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Ricciardi: grillo tra i pinocchi.

Estate, tempo di vacanze e di riposo, per tutti, tranne che per il virus che non si ferma mai, maledetto virus che continua a mutare, a serpeggiare nelle nostre vite, a condizionare le nostre abitudini.

Ce lo troviamo sempre accanto, dentro e fuori dagli stadi, per le strade e sulle spiagge…

Se, per un attimo, volessimo chiudere gli occhi e fare finta che, ormai, il virus non c’è più, ecco che, nelle nostre orecchie, risuonano i moniti dei “grilli parlanti” della politica e del comitato tecnico scientifico, sempre lì a dirci che questo non si fa e quello non si deve.

Per esempio, Walter Ricciardi, Il consigliere scientifico del ministro della salute Roberto Speranza, intervenuto ad ‘Agorà estate’, ha detto la sua.

Per un rientro a scuola sicuro a settembre “dobbiamo agire adesso, ma dobbiamo agire con i fatti. Il che significa evitare gli errori dello scorso anno. E non mi pare che questo stia succedendo”.

Serve “rafforzare i trasporti, migliorare la protezione delle aule scolastiche, vaccinare gli insegnanti”.

Sempre la stessa storia, un déjà vu della scorsa estate, buoni propositi, false promesse…

Poi aggiunge: Il personale scolastico ha manifestato grande sensibilità per la vaccinazione anti Covid. C’è una percentuale alta di vaccinati. Ma se ci sono persone che non si vogliono vaccinare e che lavorano con bambini sotto i 12 anni, li si sposta ad un altro lavoro. Vanno in segreteria, vanno in biblioteca. Ma il lavoro, a contatto con le persone deve essere soltanto per chi protegge sé stesso e quindi anche gli altri”.

Ecco, questa è forse l’unica novità, nel senso che è l’ultima boutade di chi a scuola non ci vive…

Perché, nel gioco delle tre carte applicato al personale scolastico, non è proprio così facile ed immediato, mettere un insegnante in segreteria, un bidello in classe e un D.S.G.A in biblioteca!!!

E poi arriva la spada di Damocle della variante Delta: “anche se si è vaccinati si può essere infetti”.

Questa variante, “buca perfino il doppio ciclo vaccinale”, perché “conferisce una certa protezione contro la malattia grave e l’ospedalizzazione, ma – continua Ricciardi – nel 30-35% dei casi determina infezione anche nei soggetti che hanno fatto la seconda dose di vaccino, figuriamoci una sola”.

Ed allora, ciak, si gira, “al via i vaccini per tutti”.

Ma, dico io, se uno non si ancora vaccinato fino ad ora, non cede certo alla tentazione di vaccinarsi adesso, in piena estate, magari al mare!

Ricciardi sottolinea ancora: Più esitiamo più lasciamo la possibilità al virus di selezionare varianti che non solo bucano il vaccino per l’infezione ma lo bucano anche per la protezione.

In questo momento stiamo guardando con grande cautela alla variante Delta Plus in India e a una variante Lambda, che è stata isolata in Perù e che ci preoccupa molto.

Per cui vacciniamo presto, in maniera tale da proteggere le persone dall’ospedalizzazione e dalla malattia. E poi prendiamo le decisioni man mano che emergono le conoscenze sulle varianti che nel mondo emergono. Perché in Europa abbiamo vaccinato il 50% della popolazione, ma in Africa l’1%, in Asia il 3%. Quindi il virus ha oggi centinaia di milioni di persone su cui si può esercitare per cercare di aggirare le nostre difese”.

Ecco, allora, forse, qui, vale la pena di fare una riflessione insieme: perché, caro Ricciardi, anziché pontificare sul ritorno a scuola a settembre, non ha detto la sua al Ministro Speranza e a tutti gli altri al governo, quando hanno deciso che è concesso andare in vacanza all’estero?

Perché, caro Ricciardi, non si è messo di mezzo, quando, i nostri altrettanto cari politici hanno concesso spostamenti ovunque, permettendo così ai nostri giovani, percentuale di popolazione meno vaccinata, di continuare a contagiarsi in viaggi low cost in giro per il mondo?!?

Forse perché è più comodo, parlare della scuola, che fermare i viaggi!

Bingo! Tutto il resto è noia, o, forse demagogia politica…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vaccino SI, Vaccino NO, Vaccino BOOM!




l’incredibile Hulk, ovvero il prof. che risolve il problema graduatorie

Corsi e ricorsi storici ci confermanol’atavica inefficienza della Pubblica Amministrazione.

Non parliamo poi del sistema scuola.

Cambiano i governi, si alternano i ministri, ma ce ne fosse uno che risolve un problema, o che almeno non ne crea un altro.

Del resto, è risaputo, gli intelligenti risolvono i problemi, i saggi li evitano, gli stupidi li creano.

Ecco perché, l’ultimo triumvirato Fedeli/Azzolina/Bianchi ha totalizzato il massimo dei punti nella creazione di problemi.

Ed in particolare nel meccanismo di selezione ed assunzione del personale.

Corsi, concorsi, graduatorie, ricorsi…

Non solo non si è mai finito, ma niente è certo, fino all’ultimo.

Chi lo dice? I fatti.

Basta considerare quanto accaduto con gli ultimi concorsi, in particolare con quello straordinario.

Come redazione abbiamo intervistatoDomenico Amoroso, vincitore della classe di concorso A060.

Lo abbiamo voluto incontrare, per documentare i nostri lettori su cosa vuol dire affrontare un concorso in piena pandemia, aspettare quasi un anno persapere l’esito, ed ora, in tempi brevissimi scegliere la cattedra, vivendo fino all’ultimo l’ansia dell’incognita della scelta operata da chi ti precede in graduatoria.

Ma soprattutto, lo abbiamo voluto incontrare perché, nei fatti, senza essere né ministro, né sindacalista, sta agendo per risolvere un problema, cioè quello di ottimizzarel’offerta del personale con la disponibilità delle cattedre.

Come? Ve lo racconta lui

Betapress– Buongiorno Professore, innanzi tutto, complimenti, come ci si sente da vincitore di concorso?

AmorosoDall’esterno, potrebbe sembrare che, superato il concorso, per il candidato in questione, si possa finalmente abbandonare lo stato d’ansia che lo ha accompagnato fin dal primo giorno del concorso stesso [per noi di A060 avvenuto alla terza giornata, in piena pandemia nel lontano ottobre 2020, con i risultati arrivati solo a luglio 2021].

Invece, il totale caos generato in primis dalla PA, riversato a cascata sugli e dagli uffici scolastici regionali, poi provinciali, dalla rete sindacale, dalla rete di associazioni formatrici e informatrici alla ricerca dell’articolo clickbait, non ha fatto per nulla dimenticare lo stato d’ansia perenne.

Betapress– Adesso per di più è imminente la scelta della sede…

Amoroso Il tempo, per gentile concessione della PA, è strettissimo. Il turno per l’indicazione delle preferenze delle sole province in Piemonte ricade dal 7 all’11 luglio.

 

BetapressBene, lei cosa ha fatto?

 

AmorosoHo creato un modulo Excel, file open modificabile, dove è possibile inserire i propri dati anagrafici, posizione e punteggio in graduatoria ed indicare la sede di preferenza.

La creazione del file è datata 4 luglio e inizialmente coinvolgeva solo i colleghi della graduatoria della cdc A060, anche per questo, al momento, risulta la graduatoria con meno buchi delle altre.

Il coinvolgimento delle altre cdc procede continuamente, sia in seguito a manifestazioni di interesse di singoli docenti,sia da parte altri gruppi di docenti, riuniti anche loro in gruppi informali grazie al web.

