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Simone Facchinetti: eroe d’altri tempi, eroe del futuro.

Il 2 dicembre 1971 veniva sancita la federazione tra sette emirati nello Stato degli Emirati Arabi Uniti.

Cinquant’anni dopo, in occasione dell’EXPO 2020 a Dubai, il mondo intero può toccare con mano i princìpi che ispirano e contraddistinguono questa realtà: E.A.U.

Leggendo l’acronimo, la mia mente mi riporta all’elemento acqua: “acqua”, in Francese, si scrive proprio così (“eau”)!

Acqua: l’elemento che ci accomuna – i nostri corpi sono composti per circa il 75% di acqua – e ci connette gli uni agli altri apportando nuova vita.

Acqua che fluisce e non si ferma. Acqua che, nel rispetto dell’ambiente che la ospita, si adatta e cambia pur rimanendo la stessa.

Quale altra metafora potrebbe riassumere, in modo potente, lo spirito che anima il giovanissimo Stato?

L’Avvocato Simone Facchinetti, amico e graditissimo ospite del Soul Talk, ne incarna perfettamente i valori e … udite udite, festeggia il suo compleanno il 2 dicembre!

La sua mission è costruire “ponti” di collegamento tra Occidente e Oriente riconoscendo, valorizzando e aiutando start up italiane a trovare proficui sbocchi negli Emirati Arabi Uniti.

Il suo apporto si rivela fondamentale nel reperire fondi, segnalare nuove opportunità, facilitare la realizzazione di progetti innovativi e sostenibili, mirati alla creazione di nuovi posti di lavoro.

In Simone convivono l’innata Curiosità, l’inesauribile spinta a esplorare nuovi mondi e nuove possibilità, la Creatività, l’Entusiasmo bambino disciplinato dall’esperienza e dalla maturità, la Gioia di sperimentare, la Confidenza, l’Armonia, l’Empatia di chi si rispecchia nell’Altro per comprenderlo, amarlo nella sua diversità e aiutarlo.

Questi Valori – sempre più rari, preziosi e distintivi – poggiano sulle tre inamovibili Colonne dell’Etica, della Correttezza e della Trasparenza.

A proposito di anniversari: lo Studio Legale Simone Facchinetti quest’anno celebra il suo ventesimo anno d’attività e il quinto anno consecutivo di assegnazione del premio “Le Fonti” come Boutique Legale d’eccellenza nei rapporti internazionali tra Italia e Medio Oriente.

Nel corso dell’intervista – che definirei piuttosto piacevole “chiacchierata” – abbiamo parlato di Mission, di Valori, della Vita come “Viaggio dell’Eroe” costellato da tanti viaggi, quante sono le opportunità che cogliamo di esprimere e donare Chi noi siamo.

Per i Valori che lo ispirano Simone è un Uomo d’altri tempi, ma il suo sguardo è rivolto a un futuro da costruire, assieme al suo Team, sulle fondamenta dell’Innovazione, della Ricerca, dell’ordinamento giuridico a trecentosessanta gradi.

Un ringraziamento speciale va a Christian Gaston Illan e alla sua splendida compagna Maria Giulia Linfante, che ci ha fatti incontrare!

Christian e Maria Giulia sono gli ideatori e fondatori dello “Smart Villag[g]e Cloud”, virtuosa chat in cui imprenditori, artisti e nuovi amici condividono esperienze, iniziative e successi.

Il Soul Talk con Simone Facchinetti è qui.

Buon ascolto e alla prossima!

La vostra Ondina Wavelet (Jasmine Laurenti).

 

 

 

 

 

 

 




Fuga da whatsApp

Un messaggio sibillino di WhatsApp e un tweet di Elon Musk: et voilà, in tantissimi hanno deciso di passare a Signal, abbandonando la più famosa app di messaggistica.

Ma attenzione: è o non è una bufala?

WhatsApp negli scorsi giorni ha diramato un messaggio di avviso sull’aggiornamento privacy per il 2021.

Questo ha seminato il panico tra molti utenti, complice anche un tweet di Elon Musk che telegraficamente ha scritto: “Use Signal” (usate Signal).

La convinzione (vera o sbagliata?) di molti utenti è che Signal non richiederà un aggiornamento sulla privacy e nuovi termini entro l’8 febbraio, diversamente da quanto impone WhatsApp.

