Giovanna Boda: sbatti il mostro in prima pagina!

E ci risiamo!

Girolimoni, ancora non ha insegnato nulla!

Diritto di cronaca? Tutela del cittadino? Libertà di stampa?

E’ ormai notizia passata il caso di Giovanna Boda, dirigente del Ministero dell’Istruzione, stimata e rispettata, che in seguito di indagini della magistratura sul suo operato, ha tentato di togliersi la vita con un salto nel vuoto.

Noi di Betapress lo sapevamo già, avevamo avuto già la cosiddetta soffiata, ma non ne abbiamo parlato subito perché il nostro giornale non fa del sensazionalismo il suo stile, ne cerca a tutti i costi di sollecitare pruriginosi interessi sulle notizie, ma piuttosto ama fare delle riflessioni che servano ai lettori per vedere o trarre spunti dai fatti, e soprattutto noi non scriviamo mai se non abbiamo le prove di quello che scriviamo.

I fatti: Giovanna Boda è un alto dirigente del Ministero dell’Istruzione, stimato e rispettato, io stesso lo posso dire visto che nel passato ormai remoto ho avuto modo di conoscerla.

I fatti: un’indagine della magistratura la coinvolge per un sospetto caso di corruzione che la vedrebbe parte di un pericoloso liaison tra lei e Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta, rappresentante legale dell’istituto italiano di ortofonologia ed amministratore della Come – Comunicazione & editori, ossia l’agenzia Dire, che avrebbe corrotto la Boda.

I fatti: la finanza ha perquisito la casa e gli uffici della dirigente, che non reggendo ha poi tentato il suicidio gettandosi dal terrazzo del palazzo del suo avvocato.

I fatti: siamo ancora in fase di indagini, non c’è stata nessuna condanna nemmeno in primo grado.

Eppure la stampa ha scritto la notizia con nome e cognome, foto e tutta la sua vita privata marito compreso.

Ecco la nostra riflessione: cui prodest?

per i lettori dove poteva essere l’interesse vero nella notizia?

A nostro avviso l’unico interesse che ci poteva essere in questa notizia era che la magistratura stava indagando e che il cittadino poteva stare tranquillo proprio perché gli organi di giustizia funzionano.

quindi il titolo che avevamo predisposto noi era:

Ministero dell’Istruzione: la magistratura indaga su casi di corruzione.

all’interno di indagini della magistratura sembra trovare spazio l’ipotesi che un alto funzionario del Ministero possa essere implicato in una rete di favori incrociati con delle ditte per la fornitura di servizi e la partecipazione a bandi pilotati. La finanza continua nella sua opera di analisi e verifiche anche con ispezioni presso gli stessi uffici del ministero.

Notizia data, cittadino tranquillo, nessuno accusato prima di essere colpevole.

Certo, forse in questo modo le migliaia di click che invece gli altri articoli hanno ricevuto non ci sarebbero stati, certo, forse gli inserzionisti del giornale sarebbero stati meno contenti, ma la nostra linea è questa.

Ma forse ora Giovanna avrebbe avuto il tempo ed il diritto di difendersi.

Il giustizialismo mediatico è a nostro avviso un atto criminoso, vile ed indegno di una società civile, così come l’utilizzo della magistratura ad orologeria.

Ma poi dove sono finiti i vecchi nome punto cognome punto? e perché mettere la foto, a che serve?

Ci siamo passati anche noi, ed infatti ci rimane un sottofondo di dubbio, un amaro presentimento che tutta questa faccenda in realtà nasconda giri politici al ministero, intrighi nelle nomine e nei poteri, intrallazzi bassi e spregevoli così caratteristici di quei palazzi dove la politica diventa una strisciante linea di pensiero del sotterfugio e del più bieco utilitarismo personale.

Noi sappiamo per certo di un Dirigente miur che con i suoi progetti fece guadagnare oltre 80 milioni di euro alle scuole e fu invece trattato come la povera Giovanna.

Il Linciaggio, anche mediatico, è per sua stessa definizione un atto illecito.

E non dite, ma anche voi adesso avete messo nome e cognome, si vero ma lo abbiamo fatto apposta adesso, proprio per cercare di essere a sostegno di una persona che anche ammesso che risultasse colpevole, non meritava certo questo modo di fare giornalismo.

E continueremo a farlo, anche se nessuno ci inviterà mai in televisione a dire la nostra, anche se nessuno comprerà mai pubblicità sul nostro giornale, continueremo a difendere il diritto dei lettori di sapere la verità ed il diritto degli innocenti di essere tutelati dalla liberta di stampa.

Giovanna Girolimoni Boda, anche se tra qualche anno dovessi essere condannata per quanto adesso ti stanno scaricando addosso, la tua condanna l’hai già scontata in questi ultimi cinque giorni, e comunque per noi e per tutti quelli che ti hanno conosciuto resterai la persona gentile e premurosa che eri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La libertà di stampa

 




DRAGHI ED I DITTATORI …

Erdoğan è davvero un dittatore?

Tecnicamente no, la Turchia ha un’opposizione politica, come esistono anche organi di stampa non in linea con le idee del governo.

In effetti è anche vero che spesso tra presidenti autoritari e dittatori la differenza è millimetrica.

In Turchia il potere delle opposizioni viene costantemente ridotto, gli oppositori e i giornalisti vengono osteggiati anche in modo violento, in pratica al limite della dittatura.

Quindi Draghi, che è uomo d’onore, ha detto il vero?

Formalmente No, ed in diplomazia conta il formalmente.

Ma Draghi, che è un uomo d’onore, stava mandando un messaggio forte sull’affronto fatto alla rappresentante europea a cui non è stata messa a disposizione un sedia, ma solo un divano di sette metri, con l’evidente intento di dimostrare la superiorità del padrone di casa.

Di questo piccolo scandalo si è imbestialito tutto il mondo dimenticando le oppressioni che in quei paesi la donna subisce da secoli, e sulle quali il forte senso di giustizia europeo ha ben poco fatto negli anni passati.

Addirittura noi siamo riusciti a coprire le statue dei musei capitolini durante la visita del presidente iraniano per non offenderlo con la loro nudità (ancora adesso a pensarci mi viene da morire dal ridere), eppure allora sembrava normale, non a tutti per fortuna, che il rispetto di credenze altrui dovesse passare sopra le nostre.

Ma Draghi, che è uomo d’onore, in questo caso ha tirato fuori gli attributi ed ha difeso l’onore della presidente della Commissione Europea von der Leyen, per dare un messaggio a Erdoğan di forza e di potenza europea.

Peccato che gli ambasciatori richiamati siano stati quelli italiani e basta, peccato che le aziende che perderanno contratti saranno solo quelle italiane, peccato che, come sempre,  ci smeneremo solo Noi.

Ma allora siamo contenti che Draghi, che è uomo d’onore, ha detto che Erdoğan “è nudo”?

Si, io sono contento che Draghi, che è uomo d’onore, abbia fatto vedere cha ha le palle, ma mi convinco sempre di più che non andrebbe messo un tecnico al posto di un politico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Governo Draghi, il costume di Arlecchin Batocio.

Draghi, perché durerà poco…

IPSE DIXIT

 




Draghi e McKinsey: attenti a quei due.

Draghi chiama McKinsey per aiutarlo a scrivere il recovery plan.

Questa è la notizia, così almeno titolano gran parte dei quotidiani in questi giorni.

