WhatsApp Image 2026-02-06 at 10.58.27

Autore

 

Vittoria – Un intervento diretto, senza filtri, per accendere i riflettori su una vicenda che da anni divide istituzioni, cittadini e ambientalisti.

La questione dei rifiuti speciali accumulati nell’area dell’ex segheria di contrada Passo Scarparo è approdata in Consiglio comunale con un’azione decisa firmata “Sbirromafia”.

A portare la segnalazione è stato lo scrittore e autore d’inchiesta Emilio Tringali, che ha formalizzato la richiesta di intervento chiedendo chiarezza su responsabilità, ritardi e mancata bonifica del sito. Un caso che non è nuovo, ma che continua a pesare come una bomba ecologica nel territorio.

Un sito sequestrato e mai bonificato

Il deposito di rifiuti speciali, finito sotto sequestro già negli anni scorsi per violazioni ambientali, resta ancora oggi in una situazione di stallo. Cumuli di materiali, potenzialmente pericolosi, continuano a essere presenti in un’area esposta alle intemperie e a rischio incendi.

Il nodo centrale è uno: perché la bonifica non è mai partita davvero?
Le ordinanze ci sono state, i controlli pure, ma il risultato concreto non si vede. Nel frattempo il tempo passa, e il pericolo resta.

Il rischio per la salute pubblica

La vicinanza del sito alle falde acquifere che alimentano l’acquedotto pubblico rende la situazione ancora più delicata. Non si tratta soltanto di un problema ambientale, ma di un potenziale rischio sanitario per l’intera città.

Tecnici e operatori intervenuti negli anni hanno più volte segnalato il pericolo di incendi e di emissioni tossiche. Episodi già sfiorati in passato dimostrano quanto l’allarme non sia teorico.

Silenzi, ritardi e responsabilità

Il blitz mediatico e istituzionale di “Sbirromafia” punta il dito su un tema scomodo: l’inerzia amministrativa.
Chi doveva intervenire? Chi doveva controllare? E soprattutto: perché tutto è rimasto fermo?

Domande che ora arrivano dentro l’aula consiliare, trasformando una vicenda locale in un caso politico.

La richiesta: trasparenza e interventi immediati

L’obiettivo dichiarato è chiaro: rompere il silenzio e costringere le istituzioni a dare risposte. Non solo ricostruire quanto accaduto negli anni, ma definire tempi certi per la messa in sicurezza dell’area e l’avvio delle operazioni di bonifica.

Perché Passo Scarparo non è più soltanto una discarica dimenticata: è diventato il simbolo di una battaglia tra cittadini, informazione e istituzioni. E adesso il caso entra ufficialmente nella fase politica.

La domanda resta sospesa, ma non più ignorabile:
quanto ancora Vittoria può permettersi di convivere con questa emergenza ambientale?

Autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *