Agosto 10, 2026

Il Cenacolo del Mediterraneo ha presentato in anteprima a Mentana il Progetto: “Borghi Medioevali”

cenacolo del mediterraneo

Il “Cenacolo del Mediterraneo” ha presentato in anteprima, avvalendosi della splendida cornice del Borgo storico di Mentana, vicino Roma, all’interno della storica “Antica trattoria Garibaldi”, il progetto “Borghi Medioevali”.

La scelta del Borgo medioevale è noto per la sua storia che ha molto a che fare con il periodo medioevale.

Ricordiamo infatti che il 23 novembre dell’anno 800 fu sede dell’incontro tra Carlo Magno e Papa Leone III.

Assai significativi alcuni fatti salienti che legano il rinomato Borgo alla cultura del Cenacolo del Mediterraneo, che trova ispirazione nella cultura dei Borghi Medioevali ispirati ai Normanni ed in particolare a Federico II prima e poi all’Italia. Nel 1058 la città venne distrutta dai Normanni (Regno di Sicilia) e, Il 3 novembre del 1867, fu teatro della battaglia di Mentana, a conclusione della Campagna risorgimentale dell’Agro Romano per la liberazione di Roma voluta da Giuseppe Garibaldi al grido di “Roma o Morte!”  

Garibaldi, personaggio assai discusso pur se, come la narrazione storica ci tramanda, ha avuto il “merito” di unire l’Italia, ma purtroppo, non gli Italiani, come ben evidenziato nel libro, “Italia Paese Interruptus” del Prof. Corrado Faletti, presentato in un precedente incontro, del “Il Cenacolo del mediterraneo”, dove si evince che l’Italia è stata fatta senza un progetto che unisse il popolo, diviso in tanti Borghi con fazioni ed interessi diversi e divisivi, spesso nemmeno accomunati da una lingua comune ed univoca, ma da dialetti vari.

Il progetto dei Borghi medioevali, nasce dal momento storico che stiamo attraversando, che sembra somigliare al Medioevo. Molti ritengono che il medioevo possa essere un periodo di oscurantismo, decadenza politica, valoriale, artistica, sociale, economica e via dicendo.

Ma nel Medioevo si colloca anche tutta l’energia che poi porterà al Rinascimento.

Da Ruggero II a Galileo, da Michelangelo al Brunelleschi, da Leonardo a Marco polo, un lungo periodo, certamente travagliato e complesso, ma che ha dato un grande impulso e sviluppo in vari ambiti.

Ed è proprio partendo dalla riscoperta dei borghi, che hanno dato lustro al medioevo, che questo progetto intende sviluppare, attraverso la memoria, l’arte, le tradizioni, gli usi ed i costumi, l’artigianato e via dicendo, un nuovo rinascimento che possa far superare quello stallo cui oggi sembra l’Italia essersi impantanata.

La bellezza dei borghi da sola non basta, specialmente se consideriamo che su 7.894 secondo gli ultimi dati del 14 febbraio 2026, ben 5.525 comuni non superano i 5.mila abitanti con un territorio pari al 54,8% del territorio nazionale, ma con una popolazione di appena il 16,4%.

E’ il riflettere partendo anche da questi dati che chi fa parte del Cenacolo del Mediterraneo è stato spronato a studiare un progetto di sviluppo e promozione dei borghi, che non diventi solo un evento spot, per di più isolato, ma che richieda invece di un lavoro a lungo termine che partendo dall’ascolto, ricerca una produzione culturale, economica e sociale, locale e continua.

Un progetto che fa diventare il borgo un vero e proprio laboratorio, che possa produrre risultati per i comuni, per la popolazione e per le attività produttive locali, coinvolgendo tutti, giovani, attraverso le scuole e le le parrocchie, anziani, nelle piazze o nei loro luoghi di aggregazione, diventando produttori di memoria storica. Un progetto che vede essere parte attiva le imprenditorie artigianali e produttive, fino ad arrivare alla politica, che certamente non dovrà essere divisiva ed ideologica, ma da collante e facilitatore per la parte burocratica e di supporto all’organizzazione, nell’interesse della comunità.

