee innovative e soprattutto manca la voglia.

Ah, tra le altre cose, ho anche dovuto discutere con qualche sindacato perché a loro non andava bene che il ministero parlasse prima con le scuole che con loro, sindacato che ancora oggi riesce a dire che il ministero ha fatto in modo che io me ne andassi (nonostante io avessi ricevuto lettera di encomio da parte del mio superiore diretto), notare la frase il ministero ha fatto in modo che io me ne andassi (il sindacato infatti dice e scrive: “il ministero ci ha garantito che il problema faletti sarebbe stato risolto”), ma non è proprio qui che un sindacato dovrebbe intervenire? o almeno verificare cosa succede? invece il sindacato ha spalleggiato il ministero (in realtà alcuni personaggi del ministero) addirittura schierandosi con gli stessi  … assurdo vero? un sindacato che dice consapevolmente che un datore di lavoro assilla un lavoratore fino a farlo andar via, e lo dice come se fosse una cosa giusta???

ma sindacato mio, sei sicuro? se fossi stato un lavoratore così pessimo, secondo te, il mio capo aveva davvero bisogno di farmi mobbing, di fami indagare per qualsiasi fesseria, di non pagarmi le trasferte, di togliermi gli incarichi, di allontanare dal servizio tutti i colleghi presenti, compresi i consulenti,  per farmi dare le dimissioni?? non ti sembra che ci sia sotto qualcosa???

in fondo bastava licenziarmi per giusta causa …

ah, ma certo, la giusta causa non c’era, appunto, allora giusto farmi mobbing, ma che lo dica anche il sindacato non è un poco patetico?

ma anche ammesso che io fossi un pazzo, ma gli altri colleghi presenti non andavano tutelati??

Mi viene da ridere a pensarci!

Comunque, a ripensarci bene, il mio datore di lavoro non poteva licenziarmi, c’erano gli encomi della comunità europea, c’erano le lettere di gradimento delle scuole, ma soprattutto c’è una relazione (che ovviamente non esiste sul sito del ministero come non esiste nessun riferimento al progetto Co. Ge. tutto cancellato) fatta da una società di revisione che dice che, con la nostra attività, progettuale sono arrivati in più,  alle scuole, circa 13 milioni di euro nei primi due anni per poi assestarsi sugli 80 milioni di euro ogni anno per tutti gli anni successivi alla sperimentazione,

… andata la giusta causa …

 

Per dieci anni mi sono gestito tutto il rammarico che questa situazione mi ha lasciato, anche se mi ha fatto piacere che in precedenza qualche ex collega ispettore abbia rilasciato qualche dichiarazione raccontando i fatti, anche se in forma anonima.

Ma io ho taciuto sperando che il tempo fosse galantuomo con i galantuomini, e devo dire che alla fine lo è stato, anche se, per me purtroppo, la galanteria è arrivata postuma.

Scrivo ora queste cose perché sia abbastanza chiaro che qui nel nostro paese da cambiare sarebbe buona parte dell’impalcatura, non solo le bandiere in cima al balcone, invece noi ci illudiamo che basti votare pinco piuttosto che pallino per cambiare qualcosa, non è così!

I decenni di malgoverno del nostro paese lo dimostrano, non importa chi governa, conta il substrato, l’humus del sottobosco italiano della PA che oggi è uno dei veri artefici dello sfacelo a cui stiamo assistendo.

Al 31 agosto 2019 il debito pubblico era pari a 2.463 miliardi di euro, rispetto ai 2.466 miliardi del mese precedente (dato rivisto), che rappresenta il massimo storico.

Occorre dire altro?

Direi proprio di no.

Vorrei lanciare una proposta: chiediamo tutti asilo politico in un paese straniero (Canada, Australia, Nuova Zelanda, Russia) per incapacità manifesta dello stato italiano, secondo me non possono negarcelo.


In considerazione di questo malcostume italiano, Betapress.it propone a chiunque abbia avuto un sopruso, sia stato messo da parte perché faceva il suo lavoro, abbia ricevuto azioni di mobbing o simili, di raccontare la sua storia tramite le nostre pagine.

Un nostro giornalista raccoglierà la testimonianza e pubblicheremo un articolo nella nostra rubrica IO CI HO PROVATO, in cui racconteremo storie di soprusi e di malcostume che nessuno ha mai raccontato.

