Tetti verdi, una strategia per città più vivibili
Tetti verdi, una strategia per città più vivibili
Dal 2026, in Italia, i tetti verdi saranno incentivati per privati, con detrazioni fiscali.
Questa tecnica, usata storicamente in Nord Europa per isolare le abitazioni, offre benefici ambientali, economici e sociali, mitigando le isole di calore urbane e migliorando l’efficienza energetica.
Bioedilizia e tetti verdi
Le notizie più recenti del 2026 confermano una vera e propria rinascita dei tetti erbosi.
La finalità è la salvaguardia dei siti storici del Nord Europa con l’introduzione di nuovi obblighi normativi e incentivi legati alla bioedilizia in Italia.
Le nuove norme e incentivi in Italia (2026)
Il nuovo Decreto CAM
Dal 1° febbraio 2026, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) impongono l’uso di tetti verdi o coperture ad alta riflettanza sulle coperture piane pubbliche.
Chi installa un tetto verde sulla propria abitazione nel 2026 può detrarre il 50% delle spese (fino a 96.000 €) come manutenzione straordinaria sull’involucro edilizio.
Il dibattito sulla conservazione delle storiche “Turf Houses”.
In Islanda e nelle Isole Faroe, l’architettura vernacolare delle case di torba è al centro di una riscoperta globale per il design sostenibile.
Gli esperti tuttavia sottolineano la difficoltà di restaurarle accuratamente.
L’antica tecnica di stratificazione manuale è un’arte tramandata senza manuali scritti.
I nuovi boutique hotel in Islanda stanno integrando il concetto di parziale interramento e spessi muri di torba per integrarsi nell’ambiente e abbattere i consumi.

Le loro origini
Questa tecnica fu introdotta nel nono secolo dai coloni provenienti dal nord, primi dei quali furono i Vichinghi, per contrastare in modo adeguato i climi rigidi invernali tipici di queste latitudini.
In Norvegia, Irlanda, Scozia, Olanda e Groenlandia la pratica di ricoprire i tetti di “turf” fu usata per realizzare abitazioni per le persone più povere.
In Islanda invece la tecnica del tappeto erboso fu introdotta per tutti i tipi di edifici e per tutte le classi economiche. E quindi dalle residenze dei capi a quelle dei contadini, dagli edifici religiosi ai ricoveri per gli animali.
Proprio per questo motivo, sono state dichiarate Patrimonio Unesco.
Sono un eccezionale esempio di “architettura vernacolare” (dal latino vernaculum, tutto ciò che era realizzato localmente).

L’evoluzione nel tempo
Nel corso degli anni, queste abitazioni hanno subito un’evoluzione nella forma e si sono adeguate al contesto e al mutare delle esigenze.
Inizialmente avevano una forma allungata stile nordico e venivano utilizzate per lavorare e dormire.
In seguito vennero introdotti un corridoio centrale e una parte sopraelevata adibita a zona notte ben riscaldata e isolata dall’ingresso.
Una soluzione naturale pensata per offrire benefici ambientali, economici e sociali in linea con le esigenze delle città contemporanee.

Che cosa è il tetto verde
Un tetto verde è una copertura di un edificio, piana o inclinata, rivestita da uno strato di vegetazione.
A differenza dei tetti tradizionali, rifiniti con materiali inerti come tegole o asfalto, si caratterizzano per la presenza di piante erbacee, graminacee o arbusti.
Uno degli effetti più importanti delle coperture verdi è la mitigazione delle isole di calore.


Soluzioni urbane contro il caldo
Mitigazione climatica
Recenti studi confermano che i tetti verdi urbani riducono l’effetto “isola di calore”, abbassando le temperature estive dell’aria circostante fino a 3 °C e trattenendo l’acqua piovana.
Nei mesi estivi, le superfici vegetate possono ridurre la temperatura dell’aria circostante anche di 3 °C.
Inoltre, rispetto ai tetti tradizionali, sono in grado di abbassare la temperatura delle coperture fino a 25 °C.
Questi benefici dovrebbero tradursi in un significativo risparmio energetico, in alcuni casi stimato persino al 60%, migliorando l’efficienza complessiva degli edifici e contribuendo alla riduzione delle emissioni.
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