È uscito “Dossier Sbirromafia – Volume III”
Emilio Tringali: un’inchiesta sul caso Emmanuello che riapre il dibattito sull’Antimafia
È arrivato in libreria e disponibile su Amazon il terzo capitolo di una delle serie investigative più controverse degli ultimi anni. Con “Dossier Sbirromafia – Volume III. Il Depistaggio ‘Emmanuello’”, il vignettista e autore di DOSSIER SBIRROMAFIA, Emilio Tringali, torna a scavare nelle pieghe di uno dei procedimenti giudiziari più discussi della recente storia italiana: il maxiprocesso di Genova contro il clan Emmanuello.

Il sottotitolo è già una dichiarazione d’intenti: “La verità negata, i testimoni costruiti e l’ombra dei ‘Professionisti dell’Antimafia’”. Un’accusa frontale che promette di sollevare interrogativi pesanti su dinamiche investigative, gestione dei testimoni e costruzione dell’impianto accusatorio.
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Un’inchiesta che punta al cuore del processo
Nel nuovo volume, Tringali sostiene che il processo contro il clan Emmanuello non sia stato soltanto un capitolo della lotta alla criminalità organizzata, ma anche il teatro di un presunto depistaggio sistemico. L’autore analizza quello che definisce i “quattro pilastri” del teorema accusatorio, esaminando i principali testimoni chiave e la solidità dei loro racconti.
Secondo la ricostruzione proposta nel libro, emergerebbero criticità nella selezione e nella gestione delle fonti testimoniali, nella verifica dei riscontri e nell’uso di metodologie investigative ispirate a modelli “all’americana”, con un forte impatto mediatico.
Il volume non si limita alla dimensione giudiziaria. Tringali amplia il quadro, suggerendo l’esistenza di interessi più ampi e intrecci tra potere, apparati investigativi e narrazione pubblica dell’Antimafia.
Il filo rosso tra Gela e Genova
Uno dei temi centrali del libro è il collegamento tra la realtà siciliana di Gela e quella ligure di Genova. L’autore ipotizza che, mentre l’attenzione giudiziaria si concentrava sugli Emmanuello, altre figure e reti criminali avrebbero continuato a operare indisturbate, anche in ambiti sensibili come il narcotraffico e i grandi appalti.
Il testo propone una riflessione sul concetto stesso di “Antimafia di facciata”, evocando il ruolo di quelli che Tringali definisce “professionisti dell’Antimafia”: soggetti che, a suo dire, avrebbero costruito carriere e consenso pubblico sull’emergenza criminale.
Un libro che divide
“Dossier Sbirromafia – Volume III” si inserisce in una tradizione editoriale che non teme lo scontro. L’autore invita esplicitamente il lettore a esercitare “il beneficio del dubbio”, ponendo una domanda che attraversa tutto il volume: può un intero impianto accusatorio reggersi su fondamenta fragili?
Come già accaduto per i precedenti capitoli della serie, anche questo terzo volume è destinato a far discutere. Da un lato, chi lo leggerà come un atto di controinformazione e di critica radicale al sistema giudiziario; dall’altro, chi potrebbe contestarne le tesi, difendendo il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine.
In ogni caso, l’uscita del libro riapre il confronto su un nodo centrale della democrazia italiana: il rapporto tra lotta alla mafia, potere mediatico e garanzie dello Stato di diritto
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