Settembre 13, 2026
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Dubai – Il rumore sordo delle esplosioni rompe la notte di una città che fino a poche ore prima si considerava invulnerabile. I bombardamenti iraniani che hanno colpito diversi Paesi del Golfo hanno raggiunto anche Dubai, trasformando l’Emirato simbolo di stabilità e opulenza in uno scenario di tensione e incertezza. A farne le spese, tra gli altri, centinaia di italiani rimasti bloccati dopo la chiusura dello spazio aereo.

Alcuni missili hanno raggiunto diversi punti della città, compresa Palm Jumeirah, l’isola artificiale diventata icona globale del lusso. Un hotel sarebbe stato danneggiato, con almeno quattro feriti secondo le prime informazioni. Le immagini che circolano raccontano di sirene, fumo e strade improvvisamente svuotate.

«Fino a ieri sembrava un paradiso», racconta un residente italiano. «Oggi sono scene che avevamo visto solo in televisione». La sensazione diffusa – riferiscono altri connazionali – è che molti abitanti fatichino a credere che Dubai possa essere davvero vulnerabile.

200 studenti italiani: «Aspettiamo e speriamo»

Tra i bloccati ci sono circa 200 giovani del programma World Student Connection, ospitati in albergo in attesa di sviluppi. Il ministero degli Esteri, l’ambasciata ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai seguono la situazione in contatto costante con i tutor.

Guenda, 19 anni, racconta al telefono con la voce spezzata: «Sentiamo anche cinque o sei esplosioni ogni mezz’ora. Lo spazio aereo è stato chiuso. Non possiamo fare altro che aspettare». Il volo della madre, che doveva raggiungerla dall’Italia, è stato cancellato. Come quello di tanti altri.

Non è solo una questione logistica. È la percezione improvvisa di fragilità a pesare su ragazzi che avevano scelto Dubai per studiare, imparare l’inglese, vivere un’esperienza internazionale.

Atleti, turisti, volti noti

Bloccate anche due squadre italiane impegnate nel NAS Sports Tournament: Cuneo e Cisterna di Latina. Tra i presenti c’è Ivan Zaytsev, ex azzurro e schiacciatore di Cuneo, che sui social ha rassicurato: «L’aria è pesante, ma stiamo tutti bene».

Nell’Emirato si trovano anche la rapper BigMama, che ha parlato apertamente di paura e del desiderio di rientrare al più presto, e il ministro della Difesa Guido Crosetto, che aveva raggiunto la famiglia a Dubai.

A complicare ulteriormente il quadro, un gruppo di croceristi italiani è fermo in porto, impossibilitato a raggiungere Doha per il volo di rientro su Roma.

Spazio aereo interdetto: il tempo sospeso

Le compagnie aeree hanno sospeso numerosi collegamenti. Le raccomandazioni sono chiare: restare negli hotel, limitare gli spostamenti, attendere indicazioni ufficiali. Ma la domanda resta senza risposta: quando si potrà tornare in Italia?

In queste ore Dubai appare come una città sospesa. I grattacieli illuminati, le spiagge perfette, i centri commerciali scintillanti fanno da sfondo a un silenzio rotto solo dai boati lontani. Per i connazionali bloccati non c’è calendario né certezza, solo la speranza che l’emergenza rientri rapidamente.

E mentre la diplomazia lavora e le famiglie in Italia attendono notizie, la frase che rimbalza tra hotel e telefonate è sempre la stessa: «Vogliamo solo tornare a casa».

Autore

  • Giuseppe Nardone è un blogger impegnato nell’osservazione critica della realtà sociale e civile, con particolare attenzione ai temi della cronaca, del territorio e dei diritti. Nei suoi interventi unisce sensibilità narrativa e tensione civile, proponendo una lettura diretta, partecipe e spesso controcorrente dei fatti. La sua scrittura si distingue per il taglio libero, per l’attenzione alle questioni spesso trascurate dal dibattito pubblico e per una costante ricerca di verità nell’informazione.

     

     

    Collaboratore esterno


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