Ma la vera notizia non è questa, questo è il fatto, la notizia che ci colpisce e salta all’occhio, ameno al nostro è: Perché?

Senza nulla togliere al nostro Mariuccio, e senza nulla togliere al nostro McKinseino, la domanda è proprio ma perché?

possibile che in un paese con fior fiore di università, centri di ricerca, scuole di management ci volesse proprio una società di consulenza Americana?

Possibile che in un paese come questo non fosse possibile mettere assieme tre/quattro università e farle lavorare bene?

Possibile che con il MEF che abbiamo pieno di tecnici e di specialisti ci volessero gli americani?

Ma poi con tutte le società di consulenza che ci sono al mondo, perché proprio McKinsey?

e poi non esiste un codice degli appalti nella pubblica amministrazione? a si, scusate, questo è un contratto sotto soglia, AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH, per non dire altro.

Però McKinsey è McKinsey, casualmente la stessa che Banca d’Italia, che ricordiamolo Draghi ha gestito per anni, ha da sempre “suggerito ” alle banche del nostro paese, se lo dice McKinsey … e le banche a dare fior fiore di progetti e di soldi a questa società di consulenza strapagata e francamente inutile visto come sono finite le banche italiane, il tutto per far contenta banca di Italia.

Chiamare Mck era anche un’abile scusa per i manager, così non si assumevano nessuna responsabilità, se lo dice McKinsey, era il mantra di tutti, banca d’Italia compresa.

Peccato che nel 2002 Enron colò a picco assieme ad Arthur Andersen, e chi erano i consulenti strategici???

Persino Banca delle Marche, piccola banchetta ormai fallita ed inesistente, si era affidata a McK per la sua pianificazione commerciale …

Bei Risultati.

E chi avrebbe dovuto chiamare il nostro Mariuccio Draghi se non la società che ha tanto aiutato banca d’Italia a riposizionare così bene il mondo bancario italiano?

Ma chi poteva chiamare Mariuccio Draghi calcolando che McK ha messo i suoi uomini in infinite posizioni chiave di tutti i paesi?

e già, e chi poteva chiamare …

Invito tutti, per un momento di riflessione, a rivedere lo studio “Concept 1992” di McK .

Ma secondo voi una società di consulenza privata come ridisegnerà il recovery plan, ed in favore di chi? di chi gli paga la consulenza? di chi gli assume i manager per metterli in posizione chiave (Colao insegna)? chi favorirà McK tra aziende che le passano soldi con contratti milionari e aziende che non sono clienti?

Siamo sicuri che non c’è nemmeno un poco di conflitto di interessi?

una società di consulenza che suggeriva agli stati di abolire il welfare può fare il bene dei cittadini?

Ma veniamo ora ai partiti che su questo tema stanno facendo melina.

Il PD, ma come fa il PD, ma anche gli altri, a non dire nulla???

Ma Voi cari lettori li votate ancora? li voterete?

Se mai si tornerà più a votare ovviamente, perché a me tutte queste situazioni fanno pensare che i nostri governanti ci ritengano ormai un paese di deficienti completi, tanto che non ci fanno più votare, non valutano l’eccellenza italiana quando devono fare scelte e così via.

Certo che se poi nei comitati tecnico scientifici si mettono solo gli amichetti di partito o gli inutili per poterli manovrare allora certo che la figura degli italiani non viene benino.

Però tranquilli il MEF chiarisce, solo supporto tecnico, ma ci prendete davvero per cretini????

“Gli aspetti decisionali, di valutazione e definizione dei diversi progetti di investimento e di riforma inseriti nel Recovery Plan italiano restano unicamente in mano alle pubbliche amministrazioni coinvolte e competenti per materia. L’Amministrazione si avvale di supporto esterno nei casi in cui siano necessarie competenze tecniche specialistiche, o quando il carico di lavoro è anomalo e i tempi di chiusura sono ristretti, come nel caso del Pnrr. In particolare, l’attività di supporto richiesta a McKinsey riguarda l’elaborazione di uno studio sui piani nazionali Next Generation già predisposti dagli altri paesi dell’Unione Europea e un supporto tecnico-operativo di project-management per il monitoraggio dei diversi filoni di lavoro per la finalizzazione del Piano. Il contratto con McKinsey ha un valore di 25mila euro +Iva ed è stato affidato ai sensi dell’art. 36, comma 2, del Codice degli Appalti, ovvero dei cosiddetti contratti diretti ‘sotto soglia’. Le informazioni relative al contratto saranno rese pubbliche, come avviene per tutti gli altri contratti del genere, nel rispetto della normativa sulla trasparenza”.

Cretini, ci prendono per cretini.

Ma se tu fai passare un anno senza fare una mazza di nulla è ovvio che poi i tempi li hai stretti, ma quali competenze tecniche specialistiche non ha il mef, questo mi preoccupa, non ha le competenze per fare questo lavoro???

ma chi sono??? degli ignoranti??? e cosa ci stanno a fare al MEF???

NO, la verità è un’altra, ci prendete per cretini.

Ma questo non era il governo migliore scelto da Draghi in persona, senza se e senza ma, a che serve McK?

Ma qualcuno non aveva detto che una buona squadra di governo riscrive il recovery in tre giorni?

Basta vedere sulla pandemia covid 19, un anno passato e siamo peggio di prima, DAD ritornata, blocchi totali, aziende che falliscono, aiuti zero, soldi buttati, commissari sostituiti, mascherine inutili, forse c’era altro da fare?

Cretini, ci prendono per cretini!

Ma noi non lo siamo, questo sarà opportuno che ve lo ficchiate in testa, perché l’italiano magari si fa anche prendere per cretino perché gli fa comodo, ma qui voi state facendo l’errore di fare in modo che agli italiani non stia più comodo niente.

E questo è un grave errore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Corrado Faletti

 

 

 

 

 

 




Draghi e la Repubblica delle vanità!

Evviva Draghi, si, si evviva, ci salverà adesso siamo a posto e chi se non lui …

Premettiamo intanto che nulla abbiamo da dire sul personaggio Mario Draghi, almeno non in questo contesto, ma è doveroso alzare un vessillo di attenzione sul modo e sul sistema che ha portato il “Mario” alla guida di questo ormai misero paese.

Intanto sfatiamo il mito che in questo paese sia possibile mettere un super man che risolve tutto, è come pensare di prendere Senna e farlo correre in formula uno con una panda, perderebbe comunque.

Infatti il vero problema è la panda.

Detto questo facciamo prima due ragionamenti.

Nascita della repubblica italiana 1946, entrata in vigore della costituzione 1948, primo presidente della repubblica De Nicola.

Partendo dal 1948 abbiamo avuto quindi 72 anni di repubblica.

Con il “Mario” oggi abbiamo quindi avuto 67 governi.

67 governi, una media di 1,07 governi all’anno!!!!!!!

Ma secondo voi questo è un paese stabile? indipendentemente da chi lo guida, questa formula italiana non funziona.

Basti pensare che il governo con la maggior durata nella storia repubblicana fu il governo Berlusconi II con 1412 giorni in carica.

Queste poche righe dovrebbero far correre un brivido nella schiena a qualsiasi cittadino italiano, eh si, perché questa instabilità politica ha prodotto un debito pubblico pari a 2,6 mila miliardi di euro.

Ora, volendo vedere, qualsiasi bravo bambino da solo si renderebbe conto che quello che non funziona ha origini lontane, lontanissime, direi fin dalla fondazione di questa repubblica, malata di vanità, la vanità della democrazia.

