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“Caro Dio, sono arrabbiata con te, per favore cambia il mondo” – La lettera di Nanda all’Universo

“Caro 𝗗𝗜𝗢,

𝗧𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗴𝗼 𝗶𝗹𝗹𝘂𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗹𝗲 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗴𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗻𝗰𝗵é 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗶𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗠𝗔𝗗𝗥𝗘 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗔.

𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲.”

Questo è il messaggio che il 23 dicembre Nanda Ubaldini ha scritto all’interno di una lettera indirizzata a Dio – Via della Creazione – numero Infinito – Universo.

Con Nanda moltissime altre persone in tutto il mondo hanno imbucato dalle loro città la stessa lettera con l’intenzione simbolica che i governi di tutto il mondo vengano illuminati dalla saggezza divina e prendano decisioni in armonia con le leggi universali di funzionamento della Vita e del Cosmo.

Nanda Ubaldini
L’ideatrice dell’iniziativa Nanda Ubaldini

Nanda Ubaldini è un nome noto nell’ambito della crescita personale e spirituale, nel 1987 ha fondato il primo Centro Olistico in Italia.

La prematura perdita della madre, l’abbandono da parte del padre, gli anni trascorsi in orfanotrofio, l’infedeltà seriale del marito, lincendio della casa, il furto dei gioielli e dellauto in cui si era rifugiata per dormire … hanno reso Nanda una persona arrabbiata con la vita, con la chiesa e con Dio. 

Di qui, un giorno di marzo del 1983, la decisione di scriverGli una lettera.

Una lettera a tutti gli effetti: imbustata, affrancata e spedita a un destinatario eccellente, al suo indirizzo sconosciuto. 

In essa Nanda esprime la sua rabbia e il bisogno di capire perché Dio abbia permesso alla Vita di accanirsi tanto duramente su di lei. 

La risposta non si fa attendere. Il giorno dopo la spedizione della sua missiva, la signora riceve una visita inattesa che cambierà per sempre la sua vita. 

Ecco che comincia la seconda parte della sua storia: quella della scoperta e della realizzazione del suo Scopo.

Data la gravità della situazione attuale Nanda ha pensato che, se ha funzionato per lei in passato, può funzionare anche oggi per il mondo intero. 

Il suo invito, ieri, era rivolto a ogni essere umano, a prescindere dalla religione di appartenenza e dal nome attribuito a Dio.

La Signora è sicura che la risposta arriverà e che sarà decisiva per risollevare le sorti di un mondo che sembra essere andato alla deriva.

Nel suo messaggio – pubblicato nei giorni scorsi sul profilo di Facebook – Nanda accenna alla grave situazione in cui versa il nostro pianeta, al costante flusso di notizie catastrofiche e contraddittorie a cui noi tutti siamo esposti, alla paura che domina l’Umanità intera.

Parla un po’ di sé e della sua Missione: dimostrare al mondo che tutto è possibile. Quindi invita i suoi lettori a scrivere una lettera a Dio. Tutti insieme, il 23 novembre 2021. 

Raggiungo Nanda per una breve chiacchierata sull’iniziativa che, da qualche giorno, sta facendo il giro del mondo.

Perché una lettera a Dio?

“Perché funziona: il pensiero è energia creatrice, così come il gesto che facciamo – l’atto di scrivere la lettera – e la materia – il foglio, la busta e il francobollo – che adoperiamo. Ce l’ha insegnato Giordano Bruno, che il pensiero è un atto creativo.

Perché proprio il 23 novembre?

Il giorno 23 è stato scelto per la sua energia calcolata da me con la geometria sacra.

Possono partecipare anche i ritardatari? Se sì, hai istruzioni da darci?

Certo! Chiunque voglia partecipare oggi o nei prossimi giorni, può farlo tranquillamente. Più siamo a chiedere, più aumentiamo le possibilità di ricevere. L’importante è avere fede nell’energia creatrice dell’Universo, qualunque nome le attribuiamo.

È semplice: si scrive la lettera, la si inserisce in una busta, la si affranca e imbuca o spedisce alle poste. Se vi chiedono se sia per l’Italia o per l’estero, rispondete pure che la state affidando all’Universo. Potete omettere il mittente, ma ricordatevi di affrancarla. Altrimenti costringete Dio a pagare la multa e non è carino.

Quali risultati possiamo aspettarci?

