Pignoramento a un invalido per 926 euro di TARI: a Pachino la riscossione colpisce i più fragili
Pachino, atto di pignoramento presso terzi per TARI: interviene la SO.GE.R.T.
È stato notificato un atto di pignoramento presso terzi con ordine di pagamento, emesso dalla SO.GE.R.T. S.p.A. (Società Gestione Riscossione Tributi), concessionaria incaricata della riscossione delle entrate per il Comune di Pachino (SR).
Conto corrente bloccato per una tassa rifiuti 2020-2021. Quando la macchina esecutiva non guarda in faccia nessuno.
Un pignoramento bancario per meno di mille euro può trasformarsi in un caso politico e sociale quando il destinatario è una persona invalida.
È accaduto a Pachino, dove un cittadino con invalidità si è visto notificare un atto di pignoramento presso terzi per presunti arretrati TARI relativi agli anni 2020-2021. L’importo complessivo richiesto ammonta a 926,72 euro, comprensivo di tributo, spese e diritti di procedura.
L’atto è stato emesso dalla concessionaria della riscossione per conto del Comune.

Non un sollecito.
Non una diffida bonaria.
Ma un provvedimento esecutivo che può portare al blocco immediato delle somme presenti sul conto corrente.
Come funziona il meccanismo
La procedura si basa sull’art. 72-bis del DPR 602/1973, che consente al concessionario di ordinare direttamente alle banche di bloccare le somme fino alla concorrenza del credito.
In pratica:
Se il debitore possiede un conto corrente,
Se vi sono somme disponibili,
La banca può congelarle fino a copertura del debito.
Il tutto senza passaggio preventivo davanti a un giudice.
Una macchina amministrativa rapida, efficace. E impersonale.
Il nodo delicato: quando sul conto arrivano pensioni e indennità
Il punto centrale non è l’importo. È la condizione del destinatario.
Quando una persona invalida riceve un pignoramento bancario, occorre distinguere la natura delle somme accreditate:
Indennità di accompagnamento → totalmente impignorabile.
Prestazioni assistenziali → impignorabili.
Pensione di invalidità → pignorabile solo oltre una soglia minima vitale garantita dalla legge.
La normativa tutela esplicitamente il diritto alla sopravvivenza economica dei soggetti fragili. Tuttavia, nella prassi operativa, il blocco del conto può avvenire prima che venga accertata la natura delle somme.
Il rischio concreto è che vengano temporaneamente congelati fondi destinati a farmaci, cure, affitto o bisogni essenziali.
Legalità e proporzionalità
Nessuno mette in discussione il diritto di un Comune a riscuotere i tributi. La TARI finanzia un servizio pubblico essenziale.
Ma una domanda si impone:
Esiste una valutazione di proporzionalità quando il debitore è un soggetto vulnerabile?
Un debito inferiore a mille euro giustifica un pignoramento su un invalido?
Sono state tentate soluzioni alternative?
È stata proposta una rateizzazione?
Sono stati verificati eventuali presupposti di prescrizione?
La legge consente l’azione esecutiva.
Ma la Costituzione tutela la dignità, la salute e il minimo vitale.
Un caso che interroga le istituzioni
Il caso di Pachino non è solo una vicenda individuale. È il riflesso di un modello di riscossione sempre più automatizzato, in cui l’efficienza amministrativa rischia di prevalere sulla valutazione umana delle situazioni concrete.
Quando la procedura colpisce un invalido, il tema non è solo fiscale.
Diventa sociale. Diventa politico.
La riscossione è un dovere dell’ente pubblico.
La tutela dei fragili è un dovere dello Stato.
L’equilibrio tra queste due esigenze è la vera misura della giustizia amministrativa.
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