L’argomento migliore contro la democrazia è una conversazione di soli cinque minuti con l’elettore medio.
(Winston Churchill)

Quindi la migliore democrazia non regge al suo stesso elettore, almeno nel pensiero di Winston, ma anche Pirandello non scherzava:

La causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra, sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. Perché, quando il potere è in mano d’uno solo, quest’uno sa d’esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano, pensano soltanto a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà.

Quindi la storia insegna ma non ha alunni, i cittadini sono ormai imbruttiti da anni di mala informazione, da un giornalismo bieco ed asservito non solo al potere ma anche ai soldi, da un percorso che parte da lontano e che ha allontanato il cittadino dal suo ruolo, relegandolo a spettatore massmediatico senza cervello.

Una democrazia cessa di essere democrazia se i suoi cittadini non partecipano al suo governo. Per partecipare in modo intelligente, devono sapere quello che il loro governo ha fatto, sta facendo e prevede di fare. Ogni volta che qualsiasi ostacolo, non importa quale sia il suo nome, si frappone a queste informazioni, una democrazia è indebolita, e il suo futuro in pericolo.
(Walter Cronkite)

Per anni i cittadini sono stati allontanati da questo stesso paese e come dicevano relegati al ruolo di stupidotti ignoranti, per anni è stata loro negata la corretta informazione e per anni è stato tolto dal mondo dell’istruzione qualsiasi riferimento al funzionamento di questo paese.

Per anni, per anni, per anni … 

Ecco perché questa repubblica pensa più ad impressionare che ad esprimersi, a mostrare più che a fare, e si culla nell’idea che un Superman possa arrivare dallo spazio siderale con tutte le energie per risollevare questo colosso morente dal fango primitivo in cui staziona da decenni.

Badate bene, non sono contro questo paese ed il suo popolo, lo amo, ma sono contro la vanità che si è impossessata di lui, sono contro quell’eccesso di democrazia che lo ha paralizzato per anni e che ora lo sta soffocando lentamente.

Monti, Draghi, Renzi, Letta e la bella compagnia dei chiamati al salvataggio poco hanno fatto, e le cifre del debito pubblico lo dicono chiaramente, e quindi?

che si fa?

Nulla, se questa repubblica non dismette il suo velo di vanità, nulla si potrà fare.

Occorre cambiare il motore, rifondare la repubblica nei suoi principi, comprendere cosa non ha funzionato, verificare magari che frammentare troppo è un errore, o che chi governa deve governare e non preoccuparsi di come continuare  a farlo, magari sarebbe interessante rifondare una nuova costituente per ripensare l’Italia di oggi prendendo spunto dagli innumerevoli errori del passato.

Ma Draghi, il nostro “mariolino”, come farà, quali saranno i suoi primi 100 giorni? 

Sapete cosa c’è, e chi se ne frega, finché il cambiamento non partirà delle radici  non servirà a nulla potare le foglie, un super tecnico non può governare un paese, il governo deve essere in mano ad un politico, ad un uomo che pensa al popolo ed al suo futuro, un uomo che vede il paese non come una azienda da sistemare ma come un figlio da far crescere.

Anche i figli vanno sgridati, anche con i figli occorre avere il polso fermo, ma non certo la mano pesante come invece è già avvenuto nel passato.

E allora speriamo che venga un padre nuovo, serio, che tiene alla formazione del suo unico figlio, che vuole il meglio per lui, che darebbe la sua vita per il suo successo: questo è il padre che vorrei.

Potrebbe essere Draghi?

Molti dicono di sì, molti dicono di no, io penso che le premesse non lo fanno padre ma titolare.

“Mariolino” combatti la vanità di questo paese, rifondalo con l’amore necessario, ricostruiscilo dalle fondamenta, ci vorranno anni, sicuro, ma l’amore dura nel tempo, allora sarai davvero il salvatore, se invece deciderai di applicare formule ed indici, se invece interverrai con la mannaia indiscriminata dei tuoi predecessori, se non comprenderai che il vero problema dell’Italia è nelle sue origini, allora rimarrai per tutti noi, figli di questa Italia, quello stronzo del nuovo compagno della mamma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Corrado Faletti

 

 

 

Draghi, perché durerà poco…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




Buon Compleanno, Sentieri!

Ritorno sui miei passi …

Capita che un giorno mi chiedano di rilasciare un’intervista come doppiatrice.

Chi mi conosce in quel ruolo sa quanta passione, quanto entusiasmo e amore abbia profuso al leggìo in più di trent’anni di lavoro, che “lavoro” non è mai stato.

Tutto è iniziato il giorno in cui mi sono imbattuta in una rivista aperta su un trafiletto: la pubblicità dei corsi di doppiaggio al Centro Teatro Attivo di Milano, il famoso “C.T.A.”

Alzi la mano chi degli attori, doppiatori, presentatori, cantanti e ballerini non ci è mai passato, quand’era ancora in via Savona 10!

Quanti ricordi legati al provino di ammissione al corso – tra decine di aspiranti doppiatori, provenienti dalle migliori scuole di teatro di Milano – da me miracolosamente superato pur non avendo alcun curriculum né titolo.

Unico background: i lunghi pomeriggi trascorsi ad ascoltare le voci dei miei doppiatori preferiti, nelle soap opera che avevo imparato ad amare.

Tra queste c’era anche lei: “Sentieri”. È bastata qualche puntata a seguire la storia d’amore tra Morgan e Kelly, per accorgermi che non avrei più potuto farne a meno.

Ah … beata gioventù, beata incoscienza, inconsapevole della propria sfrontatezza, del proprio coraggio!

Sono andata incontro al mio destino di “voce” a braccia aperte e la Vita mi ha abbondantemente ripagata per i viaggi notturni in treno e, soprattutto, per le interminabili ore trascorse ad ascoltare, imitare, ripetere le battute dei miei doppiatori preferiti alla tv.

Sono certa di non esagerare se dico che è a loro, alle voci nell’ombra delle sale di doppiaggio, che dobbiamo gran parte del successo e dell’irresistibile fascino di attrici, attori e personaggi dei cartoon.

Tornando all’intervista …

Un giorno Ross, uno dei fan del doppiaggio più affezionati, ragazzo di una dolcezza e pazienza rari come i quadrifogli, mi contatta per dirmi che “qualcuno” mi sta cercando per un’intervista sul mio doppiaggio in “Sentieri”.

Assieme all’inseparabile amico Marcello, Ross ha creato un gruppo su FB, “Sentieri OnLine”.

Marcello, da parte sua, ha dedicato alla storica soap l’omonimo blog online.

Blog e gruppo sono veri e propri database, archivi in cui, più volte al giorno, admin e membri pubblicano e si scambiano foto di attori, di introvabili cimeli e spezzoni in lingua originale o italiana dei loro beniamini sul set.

Entrare a far parte del gruppo o visitare il blog è come aprire il vaso di Pandora.

Nonostante, a motivo dei non più altissimi indici d’ascolto, la soap più longeva del pianeta sia stata bruscamente interrotta – in Italia la messa in onda degli episodi si è fermata, con grande dispiacere di noi “voci”, a settecento puntate dall’affrettato “finale” americano – le ricerche dei fan più appassionati continuano senza sosta.

Ed è meraviglioso come, nel tempo, si sia creata un’affettuosa liaison fra doppiatori storici, fan, esperti, giornalisti e attori americani!

