Betapress compie dieci anni: una voce libera, senza padroni e senza pubblicità
Dieci anni di informazione indipendente, battaglie civili e giornalismo coraggioso.
Il decennale sarà celebrato con un libro dedicato agli editoriali e alle storie umane dei giornalisti che hanno costruito la testata.
Dieci anni non sono soltanto una ricorrenza.
Per un giornale libero rappresentano una conquista quotidiana, ottenuta articolo dopo articolo, scelta dopo scelta, battaglia dopo battaglia.
Betapress compie dieci anni e può farlo guardando alla propria storia con legittimo orgoglio.
In questo decennio la testata ha raccontato la società italiana senza rinunciare alla propria identità, affrontando temi spesso scomodi e prendendo posizione anche quando sarebbe stato più conveniente restare in silenzio.
Lo ha fatto senza finanziatori, senza padrini economici, senza gruppi di potere alle spalle e senza ricorrere alla pubblicità.
Una condizione difficile, talvolta durissima, che ha però consentito a Betapress di conservare il bene più prezioso per qualunque organo d’informazione: la libertà.
Non ricevere finanziamenti significa avere meno risorse, meno mezzi e meno protezioni.
Significa spesso dover lavorare con sacrificio, affidandosi alla passione e alla disponibilità delle persone.
Ma significa anche non dover chiedere il permesso prima di pubblicare un’opinione, non dover addolcire una critica per tutelare un inserzionista e non dover cambiare una riga per compiacere chi sostiene economicamente la testata.
Betapress ha scelto la strada più difficile. Ha preferito essere una piccola voce libera piuttosto che diventare una grande voce condizionata.
Nel corso di questi dieci anni il giornale ha combattuto le proprie battaglie sui temi della scuola, della cultura, della giustizia, della sanità, del lavoro, dei diritti, della politica e delle disuguaglianze sociali.
Ha denunciato le inefficienze della pubblica amministrazione, le contraddizioni delle istituzioni, l’impoverimento culturale del Paese e quella progressiva distanza tra i cittadini e i luoghi nei quali vengono assunte le decisioni.
Non sempre Betapress ha avuto ragione.
Nessun giornale può pretendere di possedere la verità. Ma Betapress ha sempre cercato di esercitare il diritto e il dovere di formulare domande, di mettere in discussione le versioni ufficiali e di offrire ai lettori una prospettiva diversa. Ha scelto di correre il rischio dell’opinione, assumendosene apertamente la responsabilità.
La libertà di stampa non consiste soltanto nella possibilità formale di pubblicare. Consiste soprattutto nella capacità concreta di non essere ricattabili. Per questo l’assenza di finanziatori e di pubblicità non rappresenta soltanto una caratteristica economica della testata. È una dichiarazione di autonomia e, insieme, una forma di responsabilità nei confronti dei lettori.
Betapress è cresciuta grazie alle persone che hanno creduto nel progetto. Direttori, vicedirettori, redattori, editorialisti, collaboratori, fotografi, tecnici e amici della testata hanno donato idee, tempo, competenze e passione. Alcuni hanno accompagnato il giornale per molti anni, altri hanno condiviso soltanto un tratto del cammino. Tutti, però, hanno lasciato qualcosa.
Dietro ogni articolo vi è sempre una persona. Vi sono esperienze, speranze, delusioni, fatiche e convinzioni. Vi sono telefonate fatte in tarda serata, testi riletti più volte, confronti accesi, intuizioni improvvise e discussioni che, nella migliore tradizione giornalistica, cominciano da una virgola e finiscono per coinvolgere il destino dell’intero Paese.
È anche grazie a questa umanità che Betapress è diventata un piccolo gioiellino editoriale.
Piccolo nelle dimensioni economiche, forse, ma certamente non nell’ambizione culturale e civile.
Un giornale che non ha mai misurato il proprio valore soltanto attraverso i numeri, ma attraverso la qualità delle idee, l’autenticità delle relazioni e la capacità di suscitare riflessioni.