Siamo fermamente convinti che il silenzio su questi casi sia fatto ancora più grave dei casi stessi, pertanto scrivete alla mail iocihoprovato@betapress.it  e raccontateci cosa vi è successo, non fa nulla se è successo dieci anno or sono o ieri o sta succedendo, noi lo racconteremo sentendo tutte le campane e portando alla luce tutta la verità, così come stiamo già facendo nel mondo delle scuole.

Il nostro team di avvocati valuterà gratuitamente il vostro caso e vi darà le prime indicazioni per poter reclamare giustizia.

 

note di positiva speranza:

A onor del vero occorre però fare i nomi di chi in quel periodo fu dalla mia parte, aiutandomi, o anche solo non voltandomi le spalle:

in primis l’allora direttore generale del bilancio del Miur, Marco Ugo Filisetti, che con me portò avanti parte delle battaglie e che comunque subì anche lui una forma di ostracismo che lo portò ad essere trasferito ad altro incarico. (leggi più avanti)

della politica vi fu solo un senatore, che nel momento in cui tutti mi misero al bando, rimase al mio fianco cercando di aiutarmi.

i colleghi Elisabetta Cannarsa, Cesare di Falco, Cavallo Patrizia, Antonino Giunta, Rocco Pinneri, Gianna Barbieri, il consulente Giovanni Vico, a cui sempre va un mio pensiero affettuoso.

 

 

corrado faletti

Corrado Faletti Corrado Faletti Corrado Faletti Corrado Faletti Corrado Faletti Corrado Faletti Corrado Faletti Corrado Faletti Corrado Faletti Corrado Faletti Corrado Faletti Corrado Faletti

per chi volesse approfondire, ecco alcuni documenti utili:

Rampelli vs Cineca – scontro di civiltà?

 

 

PON – intervista ad un ex ispettore dei fondi europei del MIUR

 

http://www.report.rai.it/dl/Report/extra/ContentItem-7778933c-ec14-4f2d-8b5a-3712b51d388b.html

https://www.ilsussidiario.net/news/educazione/2016/8/3/scuola-pillole-del-sapere-la-sentenza-della-corte-dei-conti-che-la-giannini-non-puo-ignorare/717312/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/24/ministero-dellistruzione-a-roma-aperta-uninchiesta-per-bandi-su-misura/635955/

https://www.iltempo.it/cronache/2016/07/26/news/il-grande-bluff-delle-pillole-del-sapere-1016138/

questi a seguire sono i documenti che provano quanto raccontato sopra, ovviamente non sono tutti, ma credo che bastino per dare veridicità ad un racconto che altrimenti potrebbe sembrare surreale ed inventato:

questa è la lettera con cui prese avvio ufficialmente il progetto Co.Ge

lettera avvio coge biondi

questa è una delle scuole su cui facemmo l’ispezione nel 2010

borsellino articolo

questo è l’ente di formazione citato nell’articolo sopra e da noi segnalato

assunzioni edyuform

questa è la lettera di buon servizio ricevuta

44 – faletti miur lettera paluso Filisetti protocollata 2013

questa è la lettera in cui venivamo accusati di far troppe ispezioni, e leggendo gli articoli di cui sopra appare molto ridicola

parte lettera su troppe ispezioni

relazione di società di consulenza su mio operato

MIUR_Progetto Co.Ge._Relazione tecnica 0.34 relazione di kpmg

alcune delle tante lettere di ringraziamenti

06 – LETTERA ministro da borini

07 – lettere varie complimenti progetto coge

IC MISANO

la mia prima lettera di dimissioni del 7 febbraio 2012

41 – prima lettera di dimissioni 7-2-2012

la seconda e definitiva lettera di dimissioni del 5 settembre 2012

42 – dimissioni

Alcuni articoli sulle nostre iniziative

60 – mio articolo con intervista ad ispettore ex miur Fondi Europei_ luci ed ombre, forse più buio profondo..