 

 Mi metto subito al lavoro …

In “Sentieri” ho dato la mia voce alla dolcissima Marah Shayne Lewis (Ashley Peldon, allora seienne), alla birichina adolescente Dorie Smith adottata Von Halkein (Kimi Parks), al personaggio di Rae Rooney (interpretato dall’attrice Allison Daugherty) …

Ma c’è un personaggio che ho amato più di tutti: Dinah Marler.

Quando appare sulla scena, Dinah ha già alle sue spalle una tribolata storia personale e familiare.

All’inizio a vestirne i panni è l’attrice Jennifer Gatti. Le viene data la voce di una mia collega, Paola Bonomi, che ricordo con affetto. La sua è una voce profonda, corposa, rotonda. Le stava a pennello.

A un certo punto, inaspettatamente, compare al suo posto un’altra attrice: Paige Turco, una “fatina” dai lineamenti dolci.

In S.e.d.e. – lo storico nome della Casa di Produzione che ha curato l’edizione italiana di “Sentieri” – decidono di chiamarmi per un provino. Lo vinco. Il resto è storia, come si usa dire.

A Paige Turco subentra poi la bella e bravissima Wendy Moniz.

Infine Gina Tognoni, l’ultima delle mie “Dinah”.

Ma è proprio nel periodo dell’intensa interpretazione che di Dinah offre la splendida attrice Wendy Moniz, che accade un’inspiegabile magia: ciò che accade al personaggio nella soap, accade anche a me nella vita reale.

Incredibile ma vero: per uno strano scherzo del destino, le vicende che vedo scorrere sullo schermo le vivo per davvero, nel mio quotidiano.

Così, accanto a me sul leggìo in sala di doppiaggio, oltre alla bottiglietta d’acqua porto i fazzoletti di carta.

In una sorta di psico dramma rido, mi arrabbio, piango con la mia Dinah. Per davvero.

Decido di raccontare anche questo nell’intervista di Ross e Marcello. Ecco il video.

 

Ora tocca a me intervistare voi!

Propongo a Ross e a Marcello di ricambiare l’intervista, ospitandoli nel mio Talk Show del venerdì sera.

Da qui in poi, tra noi è un susseguirsi di idee, messaggi, link, inviti, argomenti … un’innocente palla di neve si trasforma presto in una valanga di ricordi, emozioni, celebrazioni. Ho come la sensazione che ne verrà fuori un Evento epocale.

Amo sognare e adoro farlo in modo esagerato, portando l’asticella dei miei obiettivi sulla luna e oltre, pensando: male che vada arriverò a metà percorso, a un quarto forse, o a un decimo … ma sarà sempre più di quanto avrei mai fatto, se avessi posto l’asticella in cima al Monte Brè.

Meraviglia è incontrare sul proprio cammino persone che, come noi, un minuto dopo averne parlato prendono il telefono e lo fanno!

 

Nasce così “Sentieri Live Reunion”

Il risultato è “Sentieri Live Reunion”: Evento trasmesso in live streaming sul Canale YouTube “Jasmine Laurenti” a partire dalle ore 21:00 del 25 gennaio 2021.

La data non è casuale, perché coincide con:

l’84° Anniversario della messa in onda della prima puntata radiofonica negli States (25 gennaio 1937)

il 39° Anniversario della messa in onda della prima puntata in Italia (25 gennaio 1982)

il 25° Anniversario di http://www.sentierionline.net/: il primo sito italiano dedicato a “Sentieri” (25 gennaio 1996)

Grazie all’indefesso lavoro di Rosario (public relations sotto forma di chiamate, email, messaggi, preziosi suggerimenti), Marcello (creazione del logo ed editing delle sigle, degli special e di tutti i contributi video degli attori americani e dei doppiatori non presenti alla live) e della sottoscritta (coordinamento, composizione del “puzzle”, conduzione del programma), prende vita la prima Live Reunion di attori, doppiatori, giornalisti, esperti, appassionati fan di una delle Soap Opera più amate al mondo.

Tra gli Ospiti, oltre a noi tre, la splendida conduttrice di “Buon Pomeriggio” Patrizia Rossetti; i giornalisti Giorgio Bellocci, che a “Sentieri” dedicò la sua tesi di laurea; Sante Cossentino, titolare di Massmedia VIP Blog; Andrea Simone Mongiardino.

E poi gli attori americani Toby Poser, Justin Klosky, Judi Evans, Robert Newman, Sonia Satra, Morgan Englund, Paulo Benedeti, David Andrew Mc Donald, Tina Sloan, Saundra Santiago, Orlagh Cassidy, Denise Pence, Nancy St. Alban, Kimberley Simms, il Responsabile P.R. Alan Locher e, a sorpresa durante la trasmissione, la “mia” Wendy Moniz!

I doppiatori Anna Bonel, Danja Cericola, Marina Thovez, Paola Della Pasqua, Giulia Franzoso, Laura Merli, Elisabetta Cesone, Valeria Falcinelli, Franco Ferri, Francesco Orlando, Pasquale Ruju, Pietro Ubaldi, Patrizio Prata, Gianluca Iacono, Nicola Bartolini Carrassi; in video Marcella Silvestri, Lara Parmiani, Patrizia Salmoiraghi, Jenny De Cesarei, Jolanda Granato, Massimiliano Lotti, Cristina Giolitti, Gabriele Calindri, Graziella Porta, Mariagrazia Errigo, Renato Novara.

Sono inoltre intervenuti Antonio Genna, webmaster fondatore del sito “Il Mondo Dei Doppiatori”; Salvatore Sposito, conduttore con Daria Graziosi di “Donna TV”, il canale rosa delle telenovelas; Rita Cuccaroni e Daniele De Marco, invisibili ma preziosi collaboratori di Ross e Marcello rispettivamente nel blog e nel gruppo FB “Sentieri OnLine”.

Ed ecco, per la gioia di chi ha seguito per anni le avventurose vicende dei suoi beniamini davanti al piccolo schermo, il frutto del nostro lavoro: l’Evento “Sentieri Live Reunion”.

 

Tutto è bene quel che finisce bene.

Nessuno di noi si sarebbe aspettato un finale così … improvviso: un vero fulmine a ciel sereno! Una cosa è certa: gira voce che questo Evento sia solo il primo.

Shhhhhh … io non vi ho detto nulla. L’ho solo scritto. Ok? Alla prossima!

LOve, la vostra Ondina – Jasmine Laurenti – Wavelet.

(Nella foto: Wendy Moniz. Tra tutte, la mia Dinah Marler preferita)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




La miglior dittatura non vale una pessima democrazia…

… ma anche no direbbero oggi!

Ogni tanto il ruolo del direttore mi impone anche di essere impopolare, fastidioso e scomodo come lo sono sempre stati coloro che gridano il re è nudo.

Ebbene oggi il Re non solo è nudo ma anche senza pelle, e la cosa grave è che lo sa e non dice niente.

Ma la frase il re è nudo in realtà non era mai stata diretta al Re e nemmeno alla sua corte di parassiti e tagliagole che avevano tutto l’interesse a tacere, ma al popolo che vedeva la realtà ma temeva in cuor suo che ciò che si palesava ai propri occhi fosse vero, perché se così fosse stato tutto sarebbe stato più grave, quindi era più comodo fingere per avere la pancia piena e le strade tranquille.

