Settembre 13, 2026

Bhutan: è iniziato il festival di Paro nel Paese più felice del mondo

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Bhutan: è iniziato il festival di Paro nel Paese più felice del mondo

É iniziato il festival di Paro nel regno nascosto del Bhutan.

Il Festival di Paro si svolge ogni anno verso alla fine di marzo e i primi giorni di aprile.

L’edizione del 2025 ha luogo dal 8 al 12 aprile

Il Bhutan, la terra del Dragone Tonante (Druk Yul) è un piccolo regno buddista, quasi nascosto tra le piane della catena dell’Himalaya.

È incastonato entro due grandi nazioni come la Cina e l’India.

I paesaggi sono incredibili, picchi innevati, foreste incontaminate di pini blu, alberi di rododendri.

Piu del 70 per cento del territorio del Bhutan è ricoperto da foreste.

Nel 2008 è stata introdotta una legge che preserva negli anni a venire questo stato naturale per almeno il 60 per cento.

Tutto ciò fa da sfondo a un vero e proprio viaggio nel passato.

Thimphu, Paro, Punakha sono famosi per i loro mistici Dzong o monasteri.

Paro, Thimphu, Punakha, Gangtey, Trongsa, Bumthang, sono le principali località che vantano i più antichi e famosi Dzong del Bhutan, le fortezze-monastero sedi allo stesso tempo del potere religioso, politico ed economico.

Si tratta di suggestivi monasteri ricchi di miti e leggende.

In questi antichi monasteri fortezza vengono ogni anno celebrate suggestive feste religiose.

Tra le fioriture e un paesaggio verdeggiante, il Festival si anima con colori vivaci, musica, danze e altri rituali sacri.

Paro si trova nella zona centro occidentale del paese, in un altopiano ricoperto di boschi e incastonato di verdissime valli.

Si trova a un’altitudine di 2280 m sul livello del mare. Prima della costruzione delle strade, la maggior parte del commercio del Bhutan passava attraverso Paro alla volta del Tibet.

La valle di Paro si estende da Jumolhari sul confine tibetano a Chuzom che è la confluenza dei fiumi Thimphu e Punakha.

Le feste religiose come incontro sociale

Sebbene si tratti di un festival religioso, offre anche l’opportunità di socializzare, poiché persone da tutte le regioni vengono qui per festeggiare.

È un’occasione molto speciale in cui le persone indossano i loro migliori abiti tradizionali.

Il buddismo nell’attività quotidiana

La cultura e le tradizioni del Bhutan hanno origine dal Buddismo, la religione principale.

In Bhutan viene vissuto come una vera e propria pratica filosofica che pervade ogni attività quotidiana.

Guru Rimpoche, il Santo indiano che i bhutanesi venerano

Il festival a Paro è in onore di “Padmasambhava”, popolarmente noto come “Guru Rimpoche”.

Era un santo indiano che diede un immenso contributo alla diffusione del Buddhismo tantrico intorno all’800 d.C. nella regione himalayana del Nepal, Tibet e Bhutan.

Fu anche il fondatore del Nyingmapa, l’antica scuola del lamaismo che ancora oggi ha numerosi seguaci.

Ciò offre anche ai bhutanesi l’opportunità di stabilire il legame con il loro guru che ha avuto un così profondo impatto sulla loro vita.

Il festival sfoggia arte e tradizioni e ogni danza racconta una storia unica del passato.

Le danze vengono eseguite da monaci e laici durante il festival.

La danza delle maschere e la musica

I quattro giorni dello Tsechu di Paro costituiscono l’evento religioso più importante dell’anno, che annuncia l’arrivo della primavera in marzo o in aprile.

Il primo giorno ha luogo all’interno dello dzong, poi si sposta nella zona lastricata del deyankha appena sopra l’ingresso dello dzong.

Qui, all’alba del 15° giorno del secondo mese, viene srotolato un thondrol.

il thondrol o thongdrel in Bhutan è un gigantesco thangka ossia una immagine sacra dipinta e ricamata che viene srotolato durante il festival che di solito espone la figura del Guru Rimpoche.

Il momento clou del festival è caratterizzato dalle danze mascherate o danze cham, che narra eventi della vita di “Padmasambhava” e storie di altri santi.

 

Danze, canti popolar e musica (cimbali, tamburi, flauti e corni di yak) vengono eseguiti sia dai monaci che dal pubblico in generale.

I danzatori, con il viso coperto da suggestive maschere, si muovono in cerchio al ritmo di tamburi, gong e trombe. Le maschere di animali raccontano i molti altri aspetti della ricca cultura butanese.

Come si vive nel paese più felice del mondo

È curioso come lo sviluppo di questo piccolo Stato si basa sul cosiddetto Indice della Felicità Nazionale.

La felicità è legata allo sviluppo del paese ai valori dell’esistenza.

Il Buthan, infatti, persegue come bene primario la felicità degli abitanti e favorendo le attività economiche sostenibili, nel senso più moderno che viene dato a questo termine.

La felicità degli abitanti è più importante del prodotto interno lordo.

Un antico regno fuori dall’ordinario

Il Bhutan è un antico regno fuori dall’ordinario dove è illegale comprare le sigarette, dove giganteschi falli dalle proprietà protettive sono dipinti sulle facciate di molte case e custoditi in alcuni templi.

Questo singolare regno medievale Buddhista inevitabilmente deve confrontarsi con i tempi moderni.

Ma cerca strenuamente di mantenere la sua identità culturale.

E ci riesce benissimo.

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