Un progetto capace di produrre beni, dati, relazioni e opere d’arte, che possono rendere produttivo ed appetibile il borgo, ad un ritorno di quella popolazione che lo ha abbandonato emigrando nel mondo in cerca di “fortuna”, ma che non ha mai tagliato completamente la memoria delle proprie origini.

Un progetto che deve rendere conto in maniera trasparente ogni euro incassato e speso, di cui una parte dovrà rimanere al borgo.

Regole chiare che proteggono tutti, quindi, Comune, Cittadini, Artisti ed Autori, Sponsor.

Ed in un progetto del genere non poteva certo mancare l’arte che, in questo sta vivendo un particolare momento di confusione e di identità. Non a caso il ritorno all’arte tradizionale, perlopiù medioevale, come punto di partenza internazionale, è diventata una vera e propria esigenza di chi, operatori d’Arte, collezionisti, antiquari, case d’Asta hanno la necessità di avere del nuovo che riproduca l’antico. L’avere all’interno del progetto una artista riconosciuta, Elena Drommi, come punto di riferimento di quell’arte medioevale apprezzata all’estero, attraverso i suoi dipinti e le sue rappresentazioni, miniature, stole, dipinti e via dicendo, diventa un ulteriore punto di forza.

E’ lei che ha prodotto il dipinto de “Il cenacolo del Mediterraneo”, di cui sono state prodotte 100 Stampe d’Autore, richieste e poste in vendita nei mercati internazionali e che avrà il compito di rappresentare ogni singolo borgo che vorrà far parte del progetto, con opere pittoriche diversificate.

Opere d’arte che si andranno a sommare ad altre particolari iniziative che diverranno parte integrante del progetto di sviluppo dei borghi, come ancora il libro che racchiude la storia e la tradizione di ogni singolo borgo, comprese quelle particolarità che lo contraddistinguono.

Una presentazione che, visto i tempi assai ristretti con cui è stata organizzata, la imminente prossimità delle partenze estive e la festività domenicale, ha visto comunque un pubblico particolarmente preparato ed interessato nel voler creare quelle sinergie importanti per poter promuovere i borghi.

Interessante e produttiva la partecipazione sentita di un Presidente di Club Rotary e di alcuni soci di altri Club, che avendo saputo dell’iniziativa hanno voluto partecipare, prendendosi l’impegno di divulgare e promuovere questo progetto, nell’interesse delle rispettive comunità.

Si è registrato un vero e proprio interesse che ha fatto si che chi, avendo saputo dell’evento non essendo riuscito a partecipare, ha richiesto la possibilità di replicare e di poter approfondire ulteriormente l’argomento.

Possibilità che potrà realizzarsi nei prossimi mesi, avendo come obiettivo iniziale appena tre borghi che consideriamo “pilota”.

Un ringraziamento va alla “Antica Trattoria Garibaldi” di Mentana, per l’ottimo cibo, preparato secondo le antiche tradizioni e con ingredienti locali, nel pieno rispetto dei principi del “Il Cenacolo del Mediterraneo”, ed a tutto il personale che con simpatia e disponibilità ci ha accompagnato, ben oltre il normale orario, in questo particolare percorso di anteprima di presentazione.

Autori

  • Il Comitato di Redazione di Betapress è l’organo collegiale che presidia l’identità editoriale della testata e ne garantisce, giorno per giorno, la qualità informativa. Riunisce competenze diverse – giornalistiche, analitiche e culturali – con un obiettivo comune: trasformare i fatti in conoscenza pubblica, mantenendo una netta distinzione tra cronaca e opinione, tra evidenza e interpretazione.

  • Rosario Salvatore Lupo Migliaccio di San Felice è avvocato ecclesiastico, dottore in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense, mediatore civile e commerciale e studioso di genealogia, araldica e diritto nobiliare. È autore di pubblicazioni specialistiche, relatore in convegni di settore e collaboratore di diverse testate giornalistiche. Coautore del libro Fascismo nessuno è perfetto, docente nella scuola di formazione della Fondazione Alma Verba, alla formazione giuridica unisce un articolato percorso culturale e professionale, sviluppato tra attività forense, ricerca storica e impegno istituzionale.

     

     

    Collaboratore esterno


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