Ma in ogni regno c’è sempre una piccola parte di popolo che ha l’animo del bambino e non riesce a temere la verità, anzi dei piccoli fanciulli che vedono la verità perché ancora non hanno quelle sovrastrutture, quei paraocchi dell’interesse del singolo che fanno vedere vestiti dove non ci sono.

Ed ecco che allora il Re è nudo, e questa è una di quelle frasi da punto di non ritorno, una volta detta tutto cambia, almeno in un mondo ideale.

Se questa vecchia favola la dovessimo adattare ai giorni nostri il finale cambierebbe, ed il povero bambino che vede il Re nudo  finirebbe in mano agli assistenti sociali, girando di famiglia in famiglia fino all’oblio ed all’imprinting sociale.

Oggi il Re ha la possibilità di controllare il suo popolo di “stolti” utilizzando metodi di stordimento sociale che azzerano la coscienza collettiva riportandola al sonnecchio immediato, troppe voci giungono all’orecchio del popolo sibilando false argomentazioni o urlando vecchi anatemi, nessuno è più così in grado di distinguere la verità dalla bugia da potersi opporre al re tiranno.

Ma la cosa ancora più grave è che non esiste più il Re, ma una serie di personaggi più o meno di basso livello, che strizzano il cervello del popolo ormai poco abituato a fermarsi a riflettere.

Nove mesi di pandemia totale, ondate su ondate, eppure si fanno le stesse cose.

Soldi buttati in quantità industriale, eppure siamo ancora sotto scacco.

Il Re è nudo, ma ancora c’è gente che dice si è nudo ma ha un ottimo portamento.

Viviamo bellamente in un paese che negli ultimi 50 anni ha perso la grande industria, la maggior parte dei marchi italiani, le eccellenze  artigianali di nicchia, l’agricoltura, il turismo, siamo ostaggio delle economie straniere, siamo sotto scacco per i fenomeni immigratori e politicamente gli italiani non si esprimono più da anni.

Eppure sonnecchiamo come se fosse una mattina di maggio.

Riflettiamo un attimo sul concetto di dittatura, facciamoci aiutare da Wikipedia: la scalata al potere di una dittatura è spesso favorita da situazioni di grave crisi economica (ad esempio in seguito a una guerra o a quella odierna), da difficoltà sociali (lotte di classe), dall’instabilità del regime esistente o dalla continuità con un preesistente regime dittatoriale.

Sul tema dell’instabilità del regime preesistente ritengo che l’Italia sia una campionessa.

Dalla sua nascita l’Italia democratica ha visto ben 66 governi, ovvero 1,13 governi ogni anno, nessun governo è mai durato 5 anni interi, il più duraturo fu quello di Berlusconi nel 2001, ben 3,8 anni.

Sul tema del disastro economico direi che nemmeno dobbiamo parlare, oggi più che mai le ombre di una desolazione totale si addensano sul nostro paese, spinte dalle crisi del 2008 e del 2011 da cui l’Italia non si è più ripresa.

Sul tema del disagio sociale basta leggere qualche notizia qua e là per vedere come la tenuta sociale del paese sia in grave crisi.

Insomma a ben vedere il nostro paese ha tutti i sintomi per covare una dittatura.

Il Totalitarismo ovvero la dittatura del controllo totale: è il tipo più moderno di regime dittatoriale.

Oltre alla repressione, all’ideologia e al capo si aggiunge la presenza del regime in ogni ambito.

Il concetto è sviluppato nelle Origini del Totalitarismo di Hannah Arendt.

Ritiene l’autrice che il totalitarismo necessiti di tre fattori per potersi sviluppare: una società industriale di massa (oggi c’è, per poter gestire le masse economiche in mano a pochi), la persistenza di un’arena mondiale divisa (oggi c’è, per poter spostare i centri di potere in modo indisturbato) e lo sviluppo della tecnologia moderna (oggi c’è, per poter influenzare le masse e controllarle).

Secondo la Arendt gli elementi distintivi del totalitarismo sono l’ideologia (vedi se non la pensate così siete negazionisti etc.)  e l’uso del terrore (vedi covid e dcpm, carestia e guerre mondiali).

Quindi potremmo essere di fronte ad una dittatura subdola, che si nasconde dietro il bene dei cittadini per privarli di diritti fondamentali, cosa che peraltro è in parte stigmatizzata anche dal fatto che al di là degli altisonanti principi, nei fatti questi diritti sono spesso disattesi, tanto che l’Italia è stata numerosissime volte condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) proprio per violazione dei diritti fondamentali che la Costituzione dovrebbe garantire.

Raggiungendo il poco onorevole primato di Stato con il maggior numero di condanne tra tutti gli Stati dell’Unione europea, sborsando la Repubblica italiana anche somme considerevoli in favore dei privati ricorrenti, senza che ciò sia servito a porre rimedio alle persistenza di situazioni di violazione di diritti fondamentali dei cittadini italiani, tanto che i ricorsi (e le condanne) sono in continuo aumento.

Le più ricorrenti condanne sono per la spropositata lunghezza delle procedure giudiziarie (processi civili, processi penali, procedure fallimentari), lo stato delle carceri italiane (la CEDU le definisce luoghi di tortura per il sovraffollamento oltre ogni limite e le condizioni degli immobili), le violazioni del diritto di proprietà da parte di enti pubblici.

E sinora la CEDU non ha voluto occuparsi né dell’abuso della carcerazione preventiva sia in ordine alla dilatazione dei tempi sia in ordine al fatto che buona parte di chi l’ha subita viene poi riconosciuto innocente dagli stessi giudici, né dello spropositato uso delle intercettazioni telefoniche, né dei tempi biblici per ottenere atti o concessioni amministrative che all’estero richiedono pochi giorni, né dei lunghissimi tempi di prescrizione per reati penali od accertamenti fiscali e nemmeno sugli assurdi orpelli economici legati a tasse, multe, costi amministrativi.

Ma allora, 66 governi che si succedono a loro stessi, di cui gli ultimi manco votati da popolo, condanne a iosa per violazioni dei diritti civili, leggi inesistenti e dcpm invalidi, controllo sociale con strumenti di comunicazione di massa, inesistente classe politica, figure di potere che si muovono dietro fantocci, siamo già in una dittatura!!!

Altro che il Re è nudo, qui il Re nudo manco è RE.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il primo bene di un popolo è la sua dignità

Coronavirus, italiano addio, etica addio, riprendiamoci il paese, Avanti Savoia!




“La Musica Dell’Anima”

Un dono bellissimo.

Uno dei doni più belli che l’anno 2020 mi abbia fatto, è stato imbattermi nel Team giornalistico di BetaPress.it, con cui ho il piacere e l’onore di collaborare.

Un giorno, nella chat della Redazione, compare l’invito di “Perth” – pseudonimo di Federico Pertile, Capo Redattore Musica del giornale online – a far girare il link di un video di beneficenza.

 

Un dono nel dono!

Un click e sono sul Canale YouTube. È un video musicale, la rivisitazione di “Plush” degli Stone Temple Pilots. 

A eseguirla cinque amici sulla cinquantina appassionati di musica “grunge” che, ispirati dalle parole “Would you even care?” – “Te ne prenderesti cura?” – decidono di suonare, insieme dopo tanto tempo, una delle loro canzoni preferite. 

Che cosa c’è di speciale in tutto questo? 

C’è che questi ragazzi hanno scelto di esprimere quel che hanno nel cuore in un Linguaggio universale alla portata di tutti: quello musicale.