Al momento, il file raccoglie le manifestazioni di preferenza di 14 classi di concorso, relative a più di 150 docenti.

BetapressProcediamo con calma, quando le è venuta questa idea? 

Amoroso Devo precisare che appartengo ad un gruppo informale whastapp dedicato ai vincitori della classe di concorso A060, gruppo, come tanti altri, già presente fin dalle prime avvisaglie del concorso straordinario.

Mentre il file condiviso in formula open [totale libertà nel modificare e interagire con esso] l’ho creato il 4 luglio, in seguito alla tardiva uscita delle graduatorie in previsione dell’imminente attivazione della piattaforma per l’informatizzazione delle nomine per il ruolo.

Betaress– Perché ha sentito la necessità di intervenire?

AmorosoEntrato nel gruppo whastapp, mi sono reso conto della mancanza di uno strumento che potesse permettere in maniera fluida di avere sott’occhio la reale situazione della graduatoria regionale.

Trovandomi in posizione abbastanza alta, avevo già ricevuto alcune gentili richieste private di manifestare il mio interesse e le mie possibili preferenze.

E, viceversa, non essendo in prima posizione, mi sono reso conto di avere la stessa esigenza, perciò ho impostato e successivamente condiviso il file in questione, dove ognuno di noi potesse entrare, segnarsi nella rispettiva posizione in graduatoria e indicare le proprie preferenze.

Tutto in totale libertà, indipendenza, arbitrio e ovviamente senza vincolo alcuno rispetto alla decisione finale.

Betapress– Iniziativa lodevole, ma soprattutto risposta efficace ed efficiente alla questione spinosa della scelta di cattedra.

Ma i sindacati? Che ruolo hanno in tutto questo?

AmorosoNessuno.

E’ bene specificare che non c’è nessuna organizzazione sindacale che gestisce questi gruppi informali di docenti o il file in questione.

E’ partito tutto dal basso, dal popolo, dalla volontà di alcuni docenti di collaborare, di fare rete per rispondere a esigenze individuali e personali, che hanno successivamente trovato riscontro nei bisogni della comunità.

Siamo invece noi che abbiamo cercato di coinvolgere alcuni sindacati con il mero scopo di avere una più ampia e capillare diffusione e condivisione del file a livello regionale, in modo da diminuire le caselle bianche e aumentare, invece, quelle debitamente compilate.

In particolare, nelle cdc con poche disponibilità di posizioni libere per il ruolo, dove il tutto si traduce in un vero e proprio gioco di massacro e sopravvivenza.

Betapress– Che cosa non funziona nel sistema reclutamento del personale nella P.A.?

AmorosoC’è qualcosa di profondamente sbagliato nella gestione globale della PA e in particolare nel concorso straordinario, perché è straordinario uscirne senza un’ulcera.

Svolto in piena pandemia, con tempi biblici, in maniera asincrona, suppletive no suppletive sì, con continui cambi in corsa unilaterali, perché a noi partecipanti non è possibile nessuna rettifica, con gli uffici pubblici e le scuole in sovrapposizione continua tra impegni normali e straordinari, ministri che cambiano, partiti che mutano geneticamente e appelli accorati acchiappa likes

Tutto questo è straordinario, riprendendo però la nuova accezione negativa dell’aggettivo. La stessa che è stata rifilata a noi.

Noi di betapress, invece, ci teniamo a sottolineare che tutta questa iniziativa ha un che di straordinario, perché non capita tutti i giorni, che qualcuno di competente e professionale, sia al posto giusto, al momento giusto, per risolvere con spirito d’iniziativa, competenza professionale e generosità d’animo un problema della scuola.

Un problema non solo suo, ma anche degli altri, di tutti gli altri.

E badate bene, questo professore è riuscito in un’impresa che nella nostra povera Italia, sembra titanica, ovvero, risolvere un problema a costo zero, senza quota sindacale da pagare e senza propaganda politica da utilizzare.

Scusate se è poco…




Bianchi: pandemia ancora presente.

Su fanpage.it, pochi minuti fa, è apparsa la dichiarazione del Ministro dell’Istruzione Bianchi: “Da settembre scuola in presenza, ma resta il problema trasporti, pandemia non è finita”.

Ma no, dai, davvero?!?

Certo che, se bisogna essere ministri per rilasciare certe dichiarazioni, tutto il personale scolastico potrebbe d’emblée entrare a par parte del governo…

Chiunque faccia parte della scuola, dirigente, docente, studente, ha sperimentato, sulla propria pelle, che la pandemia ha scatenato l’inferno, più fuori che dentro le aule, che le lezioni sono continuate comunque, per un altro intero anno scolastico, così, a singhiozzo, in presenza, per le medie, e più spesso, a distanza, per le superiori.

Si è andati avanti alla “spera in Dio” per i prof. e alla ”speriamo che me la cavo” per gli alunni.

A scuola, giorno dopo giorno, sono state applicate rigorosamente le misure del protocollo anti-covid.

Ogni mattina, ho visto con i miei occhi, i miei alunni mettersi in fila, con la mascherina, come tanti soldatini, per farsi misurare la febbre dal bidello.

Ogni giorno, ho controllato autocertificazioni mediche allegate alla giustifica di qualsiasi assenza, anche per motivi familiari.

Ogni lezione, ho spiegato ed interrogato con la mascherina, tenendo le finestre aperte.

Ogni intervallo, i miei alunni, hanno mangiato la merenda seduti al banco e sono andati in bagno a turno.

Ciclicamente, al primo sospetto di contagio, la classe è stata messa in quarantena ed è stata attivata la D.A.D.

Qualora fosse stato isolato il sospetto contagiato, si procedeva con la didattica mista, la classe in presenza ed il contagiato a casa, on line.

Bene, e fuori scuola, cosa succedeva?

Alunni ammassati alla fermata del pullman, alunni obbligati a salire su quell’unico mezzo per raggiungere la scuola, alunni pressati in bus stracarichi, tutti insieme appiccicati.

Ogni cittadino ha potuto verificare che le misure di prevenzione del contagio, cioè l’obbligo della mascherina, ma, soprattutto, il distanziamento sociale, sono stati possibili ovunque, tranne che sui mezzi pubblici.

Già l’anno scorso, a settembre, si era individuato il problema del contagio sui trasporti.

Risultato?

Si è preferito sacrificare gli alunni, soprattutto quelli delle superiori, imponendo loro la fruizione di un servizio scolastico mutilato, obbligandoli ad estenuanti ore di D.A.D, piuttosto che affrontare alla radice il problema della carenza dei trasporti scolastici, soprattutto nelle periferie delle grandi città.

Come se non bastasse, il ministro dell’Istruzione ha spiegato che il futuro sarà la didattica in presenza, ma che “non bisogna avere paura degli strumenti”.

E chi ha paura degli strumenti?!? Basta averli…

La D.A.D. ha messo in ginocchio le famiglie più povere, e gli alunni più deboli.

Cittadini che più che avere paura, non hanno i soldi per computer, connessione, tablet e giga…

La D.A.D. ha portato a galla la disparità di strumenti tecnologici e di servizi informatici tra regioni lontane, ma anche tra comuni vicini, comuni della stessa provincia con connessione ballerina.

Provare per credere!

Infine, Bianchi ha sottolineato che c’è un grande lavoro in atto per permettere il ritorno a scuola in sicurezza, ma che serve ancora “grande attenzione”, perché “la pandemia non è finita”.