In tutta questa vicenda, anche WhatsApp ci ha messo del suo, va detto: il messaggio arrivato agli utenti era tutto fuorché chiaro e il team si è mosso davvero tardi per cercare di riparare all’errore.  Numerosi giornali, tra cui anche The Indipendent, hanno rassicurato che la nuova privacy WhatsApp 2021 non influirà in alcun modo sull’utilizzo dell’app in Italia e nel resto d’Europa.

Ma intanto continuano i download di Signal che, per inciso, lavorano con gli stessi standard di sicurezza e con la stessa crittografia end-to-end.

Di tutta questa confusione sta approfittando Signal, che in questi giorni sta registrando un boom di download, al punto che si stanno registrando numerosi ritardi sull’invio del codice di verifica.

A questo punto sia chiaro che ognuno è libero di usare l’app di messaggistica che preferisce, ma quello che è bene sottolineare è che alla base della situazione scoppiata negli scorsi giorni c’è disinformazione e strumentalizzazione.

Basta dire che, come ha precisato anche Facebook, che possiede WhatsApp, i protocolli di privacy a cui le due piattaforme devono attenersi sono gli stessi, essendo imposti dalla normativa europea.

Ma, giusto per capirci un po’ di più, incominciamo a documentarci ed andiamo a vedere cosa dicono gli esperti, per esempio, Luca Accomazzi, programmatore, divulgatore, insegnante, ma soprattutto esperto di  GDPR (General Data Protection Regulation). 

Ha letto e commentato il GDPR per la prima volta nel 2014.

(Luca Accomazzi, tanto per dirne una, ha messo le mani su un calcolatore (Apple) nel 1980. Ha insegnato informatica prima alle superiori e poi all’università tra il 1988 e il 2014. Su Internet dal 1992, da fine 1997 con la sua Accomazzi.net si dedica principalmente alla creazione di commerci elettronici sul web e, di recente, soprattutto a portare su Amazon le medio-grandi imprese italiane. Ha pubblicato circa trenta libri di divulgazione, principalmente per Feltrinelli ma il più recente con crowdfunding su Kickstarter).

Ecco quanto scrive su QUORA, Luca Accomazzi, rispondendo alle perplessità della gente comune, come me…

Perché Elon Musk ha proposto Signal come alternativa di WhatsApp? Cosa c’è dietro?

Non è una questione tecnica e neppure tanto di sicurezza (anche se Signal è più sicuro di WhatsApp e questo si dimostra facilmente: se io chiamo Pinco Pallo su Signal non lo sa nessuno tranne me e Pinco Pallo. Se lo chiamo con WhatsApp lo sa anche Mark Zuckerberg — e tutti quelli a cui Mark Zuckerberg lo dice).

È una questione di privacy.

Mark Zuckerberg ha comprato apposta WhatsApp e lo usa per profilarmi, scoprire chi sono i miei amici, quando li chiamo, per quanto li chiamo… Non cosa gli dico — questo no.

Quali sono le applicazioni per smartphone poco conosciute che usate giornalmente?

Il mondo è pieno di ingenui che per chattare usano WhatsApp (il programma che è stato usato per violare lo smartphone dell’uomo più ricco del mondo[1] ).

E anche di altrettanti ingenui che usano Telegram, una app sulla cui sicurezza gli esperti hanno forti dubbi da diversi anni[2].

In pochissimi invece per le chat e le chiamate in voce usiamo Signal, un programma sicuro e protetto al punto che che un sacco di governi di destra a cominciare dall’amministrazione Trump stanno facendo pressione per vietarne l’uso[3] .

 

[1] Guardian: Saudi prince’s account used to hack Jeff Bezos via WhatsApp

[2] https://pdfs.semanticscholar.org/93fe/3a5e70d64964e775ea77dcfaee218b8e62e1.pdf

[3] The broken record: Why Barr’s call against end-to-end encryption is nuts

 

Queste le FAQ.

“Ma senti, io sono una persona onesta e non ho segreti, perché devo preoccuparmi della sicurezza”.

Ah, va bene, se non hai mai scritto in vita tua un messaggio del tipo “stasera usciamo?” (il che informa gli svaligiatori di case che hanno campo libero), se tutte le volte che scrivi un messaggio ti fermi per cinque minuti a pensare come un malvivente potrebbe usarlo contro di te, non ho altre obiezioni.