I governi saranno costretti a cambiare.

Prima di tutto perché si va a influire energeticamente nel campo elettromagnetico della bioenergia universale.

Poi perché, tutti insieme, possiamo mandare in tilt il sistema. Le poste, impossibilitate a gestire moltissime lettere spedite a un indirizzo ignoto, potrebbero trovarsi in grave difficoltà.

Funziona così: noi arrechiamo un danno alle poste, le poste arrecano un danno allo Stato, lo Stato se la prende con noi e noi ci rivolgiamo a Dio perché lo Stato non ci aiuta. Semplice.

Con quali ragioni sei riuscita a convincere le persone a partecipare?

Innanzitutto scrivendo una lettera a Dio non invadi le strade e non danneggi le attività commerciali, costrette a fermarsi quando passa il corteo dei manifestanti. Non prendi acqua e freddo in caso di maltempo. Lo fai da casa tua: scrivi la tua preghiera, vai in posta e la spedisci. E poi, Gandhi ha sconfitto l’impero britannico da solo, fermando l’India. Noi facciamo lo stesso mandando in tilt le poste. Non serve andare in piazza a farsi dare il foglio di via o a farsi picchiare. La nostra è una protesta concreta che non danneggia nessuno, tranne le poste. Chi ci può accusare? La chiesa non ci può attaccare, perché stiamo scrivendo a Dio. Neanche il governo può dirci nulla. La gente disperata decide di rivolgersi direttamente a Dio invece che al proprio governo. E allora?”

Il messaggio di Nanda Ubaldini è già stato tradotto in diverse lingue e ha raggiunto, tra le aree più lontane, la Cina, l’India, il Giappone e le Americhe.




“Grazie Big Brother”, l’eterna attualità di Orwell in due nuove riedizioni

Gribaudo celebra l’attualità dei due capolavori di Orwell, “1984” e “La Fattoria Degli Animali”, affidandone la curatela dell’Edizione “Luxury” a Paolo Borzacchiello.  

Ed è proprio Borzacchiello, linguista, ricercatore scientifico ed esperto di interazioni umane, a impreziosire i due libri con letture critiche a mo’ di prefazione e riflessioni finali a suggellarne il Valore universale, senza tempo.

Le due opere distopiche – pubblicate per la prima volta nel 1945 e nel 1948 – nate come satira del regime totalitario di Stalin, sembrano trascendere il tempo e lo spazio fino a raggiungere oggi chi è pronto a ingerire la “pillola rossa” che, come nel film Matrix, dà inizio all’avventuroso viaggio che lo porterà a conoscere la Verità. 

Libri o scuola?

L’Autore de “La Parola Magica” ci offre un’originale, incantevole chiave di lettura.

“1984”, incorniciato dalle parole di Paolo Borzacchiello, diventa un vero e proprio “Corso di Creazione della realtà”!

Analogamente, “La Fattoria degli Animali” si trasforma in un “… immaginario corso di formazione dedicato alla persuasione, tenuto dagli animali che abitano la fattoria, per imparare tutti i segreti che ci possono essere utili sia quando si tratta di persuadere gli altri, sia quando si tratta di evitare che siano gli altri a menarci per il naso.” (Dalla prefazione de “La Fattoria degli Animali”)

La parola al Curatore

Raggiungo Paolo Borzacchiello (Curatore) per una breve intervista sui due nuovi Orwell, tradotti da Franca Cavagnoli e impreziositi dalle illustrazioni di Marco Galli (1984”) e di Resli Tale (La Fattoria Degli Animali”).

Chi ha avuto l’idea di affidarti la cura dei nuovi Orwell e perché? 

P. B.: “L’editore Gribaudo mi ha chiesto la lettura critica di Orwell perché sa che ho un approccio molto rigoroso e scientifico sia al tema dell’intelligenza linguistica, sia al tema delle interazioni umane. Poiché ho già pubblicato con loro alcuni libri di successo, hanno pensato che Orwell fosse materia per me. Anche perché mi occupo spesso di commentare i politici … e soprattutto ‘La Fattoria Degli Animali’ sembra la descrizione di quel che è successo negli ultimi anni in Italia …”

“In che modo, a tuo avviso, il Messaggio di questo libro è attuale?” 

P. B.: La Fattoria Degli Animali, così come 1984, sono ormai libri di cronaca. Viviamo in un mondo in cui la libertà di parola è fortemente limitata, pena l’espulsione dai social o le aggressioni verbali tramite social.

