Libere onde – 50 anni di radio libere in Italia
Ieri, oggi, domani: Radio Libere, l’Associazione Giornalisti 2.0, celebra i 50 anni della fine del monopolio RAI con il calendario 2026. Quando la Cultura…
Era il 28 luglio 1976 quando la Corte Costituzionale, con sentenza n. 202, sanciva la legittimità delle trasmissioni radiofoniche private, togliendo di fatto un monopolio alla RAI che imponeva regole sclerotizzate e rigidi palinsesti, associate a voci istituzionali.
Nasceva così un laboratorio di democrazia e di cultura che nel suo evolversi, come ogni fenomeno umano, ci permette oggi verificarne i suoi pregi e i suoi difetti.
Una conquista, certamente dettata da quella voglia di libertà insita nell’essere umano e che allora come oggi percorreva per tutta l’Italia e in tutta la sua lunghezza.
Un sogno di partecipazione e comunicazione popolare che si percepiva già attraverso trasmissioni clandestine.
Le persone desideravano ascoltare qualcosa di diverso e che non fossero le solite trasmissioni controllate e regolate dallo Stato.
Così, quella sentenza tanto attesa aprì alle radio libere, dando finalmente la possibilità di esprimersi, a lavoratori, studenti, donne, oltre che riscrivere quel giornalismo senza filtri che fino ad allora era percepito come imbrigliato.
Ricordare lo spirito e le battaglie di quegli anni, ma che sembrano essere le stesse di oggi, pur con situazioni ed attori diversi a causa del normale trascorrere tempo, diventa uno spunto essenziale per guardare al futuro.
L’Associazione Giornalisti 2.0, capitanata da Maurizio Pizzuto e dal suo vice presidente Maurizio Lozzi, voce storica di Radio M 100 Stereo, ha voluto così dedicare il “Calendario del 2026” alla commemorazione di questo avvenimento che 50 anni fa, ha aperto le porte alle radio libere.
Il Calendario 2026 dal titolo “Libere onde – 50 anni di radio libere in Italia” è stato presentato il 5 dicembre 2025 nell’accogliente sala del’ Hotel Le Meridien Visconti Roma, alla presenza di numerosi giornalisti, professionisti dell’informazione, conduttori radiofonici, studenti di comunicazione e rappresentanti del mondo associativo.
Un calendario che ripercorre un viaggio, più reale che immaginario, nella storia della libertà di espressione attraverso l’etere, ed i cui testi sono stati redatti da Maurizio Pizzuto in collaborazione con Ettore Midas e Gianni Garrucciu.
Quest’ultimo ricorda descrivendolo, un avvenimento storico importantissimo. “Quando alle 15 del Lunedì 7 maggio 1945 due soldati piangendo si precipitarono nella redazione dell’allora Radio Sardegna Libera gridando: E’ finita, è finita, avendo captato abusivamente la radio del Comando Alleato di Algeri.”
Così alle 15,07 Radio Sardegna Libera diede per prima in assoluto la notizia: “la Germania è caduta, la guerra è finita, l’Italia è liberata”.
Importanti poi le parole del presidente Maurizio Pizzuto.
“Questo calendario rappresenta un atto d’amore verso la storia della comunicazione italiana” e, continuando aggiunge, “Celebrare i cinquant’anni delle radio libere significa ricordare quando le voci di cittadini, creativi e giornalisti hanno rotto il monopolio dell’informazione, aprendo uno spazio inedito di partecipazione democratica. Come Associazione Giornalisti 2.0 sentiamo la responsabilità di tramandare quella memoria e quegli ideali alle nuove generazioni di comunicatori, perché la libertà di espressione va difesa, alimentata e rinnovata ogni giorno”.
Maurizio Lozzi ha voluto così ricordare l’importanza che hanno avuto le radio libere fin dal momento in cui, avuta la possibilità di poter uscire allo scoperto grazie alla storica sentenza del 1976, dando voce a lavoratori, studenti e alle donne, e permettere un’informazione senza filtri, sperimentando di fatto un giornalismo partecipato proveniente dal basso e vicino alla gente.
Il ricordo di Radio Cuore Tricolore è giunto da Fabio Sabbatani Schiuma nel suo intervento, avendo egli stesso dato volto e voce ad una “radio primordiale” in quegli albori che costituirono l’avvio delle libere radio Romane.
Anche le donne hanno avuto dato importanza con la loro presenza nelle radio.
Così, oltre le varie conduttrici tra le quali ricordiamo Anna Pettinelli di cui troviamo un’intervista nel calendario, Roberta Beta che ha raccontato alla platea intervenuta in questo particolare incontro culturale, la sua esperienza nell’audio digitale con il Podcast sul teatro “Su la Maschera” che ha compiuto un anno da poco.
Tanti i nomi di personaggi che grazie alle radio libere, oggi sono punti importanti e di riferimento nel mondo dell’etere, della radio, della cultura.
Vasco Rossi, Claudio Cecchetto, Red Ronnie, Awana Gana, Renzo Arbore, Tiberio Timperi, Linus, sono solo alcuni che insieme ad altri sono presenti nel calendario con una loro breve intervista, che è possibile scaricare ed ascoltare direttamente.
Importante quindi il ruolo delle radio libere alla diffusione della cultura, dal momento che informazione, arte, musica, storia, scienza ed altro, sono tutte discipline che rientrano integralmente in quello che è la cultura, non più solo studiata sui libri di scuola o sui testi accademici e riservata solo a pochi, ma parlata e diffusa liberamente.