E, a questo punto, mi ribolle il sangue, perché vorrei ricordare che, già la scorsa estate, i responsabili della sicurezza scolastica, i referenti covid, i vari collaboratori dei presidi e i Dirigenti stessi hanno passato mesi a misurare aule, definire percorsi, segnare distanze…

Ma forse, il Ministro non lo sa, magari per due ragioni.

Primo, la scorsa estate era al mare o in montagna, a riposare.

Secondo, in questi ultimi mesi, durante un intero anno scolastico, a scuola, non ci è mai entrato, perché era impegnato a vaneggiare in politica…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MA VAFFAN DAD …

Esame sì, esame no, esame boom…

GIOVENTU’ INVISIBILE, SCUOLA E PROMESSE…




Quando scrivere ed insegnare sono responsabilità

Insegnanti criminali o giornalisti menzogneri?

“Chi boccia è un criminale”.

Forse, magari, parliamone, comunque, è tutto da dimostrare.

Invece, chi scrive e chi pubblica queste idiozie, è un ignorante, è evidente.

Alex Corlazzoli, maestro e giornalista di” Il Fatto Quotidiano “ha dedicato un intero articolo (odierno) ad insultare i docenti definendoli criminali.

Dopo aver raccontato la storia di Vanessa 13 anni, non ammessa all’esame di terza media, nonostante una “situazione familiare burrascosa a dir poco”, quest’illustre mio collega di stampa e di insegnamento, spara a zero, sull’intera categoria dei docenti, con una supponenza ed una ignoranza clamorose.

Ecco il suo pensiero di fronte al problema bocciature a fine anno scolastico.

“Penso che i professori e i maestri che in questi giorni stanno bocciando (a meno che non vi siano ragioni gravi condivise con i genitori e i servizi sociali) dei bambini tra i 6 e i 10 anni o degli adolescenti siano dei criminali.

Lo dico senza timore: criminali. 

Gente che ammazza le persone con il proprio giudizio, con la superbia, con l’incomprensione, con la presunzione di credere che il loro intervento servirà a qualcosa.

Scriveva in Lettera a una professoressa, il priore di Barbiana: “[…]La scuola ha un problema solo. I ragazzi che perde. La vostra “scuola dell’obbligo” ne perde per strada 462.000 l’anno. A questo punto gli unici incompetenti di scuola siete voi (insegnanti) che li perdete e non tornate a cercarli[…]”.

(Ma che dati sono?!?Presi da che fonte?!?In percentuale, nella scuola dell’obbligo attuale, a quanto corrispondono?!?)

E continua, il nostro caro Alex Corlazzoli: “E’ proprio così: gli incompetenti sono i docenti. Anzi aggiungo: sono criminali. C’è ben poca differenza tra chi estrae una pistola e uccide una persona e chi estrae l’arrogante arma della parola e spara sentenze su un ragazzo di undici, dodici anni. A questi professori chiedo: siete mai stati in un carcere? La maggior parte dei detenuti sono ragazzi o uomini che dalla scuola non hanno ricevuto nulla se non una bocciatura.”

Bene, no anzi, male.

E’ VERGOGNOSO, ASSURDO, MANIPOLATORIO ED INQUISITORIO scrivere e pubblicare queste falsità.

Tanto per capirci, sono addetta ai lavori, figlia di insegnanti, docente a tempo indeterminato, referente cyberbullismo, ma soprattutto vivo a scuola, insegno con passione e ci metto l’anima, nel mio ruolo di insegnante.

E chi lo dice? La mia coscienza, ma soprattutto i miei alunni.

Dei miei 56 anni, 50 li ho passati a scuola, fino ai 23 per studiare, dai 23 ad oggi per insegnare.

Ho insegnato in scuole private, pubbliche, medie e superiori, di città e di campagna.

Ogni anno, insegnando francese, ho avuto come minimo 6 classi nelle superiori, e 9, anche 10, classi nelle medie (dove insegno tutt’ora).

In tutti questi anni di esperienza, sia come docente che come commissario di esame, ho sempre considerato la bocciatura, l’ultima soluzione, l’ultima cosa da fare, dopo averle provate tutte, (legali ed illegali…)

Chi vive e lavora nella scuola, sa che, ogni anno, sempre più, si applica un insegnamento costruito sull’individuo, accogliendo il bambino ed accompagnando il ragazzo verso il mondo del lavoro.

La scuola è una palestra di vita, nel bene e nel male.

La scuola è fatta da persone, vizi e virtù, al di qua e al di là della barricata.

Con una differenza, i docenti, non i discenti, sono, (o dovrebbero essere), educatori e formatori, nelle parole, ma soprattutto nei fatti.

Possono sbagliare certo, ma definirli criminali è schifosa propaganda politica e strumentalizzazione mediatica.

Nei fatti, nella scuola dell’obbligo, la bocciatura è pressoché inesistente e gli insegnanti sono tutto, fuorché criminali.

Ci sarà pure qualche docente poco preparato e poco motivato, ma il suo danno è sempre più limitato.

Perché, nei fatti, nella scuola italiana, si accolgono TUTTI, anche i più deboli, sul piano psicologico-affettivo-relazionale.

Perché, nei fatti, in Italia, gli alunni più fragili, stranieri ed italiani, qualunque sia il loro disagio (linguistico, sociale, economico, comportamentale, psicologico…) hanno diritto a un P.D.P. (Piano Didattico Personalizzato).

Se poi presentano una certificazione medica di dislessìa, discalculìa, disortografìa, ancor più, hanno diritto a strumenti compensativi e dispensativi per essere aiutati e supportati nel loro percorso scolastico.

Perché, nei fatti, ogni anno, a scuola, si fanno i salti mortali per far quadrare i conti in segreteria, per avere gli insegnanti in classe, per non perdere gli alunni per strada.

Ogni anno, si mette insieme un cantiere di strategie didattiche, risorse economiche, energie umane e competenze professionali per fare andare avanti il carrozzone burocratico voluto dagli ultimi governi politici.

Prima di parlare, venite a scuola, e guardate con i vostri occhi!

Nella scuola italiana, sempre più, è impossibile bocciare.

E sapete perché? Perché non ci si riesce.

E, non a parole, ma nei fatti.

I dirigenti per primi, ma anche e soprattutto i docenti, fanno di tutto per non bocciare.

Perché, se hai fatto tutto a norma di legge, è matematicamente impossibile.

E, se pur nel pieno rispetto del P.D.P., la sufficienza è una chimera e gli obiettivi non sono stati raggiunti (neanche in parte), è cosa buona e giusta fare finta che l’anno prossimo, promuovendo sempre e comunque, le cose andranno meglio.

E se qualcuno si azzarda ad opporsi, per quieto vivere, per non aver problemi con le famiglie, si manda avanti tutti, chiudendo non uno, ma due occhi.

Come? E’ facile: basta alzare i voti, abbassare gli obiettivi e taroccare i compiti.

Il gioco è fatto, la famiglia è contenta ed il danno è perpetrato.

La scuola riflette ed amplifica la crisi di valori di una società sempre ignorante e succube, ma appariscente ed effimera.

Una società dove si vuole ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.

Dove alunni, nativi digitali, nati e cresciuti con il tablet in mano, non sanno né leggere un testo, né scrivere una lettera.

Alunni che escono dalle elementari senza saper scrivere in corsivo, inventano le tabelline a loro uso e consumo, ma che arrivano nelle medie con lo zainetto firmato ed il cellulare in mano.

Non fa niente se hanno il cervello vuoto, la loro pancia è piena, anzi, sono già in sovrappeso…

La grammatica è un optional, l’ortografia non esiste, la storia è noiosa e la geografia non serve (tanto c’è google maps!).