Per celebrare il decennale verrà pubblicato il volume “Gli editoriali di Betapress”, una raccolta che ripercorrerà alcune delle principali battaglie affrontate dalla testata attraverso gli editoriali pubblicati nel corso degli anni.
Il libro non sarà, tuttavia, una semplice antologia giornalistica. Accanto agli editoriali troveranno spazio racconti, testimonianze e frammenti della vita dei giornalisti che hanno contribuito a rendere Betapress ciò che è oggi. Saranno narrati episodi professionali e personali, incontri, difficoltà, passioni e momenti rimasti finora dietro le quinte.
Ne emergerà il ritratto corale di una redazione intesa non soltanto come struttura organizzativa, ma come comunità umana. Perché un giornale non è fatto esclusivamente di notizie. È fatto dalle persone che le cercano, le verificano, le interpretano e decidono di condividerle con il pubblico.
Il volume rappresenterà quindi un viaggio nella memoria di Betapress e, nello stesso tempo, una riflessione sul significato dell’informazione indipendente nel nostro tempo. In un panorama editoriale sempre più dominato dagli algoritmi, dalla comunicazione istantanea e dalla ricerca esasperata del consenso, gli editoriali testimoniano la volontà di fermarsi, ragionare e prendere posizione.
“Gli editoriali di Betapress” sarà presentato a Roma nel corso di un evento celebrativo appositamente organizzato per il decennale. Sarà un’occasione per riunire giornalisti, collaboratori, lettori, rappresentanti delle istituzioni e amici della testata.
Non soltanto una commemorazione del percorso compiuto, ma un momento di confronto sul futuro del giornalismo, sulla libertà d’informazione e sulla responsabilità di chi sceglie di raccontare la realtà.
Roma sarà il luogo simbolico nel quale dieci anni di articoli, polemiche, analisi e battaglie torneranno a vivere attraverso le voci dei loro protagonisti.
Questa indipendenza, tuttavia, non è stata gratuita.
Dietro i dieci anni di Betapress vi è anche il prezzo personale e professionale pagato dal suo direttore, Corrado Faletti, e anche dai suoi giornalisti, per avere scelto di non arretrare davanti alle situazioni più difficili e di non rinunciare alla propria libertà di giudizio.
Nel corso degli anni non sono mancate contestazioni, attacchi personali, iniziative giudiziarie e amministrative, tentativi di mettere in discussione la credibilità professionale e ricostruzioni dei fatti considerate dalla direzione parziali o profondamente ingiuste.
Del Direttore in particolare sono state coinvolte l‘attività giornalistica, quella pedagogica, il suo ruolo nelle istituzioni scolastiche e, in alcuni momenti, la sua stessa reputazione personale.
La critica è una componente indispensabile della vita democratica e chi dirige un giornale deve essere pronto ad accettarla.
Diversa è la delegittimazione, soprattutto quando il confronto sulle idee viene sostituito dall’attacco alla persona, dal sospetto sistematico o dal tentativo di isolarla professionalmente.
Il nostro Direttore ha conosciuto anche questa parte meno nobile della vita pubblica, affrontandola nelle sedi competenti e affidando ai documenti il compito di ricostruire i fatti.
Il decennale non è il momento per riaprire quelle vicende né per indicare nemici.
Betapress non è mai nata per diventare il tribunale privato del proprio direttore.
È però doveroso ricordare che la libertà rivendicata dalla testata non è stata una dichiarazione astratta.
È stata esercitata anche quando esporsi significava assumersi conseguenze personali, professionali e umane.
Proprio nei momenti più difficili Betapress ha continuato a pubblicare.
Non ha risposto alle pressioni con il silenzio e non ha trasformato il dissenso in rancore. Ha scelto gli strumenti che appartengono al giornalismo autentico: la parola, l’analisi, la documentazione, l’ironia e il diritto di porre domande.
La permanenza di Betapress nel panorama editoriale rappresenta quindi qualcosa di più della semplice sopravvivenza di una testata.