30 – IlSole24ore 20mag12 – Sostegni privati per le scuole

31 – sole 24 ore 23 marzo 2012

34 – 2012_03_23_Corriere_AdriaticoAN_Miur

35 – 2012-03-21_RestodelCarlino_Miur

36 – 2012_03_24_IlMessaggeroAN_Miur

37 – 2012_03_24_ilRestodelCarlinoAN_Miur

38 – 2012-03-20_CorriereAdriatico_Miur

39 – 2012-03-20_CorriereAdriatico_Miur1

una delle tante lettere anonime ricevute

lettera minatoria dicembre 2011

 

 

Condannato per diffamazione Giusto Scozzaro, ex segretario provinciale CGIL Palermo

Vita da sindacato: quando manca la logica nelle cose

 

 

 

 

 




Banca delle Marche: chi c’era e chi non c’era…

Banca delle Marche, alla fine ancora in difficoltà.

 

I dati odierni della banca non promettono nulla di buono. A tutti ora viene facile parlare della tragedia di banca delle marche e delle altre banche, tutti si sentono truffati e tutti sono indignati per quanto successo. Ed hanno tutti ragione, all’interno di questi istituti vi erano delle cupole che lavoravano esclusivamente per il profitto solo di alcune caste.

Ma nessuno ora ricorda che banca Etruria era considerata da sempre la banca della massoneria, che banca marche era la banca capofila nella scalata di Unipol e che il suo direttore generale era protetto da una delle più alte cariche dello stato (che lo ha salvato dai vari processi che aveva in corso per usura).

A Betapress  però risulta una storia che deve essere raccontata per vedere di capire anche come certe realtà godevano di protezioni anche sul territorio, in particolare dalle stesse fondazioni. Nel settembre 2007 da banca delle marche se ne vanno tre alti dirigenti, il capo della compliance, il direttore centrale organizzazione e sistemi informativi ed il dirigente dello sviluppo software. Nel 2007 il Direttore Centrale dell’organizzazione e dei sistemi informativi, corrado faletti, manda un memo a Bianconi che diceva esattamente

“PROMEMORIA INTERNO RISERVATO PERSONALE, Data: 8 maggio 2007, Oggetto: usura e composizione bilancio, Nel merito dell’oggetto sono dispiaciuto nel segnalare che sono state individuate più di 150 posizioni di imprese con tassi usura, alcune anche in procedura fallimentare. Le posizioni sono in essere alcune dal 2005 e consolidano purtroppo il reato di usura a lei imputabile. Si ritiene necessario intervenire immediatamente con una autodenuncia che potrebbe certamente ridurre l’entità del danno (abbiamo parere del servizio Compliance). I dati sono in apposito file excel e sono presenti nei sistemi informativi. Con l’occasione le segnalo che la valutazione dei crediti che la direzione preposta sta preparando non appare consona alle necessarie indicazioni del regime di Basilea. In particolare non sarebbero corretti i rischi esposti ed anche l’assorbimento di capitale rispetto al rischio stesso, falsando evidentemente il bilancio della banca. Vi sono inoltre posizioni sull’area di Roma che appaiono forzatamente concesse e, nonostante un’apparente percorso autorizzativo corretto, risultano spropositate rispetto al tema garanzie ed affidabilità, nonché accumulo di rischio (vedasi big A). Da ultimo le segnalo che sarebbe utile considerare di analizzare bene la gestione degli immobili in quanto presenta lacune e caratteristiche di eccessiva personalizzazione (con proposte di vendita del patrimonio immobiliare quantomeno poco ortodosse). Si ritiene fondamentale intervenire in merito con urgente sollecitudine. Si resta in attesa di sue decisioni in merito. Il presente memo visto il contenuto è stato inoltrato solo alla sua visione, e per riservatezza solo i responsabili del servizio compliance e del servizio sistemi distribuiti sono a conoscenza delle tematiche.”

Dopo un mese dal primo memo in cui chiaramente si preannunciava una sciagura, quindi in data giugno 2007, dopo aver visto che nulla veniva fatto a riguardo, lo stesso dirigente mandava copia del memo al presidente della banca, Costa, chiedendogli di intervenire. In data giungo 2007 a Piediripa il presidente costa convoca una riunione con corrado faletti, direttore centrale, stefano delibra capo della compliance, e roberto de duro, responsabile dello sviluppo software, con l’aiuto di un consulente esterno, Pierluigi Feliziani, amico di lunga data del presidente stesso. In questa riunione Costa apprende del significato dei contenuti del memo e delle preoccupazioni dei tre dirigenti.

