Vittoria (RG), ecomafia rifiuti
caso Passo Scarparo e richiesta Antimafia
A Vittoria (RG) emerge con forza una vicenda che non può più essere ignorata. A parlarne è lo scrittore Emilio Tringali, che porta all’attenzione pubblica un quadro inquietante fatto di traffici illeciti, omissioni e rischi ambientali concreti.
Il primo cittadino ha espresso una posizione chiara e già evidenziata nella relazione di fine 2024: “Dietro quei rifiuti c’è la mafia.” Le indagini delineano infatti un sistema articolato, con oltre 30 soggetti coinvolti nel traffico di rifiuti speciali provenienti anche da migliaia di chilometri di distanza. Un meccanismo che, secondo quanto emerso, si sarebbe avvalso anche di complicità istituzionali.

Al centro della vicenda, il sito di Passo Scarparo: un’area dove i rifiuti, non adeguatamente caratterizzati, sono stati lasciati esposti alle intemperie, con gravi rischi per la salute pubblica e per le falde acquifere. Non solo. Il sequestro — limitato alla sola spazzatura — è stato affidato paradossalmente allo stesso soggetto imputato dell’inquinamento.
Determinante il lavoro investigativo del tenente Maltese, affiancato dall’agente di polizia locale Picci, entrambi scomparsi prematuramente. Le loro indagini avevano già acceso i riflettori su una rete che coinvolgerebbe anche realtà come la Coopservice di San Cataldo, collegata alla Sicula Ciclat.
Già nel 2021, i Vigili del Fuoco avevano segnalato alla Procura il rischio concreto di incendi con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Un pericolo che nel 2023 ha richiesto un intervento massiccio dei pompieri, evitando il peggio solo grazie a una segnalazione tempestiva.
Nel corso di una recente telefonata tra lo scrittore e il sindaco, è emersa la volontà condivisa di richiedere l’intervento della Commissione regionale antimafia. L’obiettivo è duplice: fare piena luce sui fatti e verificare il ruolo delle istituzioni locali.
Resta però il nodo economico: i costi per lo smaltimento e la bonifica sono enormi e, come sottolineato, non possono ricadere esclusivamente sul Comune. “Non si possono scaricare solo sull’ente pubblico i costi per danni causati da altri, che difficilmente pagheranno”, è la posizione condivisa.
Parallelamente, un confronto con la presidente del Consiglio comunale, Concetta Fiore, apre alla possibilità di una discussione ufficiale in aula, coinvolgendo le commissioni competenti per affrontare non solo il caso specifico, ma l’intera minaccia dell’ecomafia sul territorio.
La questione Passo Scarparo non è solo una vicenda locale: è un banco di prova per la capacità delle istituzioni di reagire, per la trasparenza amministrativa e per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
Ora più che mai, servono risposte. E servono subito.
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