In più viviamo in un’epoca in cui i privilegi politici sono sempre e comunque all’ordine del giorno, anche per chi li criticava e li voleva combattere. Il sistema vince sempre, a quanto pare. E Orwell lo sapeva”.

Quali sono, a tuo parere, le differenze e le similitudini fra le strategie di propaganda di ieri e quelle di oggi, fra le tecniche di manipolazione e persuasione di allora e dell’epoca attuale?

P. B.: Esattamente sempre le stesse. I regimi totalitari hanno basato il loro successo sulla ripetizione di concetti chiave, ripetuti a pappagallo da tutti. Oggi capita lo stesso, con i copia e incolla dei post sui social. La differenza vera è la rapidità con cui si diffondono messaggi e notizie. Poi, ora come allora, abbiamo qualcuno che ci dice cosa dire e cosa no, chi è buono e chi è cattivo. Sempre la stessa storia. Vestita meglio.

Ogni animale del romanzo rappresenta un personaggio del regime totalitario staliniano. Quali attori dellattuale scenario politico-sanitario potrebbero nascondersi, a tuo avviso, sotto il velo allegorico degli animali della fattoria?
In altre parole: quali personaggi sceglieresti (in Italia o nel mondo) per impersonare Vecchio Maggiore, Napoleon, Palla di Neve, Clarinetto, Beniamino e Boxer?
 

P. B.: “Preferisco glissare su questa domanda e lasciare che il lettore si diverta a fare questa identificazione. Dico solo, come stimolo, che leggendo le vicende di Napoleon che stigmatizza i comportamenti umani e poi li assume tutti, uno dopo l’altro, mi viene in mente un certo Ministro che disprezzava le auto blu prima di essere eletto e poi ha immediatamente iniziato a usarle … Dalle foto in metropolitana, insomma, a quelle sui macchinoni.” 

Qual è secondo te il Messaggio attualizzato della ‘Fattoria’, in un aforisma?

P. B.: “Mi viene in mente il concetto di ‘parlare bene e razzolare male’. Razzolare, appunto.”

… E il Messaggio che, trascendendo le attuali polarizzazioni delle masse, potrebbe risultare vincente nel rendere lEssere Umano consapevole del proprio ruolo nella creazione di un mondo nuovo e libero?

P. B.: “Penso che il messaggio sia ‘Sei le parole che usi, diventi le parole che scegli’. Al quale aggiungo: ‘Più parole hai, più libero sei’”. 

Qual è per te il Valore chiave per uscire dalla ‘Fattoria’ una volta per tutte (ammesso che sia possibile che il ciclo non abbia più a ripetersi?)

P. B.: “‘Conoscenza’. Se noi impariamo a capire come funziona davvero la manipolazione delle persone attraverso il linguaggio e il comportamento, allora possiamo liberarci dal giogo.”

Morale …

A quanto pare, chi non ha appreso la Lezione la ripete.

Lezione magistralmente riassunta dal curatore nelle ultime righe della sua lettura critica a “1984”: “Credo che questa sia, alla fine, la lezione più importante che vuole offrirci Big Brother: con calma, con le parole giuste e con un podi pazienza, possiamo ottenere tutto quello che desideriamo … Pretendiamo tutto. Big Brother ci insegna che lo possiamo avere. Che il lieto fine esiste. Che tutto è possibile. Grazie, Big Brother.”

http://https://betapress.it/la-conoscenza-rende-liberi/

http://https://www.thesocialpost.it/2021/06/07/censura-dei-follower-istagram-facebook-paolo-borzacchiello-la-parola-magica/




Il diritto di non esibire il Green Pass – Il ricorso, APERTO A TUTTI E GRATUITO, dello studio legale Caristi

Utile o no, quanto è lecito in Italia chiedere di presentare il green pass per accedere al proprio luogo di lavoro o per fruire dei servizi propri della vita sociale e di relazione?

Abbiamo scritto più volte che era quantomeno paradossale questa gestione del Green Pass, vedi nostri articoli, ma finalmente qualcuno agisce senza lucrarci sopra ma solo per il gusto di difendere il diritto dei cittadini.

