Settembre 14, 2026

Progettare il passato. Non si placano le polemiche sul restauro di Notre Dame

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Progettare il passato. Non si placano le polemiche sul restauro di Notre Dame

Restauro e tutela. Parigi, via libera del Tribunale amministrativo di Parigi alle vetrate contemporanee a Notre-Dame.

Respinto il ricorso dell’associazione per la tutela del patrimonio Sites & Monuments, che ha annunciato di voler impugnare la sentenza. Intanto Claire Tabouret, l’artista che realizzerà l’opera, presenta i suoi bozzetti in una mostra al Grand Palais.

La polemica per Claire Tabouret e le vetrate di Notre-Dame.

Parigi: si accende il dibattito sulle vetrate di Notre – Dame

Le vetrate contemporanee previste nella Cattedrale di Notre Dame de Paris in sostituzione di una parte di quelle ottocentesche progettate da Viollet-le-Duc, non violano la legge.

Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo di Parigi, che il 27 novembre 2025 ha respinto il ricorso presentato dall’associazione Sites & Monuments.

L’associazione difende il patrimonio architettonico.

L’associazione chiedeva di annullare o rescindere il contratto dell’Ente pubblico per il restauro e la conservazione della cattedrale, ritenendo che la creazione di vetrate contemporanee non rientrasse in nessuno dei due scopi enunciati nel nome stesso dell’ente.

La storica associazione per la tutela del patrimonio, fondata nel 1901, ha annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza.

Le vetrate contemporanee

Dopo il rovinoso incendio dell’aprile 2019 era stato proprio l’arcivescovo di Parigi, monsignor Laurent Ulrich a richiedere l’installazione di vetrate contemporanee nella cattedrale.

La richiesta era stata appoggiata dal presidente della Repubblica Emmanuel Macron che l’8 dicembre 2023, nel corso di una visita al cantiere, aveva annunciato il sostegno dello Stato alla richiesta di sostituzione di ben sei delle vetrate ottocentesche della navata sud rimaste intatte dopo il rogo.

Decisione che da subito aveva suscitato polemiche.

Il concorso era stato bandito di lì a poco e il 7 dicembre 2024, in occasione della riapertura di Notre-Dame a conclusione dei lavori, era stato annunciato il nome della vincitrice: la 43 enne pittrice figurativa Claire Tabouret, con il laboratorio di vetri Simon-Marq.

Come ricostruito da «Le Figaro», il ricorso presentato da Sites & Monuments si basava sul fatto che il campo d’azione dell’Ente pubblico, ai sensi di una legge del 29 luglio 2019, è limitato alla «conservazione» e al «restauro» della cattedrale, e a nient’altro.

Non certamente, quindi, all’installazione di nuove vetrate.

La sentenza del Tribunale amministrativo di Parigi

Secondo il Tribunale amministrativo di Parigi, invece, «i terminiconservazione e restauro non implicano un ritorno all’ultimo stato visivo conosciuto prima dell’incendio […] e non escludono la possibilità di un approccio architettonico come previsto dall’appalto per la realizzazione e l’installazione di vetrate contemporanee». 

I concetti di «conservazione» e «restauro» sono definiti dalla Carta internazionale per la conservazione e il restauro dei monumenti e dei siti, firmata a Venezia nel 1964 e adottata l’anno successivo dall’Icomos, il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti, un’organizzazione non governativa.

Stando ai giudici del tribunale amministrativo francese, poiché la legge del 29 luglio 2019 non vi faceva riferimento, lo Stato non era tenuto ad applicarla.

Come rileva però La Tribune de l’art, i dibattiti parlamentari che hanno preceduto l’adozione di questa legge fanno  esplicito riferimento alla Carta di Venezia.

Le vetrate dovrebbero essere smontate in primavera e sostituite dalle opere di Claire Tabouret.

Sites et Monuments ha dichiarato di voler impugnare l’autorizzazione ai lavori concessa dal Prefetto della regione non appena sarà depositata.

Intanto, dal 10 dicembre al Grand Palais, in una mostra intitolata «D’un seul souffle», Tabouret espone i modelli in scala reale, gli schizzi e i lavori preparatori delle sei vetrate che ha realizzato per Notre-Dame.

L’artista espone a Parigi i modelli in scala reale delle sei vetrate dedicate alla Pentecoste.

«Ispirati alla Pentecoste, simbolo di unità e armonia, si legge nel materiale informativo, e realizzati in monotipo, sono arricchiti da stencil per i rosoni e i motivi decorativi. Questi progetti rispettano così la luce neutra dell’edificio e creano una transizione morbida con le vetrate di Viollet le Duc, proponendo colori vivaci ed equilibrati».

 Il dibattito infuria

Il mondo dell’arte dice no. E così anche  molti esponenti della cultura. L’Académie des Beaux-Art di Parigi ha cercato di mediare, suggerendo di inserire gli elementi di contemporaneità in altre parti della cattedrale, per salvare quelle della navata meridionale firmate quasi duecento anni or sono da Eugène Viollet-le Duc.

Si rimane al momento in attesa del pronunciamento del Conseil d’ Etat in secondo grado.

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