Settembre 14, 2026

Autotrasporti: divieto di sorpasso per i veicoli pesanti superiori alle 12 tonnellate, sul tratto appenninico da Incisa Reggello a Chiusi Chianciano.

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Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato stampa che ci ha inviato Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionali (L.A.A.I.S.N.).

Un comunicato che riportiamo per intero, per dovere di cronaca, riscontrando quella mancanza informazione necessaria, specialmente verso una categoria di lavoratori, spesso assai bistrattati ma da cui, piaccia o no, dipenda la stessa vita della Nazione, oggi più che mai.

Il divieto di sorpasso, imposto, prima a titolo di sperimentazione, poi come sempre accade in Italia, viene riproposto nonostante lo scadere della sperimentazione, diventa un ulteriore balzello contro chi lavora, affrontando numerosi sacrifici e mette a rischio la propria vita e deve subire “vessazioni” inconcepibili da chi non conosce la materia, trasporti appunto, credendo così di risolvere i problemi, non pianificando un piano sociale di sviluppo industriale, ma con il facile sistema della proibizione. 

 

“Catania, li 18/06/2026

COMUNICATO STAMPA

Gli esodi dei vacanzieri sono imminenti, ma gli spinosi problemi dell’autotrasporto nazionale restano, complici l’incompetenza in materia trasportistica ed una mancanza di visione a lungo termine.

Anche la sperimentazione del divieto di sorpasso per i veicoli pesanti superiori alle 12 tonnellate, sul tratto appenninico da Incisa Reggello a Chiusi Chianciano, è rimasto nei polverosi cassetti della politica, ed ecco che la Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionali, L.A.A.I.S.N., rispolvera la memoria, proponendosi di sollevare sui tavoli di Bruxelles un silenzio istituzionale degno di denuncia in sede penale.

“Non è davvero possibile che quella che doveva essere semplicemente una sperimentazione, in realtà sia divenuta non soltanto una violazione di diritti, ma altresì una vera e propria condanna per i tanti operatori del settore, aziende e conducenti, che vorrebbero soltanto maggiore attenzione da parte di Istituzioni e politica.”, afferma Tania Andreoli, Presidente della L.A.A.I.S.N., “Una

sperimentazione è in fatto una transizione di un provvedimento che deve necessariamente concludersi con un iter giuridico di conferma. Si ricordi che con apposita Ordinanza, non rinvenibile sul website istituzionale, Società Autostrade per l’Italia Spa, predisponeva nell’ottobre 2025 questa fase sperimentale in un tratto rettilineo, privo di punti critici, e pertanto non idoneo per tale procedura di prova.”

La Circolare FAI n. 25/307 del 29 e 30 ottobre 2025, in realtà, vedeva il coinvolgimento di Comuni e Prefetture interessati, Enti che avrebbero dovuto vigilare sui motivi e sulla reale necessità del provvedimento.

Il Vice Presidente, Giuseppe Neri, “Mentre tutti gli altri Stati Membri, vedi ad esempio la Spagna, rendono più fluida la circolazione ed il passaggio dei veicoli pesanti, nel nostro Paese si va ad

intervenire su tratti scorrevoli, con provvedimenti inadeguati che, nel caso specifico, non solo hanno incrementato i sinistri, creando forti disagi anche agli automobilisti bensì stanno rendendo più difficoltosi i tempi di consegna ed il rapporto, già critico, con le committenze.”

La L.A.A.I.S.N. intende intervenire con massima urgenza presso la Commissione Europea Trasporti a Bruxelles, evidenziando che si configurano già l’eccesso di potere per sviamento, nonché l’illegittimità per violazione del principio di temporaneità.

“Un provvedimento temporaneo e sperimentale, per essere tale, deve necessariamente rispettare termini ben circoscritti e, quando ciò non accade, è un provvedimento illegittimo e fuorviante, che non tiene conto dei gravi disagi che la sua vigenza non disciplinata può cagionare.”

I lunghi serpentoni che stanno costringendo le aziende di autotrasporto ed i loro autisti a stress psico-fisico, sinistri e ritardi possono trovare fondamento esclusivamente sulla scarsa sensibilità, forse voluta ed intenzionale, da parte di coloro che questo settore lo dovrebbero in primo luogo conoscere tecnicamente, ricordando che l’autotrasporto è il primo settore che traina l’intera economia nazionale ed europea e che un autista è portatore di benessere e storia, quella storia che parte dalla giovane età quando, tanti di questi GUERRIERI dell’asfalto, un poco leggendari, quasi di altri tempi, mano nella mano con nonni e padri, sfidavano notte ed intemperie.

F.to Tania Andreoli

Presidente Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionali

L.A.A.I.S.N.

F.to Giuseppe Neri

Vice Presidente Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani Nazionali

L.A. A.I.S.N.

www.laais.eu

 

 

Un provvedimento che apparentemente può far gioire gli automobilisti, che intravedono la possibilità di avere due corsie su tre a disposizione, ma che si ritorce in un boomerang, per diversi motivi, cominciando proprio dalla sicurezza, tanto sbandierata. 

Provate ad immaginare di dover raggiungere la corsia di emergenza, attraversando la corsia dove scorre un fitto ed enorme serpentone di autotreni avendo avuto un guasto improvviso…

Un fortissimo rallentamento nella consegna delle merci, non potendo sorpassare, chi ha merci più leggere e quindi mantenere una media più alta, rispetto chi ha merci più pesanti e si sposta più lentamente, tenendo anche in considerazione le merci deperibili. Lo stress che gli autisti devono sopportare, non riuscendo a mantenere il ritmo imposto per la consegna delle merci, e così costretti a sacrificare, anche le soste per espletare i normali bisogni fisiologici, e potremmo continuare ancora…

Un aggravio di problemi ai numerosi problemi che affliggono anche questa categoria di lavoratori di cui la popolazione ne ignora tutti i risvolti.

Sembra essere l’ennesima “propaganda” con finalità assai diverse da quella della sicurezza, specialmente se consideriamo in toto la mobilità che sembra qualcuno voglia fortemente fermare.

Seguiremo la questione con grande attenzione, sperando che La società Autostrade ed il Ministero dei trasporti, possano trovare una quadra, magari elaborando un piano industriale, per il trasporto merci e non solo.

O forse l’obiettivo che ci si è posti è quello di stare tutti a casa, così scongiuriamo definitivamente il rischio di incidenti stradali?

Autore

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