L’avvocato Caristi del foro di Messina non è nuovo ad iniziative di clamore mediatico, essendo uno dei pochi avvocati italiani ad aver vinto cause contro il colosso GOOGLE, per la difesa della reputazione e della privacy sul web.

Lo Studio Legale Caristi ritiene che questa gestione del green pass non sia lecita e, per difendere le vittime di questo presunto abuso, ha predisposto un ricorso d’urgenza, ex art. 39 del Regolamento della Corte, indirizzato alla Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) avverso le conseguenze della normativa interna introduttiva dell’obbligo di esibizione della c.d. Certificazione Verde, sui luoghi di lavoro e nella vita sociale.

 

“In considerazione delle ragioni etiche e morali sottese alla proposizione del ricorso – afferma l’avv. Andrea Caristi – lo stesso viene assunto dallo Studio Pro Bono e, pertanto, non sono previsti costi di adesione, LO FACCIAMO PERCHE’ RITENIAMO CHE I DIRITTI NON ABBIANO PREZZO!!”

 

L’adesione è aperta a tutti, e per aderire, sarà necessario inviare all’indirizzo email cedu@caristi.it i dati personali e la scansione di un documento di identità in corso di validità, specificando la propria attività lavorativa e allegando un documento che comprovi che l’attività è svolta in Italia.

Le adesioni saranno raccolte fino alle ore 12 del 18 novembre p.v.

Poiché in base al numero di partecipanti potranno variare le modalità di presentazione del ricorso, alla chiusura delle adesioni, lo studio legale Caristi invierà il documento – procura o formulario di ricorso – da sottoscrivere e, quindi, re-inviare per posta anticipandone scansione per email.

per comunicare la propria adesione scrivere a  cedu@caristi.it

per rispondere ad eventuali quesiti è stato messo a disposizione l’indirizzo email: segreteria@caristi.it




CCEditore supporta Al Zawija per la formazione dipendenti

Sì è conclusa la bella esperienza di due dipendenti della società petrolifera libica Al Zawija venuti in Italia per seguire un corso di specializzazione in Gas Processing and Conditioning.

Si tratta del primo di una serie di corsi che i dipendenti della società petrolifera libica verranno a seguire in Italia.

Tra il 2021 e il 2022 si attendono già più di 200 studenti.

consegna attestati
gli studenti con il presidente di CCEditore prof. Corrado Faletti e la tutor dott.ssa Stefania Pagani

Il merito dell’avviamento di questo percorso va riconosciuto anche all’onorevole Ambasciatore dell’ambasciata di italiana a Tripoli ed a tutti i suoi collaboratori  che nei lunghi mesi di organizzazione hanno seguito le richieste di visto e hanno sempre vigilato e verificato con responsabilità.

Il progetto è il frutto dell’accordo tra il gruppo editoriale CCEditore e la Società Petrolifera libica Al Zawija.

La società petrolifera mette a disposizione dei propri dipendenti  cicli periodici di formazione e aggiornamento presso enti di formazione accreditati in Europa ed in tutto il mondo.

Il corso si è svolto a Milano presso i locali di UniTre.

CCEditore grazie alla sua ventennale esperienza ha potuto mettere a disposizione della compagnia un catalogo con oltre 100 corsi professionalizzanti ed un nutrito gruppo di istituti tecnici con i laboratori di riferimento. 

I prossimi corsi si svolgeranno in diverse regioni italiane e vedranno coinvolte aziende e centri di formazione.




Le maestre che non hanno paura dei libri

Come sarebbe se i nostri figli potessero studiare su dei libri di testo fatti apposta per loro?

Dei libri di testo che rispettino le loro inclinazioni, la loro territorialità, la loro cultura e il loro modo di imparare.

Come sarebbe se i professori, le persone che conoscono gli studenti e sanno di cosa hanno davvero bisogno e come, scrivessero i libri per i propri studenti?

In effetti, da qualche anno, le scuole più all’avanguardia hanno aderito ad un progetto dedicato e si sono trasformate in case editrici per pubblicare i propri libri di testo.

E così ragazzi delle scuole secondarie e superiori hanno scoperto, con profitto, quanto sia diverso e migliore studiare su dei libri scritti apposta per loro; le famiglie, non dovendo pagare tutta la filiera dei libri di testo pubblicati dalle case editrici commerciali, hanno risparmiato fino al 200% delle spese per i libri; i docenti hanno accresciuto le proprie competenze grazie al riconoscimento dei punteggi dovuti alla pubblicazione di un libro e le scuole hanno avuto una ulteriore crescita di prestigio agli occhi della comunità.