In barba ai limiti imposti dall’emergenza sanitaria sugli spostamenti e sulla realizzazione di eventi dal vivo, un video clip diventa un atto d’amore, un pretesto per dire: “Ehi, noi ci siamo, siamo qui e siamo pronti a dare una mano.”

 

Il segreto per essere felici.

Per Simon (voce), Rige (basso) e Perth (chitarra e background vocals), i tre musicisti intervistati che si fanno portavoce anche dei due amici non presenti – Gas (tastiere) e Alba (batteria) –  basta avere una passione ed esprimerla con tutto il cuore, in piena libertà, per dar vita a qualcosa di bello, di utile e speciale.

Ed ecco che due formazioni, “Slim Simon’s Boys” e “UEMMEPI”, si riuniscono in un super gruppo allo scopo di condividere la Bellezza della musica Grunge, suscitando in chi l’apprezza un gesto di solidarietà concreta: una donazione a favore dei numerosi progetti dell’ONG “AVSI”, a sostegno di quattrocento bambini e cinquemila famiglie bisognose in Italia e nel mondo.

I numerosi progetti umanitari di AVSI trovano supporto e promozione anche grazie al generoso contributo dei volontari dell’Associazione Santa Lucia.

Da circa un ventennio, oltre a iniziative locali come le cucine popolari e le case di accoglienza per minori, l’Associazione cura la realizzazione di un fantastico Evento di Beneficenza: la “Cena di Santa Lucia”.

Per saperne di più clicca qui.

Per guardare il video autoprodotto e autofinanziato dai cinque musicisti e dai loro amici, clicca qui. 

Nella descrizione del video trovi anche le modalità con cui puoi fare la tua donazione. Anche un euro è importante per restituire il sorriso a bimbi, ragazzi e famiglie che stanno attraversando un periodo di disagio, soprattutto dal punto di vista finanziario.

Infine, per guardare la video intervista realizzata venerdì 8 novembre 2021 in occasione del settimanale “Soul Talk”, clicca qui.

Alla prossima!

Ondina (Jasmine Laurenti).




“Vulnerabili” con Paolo Crepet

Introduzione.

“Ciascuno di noi è ciò che appare durante una burrasca, nel bene e nel male, nella destrezza e nell’incapacità: ci si conosce nelle difficoltà …

… È la crisi – ovvero il distress, nel senso di iperstimolo – a portare a un opportuno tumulto interiore che obbliga a un esame, che costringe ognuno a guardarsi allo specchio e a dirsi la verità, invece di raccontarsela (cosa che si tenderebbe a fare se non si è obbligati da una data congiuntura).”

  • Paolo Crepet

 

Scrivere, che ossessione!

Il “Soul Talk” di venerdì 19 dicembre 2020 si apre con un pensiero tratto da “Vulnerabili”, l’ultima fatica letteraria di Paolo Crepet.

“Fatica” perché non è facile convivere con “un’ossessione che ti entra dentro e diventa tua compagna di scrittura”.

“Fatica” come frutto di un travaglio interiore: “Non nasce dalla pace un libro. È una guerra interna, una tribolazione”, confessa l’Autore. 

“Fatica”, perché in ogni capitolo c’è una parte dello Scrittore che descrive ciò che vede e prova, dello stesso evento, a un pubblico diverso, da una differente prospettiva.

 

La Genesi del Libro.

Il primo lockdown lo ha sorpreso in un paesino dove “eravamo rimasti in sette, e c’era un Silenzio che quasi sentivamo passeggiare i gatti”. 

Un Silenzio che l’Autore ha sentito il bisogno di rispettare e al tempo stesso di rompere … per amore e per rabbia.

Non dev’essere stato facile, per lui, mettere su carta le contrastanti, contraddittorie sensazioni provate nei lunghissimi mesi di “confinamento”.

Al suo iniziale senso di smarrimento si sarebbe, nel tempo, sostituito qualcosa di diverso: la paura. 

Paura per un’Umanità miope alle proprie responsabilità che, nel corso della storia, non è ancora riuscita a interrompere un circolo vizioso di antichi schemi, paradigmi ricorrenti, ciechi automatismi.

Mentre la Banalità, regina indiscussa dei media e della tecnologia digitale, tutto appiattisce, tutto omologa, tutto priva di sapore, senso, memoria.  

 

I nostri Eroi.

Eppure, le persone che più ammiriamo – i nostri musicisti preferiti, le icone cine televisive, le voci fuori dal coro in ogni ambito – hanno in comune un vissuto di dolore …

La vita degli Eroi è infatti spesso costellata di lutti, difficoltà economiche, imprevisti cambiamenti che li privano di ogni sicurezza.

Vien da chiedersi se questo dolore non sia in realtà un Regalo, una preziosa Risorsa evolutiva …

La “sicurezza” che l’Uomo brama tanto, a quanto pare, non è la miglior palestra dove sviluppare il proprio pieno potenziale.

 

Un nuovo mondo.

Ecco perché, nella straordinarietà del periodo storico che stiamo vivendo, è racchiuso il seme di un nuovo mondo.

Un mondo di persone che di fronte alle impreviste, inevitabili, dolorose a volte sfide della vita, riescono a guardarsi allo specchio scoprendosi “vulnerabili”.

Un mondo governato da Leader che, di fronte alla tragedia, abbassano il capo, tolgono il cappello e chiedono perdono al loro popolo (anziché dar la colpa ad altri, agli eventi o al fato).

Un mondo di Uomini che, con umiltà e coraggio, guardando in faccia la realtà, si aprono a un più che necessario Cambiamento. 

Perché è la Verità, non il “raccontarsela”, la pietra angolare di ogni presa di coscienza, di ogni assunzione di responsabilità: il solido terreno su cui costruire un futuro che abbia un senso.

“Vulnerabili” nasce proprio come onesto, lucido intento di capire come, aldilà del virus, gli esseri umani siano potuti arrivare a tanto e come possano, consapevoli dei loro “nei”, diventare visionari “Cacciatori di Orizzonti”.

Ed ecco la video intervista all’Autore, trasmessa in live streaming sul Canale YouTube “Jasmine Laurenti”.

JL (Ondina Wavelet)

 

P.S.: Ringrazio di cuore l’amica, Mentore e “Fata Madrina” Elena Cipriani Pagliacci, psicanalista e scrittrice, per avermi messa in contatto con il suo caro amico Paolo Crepet: psicanalista, sociologo, scrittore, saggista, libero pensatore, opinionista.

 




“Malattia: Messaggio D’Amore?”

“Dimmi che scherzi”.

Per Monica Grando, Naturopata e Consulente del BenEssere a 360°, la malattia è il modo in cui l’anima fa sapere al corpo che il suo “abitante” si è smarrito per via.

Lo stesso sintomo, sotto forma di disagio o addirittura dolore fisico, è il linguaggio con cui l’anima esprime l’allontanamento del paziente dal suo e nostro comune Scopo: risvegliarci all’Amore, alla Bellezza, alla Perfezione del Tutto di cui facciamo parte; fluire con la Vita, rimanendo collegati alla Sorgente da cui la Vita stessa procede; mantenere, durante il Viaggio in una dimensione più densa, Armonia, Integrità, Coerenza tra il mondo interiore e le nostre azioni / reazioni alla realtà esterna.

La domanda che sorge spontanea è se sia da considerarsi allo stesso modo la malattia di un bimbo appena nato, o quella che sorprende un Viaggiatore, ormai vicino al suo Traguardo, reso inconsapevole da una mente vuota, senza più memoria né giudizio né “presenza”.