Chi se ne frega, basta mandarli avanti, senza fatica, né sogni, senza regole, né limiti, tanto il mondo che li aspetta là fuori li vuole così, stupidi, ignoranti e deboli.

Dunque, a ragion veduta, mi indigno di fronte ad una strumentalizzazione fuorviante e sentenziosa.

Mi indigno e ribatto.

Di cosa stiamo parlando? Di Insegnanti criminali o di giornalisti menzogneri?!?

 

NdD: sarebbe il caso di riprendere l’affermazione di Alex Corlazzoli parafrasandola in 

“Penso che i giornalisti che in questi giorni (ma direi sempre) stanno scrivendo su argomenti senza il doveroso approfondimento siano dei criminaliLo dico senza timore: criminali. Gente che ammazza le persone con il proprio giudizio, con la superbia, con l’incomprensione, con la presunzione di credere che il loro intervento servirà a qualcosa.”

e forse anche più criminali di un professore, perché chi scrive sui giornali senza verifiche ed approfondimenti fa più danno e per un periodo più lungo di una semplice bocciatura.

Veniamo poi agli alunni ed alle bocciature: a questo punto la mia domanda è, ma a cosa serve la scuola, trasformiamola in in grande centro di babysitteraggio e non in un luogo in cui gli alunni si devono mettere alla prova per prepararsi alla vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti Promossi! La Scuola perde il suo significato…




Scusaci piccola K. – la studentessa di II media si è tolta la vita

Il bullismo uccide.

La solitudine uccide.

La mancanza del sostegno, di supporto, di comprensione, uccide.

Quando un solo membro della comunità cede, l’intera società accusa il colpo del fallimento.

A volte pensiamo sia inutile dedicare tanto spazio all’informazione se poi al momento di agire nessuno fa niente.

Altre volte si cerca di fare il possibile ma alla fine la vittima non trova la forza di andare avanti.

Oggi in redazione abbiamo ricevuto una notizia terribile: la piccola K. , studentessa  dell’Istituto Laparelli di Roma si è tolta la vita nella solitudine della sua cameretta.

La nostra redazione aveva conosciuto la narrazione della sua storia nel corso delle ricerche sulle segnalazioni che avevamo ricevuto e che hanno portato poi alla pubblicazione di alcuni articoli sulla scuola.

Ci uniamo al dolore della madre e della famiglia e piangiamo con voi tutte le ingiustizie subite.

Scusaci PICCOLA K., avremmo dovuto combattere di più, ma ti promettiamo che in tuo nome andremo fino in fondo per verificare perché sei stata lasciata da sola.

Betapress non si fermerà, in nome della piccola K.

 

 

per tutti i nostri lettori consigliamo di seguire questo corso sul bullismo, completamente gratuito, che aiuta a capire il fenomeno:

 

il bullismo

 

oppure potete vedere i video sul canale betapressTV a cui vi suggeriamo di iscrivervi.

 

Quante verità ha il Laparelli?

 

Istituto Laparelli di Roma – c’è chi scrive e chi no

 

 




DSGA, lo stato bipolare.

Nelle scuole esiste la posizione di Direttore dei servizi generali ed amministrativi, in pratica il vecchio segretario che si occupa di tutta la parte amministrativo contabile dell’istituzione.

Per anni questo ruolo è stato occupato da personale con il diploma di scuola media superiore, con anni di servizio come assistente amministrativo e con una grande esperienza di tutte le procedure della scuola.

Questo perché è un ruolo in cui conta molto l’esperienza.

L’anno passato è stato fatto il concorso per il ruolo di DSGA (sigla che identifica appunto il direttore), ne abbiamo scritto, vergognoso, ma comunque il fabbisogno, anche con quel concorso non è stato soddisfatto.

Per sistemare efficacemente la situazione bastava assumere il personale facente funzione diciamo con almeno 5 anni di incarico e le cose si sarebbero sistemate.

Anche perché uno Stato serio non può sfruttare persone per anni dandogli ruolo e responsabilità ma non il giusto riconoscimento di carriera ed economico.

Ora sembra invece che il concorso che dovrebbe uscire per i facenti funzione sia solo per personale in possesso di titolo di studio equivalente ad una laurea.

Ma stiamo scherzando!!!

Tu stato fai fare questo ruolo per anni a personale senza titolo e poi, quando devi metterlo a  posto, li prendi tutti per il sedere (scusate ma è proprio così) perché dici che non hanno il titolo!!!!

Ma quando ti hanno dovuto parare il sedere, caro stato, non te ne è fregato un accidente se avevano il titolo o no!!!

Titolo che poi non sono comunque riusciti prendersi perché il lavoro a cui tu li hai adibiti è talmente pesante che non gli ha dato il tempo di prendersi una laurea.

Tempo che, invece, hanno avuto magari persone molto meno qualificate e con molta meno esperienza e che tu stato metterai al loro posto facendo un danno gravissimo a te stesso.

MA SEI VERAMENTE BIPOLARE, FATTI CURARE!!!!!!

Ma voglio proprio vedere cosa faranno i sindacati, tessere dipendenti, davanti ad un così evidente sopruso dei lavoratori!!!!

MA BASTA, E’ VERGOGNOSO ASSISTERE A QUESTE MANFRINE CHE POI SI RISOLVONO SEMPRE IN UN MAGNA MAGNA!!

STAREMO A VEDERE SE IN QUESTO CASO CHI DI DOVERE INTERVERRA’.

Volete fare il concorso, va bene allora fatelo per titoli e per esperienze, ovvero i laureati con almeno tre anni nel ruolo e i facenti funzione con almeno sei anni nel ruolo senza obbligo di titolo.

Non ci vuole molto ad essere corretti, ma di certo questo stato bipolare dirà che serve una legge per sistemare questa cosa …

E ALLORA FATELA!!!

quando vi interessa fate leggi in una notte, quando dovete tutelare persone che voi avete buttato nella mischia allora ve ne fregate???

Eh no, care testine di cavolo, fate il mestiere per cui siete pagati, sistemate le ingiustizie soprattutto quando non vi costerebbe nulla, lo potreste fare subito e fareste il bene della scuola che manterrebbe competenze ed esperienza al suo interno, pure introducendo figure nuove, come ha già fatto con il precedente concorso (anche se occorre notare che molti vincitori di concorso hanno poi subito dato le dimissioni, con che danni per lo stato?).

 

Viviamo in un paese che ormai non si vergogna più di nulla, ma noi cittadini, ancora, ci vergogniamo …

 

CONCORSO DSGA, COME SEMPRE UNA VERGOGNA ASSURDA!!!!

Concorso DSGA: note di malcostume italiano




Tutte le risposte sui concorsi scuola

Che ne sarà dei precari del mondo scuola?
Come si svolgeranno i concorsi per la scuola?
Quando?

Da mesi docenti, abilitati e precari di ogni tipo seguono le notizie più svariate nella vana speranza di capire quali saranno le posizioni definitive del governo:

  • ci sarà il concorso?
  • Quando?
  • Quali saranno le prove?
  • Entro quando si dovranno conoscere i risultati?
  • E gli abilitati?
  • L’anno scolastico 2021/2022 come sarà organizzato?

Finalmente abbiamo le prime risposte decisive.

Il neo approvato decreto sostegni bis del governo Draghi, affronta le misure semplificate per i precari,  regolarizza i concorsi per l’insegnamento e le misure sul precariato scuola.

Lunedì 24 maggio alle h 18,00 sul canale YouTube BetapressTV, Chiara Sparacio intervisterà  l’avv. Maurizio Danza.

L’avv. Danza, Prof. Diritto dell’istruzione e Ricerca Internazionale Università Isfoa, spiegherà il decreto sostegni bis e risponderà alle domande del pubblico.