Il presidente Costa organizza per fine luglio 2007 una cena con i tre più alti dirigenti della banca, Faletti, Giorgi, Vallesi, chiedendo a Faletti di organizzarla a casa sua in quanto vicina alla sede della banca.

Questa cena resterà nella memoria della banca come “la cena dei cannelloni”. Durante la cena il presidente dichiara di voler prendere degli avvocati per fare un esposto contro Bianconi, garantendo che la talpa che gli avrebbe dato i dati necessari era Faletti. Bianconi, che in quei giorni era in vacanza in Sardegna, venne avvisato del contenuto della stessa da Giorgi, e la cosa fu talmente insignificante che la mattina successiva, chissà con quale mezzo di trasporto prestato da quale amico (la cena sembra fini verso la mezzanotte), arriva in ufficio a jesi alle otto della mattina.

Da quel momento viene avviato un percorso di delegittimazione dei tre dirigenti che passa da trasferimenti ad attività di mobbing, fino alla inevitabile uscita degli stessi dirigenti.

Ovviamente della cosiddetta “cena dei cannelloni” erano tutti informati, anche dei contenuti della stessa, ma nessuno fece nulla, ne l’allora presidente della banca ma nemmeno le fondazioni, i consiglieri ed i revisori dei conti, i sindaci della banca. Tra ottobre e novembre 2007 casualmente i tre dirigenti furono “dimissionati“.

Il presidente costa nulla fa per salvare i tre dirigenti da Lui messi in situazione così drammatica. Da informazioni ricevute da Betapress sembra che lo stesso Costa, interrogato in merito, abbia detto che faletti gli aveva presentato dei dati che non erano validi. Peccato che poi la banca sia fallita proprio per i motivi che venivano rappresentati da quei dati.

Dai verbali del CDA relativi alle dimissioni di faletti sembra che lo stesso bianconi abbia detto che se ne andava una persona di altissimo valore ma che voleva tornare in Lombardia per motivi personali (faletti abita ancora nelle marche NdR).

Bianconi fece di tutto in seguito per rovinarne la reputazione dei tre dirigenti dicendo a tutto il mondo bancario che gli stessi erano stati cacciati da lui perché avevano fatto cose gravissime e lo avevano tradito.

Anche in tutto il territorio le fondazioni misero in atto un percorso di delegittimizzazione affinché bianconi risultasse un povero santo tradito.

Betapress sa per certo che in febbraio del 2008 uno dei più importanti consiglieri legato ai piccoli azionisti si era recato in gran segreto a Milano dove lavoravano faletti e de duro per cercare di capire cosa ci fosse veramente dietro alla loro uscita.

In quella riunione furono date le massime indicazioni al consigliere su quanto stava accadendo anche con una previsione di catastrofe economica entro una decina d’anni. Di questo incontro sembra che bianconi ne sia venuto a conoscenza, iniziando a minacciare il consigliere il consigliere, che, avendo forti interessi economici in ballo con bianconi, nulla fece.

Sembra chiaro quindi a Betapress che tutti sapevano già dal 2007 e che anche se qualcuno aveva cercato di opporsi al disastro che stava accadendo nessuno era poi andato a fondo della situazione.

È evidente che gli interessi personali dei vari personaggi erano più forti del bene del territorio. Ma come, diciamo noi, dopo un fatto del genere, ovvero che in un colpo solo vanno via tre alti dirigenti ed in particolare il capo della compliance, le fondazioni non avrebbero dovuto chiamare i tre e chiedere delucidazioni, o forse si sono limitate a chiedere a Bianconi se andava tutto bene????

E Costa, perché non ha fatto quello che diceva??? Forse che lo stipendio della banca era più importante della banca stessa????