“Ma sono una suora di clausura, non possiedo niente, non ho attività sessuale, mando un messaggio all’anno in chat per augurare buon santo natale di resurrezione a mio fratello”.

Usa Signal per farlo e sarà opera buona. Se anche i messaggi più innocenti viaggiano in Signal, il volume di messaggi Signal sarà così grande che delinquenti, ficcanaso e dittature troveranno impossibile trovare i segreti che vorrebbero violare in mezzo a questo mare di comunicazioni cifrate.

“Ma Accomazzi, tutte le mie amiche del club della canasta usano WhatsApp!”

Convincile a cambiare, visto che non costa niente. Ma qualcuno dovrà pur cominciare.

“Ma chi lo dice che è davvero sicuro?”

Lo fanno i migliori crittanalisti dell’accademia di tutto il mondo.

Ma siccome i loro discorsi sono estremamente tecnici e li capiscono solo quelli che ne masticano, fatti bastare questa citazione.

Usate Signal e qualsiasi cosa venga prodotta dalla casa Open Whisper Systems. — Edward Snowden.

Perché per vedere un sito si è obbligati ad accettare i cookies, se è in tutela della mia privacy, non dovrei deciderlo io?

Come dicono i poliziotti, tutte le volte che non capisci una cosa concentrati sul flusso dei soldi.

Ma innanzitutto diciamo che esiste una cosa chiamata “cookie tecnico” dalla normativa che è quello che mi permette di riconoscere un visitatore registrato.

Un ipotetico sito senza cookie tecnici è un sito dove non puoi fare login.

O, per dirla in altre parole, è un sito dove ogni volta che vuoi fare una operazione che lascia traccia (come mettere un prodotto in un carrello, o vedere cosa c’è in quel carrello) devi contestualmente rimettere username e password — il che sarebbe ovviamente scomodissimo.

Ma questi cookie non danno fastidio né destano preoccupazione.

Nel resto di questa risposta ci concentriamo invece sugli altri cookie, a volte chiamati “cookie di profilazione”.

Su tutto quello che paghi, ovviamente, decidi tu.

Quando entro sul sito di Amazon Prime Video per guardarmi un filmetto, una volta che mi sono autenticato come cliente pagante non ho nessun problema.

E ti garantisco che se entri come cliente pagante sul sito della mia azienda per commissionarmi una cosa qualsiasi non c’è mezzo cookie di profilazione.

Se però pensi ai sistemi informatici dove ottieni servizi ma non paghi quattrini (per esempio Facebook, Instagram, motore di ricerca Google, Google Docs, e mille altri…) allora devi renderti conto che, non essendo cliente pagante, tu sei invece merce.

Quei siti sono cibo per pesci — nessuno pensa che il pesce paghi il mangime che il pescatore butta in acqua per attirare le prede. E come un salmone vieni pescato, pesato, misurato e venduto a tranci.

L’avviso “stiamo per profilarti” è una pallida protezione che i legislatori europei hanno costretto gli autori del sito a mettere, per difendere un po’ l’elettore.

Siamo ancora, non averne dubbi, in tempi di Far West, dove gli sceriffi sono pochi e presidiano come meglio possono poche grandi città, ma ricchi possidenti, bandidos e ladri di bestiame la fanno da padrone quasi dappertutto.

Quell’avviso di cui ti lamenti dice “stiamo per vendere la tua anima ai pubblicitari, e non c’è nulla che tu possa fare per impedircelo, ma purtroppo l’Unione Europea ci obbliga ad offrirti di non venire pesato e misurato in ogni più minuscolo orifizio.

Ti offriamo dunque il sistema più scomodo possibile, il minimo per rientrare nel lecito, per farlo.

Se lo farai, a malincuore ti venderemo come pesce generico e non come esemplare della tua razza, sesso, età, dimensione eccetera”.

Non sei convinto? Guarda allora qui, dal primo gennaio 2021 Apple ha introdotto l’obbligo per gli autori di app di dichiarare se catturano i dati degli utenti, e se si quali; e cosa ne fanno.

 

Facebook sta litigando con Apple — hanno comprato a loro spese milioni di dollari di paginoni sui quotidiani per protestare contro l’iniziativa appena descritta[1] [2] — perché a far così si spaventano i pesci che poi non abboccano più. 