La pubblicazione dei propri libri di testo è oggi per molte scuole una svolta positiva e fruttuosa nel proprio percorso formativo e didattico.

Mancava ancora un passo: nessuno aveva avuto l’ardire di scrivere un libro per le scuole primarie.

La principale perplessità era dovuta allo sforzo che le maestre avrebbero dovuto fare per trovare il sistema comunicativo più adatto.

Quest’anno, due maestre dell’Istituto comprensivo “Ildovaldo Ridolfi” – Tuscania (VT) diretto dalla DS Paola Adami, hanno superato loro stesse e i timori di chi non osava e hanno scritto e pubblicato all’interno della collana della propria scuola Bentornati a Scuola, il libro di testo per gli studenti della scuola primaria.

Le due pioniere sono le maestre Elisabetta Corona e  Elisa Buzzi e noi le abbiamo incontrate.

Intervista alle maestre Elisabetta Corona e  Elisa Buzzi

Maestre Elisabetta Corona e Elisa Buzzi
Maestre Elisabetta Corona e Elisa Buzzi

Maestre, qual è il vantaggio di scrivere in prima persona il libro per i propri studenti?

Scrivere un libro di testo rappresenta una sfida che ci ha aiutate a crescere professionalmente, mettendoci in gioco e pensando ad una modalità di fare scuola che ci potesse aprire alla sperimentazione e al continuo confronto.

Il nostro augurio è quello di creare un ambiente (l’Istituto Comprensivo di Tuscania) dove sia possibile sperimentare e “creare cultura” così da essere resiliente verso gli alunni, le famiglie ed il paese tutto.

Il libro ideale a cui abbiamo pensato fin da subito non è un prodotto chiuso e finito, ma una sorta di filo rosso che possa legare diversi argomenti. Rappresenta per docenti e alunni un punto di riferimento e al tempo stesso un punto di partenza.

Non può essere esaustivo, pur contenendo le conoscenze fondamentali (quelle previste dalle ​Indicazioni nazionali​).

È un canovaccio che si scrive con e per gli studenti ed è un modo per comunicare con loro. È un contenitore di informazioni, processi, linguaggi, relazioni; una base modellabile, espandibile; una rete, una piattaforma, un processo di scrittura e di apprendimento.

Inoltre, rispetto al libro cartaceo, permetterà una serie di interazioni e conterrà espansioni costituite da contenuti digitali.

Aderire a quest’idea per noi ha significato credere nella possibilità di ‘scrivere’ assieme ai bambini una parte di quella conoscenza che si apprende nei libri e renderli attivi nella rielaborazione dei contenuti, superando la didattica trasmissiva.

E’ così possibile lavorare sulle competenze e non solo sull’acquisizione di conoscenze con una marcia in più: attualizzare i contenuti, con la trattazione di temi legati al territorio, alla sua storia e alle sue tradizioni, ma anche personalizzarli con temi legati ai bisogni di approfondimento della classe.

Quali elementi ha tenuto in considerazione scrivendolo il libro?

Abbiamo ritenuto opportuno elaborare percorsi didattici che, discostandosi dalla linea interpretativa del singolo libro di testo, offrissero approfondimenti più calibrati sui bisogni degli alunni, al contempo valorizzando la professione docente e la personalizzazione dei percorsi di apprendimento, sulla base delle specifiche del contesto in cui operiamo.

Abbiamo cercato così di superare il limite dei manuali scolastici, che spesso vanno bene per una parte della classe, ma che ovviamente non possono tener conto del contesto sociale e culturale in cui vengono utilizzati.

Perché i libri già pubblicati non soddisfavano le vostre esigenze?

Nello scorso anno scolastico abbiamo applicato, tra gli altri, il Metodo Venturelli coniugato con il metodo sillabico per l’apprendimento della letto-scrittura e il Metodo Analogico ideato da Camillo Bortolato per imparare i numeri e il calcolo.