Per essere sicuri di non perdere la diretta, è possibile impostare il pro memoria

 

 

Concorso a Cattedra, ridicolmente infernale…

 

 

 




ANPE: Laurea in pedagogia inutile, cancelliamola!

                                                             

 

COMUNICATO STAMPA del 20.05.2021

 

Con i recenti provvedimenti, ultimo dei quali è il Decreto Sostegni bis, approvato il 20 maggio 2021, la necessità di un intervento primariamente pedagogico, per cercare le soluzioni al disagio giovanile, è stata ulteriormente ignorata dal Governo ed in particolare dal Ministero dell’Istruzione, con il quale nell’agosto scorso le associazioni rappresentative dei pedagogisti e degli educatori socio-pedagogici, ha sottoscritto un apposito Protocollo d’intesa.

Il recente stanziamento di venti milioni di euro a sostegno dei servizi di psicologia, fondi che si aggiungono a quanto stanziato già in precedenza, indica come la “sanitarizzazione” sia impropriamente ritenuta dalla classe politica la via elettiva per la soluzione dei problemi educativi e formativi che vengono espressi nei vari contesti, in particolare nella scuola.

Di fatto, con tali provvedimenti, la pedagogia ed i pedagogisti vengono estromessi dalla società e dalla scuola, quest’ultima sempre ritenuta il loro àmbito elettivo.

Questo peraltro significa che le lauree magistrali in scienze dell’educazione e della formazione sono pressoché inutili, in quanto le opportunità lavorative indicate dai piani di studio universitari nella realtà sono concesse ad altri professionisti, privi delle necessarie competenze. Quindi, i corsi di laurea magistrale in scienze dell’educazione e della formazione perdono la loro ragione di essere e il perdurare di tale situazione induce a proporne la cessazione.

Va inoltre sottolineato come a tale punto si sia giunti anche “grazie” al disinteresse, al silenzio e all’accondiscendenza da parte di molti docenti universitari, alcuni dei quali peraltro privi di laurea in Pedagogia o Scienze dell’Educazione.

Disattenzione in alcuni casi millantata come fattivo interesse al riconoscimento della professione di Pedagogista, quando unico atto utile e necessario dovrebbe essere il suo ordinamento mediante la costituzione dell’Ordine e del relativo Albo.

Le risorse e la capacità di resilienza dell’essere umano indicano che i processi educativi e formativi non possono e non devono essere considerati alla stregua di meri eventi patologici e dimostrano che la strada da seguire non è quella imboccata.

 

La Presidente nazionale ANPE

Maria Angela Grassi

 




Istituto Laparelli di Roma – c’è chi scrive e chi no

Istituto Laparelli di Roma – c’è chi scrive e chi no.

Oltre ogni ragionevole dubbio.

Qualche settimana fa, a seguito del nostro articolo sull’Istituto Laparelli di Roma, ed a dispetto dei nostri numerosi tentativi di metterci in contatto con la DS Marilena Pera, hanno cominciato a circolare delle voci su un presunto complotto ai danni della DS, di cui noi di Betapress saremmo in qualche modo complici.

Non appena sono arrivate alle nostre orecchie queste notizie, nonostante che nel corso dell’articolo ci fossimo dichiarati permanentemente aperti a un ulteriore incontro, abbiamo mandato un nuovo invito alla DS.

Proprio per darle tutta la sicurezza delle nostre buone intenzioni, le abbiamo proposto una intervista i diretta sul nostro canale YouTube  (al quale comunque vi invitiamo a iscrivervi)

NdD:

Abbiamo sempre sostenuto che Betapress è un giornale che scrive solo fatti e cerca sempre il confronto, questo articolo lo dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio.

Ovvio che anche Noi abbiamo il nostro modo di interpretare una notizia, ma di certo basandoci sempre su fatti reali e documentabili, mai su indiscrezioni o favolette, voci o le famosi frasi “ma tutti dicono che…”.

Nel lungo cammino di questi 5 anni quanto notizie che erano solo parzialmente dimostrabili non abbiamo pubblicato, tante, quante che invece altri giornali senza la benché minima prova hanno pubblicato.

Queste lettere sono solo una piccola dimostrazione di come un’attività di redazione sia comunque un lavoro se fatto seriamente, ed è quello che Betapress svolge quotidianamente su tutte le notizie/segnalazioni che ci giungono.

Chi ci segnala dei fatti lo sappia, chi viene contattato da noi per dei chiarimenti lo sappia, noi non siamo organo di partito, affiliati al ministero, sponsorizzati da interessi economici o politici, contro qualcuno o qualcosa, noi amiamo il nostro mestiere e lo facciamo al meglio, e diamo voce a tutti, anche se abbiamo dieci notizie contro ed una a favore, noi riportiamo.

Volete la verità, scriveteci o segnalateci malcostumi, avete la certezza che interverremo per capirci meglio e che riporteremo solo i fatti.

 

L’email che abbiamo inviato alla DS

Riportiamo il testo integrale della nostra email mandata dall’indirizzo aziendale dell’autrice

Era il 3 maggio 2021

(l’indirizzo è quello ufficiale della scuola per il quale la DS aveva confermato di aver visto le nostre precedenti email)

Testo

Alla c.a. della DS

dott.ssa Marilena Pera 
Gentilissima Dirigente, 

La contatto in merito a una Sua recente dichiarazione secondo la quale pare abbia detto di essere vittima di un complotto del quale Betapress, la testata giornalistica che rappresento, sarebbe in qualche modo complice.

Effettivamente, a memoria, ricordo che quando ci siamo sentite per telefono, Lei stessa aveva anche a me accennato a un non ben definito complotto del quale però non ci ha fornito precise argomentazioni.
Me le avrebbe forse date successivamente, nel corso di quella intervista che in un primo momento aveva consentito a rilasciare ma per la quale, poi, non ha mai dato disponibilità; per motivi senza dubbio validissimi ma a noi tutt’ora ignoti.

La contatto oggi per rinnovarle l’invito a una intervista.

La vocazione di Betapress è quella di dare voce alla verità.
Come lei sa, perché gliel’ho detto io stessa e la cosa le ha quasi suscitato ilarità, quando scriviamo i nostri articoli passiamo molto tempo a verificare le fonti e ad ascoltare quante più campane possibile.

Quando abbiamo iniziato a lavorare sull’articolo che parla del Laparelli, la scuola che dirige, le abbiamo immediatamente mandato una email, era il 4 marzo.

Le abbiamo scritto ancora il 24 dello stesso mese e il I aprile ma non abbiamo mai ricevuto risposta.

Sappiamo che ha ricevuto le nostre email perché ci siamo anche sentite velocemente per telefono e, alla fine, ne avete confermato la ricezione.

Gentile Dirigente Pera, lasciamoci alle spalle tutte le richieste di contatto che Le abbiamo mandato in forma diretta e indiretta, dimentichiamo per un attimo il materiale che aveva promesso di inviarci e non ci ha mandato, non teniamo più conto degli appuntamenti disattesi.
Oggi Le scrivo perché mai e poi mai vorremmo che Betapress apparisse come un giornale “di pettegolezzi” o come “un giornale complice di oscuri complotti”.

La nostra vocazione e la verità limpida e chiara.

Con questa email desidero invitarLa a una diretta sul nostro canale YouTube BetapressTV.
Le propongo una intervista in diretta perché solo così avrà la garanzia di poter parlare in modo diretto e trasparente senza la mediazione di un terzo che riporta le Sue parole.