Dimostra che è possibile attraversare polemiche, isolamento e tentativi di delegittimazione senza rinunciare alla propria identità. Se qualcuno aveva immaginato che colpendo Faletti avrebbe ridotto al silenzio Betapress, dieci anni di articoli costituiscono la risposta più chiara.
Betapress non ha vinto perché non è mai stata attaccata.
Ha vinto perché, nonostante tutto, non ha smesso di scrivere.
Racconteremo le denunce temerarie ricevute, le azioni di mobbing e di stalking subite, faremo anche i nomi e ripercorrendo tutte le battaglie fatte con documenti alla mano, comprese le lettere minatorie; sarà facile capire il marciume italiano che ci circonda.
Dagli ultimi scandali bancari alle soperchierie ministeriali in difesa di fondazioni controllate dalla politica, dalle prepotenze della PA verso i cittadini fino alla cresta sui pagamenti in favore dei portatori di disabilità, fatto vergognoso su cui Betapress sta avviando una campagna in difesa dei cittadini disabili; avrete modo di comprendere appieno come questo stato debba essere ricostruito fin dalle fondamenta.
Ma racconteremo anche come attraverso i nostri libri ed i nostri articoli qualche messaggio sia arrivato a destinazione.
I dettagli relativi alla data, alla sede ed al programma della manifestazione saranno comunicati prossimamente, comprese le indicazioni per poter partecipare all’evento.
Il decennale non vuole essere un punto d’arrivo.
È, piuttosto, una nuova partenza.
Betapress continuerà a essere una testata libera, talvolta scomoda, spesso ironica, certamente imperfetta, ma sempre fedele alla propria identità.
Continuerà a difendere il diritto di pensare, di dubitare, di criticare e di proporre.
Continuerà a dare spazio a chi ha qualcosa di autentico da raccontare, senza chiedergli quale potere rappresenti o quale interesse economico possa garantire.
Dopo dieci anni senza finanziatori e senza pubblicità, Betapress può affermare di non avere debiti di riconoscenza verso nessuno, se non verso i propri lettori e verso tutte le persone che hanno lavorato affinché il giornale potesse continuare a esistere.
A loro va il ringraziamento più sincero della redazione.
Dieci anni dopo, Betapress è ancora qui.
Non si è arricchita, non si è venduta e non ha smesso di combattere.
E, in un’epoca nella quale quasi tutto sembra avere un prezzo, poter dire di non avere padroni è forse il regalo più bello che un giornale possa fare a sé stesso ed ai suoi lettori.
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Buon giorno, complimenti, dieci anni sono una grande tappa🙏 auguri 🥂
🎉 BETAPRESS COMPIE DIECI ANNI: AUGURI A UNA GRANDE FAMIGLIA!
Dieci anni di informazione indipendente, battaglie civili e giornalismo libero. Un percorso costruito senza padroni, senza finanziatori e senza pubblicità, sostenuto dalla passione e dall’impegno di chi crede nel valore della libertà di espressione.
Essere liberi significa poter raccontare i fatti, porre domande anche scomode e dare spazio a chi troppo spesso viene dimenticato. Sono valori che condivido profondamente nella mia attività di blogger civico.
Oggi sono orgoglioso di far parte della grande famiglia di Betapress, offrendo la mia voce, la mia esperienza e il mio impegno quotidiano al servizio del territorio e dei cittadini.
Le mie congratulazioni vanno al direttore Corrado Faletti, al vicedirettore Ettore Lembo, a tutta la redazione, agli autori e ai collaboratori che, nel corso di questi dieci anni, hanno contribuito alla crescita della testata.
Questo anniversario non rappresenta soltanto un importante traguardo, ma anche una nuova partenza.
Buon decimo compleanno, Betapress! Continuiamo a raccontare, documentare e dare voce a chi voce non ha.
Josef Nardone
Il Blogger Civico più a sud della Sicilia – Collaboratore esterno di Betapress
Dare voce a chi voce non ha