Dato che il libro di testo per la classe prima proponeva differenti metodologie, a volte contrastanti con le linee seguite, lo scorso giugno abbiamo portato in Collegio dei docenti la proposta di adozione per la classe seconda di un testo  più aderente alle nostre esigenze; il Collegio non ha approvato la richiesta, così siamo ricorse alla facoltà (cfr. ​Nota protocollare MIUR n. 2581 del 9 aprile 2014), in virtù della libertà di insegnamento, di adottare un libro autoprodotto in sostituzione dei volumi delle case editrici, in formato sia cartaceo che digitale (art. 6, c. 1, legge n. 128/2013​).

Cosa le è piaciuto del progetto Gutenberg?

Grazie alla collaborazione tra il nostro Istituto Comprensivo e il Gruppo Editoriale Currenti Calamo, Ente di formazione accreditato Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca, abbiamo potuto realizzare il testo didattico autoprodotto e ci è stato possibile fornire alle famiglie un manuale economicamente accessibile e funzionale all’apprendimento.

Con il Progetto Gutenberg abbiamo potuto promuovere la progettazione e la sperimentazione di un percorso formativo centrato sulle competenze, favorire comportamenti proattivi, introdurre gli alunni all’uso del Digitale, motivarli utilizzando una molteplicità di linguaggi, attualizzare i contenuti con la trattazione di temi legati al territorio e alla realtà che li circonda, nonché promuovere un approccio metodologico dell’insegnamento di tipo laboratoriale, che metta al centro dell’attenzione il bambino.

Un ringraziamento particolare va alla nostra Dirigente Scolastica, Prof.ssa Paola Adami, che ci ha sempre sostenute, consigliate ed accompagnate in questo impegnativo ed entusiasmante percorso.

 

 

Agrario Pavoncelli Cerignola: libri alla portata di tutte le famiglie

 

Eccellenza e primati per la scuola IC Ridolfi di Tuscania

 

Pio Mirra, DS Pavoncelli Cerignola: come noi sempre più scuole pubblicano i propri libri

 

La scuola pugliese che pubblica i suoi libri di testo e fa risparmiare le famiglie

 

 




Eccellenza e primati per la scuola IC Ridolfi di Tuscania

 

È di Tuscania la prima scuola che scrive i libri per i propri studenti della scuola primaria.

Ogni anno ogni famiglia spende per ogni figlio in età scolare tra i 300 e i 400 euro per i soli libri di testo.

Con l’arrivo dell’autonomia scolastica, alcune scuole si sono organizzate tramite appositi progetti e si sono “trasformate” in vere e proprie case editrici pubblicando i propri libri di testo.

Questa scelta ha portato notevoli vantaggi per chi la ha adottata.

Chi ha aderito al progetto Gutenberg ha fatto risparmiare alle famiglie fino al 200% della spesa per i libri di testo, ha permesso ai docenti autori dei libri di tesaurizzare punteggi utili per le graduatorie, ha consentito agli studenti di studiare su programmi e metodologie completamente dedicati.

Studenti di scuole medie e licei, istituti tecnici e specialistici hanno goduto dei benefici di questa attività di eccellenza della scuola.

Fino ad oggi, accertato che la scelta di pubblicare i propri libri di testo è la più conveniente per famiglie, docenti, scuola, studenti e comunità, era rimasta una unica perplessità:

è possibile utilizzare questo sistema anche per la primaria?

La risposta è sì e l’ha data l’istituto Comprensivo Statale Ildovaldo Ridolfi di Tuscania (VT) grazie allo spirito di intraprendenza della DS Paola Adami e della dedizione delle maestre Elisabetta Corona e Elisa Buzzi a cui abbiamo chiesto di raccontare la loro scelta.

Il racconto della DS

DS Paola Adami
DS Paola Adami

Dirigente, come è nata la decisione di creare e pubblicare i propri libri di testo?

Grazie alla rete degli istituti ITA senza frontiere sono venuta a conoscenza del progetto Gutenberg: il collega Pio Mirra ha realizzato un’intera collana di libri di testo per le classi del biennio dell’istituto tecnico agrario ed ha condiviso con tutte le altre scuole della rete nazionale.

Mi sono incuriosita e ho iniziato a pensare se non potessimo fare anche noi qualcosa del genere.

Da DS, cosa si prova a pubblicare un libro scritto dai propri docenti?

Da Ds pubblicare un libro scritto dai propri docenti è una vera emozione: comprendi che stai lavorando con professionisti seri che hanno il desiderio ed il coraggio di mettersi in gioco, senza contare il vantaggio di avere un vero valore aggiunto all’interno dell’istituto che dirigi.