Attendo una Sua risposta al nostro invito al più presto possibile.
Intanto Le propongo due possibile date:
– Giovedì 6 alle 16,30 oppure
– Martedì 11 alle 16,30
nota bene: se l’orario fosse per lei scomodo, saremo ben lieti di trovare la soluzione per Lei più adatta.

Cordiali saluti

Chiara Sparacio

Riscontro

Questa email, ad oggi, non ha avuto alcuna risposta.

Abbiamo aspettato fino ad oggi per pubblicare questo articolo proprio per dare alla DS il tempo di risponderci ma nulla si è mosso da parte sua direttamente.

La solidarietà della maestra

Si era invece mosso qualcosa dalla platea del corpo docenti.

Il 2 maggio, una maestra scrive alla redazione di Betapress (alla sottoscritta arriverà qualche giorno dopo).

La mail contiene dei passaggi che meritano risposta, per amore di trasparenza e correttezza, perché nessuno possa dire che manipoliamo i testi e le informazioni, riportiamo l’intero lungo testo senza le informazioni sensibili per mantenere l’anonimato dell’autrice.

 

La lettera della maestra

                                                                         Alla Redazione Betapress:

                                                                               Direttore Corrado Faletti

 sono una docente dell’IC Via Laparelli […] non ho mai ambìto o ricoperto incarichi gestionali…solo in qualche commissione e sempre… per dovere. Mi piace da sempre fare la maestra e stare con gli alunni per vederli crescere e diventare quello che sono seguendo le loro inclinazioni. Sono stata incerta se scriverle oppure lasciar perdere… e capirà perché. Mi sono fatta diverse domande, in primis, perché avete scelto il nostro Istituto, chi vi ha segnalato una situazione anomala, (non capisco…) nell’articolo pare ci sia già un preconcetto, perché pubblicarlo prima di sentire un contraddittorio? In uno stato di democrazia è d’obbligo, mentre la redattrice pare già abbia tratto conclusioni fino a prova contraria…nonostante i vostri principi di accurata indagine che neppure Report attua e persegue, a meno che la redattrice in buona fede si è fidata di chi le ha riferito la story. Ho deciso alla fine di rispondere non per difendere la nostra attuale DS (e non la nomino al contrario di quanto è stato fatto nell’articolo…sa, questioni di privacy a cui tengo moltissimo) ma perché penso che la nostra attuale preside si possa ben difendere da sola …ha avvocati, tra l’altro anche in famiglia e poi lei si relaziona e consulta continuamente il gruppo di Ds in rete del distretto, prendono decisioni comuni. Le voglio far sapere che tutto il racconto non regge per numerose incongruenze che solo chi lavora da anni in questo Istituto può sapere. E’ una narrazione che si regge poco su basi di realtà e obiettività. Sono anni che noi lavoratrici in questo Istituto ascoltiamo ed assistiamo ad attacchi continui rivolti verso la dirigenza, da quando i primi giorni è arrivata ed ha cambiato lo staff (cosa consueta) scegliendo docenti capaci e preparati che già conosceva. Ormai gli attacchi sono talmente tanti che nessuno sa più dove sia la narrazione e dove ci sia del vero, intanto non c è più credibilità in generale.

Mi sono decisa a scriverle per amore della verità (e non della narrazione) ma soprattutto per dare voce alla maggioranza delle mie colleghe che assistono silenziose e sconcertate agli innumerevoli ed infiniti Collegi docenti dove sono sempre le stesse colleghe (poche una decina su 160) che parlano ed intervengono, monopolizzano puntualmente la seduta facendola sforare a volte con argomentazioni così scontate e prevedibili con la presunzione di Verbo.  Sottolineo che tante colleghe partecipano al Collegio durante il viaggio perché pendolari con tante difficoltà. Il parere  e voto del Collegio Sovrano non sempre è stato rispettato poi in sede di CdI dalle rappresentanti elette da noi. Difficile intervenire. Il clima è teso ed aggressivo, nessuno osa neppure chattare per evitare polemiche o litigi che si possono protrarre in altre sedi. L’articolo, che tra l’altro mi è capitato per puro caso e chissà quante colleghe della maggioranza silenziosa lo ignorano, è ricco di dettagli che solo chi sta dentro ha opportunità di conoscere ed eventualmente “rimaneggiare”…

Siamo in epoca di fake! 

Le questioni del nostro Istituto si posano su due piani, uno di facciata e l’altro sostanziale e pratico. Il primo di natura pedagogica, alto valoriale: a) l’inclusione… che difatti avviene quotidianamente con tanti sacrifici da parte di tutti i docenti…il quartiere è difficile e complesso, le problematiche non di facile soluzione, l’Istituto è ampio, tanti i plessi da gestire, il dimensionamento dovuto ai tagli avvenuto circa dieci anni fa, non ha avuto successo. b)I Progetti, altro punto critico…si sono sempre realizzati a parte in questo periodo Covid che la “minoranza”… pare non consideri nella dovuta gravità (mi ricorda tanto un politico noto). Se si vuole paragonare questa dirigenza con l’altra ormai ex…c’è faziosità. In quel periodo le docenti erano obbligate solo a lavorare su progetti ( progettifici anacronistici ed archiviati per ricadute didattiche infruttuose) trascurando il lavoro curriculare ed a produrre cartelloni da mostrare ai vari eventi x per fare pubblicità alla scuola come per un supermercato. Le docenti avevano pressione a lavorare in tal senso…L’altro piano, invece, pratico e molto meno nobile ma umano, è dato dai personalismi, dalla presunzione che il proprio modello di scuola sia il migliore, (quando la storia ci mostra il fallimento e l’anacronismo), dal desiderio di trasformare la scuola in altra istituzione, dall’ansia di protagonismo, dal recupero di un ruolo di primo piano con relativi privilegi da riconquistare che si possono forse raggiungere mirando alla poltrona più alta e magari sostituendo la titolare  proprio con ex colleghe …come si vocifera tra i corridoi dell’Istituto. Il discredito in questi ultimi quattro anni parte proprio da questi individuali dissensi, pubblicizzati apertamente ai genitori o tramite gli articoli come il vostro che non è il primo. E se diminuiscono le iscrizioni si può capire …tanto se poi ci sono perdenti posto…sono le colleghe giovani a rimetterci. La comunicazione non può esserci, è ormai compromessa perché c’è chi attacca sempre, comunque ed a prescindere sin dai primissimi giorni (ancor prima di prendere possesso della gestione) e chi cerca di difendersi per ovvi motivi (come il gatto e il topo) ma chi ci rimette in questa situazione è la maggior parte dei docenti, presi da mille problematiche che affliggono la scuola italiana di oggi tanto depauperata e bistrattata…alle prese ora anche con il covid. E’ facile fare un articolo ma le situazioni vanno comprese nella coloro complessità e da più punti di vista, inseriti in contesti socio-culturali e soprattutto storici e senza trascurare l’animo umano con le sue spinte più profonde. Forse  una maggiore preparazione culturale e conoscenza della scuola italiana nonché dell’ordinamento del  pubblico impiego e del settore scuola, aiuterebbe a capire cosa sia avvenuto negli anni e a non ripetere gli stessi errori da ogni parte sociale compreso il  sindacato che ora lamenta crisi di rappresentitività. I problemi del nostro Istituto vanno inseriti nella crisi della scuola italiana e, con i tagli perpetrati negli ultimi decenni insieme a quelli sulla Sanità, hanno chiesto il conto in questi giorni con grande drammaticità ed è sotto gli occhi di tutti. Se si aprisse un po’ il proprio orizzonte si potrebbero superare tante piccolezze e meschinità umane…non è questo che dovremmo insegnare ai nostri alunni?