Monica risponde alla mia prima domanda con serena lucidità: anticipando inevitabili obiezioni, estirpando sul nascere i pregiudizi di chi si affida alla medicina ufficiale come unica risorsa, preparando un fertile terreno di Fiducia all’imminente semina di chicche di Consapevolezza.

 

“Stai zitto!”

In due parole liquidiamo il sintomo quando si presenta, il dolore fisico, il disagio con cui l’anima ci parla.

Un antidolorifico e via. Tutt’al più ci accontentiamo di una cura che si accontenta di assopire la parte del corpo in cui l’anima, amorevolmente, continua a mandarci i suoi messaggi.

Il corpo in tutto questo non ha colpa alcuna. Nella sua innocenza, si presta a essere canale di comunicazione tra le dimensioni più sottili e quelle più dense della “carne”.

È l’ego qui, a farla da padrone. Fino a che il Viaggiatore non arriva al limite di sopportazione e riceve, a volte in modo un po’ brusco, la sua “chiamata dell’Eroe”.

Ed ecco che il malessere diventa viatico di Conoscenza, Porta d’accesso a una Saggezza antica, vero e proprio Percorso iniziatico.

Nella totale identificazione dell’Eroe nei suoi disagi e dolori fisici, non c’è speranza di salvezza: tutto si risolverà, se si risolverà, nella dimensione in cui il corpo abita. Qui a dolore e sintomo risponde la chimica, non la Consapevolezza.

La Sorgente della Vita è aperta a tutti, ma non tutti hanno il coraggio di risalire la corrente: decidere di farlo implica il voler guardare in faccia la propria verità, l’assumersi la responsabilità delle proprie scelte, il coraggio di aprirsi al Cambiamento.

 

“Il ruolo del Terapeuta”

E qui entra in gioco il Terapeuta che, consapevole del proprio ruolo, accompagna il Viaggiatore nel suo Percorso verso la Guarigione.

Guarigione che, esprimendosi a livello fisico con la progressiva attenuazione e scomparsa del sintomo, affonda le sue radici nella Consapevolezza di essere molto di più di un corpo dotato di intelligenza: siamo spirito, anima – sede del raziocinio e delle emozioni – e corpo fisico: inseparabili, intercomunicanti.

Punto di partenza di ogni Terapia è la rinuncia, da parte del Viaggiatore, al proprio ego – programmato per la mera sopravvivenza – riconoscere di aver perso il contatto con la parte più profonda e più vera di Se Stesso; lasciar fare alla Vita che, con infinito amore, ripristina Equilibrio, Armonia e Coerenza interiore.

Il Terapeuta, da parte sua, deve mettersi da parte e, con umiltà e saggezza, educare il Viaggiatore all’ascolto e alla piena accettazione del dolore come parte integrante dell’Esperienza.

È così che il nostro Eroe può imparare a decifrare il messaggio che l’anima gli porge!

A Viaggiatore e Terapeuta non rimane che lasciar fare a Dio – o comunque lo si voglia chiamare – in un attivo abbandono all’infinita intelligenza della Vita.

Ondina Wavelet – Jasmine Laurenti

Per guardare il “Soul Talk” con la Naturopata e Consulente del BenEssere Monica Grando, clicca qui.

Scopri i vantaggi riservati ai sostenitori del Progetto multimediale “Ondina Wavelet World”, che ha lo scopo di creare una cultura basata sulla consapevolezza del potere creativo delle nostre Parole pensate, dette e agite, cliccando qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 




“Nutrire La Vita Per Non Morire Di Cibo”

Manifesto.

“Non c’è guarigione vera senza cambiamento, non c’è vita vera, e non c’è futuro, senza lo sviluppo della coscienza umana.

Essere ‘VITARIANO’ significa riconoscere e favorire la vita in tutte le sue connessioni e potenzialità per imparare a nutrirla su tutti i piani.”

cit. Corrado Ceschinelli

Un Fiume in piena che ritorna alla Sorgente.

È un fiume in piena, Corrado Ceschinelli.

E come un fiume impetuoso va lasciato fluire, così il suo eloquio ricco di perle di saggezza, buon senso e libertà.

Una libertà che ci conduce oltre la “dieta” come “lista di cose da fare” e guai a trasgredire, dieta che diventa ossessione e si traduce in un atteggiamento di giudizio nei confronti di chi non ha ancora capito che “belli è meglio”, “magri è meglio”, “in forma è meglio”.

Certo che è meglio, il punto è: è per te? Ti rende felice? Ti aiuta a prendere contatto con la parte più vera di chi tu sei, aprendo un dialogo costruttivo con le zone d’ombra di cui prenderti cura?

Una cosa è certa: sei unico nell’Universo. E funzioni bene solo se ti allinei con le leggi che muovono lo splendido teatro in cui la tua vita si svolge.

È un viaggio esplorativo quello che va fatto, dentro di te.

Alla ricerca di chi sei e del tuo splendido potenziale che attende solo di essere scoperto, risvegliato e valorizzato.

Molto probabilmente, è il viaggio più importante della tua vita.

Soprattutto, il più necessario.

Guardati intorno.

La natura sa esattamente come comportarsi per essere … se stessa.

… E ogni essere vivente svolge il suo compito senza chiedersi se sia giusto o sbagliato: non ha alternative che esistere e svolgere la propria funzione al meglio.

L’Universo è intelligente. La Coscienza che lo anima, comunque tu la voglia chiamare, ti ha dato forma, respiro, pensiero.

Un pensiero corrotto dalle informazioni che il sistema, giorno dopo giorno, ti ha spacciato per vere, necessarie, addirittura piacevoli.

Nel tempo, ti sei allontanato dalla Verità.

Hai perso il naturale equilibrio tra mente, cuore e pancia.

Hai perso la tua coerenza interiore, il meraviglioso allineamento tra il tuo mondo interiore – Chi sei e il tuo Scopo – e quella che chiami “realtà”.

Per essere sani, felici, longevi, si parte da qui.

Si parte da un risveglio della tua coscienza all’amore di cui sei fatto e che devi, prima di tutto, dare a te stesso.

A quel punto il cibo acquista un nuovo Valore: al suo significato conviviale, sociale, culturale si aggiunge la Consapevolezza del cibo come vibrante risorsa per aumentare la tua energia vitale, come dono d’amore a te stesso non auto imposto dalla dieta di turno, ma scelto perché sai che ti fa bene, andando a nutrire la tua vita a livello fisico, animico, spirituale.

Quando il tuo corpo è al massimo della sua energia, la tua mente è lucida e performante, gestisci al meglio il tuo stato emotivo e sei in grado di prendere le decisioni più utili per giungere alla tua completa realizzazione come Essere Umano.

Forse, la felicità è proprio questo.

 

Un Educatore alla Vita.

Ricevo con gioia nel salotto virtuale del Soul Talk, Corrado Ceschinelli: Sociologo e Naturologo, Counselor e Life Coach, Terapeuta del BenEssere e Stile di Vita, tra scienza e spiritualità.

La sua Mission è educare gli Esseri Umani alla Vita: trasformarli da inconsapevoli prigionieri di se stessi e del sistema che li ha nutriti fin dal loro concepimento a persone libere, in grado di esprimere al meglio la loro vera Essenza e il loro Potenziale.