Un modo per stimolare le coscienze, come fece Peppino Impastato su Radio Aut, fin quando non fu ucciso dalla mafia per le sue coraggiose trasmissioni di denuncia in una terra, la Sicilia, attraversata da quel fenomeno criminale che oggi ritroviamo ovunque.
Una uccisione, forse poco ricordata è quasi mai commemorata dalle istituzioni, dal momento che avvenne in concomitanza con un altro crimine verso un personaggio, Aldo Moro, che riscuoteva per i suoi incarichi istituzionali un peso maggiore, ma è proprio grazie alle radio che si ebbe una coscienza maggiore del fenomeno mafioso.
Una trasformazione importante quindi e che deve essere ricordata da tutti.
E’ questa trasformazione che ha portato alla presa di coscienza in tanti campi e che ha indotto il Vice presidente dell’Associazione Giornalisti 2.0 Maurizio Lozzi, a lanciare la proposta sia di intitolare una strada, una piazza, una via, in ogni Comune Italiano che ricordi la data del 28 Luglio 1976, che ad annunciare la nascita di Radiostampa 2.0.
Ma la libertà, ha dei confini assai delicati e per non diventare anarchia o caos o confusione, va regolamentata.
Tuttavia, da un eccesso di regolamenti, come spesso avviene, entrano in gioco i vari poteri che, giustificando l’interesse a contenere certe esuberanze, tipiche di chi crede nella libertà senza regole, impone le proprie regole ristabilendo interessi di altra matrice, magari legati a fattori materiali, come potere, soldi e finanza, piuttosto che umani fatti di etica, moralità, spiritualità.
Poteri che con il tempo ci riportano oggi ma anche ad un ante 1976, evidenziando come la cultura ed il pensiero libero in ogni periodo venga ostacolato, e il ricordarne certe tappe serve a tutelare quelle libertà messe sempre in discussione e a proiettarsi verso un futuro migliore.
Un pensiero libero che proprio in questi giorni è stato offuscato da una assurda protesta che evidenzia come anche chi si professa fautore di libertà e di lottare per essa, ritiene impropriamente di dovere limitare le libertà di pensiero altrui.
Protesta avvenuta a Roma, presso la Nuvola di Fuksas, in occasione del previsto “Più libri più liberi” fiera Nazionale della piccola e media Editoria.
E’ in questa occasione che Elena Drommi, un’artista pittorica fortemente apprezzata e ricercata dai più grandi antiquari e collezionisti d’arte del mondo e presente solo da poco nel web pur avendo una riconosciuta presenza artistica, ci fa notare, osservando il calendario dedicato ai 50 anni di radio libere, come la ricerca della libertà si ripete nel tempo.
La Drommi ci riporta indietro nel tempo, ricordando Mario Sironi, avendo Lei conosciuto Mimì Costa Sironi, compagna del celebre artista, con una illustrazione emblematica che riproduce un l’opera dell’artista scomparso pubblicata nell’allora diffusissima “la Domenica del Corriere”.
Foto di Mario Sironi

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Importante e quotatissimo artista venuto alla ribalta ultimamente a causa del danneggiamento di una vetrata, da parte dell’assessore all’industria della Regione Sardegna, Emanuele Cani, di una sua opera, “La Carta dei Lavoratori” realizzata nel 1932. Vetrata posta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma.
Ricordiamo che Mario Sironi, disegnatore, pittore e vignettista visse in un periodo particolare, e già fin dagli anni 20 dello scorso secolo, colpiva con la sua satira pungente per la mancanza di libertà.
Oggi poi, il Prof. Corrado Faletti con, “Ne uccideva più la penna che la spada”, libro scritto insieme ad altri co-autori, ci riporta proprio a quella realtà dove il pensiero libero trova grandi e troppi limiti anche in chi non dovrebbe, tradendo di fatto quel “patto con il lettore” che la professione, il giornalismo, impone.
Realtà oggi assai comuni, dove le cronache spesso censurano o dimenticano o ancor peggio trasformano le informazioni.
Ma l’evoluzione trasforma tutto e così le radio libere, artigianali, accessibili, e fruibili, che la Corte Costituzionale riconobbe con quella storica sentenza del 28 luglio 1976, oggi sono diventate dei network sicuramente pluralistici? Forse, ma certamente assai divisivi.
Per di più non danno più la stessa accessibilità di un tempo alla popolazione e non garantiscono più quella libertà che allora avevano ottenuto.
Le masse, sempre alla ricerca di quella libertà di pensiero perduta, si spostano verso nuove frontiere tecnologiche, ed il web, sembra essere tra queste.
Rimane importante tuttavia commemorare il 50° anno di una sentenza che comunque ha fatto la storia delle Radio Libere, così come ha inteso fare l’Associazione Giornalisti 2.0.
Una sentenza che è stata una “rivoluzione” ed ha contribuito allo sviluppo della cultura.
Quella “Cultura” che oggi, con la stessa velocità rischiamo di perdere.
Ettore Lembo
Buongiorno, complimenti, complimenti per l’articolo, a chi ha scritto ed avuto lidea,
molti si sono dimenticati oramai, quando molti anni fa, ci mettemmo a bazzicare con piccoli trasmettitori, antenne, eccitatori di frequenza, mixer, microfoni direttivi, filtri di cavità, l’Escoposte che ci faceva le multe che mandavamo spurie sulle frequenze dei Paiper….. Grazie mi hai fatto venire in mente bellissimi ricordi, lo rifarei molto volentieri, ciao un abbraccio forte forte