Risulta a Betapress che i tre hanno anche aiutato durante la fase ispettiva dell’ultimo periodo e quando hanno potuto hanno fornito informazioni alla stampa. Insomma come sempre un miracolo italiano, chi denuncia è denunciato, e comunque la macchina del fango in questo paese è una delle poche cose che funziona perfettamente. Alcuni giornali (pochi) hanno ripreso questa notizia apparsa in precedenza l’anno scorso sui Blog, ma senza nessuna convinzione…. RITORNEREMO SULL’ARGOMENTO!!!

qualche giornale ha riportato la notizia...
qualche giornale ha riportato la notizia…

banca delle marche ed il fango sui dirigenti
banca delle marche ed il fango sui dirigenti

banche-da-sbarco bdm-carabinieri   https://www.youtube.com/watch?v=c_h-wDvZxx0




Cercasi Buona Scuola: chi l’ha vista chiami subito in redazione.

La Buona Scuola, di renziana impostazione, è miseramente fallita solo dopo pochi mesi dalla sua gestazione.

Il caos di questi giorni nelle chiamate dirette e nelle graduatorie post concorsi indica, con forza, come sia importante conoscere ciò che si tocca.

Il che non scusa il fatto che la scuola italiana sia una nave che naviga a vista da molto tempo, con reiterati errori e covo di incompetenze sopratutto dal lato ministeriale, e probabilmente dalla riforma del 1962 non è più stata in grado di adattarsi alla nuova corrente educativa che lei stessa si era data.

L’errore di base che grava sulla scuola italiana è la mancanza di un modello organizzativo legato a processi e funzioni ben definiti; basta vedere il caos scaturito con il concorsone che muoverà ricorsi per i prossimi decenni e causerà instabilità nei percorsi professionali di molti docenti, ma sopratutto che ha dimostrato di non saper valutare nessuno.

La legge 107 ha raffazzonato una serie di idee (a volte anche valide) buttandole in un calderone che non ha dato indicazioni precise e funzionali, ma come al solito ha lasciato spazi interpretativi assurdi.

Sono stati assunti migliaia di docenti spesso non preparati a fare i docenti, in barba a quei professori che invece hanno consolidate professionalità, è stato fatto un concorsone che non ha saputo valutare correttamente nessuno, il bonus docenti non ha centrato l’obiettivo di creare un modello di valutazione dei docenti, i dirigenti scolastici non hanno avuto nessuna possibilità di scegliere in quanto già tutti i posti sono stati gestiti dagli usr su incarico del miur che hanno posizionato le figure che voleva il miur, non certo quelle che servivano alle scuole, l’alternanza scuola lavoro ha fatto una grave commistione tra didattica e professione senza una vera guida, tutte cose che hanno generato caos.

Il ridicolo: viene fatto un concorso senza i posti da assegnare, la partenza dell’anno scolastico ha generato più insicurezze nei docenti di quanto nessuna riforma abbia mai fatto negli ultimi quarant’anni, ogni usr manda alle scuole comunicazioni differenti…

Non è questione di difendere i docenti che se sono bravi si difendono benissimo con il loro lavoro, è questione di dignità, dignità della persona, dignità della professione, non solo dei docenti ma anche del personale di segreteria che si è trovato catapultato in un caos di incombenze amministrative nuove, mal spiegate e sopratutto non chiare.

Insomma la buona scuola è riuscita a mettere nel caos tutti, lo stesso sottosegretario Faraone ha ammesso, a denti stretti, che qualche “piccolo” inconveniente c’era, PICCOLO, ahahah, eufemismo politico.

Inutile in queste poche righe riassumere i tanti fatti clamorosi di incapacità dimostrata dalla buona scuola, ed in particolare di come anche l’organico dell’autonomia si sia dimostrato solo utile a posizionare i tanti assunti “inutilmente” nella scuola.

In ogni caso la Ministra si dice soddisfatta “nella consapevolezza di una macchina complessa”.

Ma chi deve essere soddisfatto, la ministra o gli operatori della scuola che devono poter lavorare con la massima tranquillità?

