Andate figli, ma Signore, custodiscili Tu.
riceviamo e pubblichiamo una poesia ricevuta da un padre che ha spinto i propri figli ad andare all’estero, ci ha chiesto di restare anonimo, era il suo commento al nostro articolo di ieri. ci è sembrata troppo bella per non dargli almeno un minimo di valore, non volevamo tenerla solo per noi.
Gesù,
questa sera Ti parlo da padre,
con le mani stanche
e il cuore incapace di dormire.
Ti parlo da questa mia Italia,
bella come una promessa antica
e fragile come una casa
nella quale piove dal tetto.
È la terra delle nostre madri,
dei campanili e delle piazze,
dei morti che riposano vicino,
dei nomi incisi sulle porte,
del pane spezzato a tavola
e delle feste che riuniscono le famiglie.
Eppure oggi, Signore,
questa terra sembra non avere più posto
per i sogni dei miei figli.
Li ho cresciuti dicendo loro
che lo studio rende liberi,
che l’onestà viene riconosciuta,
che il lavoro premia il sacrificio,
che chi possiede talento
può costruire qui il proprio domani.
Ora abbasso gli occhi
per non far vedere loro
che non ne sono più così sicuro.
Come può un padre
dire ai propri figli di partire?
Come può pronunciare le parole
che il suo cuore vorrebbe cancellare?
Andate lontano, figli miei.
Andate dove il vostro valore
non debba chiedere perdono,
dove il merito non sia una colpa,
dove il futuro non venga distribuito
come un favore concesso ai pochi.
Andate,
anche se ogni passo che farete
lontano da questa casa
sarà un passo dentro la mia solitudine.
Lo dico per il vostro bene,
ma mentre lo dico
sento di tradire ogni abbraccio
con cui vi ho promesso
che vi avrei sempre protetti.
Perché io vi vorrei qui,
Gesù.
Vi vorrei ancora seduti alla mia tavola,
con le vostre voci nelle stanze,
con le porte lasciate aperte,
con i ritorni improvvisi,
con le discussioni, le risate,
perfino con il vostro disordine.
Vorrei potervi abbracciare ogni sera
e sapere che il mondo
non vi ha portati troppo lontano.
Vorrei diventare vecchio
guardandovi crescere accanto a me,
riconoscere i vostri passi sulle scale
e non affidare a uno schermo
il compito di mostrarmi i vostri volti.
Ma l’amore di un padre, a volte,
deve trovare il coraggio più crudele.
Deve aprire la porta
quando vorrebbe chiuderla.
Deve preparare una valigia
quando vorrebbe disfarla.
Deve sorridere alla stazione
mentre dentro di sé
implora il treno di non partire.
Per questo Ti prego, Gesù.
Se io dovrò lasciarli andare,
cammina Tu al loro fianco.
Siediti accanto a loro
nei giorni dello sconforto.
Entra nelle stanze straniere
in cui sentiranno nostalgia.
Fa’ che incontrino mani leali,
parole sincere,
persone capaci di riconoscere
la bontà che portano dentro.
Proteggili dall’arroganza dei potenti,
dall’ingiustizia degli uomini,
dalla tentazione di diventare duri
per non soffrire.
Non permettere che la distanza
cancelli la loro memoria.
Fa’ che conservino il profumo di casa,
la lingua con cui li ho consolati,
il ricordo delle nostre domeniche
e il calore delle mie braccia.
E se un giorno torneranno,
fa’ che trovino un’Italia migliore,
una patria che non costringa più i padri
a scegliere tra la vicinanza dei figli
e la loro felicità.
Io, Signore,
non Ti chiedo ricchezza per loro.
Ti chiedo dignità.
Non Ti chiedo una vita senza fatica.
Ti chiedo una fatica che abbia senso.
Non Ti chiedo di tenerli al riparo dal mondo.
Ti chiedo di non lasciarli soli
quando il mondo sembrerà troppo grande.
E quando saliranno su quell’aereo,
quando attraverseranno una frontiera,
quando la loro figura diventerà piccola
oltre il vetro di una partenza,
sostieni Tu questo padre
che li saluterà con la mano
mentre il cuore correrà dietro di loro.
Perché dirò «andate»,
ma ogni parte di me griderà «restate».
Dirò «cercate il vostro futuro»,
ma continuerò a preparare un posto a tavola.
Dirò «non preoccupatevi per me»,
ma conterò i giorni che mancano
al prossimo abbraccio.
Gesù,
se la mia patria non sa trattenerli,
custodiscili Tu.
E insegna al mio amore
a non diventare una catena,
ma una casa sempre accesa,
una finestra nella notte,
una luce capace di dire
da qualunque parte del mondo:
figli miei, andate pure,
se partire è necessario.
Ma ricordate che qui
ci sarà sempre un padre
con le braccia aperte,
pronto ad abbracciarvi
come se non foste mai andati via.
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Buon giorno, un abbraccio forte a tutti i papà ed a tutte le mamme ché hanno i figli lontano 🫂🩵