P.S.

ho pensato di rispondere al vostro articolo solo perché non tollero le menzogne e manipolazioni ma non voglio dare alcun seguito a questo mio scritto, inoltre penso che altre colleghe si siano apprestate a smentire tutto l’impianto accusatorio basato sulla denigrazione di questa dirigenza per esaltare la precedente che è assolutamente falso…una delle peggiori per incapacità gestionale ed inesperienza …e mi permetto di valutare, vista la mia lunga carriera. Ho suggerito spesso alle colleghe scontente che se hanno prove di illeciti, siano coraggiose nel denunciare a chi di dovere. altrimenti tutto rimane sul piano di gossip e calunnia.

                                                                                          Buona vita

La nostra risposta

Mentre aspettavamo la risposta della DS Pera, abbiamo tenuto a rispondere ad alcuni punti della email della maestra

Così, il 5 maggio abbiamo risposto

Testo

Gentilissima docente

Accogliamo la Sua email con estrema gioia: in tanti mesi (da febbraio a oggi) di ricerche e contatti la Sua è stata la prima comunicazione in difesa della DS Pera che, nonostante le nostre ripetute richieste di confronto, ci è giunta.

Proprio perché rappresenta la possibilità di un contraddittorio, sarà per noi un piacere pubblicarla (in forma anonima) assieme alle numerose nostre email mandate alla DS che non hanno mai ricevuto risposta.

Per inciso, noi il nome lo abbiamo fatto e non abbiamo violato la privacy di nessuno perché l’incarico di DS è un incarico istituzionale.

Glielo dico con certezza in quanto una delle nostre aziende si occupa di GDPR.

Per quanto riguarda i contenuti sarà mia cura risponderle punto per punto

“perché avete scelto il nostro Istituto?”:

non abbiamo scelto il vostro istituto, abbiamo invece ricevuto delle segnalazioni a cui abbiamo dato attenzione, come capita normalmente nella nostra redazione.

Abbiamo ascoltato molte persone e nonostante che abbiamo cercato più volte un dialogo con la Sua DS, non siamo riusciti a sentire l’altra parte della campana.

Abbiamo pubblicato il nostro articolo che abbiamo ritenuto “compiuto” nel senso etimologico del termine e abbiamo nel contempo continuato a cercare una risposta dalla sua DS.

Siamo lieti finalmente di vedere che lo sta facendo tramite lei.

“penso che la nostra attuale preside si possa ben difendere da sola …ha avvocati, tra l’altro anche in famiglia”

Nessuno si è mai prestato a un contraddittorio, non c’è nessuno che accusa nessuno, noi chiediamo un confronto.

Gli avvocati in famiglia, comunque, ormai li hanno quasi tutti, Noi, ad esempio, abbiamo un intero studio legale che si occupa di chi ci diffama o di chi pensa di poterci accusare di malgiornalismo.

E’ una narrazione che si regge poco su basi di realtà e obiettività: 
è la ricostruzione dei fatti fatta sui documenti e le informazioni in nostro possesso, se lei ha documentazioni da aggiungere le accoglieremo con la massima disponibilità.

“Mi sono decisa a scriverle per amore della verità (e non della narrazione) ma soprattutto per dare voce alla maggioranza delle mie colleghe”: dunque, ragionando sui fatti, lei è la prima in mesi che ci ha mandato una qualche comunicazione anche se senza il supporto di prove oggettive come invece fatto da altri, pertanto ci permetta di apprezzare la sua segnalazione ma di dubitare di quella frase maggioranza che lei ostenta,  sappiamo anche che sta girando un foglio per raccogliere delle firme di solidarietà per la DS, non appena l’avrete completato sarà nostro piacere pubblicarlo a confutazione del malessere segnalato.

L’articolo, che tra l’altro mi è capitato per puro caso e chissà quante colleghe della maggioranza silenziosa lo ignorano:
ma infatti ne siamo certi anche noi, e vorremmo chiedere alla DS perché lei stessa ne parla e dice di essere vittima di un complotto di cui noi siamo complici, se l’articolo non circola? Davvero ci stiamo sentendo ingiustamente aggrediti dalle diffamazioni della DS ma siamo sicuri che sia un attacco umanamente umorale, per questo vorremmo poter pubblicare elementi in favore della sua tesi.

“ è ricco di dettagli che solo chi sta dentro ha opportunità di conoscere ed eventualmente “rimaneggiare”… Siamo in epoca di fake!”  Gentile docente, vorremmo che ce ne fossero altre come lei e che altre ci contattassero con lo stesso impegno ma La prego: non usi il termine fake trattando di argomenti in cui c’entra il lavoro del nostro giornale.

Il discredito in questi ultimi quattro anni parte proprio da questi individuali dissensi, pubblicizzati apertamente ai genitori o tramite gli articoli come il vostro che non è il primo: il fatto che non sia il primo dovrebbe far riflettere, ma vi auguro che dopo la pubblicazione di questa sua lettera in difesa, sia l’ultimo.

E’ facile fare un articolo:
no non è facile per niente e, mi perdoni, qui cade della stessa faciloneria che imputa ad altri. Che lei dica a un giornale che fare un articolo è facile, è offensivo allo stesso modo che se noi dicessimo a lei che è facile fare la maestra.

La prego di riflettere su questo approccio perché è ipocrita chiedere comprensione sulle proprie realtà quando chi parla è il primo a non riconoscere e disprezzare le professioni altrui.

Forse  una maggiore preparazione culturale e conoscenza della scuola italiana nonché dell’ordinamento del  pubblico impiego e del settore scuola, aiuterebbe a capire cosa sia avvenuto negli anni e a non ripetere gli stessi errori da ogni parte sociale compreso il  sindacato che ora lamenta crisi di rappresentitività. I problemi del nostro Istituto vanno inseriti nella crisi della scuola italiana e, con i tagli perpetrati negli ultimi decenni insieme a quelli sulla Sanità, hanno chiesto il conto in questi giorni con grande drammaticità ed è sotto gli occhi di tutti.

voglio bene intendere che questa riflessione sia generale e non specifica per noi che lavoriamo con le scuole da più di 10 anni.

Se lei avesse letto tutti gli articoli del nostro giornale certamente la frase succitata stonerebbe alle sue orecchie come alle nostre.

Di contro noi abbiamo contezza di tante scuole che, nonostante i “danni dello stato” come dice Lei (ma non insegnate ai vostri alunni a non dare la colpa sempre a qualcos’altro, perché farlo voi?), riescono a fare dei lavori eccellenti e che noi stessi mettiamo in risalto in alcune nostre produzioni.

“Se si aprisse un po’ il proprio orizzonte si potrebbero superare tante piccolezze e meschinità umane” 
la pensiamo esattamente come lei.

“ho pensato di rispondere al vostro articolo solo perché non tollero le menzogne e manipolazioni ma non voglio dare alcun seguito a questo mio scritto”: 
gentile docente, che sia stata questa lettera una azione spontanea o una azione “dettata” dalla DS, non può pensare di scrivere a un giornale e chiedere che questa comunicazione non abbia seguito: siamo tenuti a risponderle come abbiamo fatto e a darle spazio, in quanto riteniamo che la sua missiva voglia essere un segnale di contraddittorio in favore esplicito della sua ds e come tale gli daremo il giusto risalto.

Ci meravigliamo solo della sua frase non voglio dare alcun seguito a questo mio scritto, se lei ritiene che la sua preside sia ingiustamente accusata venga in trasmissione o partecipi ad un’intervista con noi per difendere fino in fondo le sue convinzioni, raccogliendo certamente il plauso di tutta quella maggioranza di colleghe che sono d’accordo con lei.