Ma gli esponenti dei lavoratori della scuola affermano: “Mobilità nazionale, concorso disarticolato dalle reali necessità in termini di cattedre, dirigenti scolastici imbarazzati nella mansione di selezionatore del personale… la Buona Scuola mostra tutta la sua fragilità all’inizio dell’anno scolastico...” così interviene Nicola Iannalfo, esponente di spicco del Comitato Docenti Precari ” L’idea centrale di raccordare la scuola al sistema lavorativo sta generando vulnus organizzativi per quanto attiene l’alternanza scuola-lavoro. I nodi da sciogliere sono molti e c’è da scommettere che le prossime settimane offriranno motivo di scontro tra le parti sociali e il ministero. Il Ministro annuncia un nuovo ciclo TFA… non sarebbe opportuno sistemare il pregresso piuttosto che congestionare ulteriormente le graduatorie di istituto? Lo scopriremo solo vivendo…”

In ogni caso siamo contenti che la ministra sia contenta…

 

 

i casi strani della legge 107

i casi strani segue

i tappi del miur




PON – intervista ad un ex ispettore dei fondi europei del MIUR

PON fondi europei miur Sorgente: pazzesca intervista ad un ex ispettore dei fondi europei

Intervista esclusiva ad un ispettore dei fondi europei del MIUR

La storia Nel 2012 avviene un fatto strano che nessuno ha mai riportato: tutto un ufficio di ispettori dei fondi europei del MIUR viene cancellato dopo una serie di ispezioni che danno risultati molto negativi. L’ufficio era composto da 4 persone più 5 consulenti, a marzo 2012 l’ufficio viene completamente smantellato ed il personale viene o allontanato, o mandato in pensione forzata o trasferito d’ufficio, i consulenti vengono immediatamente sostituiti da altri tramite un bando quantomeno sospetto.

 

Domanda: lei era un componente dell’ufficio di audit durante quegli anni?

Risposta: si ero una delle persone che operavano nell’unità di audit, avevamo la funzione di controllo ispettivo sulla regolarità dei fondi europei assegnati alle scuole.

Domanda: lei ci ha pregato di non dire il suo nome, come mai?

Risposta: dopo quello che è successo e gli attacchi che sono stati fatti pur di mettere a tacere tutto quanto l’ultima cosa che voglio è che si sappia il mio nome.

Domanda: è vero che nel 2010 la commissione europea ha fatto un’ispezione sanzionando il Miur per la scarsa qualità dei controlli dell’autorità di audit?

Risposta: verissimo, era l’aprile 2010. La commissione europea venne a fare un’ispezione sull’autorità di audit e diede un ultimatum: o si mettevano a posto i sistemi di controllo o i fondi sarebbero stati sospesi. Domanda: perché non erano a posto i controlli?

Risposta: in realtà non venivano nemmeno fatti. Si cercava solo di dire che andava tutto bene per non interrompere l’erogazione dei fondi.

Domanda: e questa cosa non era giusta? Se si fossero interrotti i fondi non sarebbe stato un enorme danno?

Risposta: certo che sarebbe stato un danno, ma se non vengono fatti i controlli non possiamo essere sicuri che i fondi non vengano male utilizzati o peggio ancora vadano a finire alla malavita, ricordiamoci che i fondi europei vanno alle regioni Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.

Domanda: non è un poco prevenuta la sua risposta?

Risposta: no, è che i fondi vanno solo a quelle regioni…

Domanda: quindi dopo la venuta della commissione?

Risposta: si certo, ci diedero un ultimatum, ovvero entro settembre avremmo dovuto rifare il sistema dei controlli per poter poi attuare una politica di audit corretta.

Domanda: tutto qui?

Risposta: ahahah e lei dice poco??!! Al Miur non c’era nessuno in grado di pensare e realizzare un sistema di controlli in così poco tempo.

Domanda: allora cosa successe?

Risposta: venne dato l’incarico ad un dirigente a tempo determinato che si occupava di altro e che era arrivato dall’esterno, non era di ruolo.

Domanda: che cosa c’entra questo?

Risposta: c’entra moltissimo: al Miur tutti i dirigenti sapevano che questo incarico sarebbe stato difficile e pericoloso, e quelli in carriera se ne guardavano bene da prendersi questa gatta da pelare

Domanda: e perché invece questo dirigente accettò?

Risposta: non l’ho mai capito, in realtà lui venendo dall’esterno aveva esperienza su questa materia, ma di certo non aveva capito che prendere quest’incarico sarebbe stato un altissimo rischio.

Domanda: quindi cosa successe?

Risposta: il dirigente prese l’incarico ed iniziò a disegnare un nuovo sistema, lo fece anche molto bene tanto che a settembre la commissione europea fece i complimenti per la realizzazione del nuovo modello di audit.

Domanda: e allora quale fu il problema?

