Settembre 13, 2026

Con gli Etruschi “in Olanda”, Cortona celebra il suo passato

Grifo con iscrizione tinscvil sul lato destro del corpo, bronzo, IV secolo a.C., Rijksmuseum van Oudheden di Leida

Grifo con iscrizione tinscvil sul lato destro del corpo, bronzo, IV secolo a.C., Rijksmuseum van Oudheden di Leida

Con gli Etruschi in Olanda, Cortona celebra il suo passato 

Il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona presenta la mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”.

L’esposizione celebra lo storico legame tra Cortona e la città di Leiden, in Olanda, nel segno della cultura etrusca e della collaborazione internazionale. 

La mostra sarà aperta dal 6 dicembre 2025 al 15 marzo 2026.

Il MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona presenta la mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”.

Con la mostra al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona  (Il MAEC) “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”, si celebra il passato etrusco di Cortona ed il legame storico con la città olandese di Leiden e il ritorno di preziosi reperti etruschi (parte della Collezione Corazzi) dall’Olanda.

Cortona etrusca

Cortona, uno dei borghi più belli d’Italia, terra di numerose leggende, è un piccola città accogliente posta sul rilievo montuoso della Valdichiana.

È stata un importantissimo centro etrusco.

La presenza degli antichi insediamenti è caratterizzata ancora oggi, con 2 km di mura risalenti al V secolo a.C.

È un borgo molto pittoresco per via della sua architettura tipicamente medievale, fatta di antichi palazzi, vicoli stretti e acciottolati, piccole botteghe artigiane e trattorie tipiche toscane.

Veduta di Cortona
Veduta di Cortona

Il nome di Cortona è attestato in etrusco nella forma Curtun, in una iscrizione votiva in bronzo del III secolo a.c., rinvenuta proprio in città.

Le indagini archeologiche mostrano come la società etrusca abbia attraversato una trasformazione complessa.

L’analisi delle necropoli evidenzia il passaggio da una comunità relativamente uniforme a una società stratificata, in cui emerge un’aristocrazia potente.

Parallelamente, l’urbanizzazione etrusca procedeva con la fondazione di nuovi centri e l’ampliamento di insediamenti già esistenti. Questo sviluppo urbano è indice della crescente capacità delle élite di controllare territori, attivare reti commerciali e promuovere attività artigianali.

.Veduta di Cortona dal MAEC

Veduta di Cortona dal MAEC

Sono esposte circa 150 opere, incluse 10 bronzi etruschi provenienti dal Rijksmuseum van Oudheden di Leiden, che erano parte della storica Collezione Corazzi.

La restituzione temporanea di importanti reperti etruschi cortonesi

La mostra è un evento di rilievo internazionale, organizzato in collaborazione con il museo olandese, per riscoprire la modernità degli Etruschi e valorizzare il patrimonio locale di Cortona.

Il fulcro dell’esposizione è la restituzione temporanea di importanti reperti etruschi della Collezione Corazzi, provenienti dal Rijksmuseum di Leiden.

Un ritorno simbolico a Cortona, luogo d’origine dei manufatti, che rappresenta un atto di memoria e una nuova forma di cooperazione culturale tra Italia e Paesi Bassi.

Come nel 1985, anche questa mostra intende generare partecipazione, dialogo e consapevolezza collettiva sul valore del patrimonio storico e artistico. L’iniziativa anticipa inoltre le celebrazioni per i 300 anni dell’Accademia Etrusca di Cortona (1727–2027),

Il progetto espositivo, promosso dal Comune di Cortona e dall’Accademia Etrusca, in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leiden, segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio archeologico della città toscana.

Si celebra infatti la ricorrenza dei 40 anni della nascita del progetto culturale “Progetto Etruschi” del 1985 e il forte legame tra Cortona e Leiden, mostrando l’evoluzione dell’ archeologia e l’importanza di Cortona come centro culturale.

Gli anni Ottanta del secolo scorso segnano un momento chiave nella storia culturale della Toscana e dell’Italia: l’archeologia, da conoscenza per pochi, iniziò un percorso di maggiore condivisione pubblica.

Il Rijksmuseum van Oudheden di Leiden

Il museo di Leida mostra  elementi comuni con l’Accademia Etrusca cortonese e le sue raccolte: come essa predilige ogni aspetto della cultura e della produzione artistica, frutto delle varie epoche storiche e delle varie tipologie sociali, ed esercita ogni possibile forma di tutela e valorizzazione delle proprie collezioni.

Il museo fu fondato ufficialmente nel 1818 da re Guglielmo | dei Paesi Bassi.

Tra il 1996 e il maggio 2001, il Museo di Leida organizzò importanti mostre all’estero, anche in Italia.

Oggi l’istituto ospita complessivamente circa 150.000 oggetti, tra i quali una delle più ampie collezioni di reperti archeologici dell’Antico Egitto al mondo. Vi sono inoltre sezioni dedicate al mondo greco, etrusco e romano e una sezione dedicata all’archeologia dei Paesi Bassi, dalla Preistoria al Medioevo.

