chiara sparacio

Rispetto dell’Ecosistema e lineamenti di ecosofia

Fare dell’attivismo ambientale oggi, con il vocabolario che abbiamo a disposizione ci fa correre il rischio di non capire bene cosa facciamo, di scappare dalla realtà che c’è dietro, di non scoprire l’origine del problema.
Abbiamo detto poco fa che Panikkar, nello sviluppo del suo pensiero ha creato una sorta di triangolo di relazione: uomo, natura, sovrasensibile.
Ecco: quando Raimundo Panikkar parla di ecosofia, sposta l’uomo dal vertice della gerarchia terrestre e lo pone sulla terra insegnandogli che non esiste un triangolo di gerarchia ma di relazione: “l’ecosofia adempie una funzione rivelatrice. Ci rivela che la terra – come noi stessi – è limitata, finita e che abbiamo con lei dei legami stretti, dei legami costitutivi e quindi reciproci”

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Igor Sibaldi: i libri per i contenuti e gli eventi per la magia

Lui è Igor Sibaldi ed incuriosisce e interessa molte persone appassionate di filosofia e psicologia (nel suo senso originario di argomentazione sull’anima).
Leggo i suoi libri perché mi piace curiosare tra le sue teorie e le sue prospettive.
Partecipo agli eventi con lui perché mi piace quello che mi accade quando vado.
Quando viaggio per raggiungere la città di un suo evento mi capitano sempre cose affascinanti: conosco qualcuno di interessante, rivedo amici o ne incontro di nuovi.
In definitiva potrei dire che leggo i libri di Sibaldi per i contenuti e partecipo agli eventi per la magia.

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La storia della bambola di sale

C’era una volta una bambola di sale che aveva un sogno: voleva vedere il mare.
Non c’era un giorno o un secondo che lei non pensasse al mare.
Non lo aveva mai visto, non sapeva come poteva essere fatto, però sapeva che doveva esserci e che lei voleva vederlo.
Tutti deridevano la bambola e il suo assurdo sogno.
Fu così che un giorno prese una decisione e disse a tutti che sarebbe partita.

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Il brutto anatroccolo siamo noi

C’era una volta un uovo.
Quest’uovo un giorno si schiuse e diede alla luce il più brutto anatroccolo che si fosse mai visto.
Sgraziato, deforme e dalla voce assordante.
Piano piano persino la mamma comincio a vergognarsi di quel figlio.
Così, disprezzato da tutti e con la profonda convinzione di essere sbagliato, andò via.

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