Come hanno accolto i docenti l’idea di pubblicare un libro per I propri studenti?

Le docenti coinvolte hanno accolto con vero entusiasmo l’idea di pubblicare un libro che servisse veramente ai loro studenti.

Cosa augura ai suoi studenti per il nuovo anno scolastico?

A tutti gli studenti auguro di iniziare un  bellissimo viaggio alla scoperta della conoscenza  all’insegna della fantasia!

La dirigente scolastica Paola Adami non è nuova all’innovazione, infatti nella sua scuola, l’Agrario F.lli Agosti di Bagnoregio ha avviato progetti importanti come le coltivazioni innovative, i negozi bio-qualitativi, i progetti di scrittura creativa e via dicendo; un vero e proprio vulcano di innovazione.

La DS Paola Adami è inoltre presidente di una delle più importanti reti di scuole italiane, ovvero quella degli istituti agrari, la rete Itasenzafrontiere.

 

 

Bagnoregio e la scrittura creativa

 

Pio Mirra, DS Pavoncelli Cerignola: come noi sempre più scuole pubblicano i propri libri

 

Agrario Pavoncelli Cerignola: libri alla portata di tutte le famiglie

 

Agrario Pavoncelli Cerignola: libri alla portata di tutte le famiglie

 

 

 

 




Pio Mirra, DS Pavoncelli Cerignola: come noi sempre più scuole pubblicano i propri libri

Ormai sono sempre di più che scuole che hanno deciso di produrre e pubblicare in autonomia i libri per i propri studenti.

Prof. Pio MirraNella storia di questo progetto, il precursore dei tempi è il Prof. Pio Mirra, notissimo Dirigente Scolastico dell’Istituto Pavoncelli di Cerignola in provincia di Foggia.

Si chiamo Progetto Gutenberg e permette alle scuole di creare una propria collana editoriale riconosciuta.

Le scuole che decidono di aderire al progetto Gutenberg sono le più all’avanguardia, quelle più attente alle proposte della modernità e che vogliono offrire ai propri studenti e alla propria comunità lo strumento di formazione più adatto a loro.

Dal nord a sud i docenti, supportati dai Dirigenti Scolastici illuminati, si impegnano per preparare i propri studenti nel modo più diretto e preciso,

Ovviamente per ogni grande tendenza ci sono sempre i precursori.

I vantaggi di una scelta di questo genere per la scuola sono molteplici:

  • gli studenti possono studiare su testi dedicati esattamente a loro
  • le famiglie risparmiano ogni anno più del 70% sulle spese sei libri di testo, i dati di tre anni di attività parlano di una riduzione da 350 euro a 80 euro a carico delle famiglie
  • i docenti guadagnano punteggio nelle graduatorie ministeriali grazie alla pubblicazione di un testo,
  • il territorio viene valorizzato nella sua storia grazie ai programmi specifici
  • la scuola che aderisce a un progetto di tale attenzione agli studenti acquisisce prestigio.

Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali molti Dirigenti Scolastici hanno scelto di aderire al progetto Gutenberg.

L’IISS Pavoncelli nel 2016/2017 è stato il primo istituto scolastico  ad aderire al progetto Gutenberg, proposto da Currenti Calamo Editore e creando una collana  editoriale dedicata interamente al biennio.

Negli anni la scuola ha continuato a lavorare per incrementare il suo catalogo e quest’anno accoglie l’ultimo arrivato: “L’ABC di Disegno e Tecnologie” edito da CCE Currenti Calamo Editore.

Si tratta ancora di un testo in uso nel biennio obbligatorio, autoprodotto dai docenti, in formato cartaceo e digitale, curato nel progetto grafico da La Plume di Cerignola.

Il testo completa l’adozione libraria del biennio e porta a 16 volumi la collana editoriale del Pavoncelli.

I testi, in formato cartaceo e digitale, sono stati un valido aiuto per gli studenti soprattutto in un anno e mezzo di “didattica a distanza”.

Per il nuovo anno scolastico il “team ebook” di istituto sarà impegnato ai dovuti aggiornamenti dei testi in adozione in collaborazione con gli studenti, gli auguriamo, tutti in presenza.

 

La scuola pugliese che pubblica i suoi libri di testo e fa risparmiare le famiglie

http://https://youtu.be/NKrGFOrjEu8

Sdidatticamente parlando… ovviamente a distanza.