Oh, hanno usato parole diverse: “Apple è contro l’internet free (parola che in inglese significa anche “libera” ma stavolta nel contesto significa “gratis”).

E “i siti saranno costretti a introdurre forme di pagamento”!

Ma il senso è quello.

Note a piè di pagina

[1] Facebook criticizes Apple’s iOS privacy changes with full-page newspaper ads

[2] Facebook hits back at Apple with second critical newspaper ad

Lo so, l’articolo era lungo, ma la questione è spinosa, ed io per prima voglio essere consapevole di quello che faccio, e ve lo dico già, vi assicuro non finisce qui…

 

 




Le parole di Tim Crook sulla triste rivoluzione americana

Le rivoluzioni non sono nemiche dell’informazione.

Riportiamo in questo articolo la dichiarazione de prof. Tim Crook, presidente del Chartered Institute of Journalists (CIoJ) il più antico ordine dei giornalisti del mondo. 

La missione del CIoJ

Il Chartered Institute of Journalists, è il più antico organismo professionale di giornalisti al mondo e ha sede a Londra.

Ha membri in più di 30 paesi in tutto il mondo e  sostiene i principi dell’Istituto di giornalismo onesto, indipendente e apolitico.

È stato fondato come Associazione Nazionale dei Giornalisti nel 1884 e sei anni dopo è stato riconosciuto dalla Regina Vittoria nella sua Carta Reale, come organismo volto a proteggere e servire coloro che lavorano nel campo del giornalismo.

In questo momento storico delicato, davanti al panorama internazionale così surreale, per noi di Betapress, unica testata in Italia la cui redazione è in toto iscritta al CIoJ, è doveroso dare voce alla dichiarazione del nostro presidente professor Tim Crook che ha inviato a tutti i membri la seguente email.

La dichiarazione del presidente del CIoJ

Tim Crook Presidente CIoJ
Tim Crook Presidente CIoJ

Il Chartered Institute of Journalists condanna la violenza nei confronti di giornalisti e operatori dei media che coprono l’assalto al Congresso degli Stati Uniti da parte dei sostenitori di Donald Trump.

Il presidente dell’Istituto, il professor Tim Crook, ha dichiarato:

“I rivoltosi hanno inseguito giornalisti e distrutto attrezzature professionali per i media in scene spaventose condannate ampiamente come attacco e macchia alla democrazia.

Vogliamo lodare e rispettare il coraggio e la professionalità dei giornalisti che hanno riportato gli eventi a Washington DC e hanno consentito un dibattito aperto sulle implicazioni di quanto è accaduto”.

Le troupe dei media sono state costrette ad abbandonare l’area e fuggire mentre i manifestanti hanno fracassato le loro attrezzature.

 

Il professor Crook ha dichiarato:

“Trovo agghiacciante e terribile il filmato degli aggressori che fanno un cappio con il cavo di una telecamera e lo appendono a un albero”.

Questo fa parte di un modello spaventoso di attacchi e intimidazioni nei confronti di giornalisti che si occupano della politica statunitense e degli eventi pubblici negli ultimi tempi.

 

“Tutti i nostri membri sperano che questo finisca e gli Stati Uniti in futuro saranno un paese che rispetta la democrazia e il diritto dei giornalisti di riferire liberamente e in sicurezza”.

 

Betapress sposa l’etica del CIoJ

La linea editoriale di Betapress è sempre stata quella della ricerca della verità a prescindere dalla corrente politica che vuole governarla.

Abbiamo sempre agito nella perfetta etica giornalistica e questo è il motivo per il quale ci siamo trovati subito in linea con l’etica del Chartered Institute of Journalists.

Condividiamo pertanto le parole e allo stato d’animo del prof. Crook e diamo loro massima divulgazione parafrasando il suo messaggio

Tutti noi  speriamo che tutto questo finisca e tutti i paesi in futuro saranno in grado di rispettare la democrazia e il diritto dei giornalisti di riferire liberamente e in sicurezza

Grazie Presidente.

 

Sito dell’CIoJ 

 




I Rischi del 5G, cosa può fa paura agli Stati.

