PAKISTAN DEL NORD: È INIZIATO IL KALASH CHILAM JOSHI FESTIVAL
PAKISTAN DEL NORD: È INIZIATO IL KALASH CHILAM JOSHI FESTIVAL
Il 13 maggio 2026 è iniziato il Chilam Joshi festival nelle sperdute e non facilmente accessibili valli del nord del Pakistan abitate dai Kalash.
Ci troviamo nel Pakistan del nord, tra alte montagne ammantate di neve e verdi valli rigogliose, a 2000 metri circa.
I Kalash, circa 3.000 abitanti, costituiscono il più piccolo popolo tra le minoranze etniche del Pakistan, e forse del mondo.

La religione politeista dei kalash
I Kalash praticano una religione politeista e hanno una cultura unica al mondo.
Nel passato erano considerati dai mussulmani come infedeli (Kafiri ) perché hanno sempre venerato antiche divinità intimamente connesse alla natura e sono noti al mondo intero per il loro atteggiamento gioioso verso la vita.
Kafir è un termine arabo che indica la professione di una fede pagana e significa infedele, idolatra (in netto contrasto con il termine mussulmano che vuol dire credente).
I Kalash vivono in piccoli villaggi costruiti sulle colline nei pressi delle rive dei corsi d’acqua ma le loro case sono costruite su fondamenta solide di pietra, accatastate le une alle altre.
La Kalash Valley (1.670 – 2.310 m) si compone di tre piccoli valli adiacenti (Bumburet, Rambur e Birir) adagiate tra le montagne dell’Hindu-Kush, vicino al confine con l’Afghanistan.
È accessibile solo tramite una strada transitabile in jeep.

Le controverse origini dei Kalash
L’origine dei Kalash è controversa.
Narra la leggenda che i soldati delle legioni del conquistatore macedone Alessandro Magno si stabilirono a Chitral e da qui, imparentandosi con la gente locale, diventarono i progenitori degli attuali Kalash che parlano ancora l’antico idioma Kalashwar.
Molti Kalash presentano tratti somatici ariani con carnagione chiara e occhi cerulei.

Recentemente sono state effettuate delle analisi dei DNA per cercare la parentela genetica con gli europei ma gli attuali Kalash si dichiarano convinti discendenti di Iskander.
Sfatando le leggende popolari che li volevano discendenti dei soldati di Alessandro Magno, le ricerche antropologiche indicano che i Kalasha sono un gruppo indigeno isolato da secoli nell’Asia meridionale.

Il Kalash Chilam Joshi festival, il festival sacro dei Kalash
Ma veniamo alla festa Joshi, illuminata da un caldo sole che si riflette nelle nude pareti delle alte vette.
Al mattino presto, nel primo giorno di festa, nei villaggi della valle viene distribuito il latte e condivisa la tipica frutta locale essiccata (noci e gelsi), disposta in grandi ceste decorate da fogli di noci a disposizione di tutti gli ospiti.

I Kalash, vestiti a festa, girano per le case rendendosi omaggio reciprocamente e ballano per le strade del paese.

Dalla Bumburet Valley alla Rumbur Valley (presso il Charsu di Grum) si svolgono i festeggiamenti con una grande adunanza di Kalash provenienti dai villaggi limitrofi pronti a danzare e cantare al ritmo delle percussioni.
Con danze coreografiche ad onda, come una S, gruppi di danzatori e ballerine kalash si muovono al ritmo frenetico dei tamburi, tra un tripudio di costumi colorati, grida e fischi.
Case e villaggi sono in festa e pronti ad accogliere visitatori, turisti e curiosi.
Le giornate del 14 e 15 maggio sono le più importanti del Festival e la partecipazione dei Kalash è molto attiva.
I Kalash ritengono la dea Jestak protettrice dei loro figli e delle loro case e in alcune occasioni effettuano sacrifici di animali (capre) per renderle omaggio e ringraziarla.
L’abbigliamento dei Kalash
Mentre gli uomini vestono alla stessa maniera dei mussulmani, fatta eccezione per un piccolo ornamento (fiore o nastrino) che i Kalash portano sul Pacol, il berretto di panno, le donne indossano un costume ben diverso dall’abito delle donne mussulmane.
Indossano infatti abiti tradizionali neri ricamati con motivi floreali colorati e lunghe collane di perline.
Si tratta di un vestito nero stretto in vita da una fascia di stoffa colorata, grandi file di collane attorno al collo e uno zucchetto decorato con perline colorate, cipree e monete del mare come copricapo.
Particolarmente caratteristico è il copricapo decorato con conchiglie, monete e bottoni.


I festival sacri dei Kalash
Il cuore della vita sociale e spirituale dei Kalash sono i tre grandi festival stagionali, ricchi di canti, danze tradizionali e offerte.
Innanzitutto, il Joshi, che viene, appunto, celebrato a maggio, e che ha lo scopo propiziatorio di dare il benvenuto alla primavera e invocare protezione per greggi e raccolti.
Poi l’Uchal, celebrato ad agosto per ringraziare la natura e gli dei per i primi raccolti e formaggi.
Ed infine il Chawmos, il festival più importante dell’anno, che si tiene in inverno, e che celebra il solstizio, la purificazione del villaggio e include riti propiziatori.
Il ruolo delle donne
La società Kalash ha molto rispetto per la figura femminile.
Le donne godono di una certa libertà, non indossano il velo e, durante il ciclo o il parto, si ritirano in appositi edifici comunitari (il bashaleni) considerati luoghi sacri di purificazione.
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