Come per il museo di Cortona, a Leiden, accanto a documenti della cultura locale sono presenti elementi tipici di altre culture, dando forza alla dimensione universale del concetto di bene culturale.

Archeologia e collezionismo nel Settecento

La mostra ripercorre, attraverso cinque sezioni, l’evoluzione del pensiero archeologico e del collezionismo dal Settecento a oggi. Si parte dalla saletta Tommasi con il «Progetto Etruschi – 1985», l’anno in cui l’archeologia è diventata patrimonio della comunità.

Nella sala dei Mappamondi la seconda sezione «L’interesse per l’archeologia (1727–1826)» con la nascita dell’Accademia Etrusca e la riscoperta delle origini.

Da qui, nella terza sezione, nel salone Mediceo, «L’Olanda e la collezione etrusca al Rijksmuseum van Oudheden di Leida, XVII-XIX sec.

La sezione approfondisce l’interesse per l’archeologia da parte dell’Olanda, con un viaggio dei reperti cortonesi provenienti dal museo olandese e la storia del collezionismo europeo.

Un ritorno simbolico a Cortona, luogo d’origine dei manufatti, rappresenta un atto di memoria e una nuova forma di cooperazione culturale tra Italia e Paesi Bassi.

Quarta tappa, sempre nel salone Mediceo, è quella della «Valorizzazione del patrimonio culturale nazionale» – Dal 1826 ad oggi: il contributo del “Progetto Etruschi”, con le grandi scoperte archeologiche del territorio cortonese e le collaborazioni internazionali più recenti.

Si inizia con le grandi scoperte archeologiche del territorio cortonese e con le collaborazioni internazionali più recenti, per concludere con il tema dell’influenza degli Etruschi sull’arte contemporanea, con opere come il Giano di Gino Severini e la “Collezione Statuette Ginori – Progetto Etruschi 1985”.

In conclusione, infatti, nella sala del Tempietto Ginori, de “L’influenza degli etruschi sul contemporaneo”, con opere come il Giano di Gino Severini e la “Collezione Statuette Ginori – Progetto Etruschi 1985”.

Gruppo di tre figure pertinenti a un piede di cista Bronzo Proveniente da Cortona Datazione (?) Rijksmuseum van Oudheden di Leida Group of three figures, once part of the
Gruppo di tre figure pertinenti a un piede di cista, bronzo Proveniente da Cortona
Datazione (?), Rijksmuseum van Oudheden di Leiden.

Statua di offerente femminile con alto copricapo conico e chitone Dall'area del Trasimeno (?) Fine VI secolo a.C. Rijksmuseum van Oudheden di Leida
Statua di offerente femminile con alto copricapo conico e chitone
Dall’area del Trasimeno (?)
Fine VI secolo a.C.
Rijksmuseum van Oudheden di Leiden.

Come nel 1985, anche questa mostra intende generare partecipazione, dialogo e consapevolezza collettiva sul valore del patrimonio storico e artistico.

L’iniziativa anticipa anche le celebrazioni per i 300 anni dell’Accademia Etrusca di Cortona (1727–2027).

Statuetta di Marte guerriero cosiddetto "Marte" di Ravenna
Statuetta di Marte guerriero cosiddetto “Marte” di Ravenna, fine VI secolo a. c. Rijksmuseum van Oudheden di Leiden.
Grifo con iscrizione tinscvil sul lato destro del corpo, bronzo, IV secolo a.C., Rijksmuseum van Oudheden di Leida
Grifo con iscrizione tinscvil sul lato destro del corpo, bronzo, IV secolo a.C., Rijksmuseum van Oudheden di Leiden.

L’Accademia Etrusca e l’Olanda: tra spie, viaggiatori, antiquari e professori

La storia d’Europa nel Settecento, fino agli inizi dell’Ottocento, è la cartina di tornasole per comprendere nel dettaglio le scelte culturali, politiche e strategiche dell’Accademia Etrusca di Cortona.

In pieno illuminismo nascono numerose Accademie, tra cui quella di Cortona (1727), la Colombaria di Firenze, tutte animate dall’intento di diffondere la cultura a tutta la società.

Una sezione della mostra è dedicata a Tiberius Hemsteruys (1685-1766), un celebre filologo classico, e dal 1740 professore di greco presso l’ Università di Leiden.

La sua affiliazione all’Accademia etrusca risale al 1744. Nel verbale del 14 febbraio del 1744, alla presenza di otto accademici etruschi, tra cui Marcello Venuti e l’abate Filippo Angellieri Alticozzi, viene deliberata e approvata all’unanimità la proposta di associare all’Accademia undici nuovi soci, molti dei quali stranieri.

Da allora vengono registrate tutte le relazioni che gli Accademici Etruschi cortonesi stabilirono e coltivarono. Il legame tra Cortona e gli ambienti internazionali si rivela saldo e fecondo.

Si attendono per il futuro gli sviluppi ulteriori di questo importante sodalizio.

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