Poco fa, a Montecitorio si è svolto un incontro sul tema del 5G e dei rischi ad esso legati, è emerso che

Premesso che per la tutela della salute pubblica è dovere del Parlamento e del Governo Italiano considerare la protezione della salute della popolazione civile come essenziale ed inderogabile

Premesso che ai sensi della Convenzione di Lugano del 1993, sulla responsabilità civile per il danneggiamento risultante da attività lesive all’ambiente (Lugano, 26 Giugno 1993) si riterrà co-responsabile in solido qualunque amministrazione pubblica autorizzi attività lesive all’ambiente e alla popolazione esprimendosi in favore dell’installazione e dell’autorizzazione della Tecnologia 5G sul territorio comunale, derogando al principio di precauzione e quindi al principio di tutela della salute pubblica

Premesso infine che, ai sensi della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla Protezione dell’Ambiente attraverso la Legge Penale (Convenzione di Strasburgo, 4 Novembre 1998) ogni comitato spontaneo contro il 5G sul territorio italiano potrà costituirsi in giudizio contro qualunque amministrazione che autorizzi tale tecnologia senza la prova indefettibile sulla sua innocuità per la salute della cittadinanza e del popolo italiano.

Invocando l’applicazione delle predette Convenzioni Internazionali e tutte le altri Convenzioni Internazionali sottoscritte e ratificate dall’Italia nel rispetto della Legge Internazionale.

Si esorta il Parlamento Italiano al rispetto delle pre-citate disposizioni normative internazionali per la tutela dell’incolumità della salute pubblica e si chiede che la presente comunicazione possa venire divulgata a tutti gli organi Parlamentari, Governativi ed Amministrativi sul territorio Nazionale.

Speriamo che questa riflessione contribuisca a evitare i rischi sull’essere umano legati alla tecnologia 5G.

 

 




UNARMA al primo convegno nazionale

Giornata storica per UNARMA, Associazione Sindacale Carabinieri.

Nei giorni 22 e 23 settembre 2019, presso il Grand Hotel Adriatico di Montesilvano (PE) si è tenuta l’Assemblea Costituente di UNARMA, lo storico “sindacato” dei carabinieri nato nel 1993 quale associazione culturale rivolta al personale dell’Arma e che, il 28 agosto scorso, è stato autorizzato dal precedente Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, a trasformarsi in un vero e proprio sindacato.
È il riconoscimento di ventisei anni di battaglie a tutela dei diritti del personale dell’Arma dei Carabinieri .

Fondata dal Maresciallo Ernesto Pallotta il sindacato oggi nasce sotto l’egida del Segretario Generale Antonio Nicolosi che ne proseguirà gli ideali e gli intenti.

L’ assemblea costituente ha annoverato la presenza di oltre 300 delegati, distribuiti su 2 giorni, provenienti da ogni regione d’Italia pronti a rinnovare quella che è stata la più entusiasmante avventura mai avvenuta all’interno dell’Arma dei Carabinieri.

Unarma Associazione Sindacale Carabinieri già annovera 450 delegati presenti su quasi tutto il territorio nazionale, ma da tutte le regioni, compresa la Sicilia,  sono giunte in massa delegazioni  per contribuire ai progetti che faranno di Unarma una delle più importanti organizzazioni sindacali militari.

“È una giornata storica, riferisce il segretario generale Antonio Nicolosi, si realizza un sogno, un ideale per il quale UNARMA, ha lottato in tutti questi anni, il riconoscimento del diritto sindacale per il mondo con le stellette.

Proseguiamo a scrivere le pagine più importanti nella storia dell’arma dei carabinieri.

Segretario Generale Antonio NICOLOSI
Presidente Massimo PECORARO
Vice Presidente Massimiliano Genovese
Vice Presidente Valentina Spedale

 




Cantone lascia: è lutto per lo Stato.

Lo aveva detto chiaramente “gli onesti non fanno carriera nella pubblica amministrazione”, ed anche se tutti si erano chiesti come mai lui allora era arrivato lì, oggi Raffaele Cantone ha dimostrato di essere persona coerente.

Lascia la guida dell’ANAC per tornare in magistratura ” la mia vera casa” come lui stesso la definisce.

Lo Stato ha riguadagnato un bravo magistrato, ma di certo quest’abbandono non è un significato positivo, specie quando si parla di strutture che hanno un potere di controllo sull’operato della pubblica amministrazione.

Ci sono in ogni caso delle domande da porsi:

ma se c’è una legge a che serve l’autorità? ed ammesso che serva allora ha ragione Cantone nel suo discorso chiaro in cui sostiene che le attività dell’autorità non possono essere uguali ad una tavola delle leggi scritta sulla pietra, deve essere un organismo fluido e dinamico che si adatta al mutevole e veloce cambiamento di mercato.