Risposta: fu che il sistema funzionava davvero bene! Appena lo applicammo iniziarono ad uscire una serie infinità di irregolarità, dalle meno gravi alle più gravi fino alle gravissime, cosa che iniziò ad agitare le alte sfere.

Domanda: perché le alte sfere si agitarono?

Risposta: semplice se lei per dieci anni dice che va tutto bene, viene la commissione e dice che non stavamo facendo i controlli, noi iniziamo a farli a regola ed escono un sacco di irregolarità, lei che ha detto che andava tutto bene in che posizione si trova?

Domanda: mi può dire che irregolarità trovaste?

Risposta: preferirei evitare, comunque da stipendi falsi a firme false a gare inesistenti a laboratori fantasma…

Domanda: ma voi segnalaste tutte queste cose?

Risposta: i dirigente fece tutti i verbali e li mandò alla corte dei conti, alla procura della repubblica, nonché ovviamente alle alte sfere, alla commissione europea…

Domanda: cosa successe?

Risposta: il finimondo! La commissione europea voleva bloccare i fondi, intervennero tutti per far tacere la cosa ma noi andammo avanti, ci arrivò anche una lettera che ci diceva che avevamo fatto troppi controlli!!

Domanda. Da chi vi arrivò?

Risposta: in pratica ci arrivò da coloro che dovevamo controllare, che però gerarchicamente erano tre livelli sopra di noi.

Domanda: quindi il controllato ordinò ai controllori di smetterla di controllare?

Risposta: in pratica successe questo e molto altro ancora.

Domanda: molto altro?

Risposta: arrivarono lettere anonime, fu imbrattata la moto del dirigente…

Domanda: voi sporgeste denuncia?

Risposta: si al comando dei carabinieri del ministero che era in stretto contatto con le alte sfere.

Domanda: e cosa successe?

Risposta: successe che il dirigente (Corrado Faletti n.d.r.) fu indagato per simulazione di reato per la moto che gli avevano rotto, per le lettere anonime il comandante del nucleo carabinieri disse che le aveva spedite il dirigente che era una specie di mitomane (secondo lui) e fecero partire una serie di indagini sul dirigente che sono andate indietro di vent’anni.

Domanda: e a voi dell’ufficio?

Risposta: noi avevamo tutti i giorni i carabinieri che scorrazzavano in ufficio con aria inquisitoria e minacciosa, capisce che il clima non era il migliore, anzi…

Domanda: cosa successe?

Risposta: guardi io posso solo dirle i fatti: non uscimmo più per un periodo a fare ispezioni, cercavamo di continuare la nostra azione ma non ci venivano pagate le trasferte, ogni nostra uscita veniva ostacolata in qualche modo, al dirigente vennero fatti veri e propri atti di persecuzione con una regia perfetta. So anche che intervenne l’allora ministro per dirgli di lasciar perdere.

Domanda: la commissione europea?

Risposta: stava per sospendere le erogazioni dei fondi, la situazione era veramente critica, a questo punto il dirigente venne obbligato a cambiare il rapporto (gli stava scadendo il contratto), ma lui non lo fece, noi rimanemmo al suo fianco fino all’ultimo, quasi una guerra, ogni giorno una battaglia ma avevamo tutti contro e non c’erano appoggi politici.

Domanda: la conclusione?

Risposta: le cito ancora i fatti: al dirigente fu scaricato addosso un mare di fango, guardi nemmeno fosse stato un capo mafioso, fu rimpiazzato da un altro dirigente, noi tutti continuammo nell’opera iniziata ma nel giro di tre mesi fummo spostati, furono cancellati i nostri contratti, qualcuno fu mandato in pensione nonostante avesse chiesto di rimanere, altri furono trasferiti d’ufficio. Nel giro di quattro mesi dell’ufficio originario non c’era più nessuno.

Domanda: e il nuovo dirigente?

Risposta: mah, visto quello che era successo secondo lei cosa fece? Inoltre il nuovo dirigente era di carriera, quindi con ben altri interessi.

Domanda: lei cosa ha fatto poi?

Risposta: nulla ognuno di noi deve lavorare e portare a casa lo stipendio. Le forze in gioco erano più grandi di noi, abbiamo perso, ma le posso dire che ci abbiamo provato.

 

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