Buona serata

Chiara Sparacio 

La corrispondenza successiva

Nella corrispondenza successiva intercorsa con la maestra (mai con la DS o con altri), ci siamo chiariti su alcuni punti di incomprensione ed è risultato chiaro che non volessimo attaccare nessuno, né la docente intendesse offendere noi.

In uno scambio di email la docente ha dichiarato di aver mandato questa email per unirla ad altre che alcune colleghe ci avrebbero mandato.

A noi, però, le altre email non risultano.

E allora pubblichiamo anche l’ultima risposta inviata alla docente in favore anche degli altri insegnati che avrebbero voluto far sentire la loro opinione ma le cui email si sono perse

La mail alla docente e ai colleghi del Laparelli

Gentile docente,
La ringraziamo per i chiarimenti che riteniamo essenziali.
Ne approfitto per segnalarLe che fino ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna altra email da parte di nessuno a difesa della DS Pera, se così fosse stato, come ha visto nelle nostre intenzioni relative al Suo caso, l’avremmo di buon grado pubblicata.  
 
Proprio a questo proposito, in tutta sincerità, restiamo perplessi di fronte alla Sua affermazione di non pubblicare la Sua lettera.
Capisce bene che lei ha mandato una risposta a un nostro articolo e noi abbiamo il dovere di portare le opinioni, soprattutto se sono differenti da quelle già pubblicate.
Per riassumere, Lei ha scritto una lettera in difesa di una persona che reputa “innocente” (ma qui non siamo in un tribunale) ma che non vuole spiegare le proprie posizioni e, per di più, ci chiede di non pubblicare la sua voce a suo favore.
Ci perdoni ma proprio non capiamo allora il motivo per il quale ci ha scritto.
La verità non deve mai essere tenuta nascosta ma deve essere sempre urlata affinché possa essere protetta.
  
Gentile docente, noi ci riserviamo la decisione di pubblicare la Sua lettera e questo non infrangerebbe nessuna legge sulla privacy.

In ogni caso non pubblicheremo il suo nome.

Intanto Le chiedo, se vuole, di spiegarci il motivo della Sua lettera che se non venisse da noi pubblicata avrebbe ben poco valore.

Cordiali saluti
Chiara Sparacio 

PS: Alle colleghe che desiderano scriverci, dia pure il mio indirizzo: chiara.sparacio@betapress.it oppure, info@betapress.it

Conclusioni

Chiudiamo così questo lunghissimo articolo le cui dimensioni sono dovute all’intenzione di dichiarare la nostra correttezza, il nostro impegno a cercare la verità e ascoltare ogni voce, oltre ogni ragionevole dubbio.

 

LA REDAZIONE DI BETAPRESS PER VOCE DI CHIARA SPARACIO

 

Quante verità ha il Laparelli?




Giovanna Boda: sbatti il mostro in prima pagina!

E ci risiamo!

Girolimoni, ancora non ha insegnato nulla!

Diritto di cronaca? Tutela del cittadino? Libertà di stampa?

E’ ormai notizia passata il caso di Giovanna Boda, dirigente del Ministero dell’Istruzione, stimata e rispettata, che in seguito di indagini della magistratura sul suo operato, ha tentato di togliersi la vita con un salto nel vuoto.

Noi di Betapress lo sapevamo già, avevamo avuto già la cosiddetta soffiata, ma non ne abbiamo parlato subito perché il nostro giornale non fa del sensazionalismo il suo stile, ne cerca a tutti i costi di sollecitare pruriginosi interessi sulle notizie, ma piuttosto ama fare delle riflessioni che servano ai lettori per vedere o trarre spunti dai fatti, e soprattutto noi non scriviamo mai se non abbiamo le prove di quello che scriviamo.

I fatti: Giovanna Boda è un alto dirigente del Ministero dell’Istruzione, stimato e rispettato, io stesso lo posso dire visto che nel passato ormai remoto ho avuto modo di conoscerla.

I fatti: un’indagine della magistratura la coinvolge per un sospetto caso di corruzione che la vedrebbe parte di un pericoloso liaison tra lei e Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta, rappresentante legale dell’istituto italiano di ortofonologia ed amministratore della Come – Comunicazione & editori, ossia l’agenzia Dire, che avrebbe corrotto la Boda.

I fatti: la finanza ha perquisito la casa e gli uffici della dirigente, che non reggendo ha poi tentato il suicidio gettandosi dal terrazzo del palazzo del suo avvocato.

I fatti: siamo ancora in fase di indagini, non c’è stata nessuna condanna nemmeno in primo grado.

Eppure la stampa ha scritto la notizia con nome e cognome, foto e tutta la sua vita privata marito compreso.

Ecco la nostra riflessione: cui prodest?

per i lettori dove poteva essere l’interesse vero nella notizia?

A nostro avviso l’unico interesse che ci poteva essere in questa notizia era che la magistratura stava indagando e che il cittadino poteva stare tranquillo proprio perché gli organi di giustizia funzionano.

quindi il titolo che avevamo predisposto noi era:

Ministero dell’Istruzione: la magistratura indaga su casi di corruzione.

all’interno di indagini della magistratura sembra trovare spazio l’ipotesi che un alto funzionario del Ministero possa essere implicato in una rete di favori incrociati con delle ditte per la fornitura di servizi e la partecipazione a bandi pilotati. La finanza continua nella sua opera di analisi e verifiche anche con ispezioni presso gli stessi uffici del ministero.

Notizia data, cittadino tranquillo, nessuno accusato prima di essere colpevole.

Certo, forse in questo modo le migliaia di click che invece gli altri articoli hanno ricevuto non ci sarebbero stati, certo, forse gli inserzionisti del giornale sarebbero stati meno contenti, ma la nostra linea è questa.

Ma forse ora Giovanna avrebbe avuto il tempo ed il diritto di difendersi.

Il giustizialismo mediatico è a nostro avviso un atto criminoso, vile ed indegno di una società civile, così come l’utilizzo della magistratura ad orologeria.

Ma poi dove sono finiti i vecchi nome punto cognome punto? e perché mettere la foto, a che serve?

Ci siamo passati anche noi, ed infatti ci rimane un sottofondo di dubbio, un amaro presentimento che tutta questa faccenda in realtà nasconda giri politici al ministero, intrighi nelle nomine e nei poteri, intrallazzi bassi e spregevoli così caratteristici di quei palazzi dove la politica diventa una strisciante linea di pensiero del sotterfugio e del più bieco utilitarismo personale.

Noi sappiamo per certo di un Dirigente miur che con i suoi progetti fece guadagnare oltre 80 milioni di euro alle scuole e fu invece trattato come la povera Giovanna.

Il Linciaggio, anche mediatico, è per sua stessa definizione un atto illecito.

E non dite, ma anche voi adesso avete messo nome e cognome, si vero ma lo abbiamo fatto apposta adesso, proprio per cercare di essere a sostegno di una persona che anche ammesso che risultasse colpevole, non meritava certo questo modo di fare giornalismo.

E continueremo a farlo, anche se nessuno ci inviterà mai in televisione a dire la nostra, anche se nessuno comprerà mai pubblicità sul nostro giornale, continueremo a difendere il diritto dei lettori di sapere la verità ed il diritto degli innocenti di essere tutelati dalla liberta di stampa.

Giovanna Girolimoni Boda, anche se tra qualche anno dovessi essere condannata per quanto adesso ti stanno scaricando addosso, la tua condanna l’hai già scontata in questi ultimi cinque giorni, e comunque per noi e per tutti quelli che ti hanno conosciuto resterai la persona gentile e premurosa che eri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La libertà di stampa