Cosa che sicuramente non può piacere al potere politico.

Chi ha vissuto nel piccolo quello che Cantone avrà sicuramente visto nel grande non si meraviglia di quest’abbandono, più o meno giusto, di certo lineare, il potere non può essere affiancato da organismi che sono in grado di analizzare giorno per giorno ciò che accade ed intervenire, in più con un potere esecutivo per farlo.

Chi scrive ha visto uffici di ispettori chiusi dall’oggi al domani solo perché avevano esclamato “il re è nudo”.

Certo allora nessun clamore, nessuna meraviglia, anzi quasi la soddisfazione perché quegli ispettori erano troppo sceriffi e facevano troppe ispezioni…

Il caso Cantone, certamente più eclatante e di una magnitudo assolutamente più ampia, ci lascia però comunque l’amaro in bocca, nulla cambia in questo paese.

Ora si scatenerà la polemica Cantone bravo, Cantone  cattivo, governo giusto, governo ladro, opposizione colpevole opposizione innocente, Mio Dio, che assurdità, paese lobotomizzato da se stesso.

Ci vengono in mente parole sempre attuali:

Amici, Romani, compatriotti, prestatemi orecchio; io vengo a seppellire Cantone, non a lodarlo.

Il male che gli uomini fanno sopravvive loro; il bene è spesso sepolto con le loro ossa; e così sia di Cantone.

Il nobile Governo v’ha detto che Cantone era ambizioso: se così era, fu un ben grave difetto: e gravemente Cantone ne ha pagato il fio.

Qui, col permesso del Governo e degli altri – ché il Governo è uomo d’onore; così sono tutti, tutti uomini d’onore – io vengo a parlare al funerale di Cantone.

Egli fu mio amico, fedele e giusto verso di me: ma il Governo dice che fu ambizioso; e il Governo è uomo d’onore.

Molti prigionieri egli ha riportato a Roma, il prezzo del cui riscatto ha riempito il pubblico tesoro: sembrò questo atto ambizioso in Cantone? Quando i poveri hanno pianto, Cantone ha lacrimato: l’ambizione dovrebbe essere fatta di più rude stoffa; eppure il Governo dice ch’egli fu ambizioso; e il Governo è uomo d’onore.

Tutti vedeste come al Lupercale tre volte gli presentai una corona di re ch’egli tre volte rifiutò: fu questo atto di ambizione?

Eppure il Governo dice ch’egli fu ambizioso; e, invero, il Governo è uomo d’onore.

Non parlo, no, per smentire ciò che il Governo disse, ma qui io sono per dire ciò che io so.

Tutti lo amaste una volta, né senza ragione: qual ragione vi trattiene dunque dal piangerlo? O senno, tu sei fuggito tra gli animali bruti e gli uomini hanno perduto la ragione.

Scusatemi; il mio cuore giace là nella bara con Cantone e debbo tacere sinché non ritorni a me

La nostra convinzione è che il gesto eclatante di Cantone, pur facendogli onore, a nulla serva.

In Italia, dopo un mesetto di polemica e di sciacquio dei panni, si tornerà come prima.

La riflessione profonda che si dovrebbe introdurre è legata al meccanismo con cui lo stato ricopre ruoli chiave e ne determina i comportamenti.

Non siamo in grado di dare un profilo etico o forse chi ha questo profilo “… non fa carriera nella pubblica amministrazione…” ma è ora di cambiare, e come si cambia? solo dando l’idea dello Stato, di comunità, di unità di intenti e di obiettivi.

Oggi mancano i Simboli, e se ci sono vengono usati strumentalmente (vedi i crocifissi), perché tendiamo a dare un significato alle figure individuali, siamo nel mezzo di un mondo individuale, carico di avatar inutili di noi stessi, di profili social che spesso per nulla rappresentano  la realtà dietro la maschera.

L’amore per il proprio paese si coltiva, non nasce spontaneo come un fungo, è un processo che inizia fin da piccoli, quando si incomincia a vedere la bandiera tricolore e ci viene da cantare l’inno nazionale.

Il luogo in cui nasce quest’amore è la famiglia, la scuola, ma se lo Stato opera per distruggere la famiglia e la scuola come possono questi due incubatori diffondere l’amore per il proprio carnefice?