Così che possano ritrovare o mantenere un ottimale stato di salute a tutti i livelli: fisico, mentale ed emotivo.

Vivere più a lungo. E, perché no, essere felici.

Corrado è Autore di diversi libri, di cui l’ultimo è “Codice Vitariano” (Anima Edizioni).

Un libro che nasce per rivelare i Codici della Vita, della materia e dell’energia che ci costituiscono e interagiscono fortemente tra di loro.

Un Manuale per pensare, intendere, praticare la vita tra Fisica Quantistica, Neuroscienze, Epigenetica, Spiritualità e comune Buon Senso.

Un ricco Vademecum per ritrovare se stessi, aiutare gli altri, cambiare il mondo.

Dopo aver letto il suo articolo “Vegetariano? Vegano? No! ‘Vitariano’” – Manifesto di un Codice di Vita riscoperto, metabolizzato e agito nel quotidiano – gli ho chiesto il permesso di pubblicarlo in versione integrale.

Non c’è infatti descrizione migliore che possa esser fatta della sua Opera di ricerca e divulgazione, se non quella che lui stesso ha scritto di suo pugno.

 

“Vegetariano o vegano?” “No! ‘Vitariano'”.

Quando mi chiedono se sono ‘vegetariano o vegano o se seguo un regime ‘fruttariano’ o, comunque, quale dieta io pratichi, reagisco sempre con un po’ di stizza e di ironia e dico di essere ‘vitariano’ …

Poi spiego il senso di questa mia affermazione che è anche l’argomento di questo articolo. Cominciamo con il tranquillizzare tutti i ‘naturalisti’ menzionati: dal punto di vista strettamente nutrizionale, hanno sicuramente più ragione che torto.

E non lo dico solo io. Lo dicono gli studi più autorevoli e l’incidenza delle patologie correlate agli stili alimentari.

Per cominciare a farvi capire in che direzione si muoverà il mio ragionamento vi racconto un episodio recente.

Chiamato a fare una conferenza in una serata macrobiotica, ho esordito dicendo: ‘Ma per mangiare macrobiotico bisogna essere così tristi?’.

 

Una religione chiamata “dieta”.

Effettivamente, molto spesso, dietro ad una scelta nutrizionale c’è lo spettro dell’identità, dell’ideologia, del modo di essere e di atteggiarsi voluto da quello stile e dal suo stereotipo, con declinazioni, a volte, che rasentano il fondamentalismo e la maniacalità.

In trent’anni che mi occupo di educazione alimentare e di stile di vita, posso dirvi che, finalmente anche in questo campo, l’attenzione si sta spostando oltre la manipolazione e il delirio dietologico, o prescrittivo, e si comincia a considerare l’uomo a partire dalla sua totalità e potenzialità.

Ed è proprio da questa osservazione che si scopre che la prima e la più significativa compromissione per la vita (qualità e durata) è nelle nostre idee e nelle nostre convinzioni, in una esperienza che struttura comportamenti e provoca stati d’animo talmente ‘offensivi’ e dis-funzionali da essere la causa originaria di tutti i nostri mali.

Essendo compromessa la vita nei suoi fondamentali ed essendo questa civiltà soprattutto impegnata a ‘curare’ i mali che questa stessa compromissione provoca, ci si rende conto che quello che occorre fare, prima di tutto, è favorire proprio un cambio di mentalità capace poi di tradursi in altrettanti comportamenti e stati d’animo ma questa volta coerenti e funzionali alla nostra costituzione e alla nostra natura.

Le 3 “Chiavi” della Libertà: Consapevolezza, Cambiamento, Conoscenza

Quello che posso dirvi con certezza, essendoci arrivato dall’esperienza e praticando questo approccio educativo da molto tempo, molto prima che fosse spiegato e argomentato dagli studi di oggi, è che non vi è soluzione (guarigione) senza questo processo di cambiamento.

Un cambiamento che deve coinvolgere la persona, la sua percezione di vita, capace di riattivare e recuperare risorse inimmaginabili, inespresse e mortificate da un vissuto e da un modo di vivere fortemente debilitante e invasivo.

Le nuove frontiere della medicina, grazie ai contributi delle nuove scienze, parlano di olismo e di integrazione, cominciano a considerare l’influenza delle emozioni e degli stati energetici sulla funzionalità generale e sistemica, riconoscono l’importanza del cambiamento quale processo fondamentale sia per la guarigione che per la conservazione della salute a lungo termine.

Per darvi un’idea, uno degli ultimi convegni al quale ho partecipato si intitolava ‘Anima e cancro’ ed erano presenti relatori medici e oncologi di grande profilo professionale, oltre che una moltitudine di testimonianze significative.

Occorre quindi mettere mano laddove le cose sono accadute e accadono senza che siamo presenti a noi stessi per liberarci da una ‘schiavitù’ di cui non abbiamo nessun sentore, ma soprattutto nessuna considerazione.

Quel mondo è pieno di luoghi comuni, di ansie e di bisogni inespressi. È lo stato inconsapevole dell’essere teso più alla compensazione che alla soluzione dei suoi disagi, alla dieta più che all’idea di imparare a mangiare, a rivendicare il diritto delle proprie convinzioni più che a riconoscere obiettivamente la realtà, alla legittimazione della propria rabbia, paura, colpa, più che a capirne la natura e l’origine.

Sani, belli, felicemente longevi.

Allora, per tornare da dove siamo partiti, io sono ‘vitariano’, il che significa che riconoscendo la vita in tutte le sue connessioni e potenzialità, sono impegnato a nutrirla su tutti i piani.

Si perché se il cibo è nutrimento del corpo, le emozioni e i pensieri sono nutrimento della mente e dell’anima, e insieme all’attività fisica, sono nutrimento di quell’insieme indissolubile che siamo e che è costituito proprio di corpo, mente e spirito.

Una delle conferenze che porto in giro, non a caso si intitola: ‘Nutrire la vita, per non morire di cibo’ e forse adesso ne capite il senso.

Quindi l’obiettivo del cambiamento, del processo di consapevolezza, non è nient’altro che riconoscere e favorire l’evoluzione di coscienza, perché legato a questo c’è lo sviluppo della personalità, della libertà, dell’autonomia, del talento, dell’amore incondizionato, ma anche quello della salute e del benessere psico-fisico; in una parola, di quello che siamo, che possiamo e che dovremmo essere veramente, secondo le leggi di Madre Natura e dell’Universo intero.

Sono le stesse leggi, secondo il principio di compatibilità, di costituzione e di funzionalità che, guarda caso, non ci portano lontano da vegani, vegetariani, fruttariani, macrobiotici, ecc.

Quello che cambia semmai è arrivarci dal cammino evolutivo e dalla presa di coscienza invece che come forma di compensazione o di esaltazione perché, in questo modo, per bene che ci faccia, l’anima sarà sempre inquieta e noi saremmo ‘sani’ a metà.

Dobbiamo riconoscere questa trappola per liberare quel ‘divino’ che è in ognuno di noi e per riprendere il cammino della forza e dell’integrità vera. È ora di tornare ad essere felici! È l’unico dovere che abbiamo, nei nostri confronti e nei confronti del nostro prossimo.

Corrado Ceschinelli

Grazie, Corrado!

Non mi rimane che ringraziare il mio Ospite per le perle di saggezza che ci ha donato.

Per guardare la video intervista, clicca qui.

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Alla prossima Ondina!

Ondina Wavelet (Jasmine Laurenti).