GIOVENTU’ INVISIBILE, SCUOLA E PROMESSE…




Perché studiare? Betapress coinvolge i docenti

Della scuola, per ora, si parla tanto.

Si parla di green pass, di vaccini, di convocazioni, di aule, di DAD di DIP, di INVALSI di decine di aspetti t4ecnici e burocratici.

Della scuola, per ora, si parla tanto

C’è una cosa di cui non si sta parlando molto e, se ci fermiamo a rifletterci per un attimo, sembra quasi incredibile.

Non si parla della bellezza dello studio, del motivo per il quale i ragazzi, dovrebbero andare a scuola e studiare.

Noi di Betapress abbiamo chiesto ad alcuni docenti di raccontarci il motivo per cui studiare la propria materia perché siamo convinti che la passione è un ottimo strumento di divulgazione culturale.

Fino ad ora abbiamo visto perché studiare francese, perché studiare fumetti  e perché studiare italiano.

Abbiamo raccolto altre opinioni che saranno presto on line.

 

Poiché il nostro è un giornale fortemente orientato alla scuola che si espone per i suoi diritti e ama raccontarne gli aspetti belli, ci teniamo a coinvolgere i docenti chiedendo loro un piccolo video.

Non importa che una materia è già stata argomentata: i motivi per cui studiare sono talmente tanti e talmente articolati che più contributi raccoglieremo, meglio sarà.
Per partecipare al progetto scrivi a info@betapress.it oggetto “perché studiare”

 




Scusaci piccola K. – la studentessa di II media si è tolta la vita

Il bullismo uccide.

La solitudine uccide.

La mancanza del sostegno, di supporto, di comprensione, uccide.

Quando un solo membro della comunità cede, l’intera società accusa il colpo del fallimento.

A volte pensiamo sia inutile dedicare tanto spazio all’informazione se poi al momento di agire nessuno fa niente.

Altre volte si cerca di fare il possibile ma alla fine la vittima non trova la forza di andare avanti.

Oggi in redazione abbiamo ricevuto una notizia terribile: la piccola K. , studentessa  dell’Istituto Laparelli di Roma si è tolta la vita nella solitudine della sua cameretta.

La nostra redazione aveva conosciuto la narrazione della sua storia nel corso delle ricerche sulle segnalazioni che avevamo ricevuto e che hanno portato poi alla pubblicazione di alcuni articoli sulla scuola.

Ci uniamo al dolore della madre e della famiglia e piangiamo con voi tutte le ingiustizie subite.

Scusaci PICCOLA K., avremmo dovuto combattere di più, ma ti promettiamo che in tuo nome andremo fino in fondo per verificare perché sei stata lasciata da sola.

Betapress non si fermerà, in nome della piccola K.

 

 

per tutti i nostri lettori consigliamo di seguire questo corso sul bullismo, completamente gratuito, che aiuta a capire il fenomeno:

 

il bullismo

 

oppure potete vedere i video sul canale betapressTV a cui vi suggeriamo di iscrivervi.

 

Quante verità ha il Laparelli?

 

Istituto Laparelli di Roma – c’è chi scrive e chi no

 

 




Tutte le risposte sui concorsi scuola

Che ne sarà dei precari del mondo scuola?
Come si svolgeranno i concorsi per la scuola?
Quando?

Da mesi docenti, abilitati e precari di ogni tipo seguono le notizie più svariate nella vana speranza di capire quali saranno le posizioni definitive del governo:

  • ci sarà il concorso?
  • Quando?
  • Quali saranno le prove?
  • Entro quando si dovranno conoscere i risultati?
  • E gli abilitati?
  • L’anno scolastico 2021/2022 come sarà organizzato?

Finalmente abbiamo le prime risposte decisive.

Il neo approvato decreto sostegni bis del governo Draghi, affronta le misure semplificate per i precari,  regolarizza i concorsi per l’insegnamento e le misure sul precariato scuola.

Lunedì 24 maggio alle h 18,00 sul canale YouTube BetapressTV, Chiara Sparacio intervisterà  l’avv. Maurizio Danza.

L’avv. Danza, Prof. Diritto dell’istruzione e Ricerca Internazionale Università Isfoa, spiegherà il decreto sostegni bis e risponderà alle domande del pubblico.

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Concorso a Cattedra, ridicolmente infernale…