Occorre cambiare, servono persone intelligenti che capiscano che lo stato deve amare per essere amato, non è difficile …

Incominciamo ad aiutare i genitori, i docenti, i dirigenti, il personale della scuola, facciamo in modo che ci sia lavoro, stipendi dignitosi per tutti, smettiamola di dare i soldi a chi non crea amore per lo stato, non è difficile …

Proviamo a fare uno sforzo e pensiamo a Cesare, cosa ci viene in mente? Roma, il diritto romano, la grandezza dell’Italica gente, l’onore, la forza, insomma tutti valori positivi.

Adesso pensiamo ad oggi e proviamo a pensare a qualche nome come Cesare, dunque, ecco, ci sarebbe, spetta, come si chiamava???, ma si l’ho qui sulla punta della lingua, ecco, ecco, aspetta, ummm …

 

 

 

 

 

 

Corrado Faletti

Direttore




Tragedia in Puglia, incidente ferroviario tra Andria e Corato: almeno 27 morti. Istituito un pool di indagine

 

Ci si chiede spesso se certe tragedie si potevano evitare  e di solito la risposta è si!

in questo caso la risposta non solo è si, ma anche sembra che sia stato fatto tutto nell’incuria generale, fondi europei non utilizzati, capo stazioni che si telefonano per chiedere se i treni sono partiti, semafori che non vanno… però i passeggeri ci sono sempre e ci vanno di mezzo.

 

Incidente su tratto a binario unico tra Andria e Corato.

LE FOTO[http://www.ansa.it/sito/photogallery/primopiano/2016/07/12/scontro-treni-come-un-aereo-caduto_4e136843-7e09-4963-b44b-8b27de3e8d8f.html]. Un bimbo estratto vivo dalle lamiere. Persone ancora intrappolate. Nella collisione uno dei duemacchinisti è morto mentre non si hanno, al momento, notizie della sorte del collega che erasull’altro convoglio. Soccorritore: “Una scena allucinante”. Renzi: “Fare chiarezza”. Il governoriferirà in Aula Senato. Mattarella: ‘Una tragedia inammissibile’. Delrio: “Faremo una commissioned’indagine” I precedenti[http://www.ansa.it/sito/photogallery/primopiano/2016/07/12/scontro-tra-treni-gli-incidenti-ferroviari-piu-gravi-in-italia_5c6854dd-1c83-4c49-9be9-182b97846cf4.html]© ANSA

Sorgente: Puglia, incidente ferroviario tra Andria e Corato: almeno 27 morti. Istituito un pool di indagine – Puglia – ANSA.it




Cable Industry Mobilizes Lobbying Army to Block F.C.C. Moves

Inviato da iPhone (Inizio messaggio inoltrato) > Da: IFTTT Action <action@ifttt.com> > Data: 12 giugno 2016 20:39:28 CEST > A: direttore@betapress.it > Oggetto: Cable Industry Mobilizes Lobbying Army to Block F.C.C. Moves > > > Cable Industry Mobilizes Lobbying Army to Block F.C.C. Moves > By CECILIA KANG > > Giants like Comcast, AT&T and Verizon oppose plans to limit broadband providers’ ability to share users’ data and to open the market for set-top boxes. > > Published in Technology on June 13, 2016 at 02:00AM > Read more on The New York Times > > > Put the internet to work for you. Turn off or edit this Recipe




Obama: nessuno meglio di Hillary per la presidenza – USA 2016

Arriva l’endorsement, e lei risponde: onorata di averti con me (ANSA)

Sorgente: Obama: nessuno meglio di Hillary per la presidenza – USA 2016




Allarme Ocse: economia ferma, l’economia globale resta fiacca, applicare riforme 

Economia Ferma: tragedia per l’Europa.

Nodi sono investimenti fermi, nuove regole e sofferenze banche. l’Europa in difficoltà fa fatica ad uscire dai suoi stessi lacci.

Sarebbe opportuno ripensare l’Europa come una federazione e non come una identità economica.

Gurria: Brexit sarebbe danno per Gb,Ue e mondo. Visco: incertezza oggi è maggiore problema planetario (ANSA)

 

 

 

Sorgente: Allarme Ocse: l’economia globale resta fiacca, applicare riforme – Economia – ANSA.it